Act 094G0114
IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA
DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO
Vista la legge 11 agosto 1991, n. 273, che istituisce il Servizio nazionale di taratura e in particolare, gli articoli 3 e 6;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 802, e successive modificazioni ed integrazioni, che disciplina le unita' di misura legali, comprendenti le unita' di misura SI di base, supplementari e derivate;
Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla disciplina dell'attivita' di Governo e sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Viste le proposte avanzate dagli istituti metrologici primari in merito alla determinazione dei campioni nazionali di talune unita' di misura SI di base, supplementari e derivate;
Considerato che occorre provvedere alla determinazione di detti campioni nazionali;
Visto il parere reso dal Comitato centrale metrico nella riunione del 16 luglio 1992;
Vista l'intesa espressa dal Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica con la nota n. EV/1237/A-6.5.-1 del 18 dicembre 1992;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 24 giugno 1993;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri in data 30 luglio 1993 con nota n. 175630;
A D O T T A il seguente regolamento:
Art. 1
1.I campioni nazionali delle unita' di misura SI di base, supplementari e derivate previsti dall'art. 3 della legge 11 agosto 1991, n. 273, sono fissati nell'allegato I al presente regolamento.
2.La descrizione dei predetti campioni e la determinazione delle relative incertezze sono contenute nell'allegato II. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Reatano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui strascritti.
Note alle premesse: - La legge n. 273/1991 reca: "Istituzione del sistema nazionale di taratura". Si trascrive il testo dei relativi artt. 2 e 6: "Art. 2. - 1. Gli istituti metrologici primari effettuano studi e ricerche finalizzati alla realizzazione dei campioni primari delle unita' di misura di base, supplementari e derivate del sistema internazionale delle unita' di misura SI. Tali istituti confrontano a livello internazionale i campioni realizzati e li mettono a disposizione ai fini della disseminazione prevista dal sistema nazionale di taratura. 2. Svolgono le funzioni di istituti metrologici primari: a) l'istituto di metrologia "G. Colonnetti" del Consiglio nazionale delle ricerche per i campioni riguardanti le unita' di misura impiegate nel campo della meccanica e della termologia; b) l'istituto elettronico nazionale "G. Ferraris" per i campioni riguardanti le unita' di misura del tempo e delle frequenze e per le unita' di misura impiegate nel campo dell'elettricita', della fotometria, dell'optometria e dell'acustica; c) il Comitato nazionale per la ricerca o per lo sviluppo dell'energia nucleare e delle energie alternative (ENEA) e per i campioni delle unita' di misura impiegate nel campo delle radiazioni ionizzanti. 3. Nello svolgimento delle loro attivita' i predetti istituti metrologici primari, allo scopo di assicurare una sinergia di mezzi e di competenze, si avvarranno, anche nei corrispondenti settori operativi, delle risorse messe a disposizioni da altri istituti che svolgono attivita' metrologiche, tra cui l'Istituto superiore delle poste e delle telecomunicazioni e l'Istituto superiore di sanita'. 4. Nulla e' innovato per quanto concerne competenze e funzioni dell'Ufficio centrale metrico". "Art. 6. - 1. Dopo l'ultimo comma dell'art. 7 del regio decreto 9 gennaio 1939, n. 206, e' aggiunto, in fine, il seguente: 'Il Comitato, inoltre, svolge funzioni di consulenza e di proposta nell'ambito del sistema nazionale di taratura ed esprime pareri sulle materie ad esso sottoposte dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato'". - Il D.P.R. n. 802/1982 recepisce la direttiva CEE n. 80/81 che ha prescritto per tutta l'area comunitaria l'impiego delle unita' di misura del Sistema Internazione (SI). - Il comma 3 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello steso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazioen di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
Art. 2
1.Con successivi decreti si provvedera' ad apportare integrazioni e aggiornamenti agli allegati I e II richiamati nell'articolo precedente.
2.Le disposizioni del presente regolamento hanno effetto dal primo giorno del secondo mese successivo a quello della pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
Il Ministro: SAVONA
Visto, il Guardasigilli: CONSO Registrato alla Corte dei conti il 18 gennaio 1994
Registro n. 1 Industria, foglio n. 2
Allegato I
ALLEGATO I Cap. I CAMPIONI NAZIONALI DI UNITA' "SI" DI BASE 1. GRANDEZZA: LUNGHEZZA Unita' di misura: metro Simbolo dell'unita': m Il campione nazionale di lunghezza e' realizzato dall'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR (IMGC) tramite una radiazione monocromatica di luce coerente, assegnando alla frequenza il valore fornito dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure e alla velocita' della luce nel vuoto il valore 299 792 458 m/s stabilito dalla XVII Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure. Esso e' conservato mediante una coppia di laser elio-neo stabilizzati per riferimento a una componente di struttura iperfine della transizione 11-5 R(127) della molecola dello iodio 127, la cui lunghezza d'onda in vuoto e' nota con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 3,4 x 10(elevato a - 10). 2. GRANDEZZA: MASSA Unita' di misura: kilogrammo Simbolo dell'unita': kg Il campione nazionale di massa e' la copia n. 62 del Kilogrammo Prototipo Internazionale (KPI), costruita nel 1973 dall'Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure (BIPM) di Sevres, ed e' conservato dall'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR (IMGC). Esso reca il numero 62 inciso sulla superficie laterale ed e' conservato ed impiegato secondo i criteri indicati dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure. La massa del campione nazionale, determinata per confronto con il KPI, e' pari a 0,999 999 051 kg, con incertezza, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 8 (Microng). La relazione tra la massa del campione nazionale e la massa del prototipo nazionale, copia n. 5 del KPI di cui al Regio Decreto del 23 agosto 1890, e' periodicamente verificata mediante confronti diretti o indiretti tra le due masse. Il prototipo nazionale e' conservato dall'Ufficio Centrale Metrico, ai fini dei compiti istituzionali ad esso assegnati e confermati dall'art. 2, comma 4, della legge 11 agosto 1991, n. 273. 3. GRANDEZZA: TEMPO Unita' di misura: secondo Simbolo dell'unita': s Il campione nazionale di tempo e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) tramite un oscillatore agganciato in permanenza alla frequenza propria della transizione quantica dell'atomo di cesio stabilita dalla XIII Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (1967) con la definizione del secondo. Esso e' conservato mediante un orologio atomico a fascio di cesio, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 3 x 10(elevato a - 13) per tempo di integrazione superiore a 10(elevato a - 5) s. La scala di tempo nazionale e' generata dall'IEN dal campione nazionale di tempo; essa prende il nome di UTC(IEN). La datazione di un evento sulla scala UTC(IEN) e' effettuabile con incertezza, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 50 ns. La differenza tra la scala UTC(IEN) e la scala internazionale UTC (Tempo Universale Coordinato), elaborata dall'Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure, e' mantenuta entro il limite di +/- 2 (Micron s). 4. GRANDEZZA: INTENSITA' DI CORRENTE ELETTRICA Unita' di misura: ampere Simbolo dell'unita': A Il campione nazionale di intensita' di corrente elettrica e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dai campioni nazionali di tensione elettrica e di resistenza elettrica. Esso e' conservato mediante un gruppo di resistori e apparati di tipo potenziometrico, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di: f. +/- 1,5 x 10(elevato a - 6) per intensita' di corrente elettrica da 100 (Micron)A a 1 A. 5. GRANDEZZA: TEMPERATURA TERMODINAMICA Unita' di misura: kelvin Simbolo dell'unita': K Il campione nazionale di temperatura termodinamica e' realizzato dall'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR (IMGC) tramite la Scala di Temperatura Internazionale del 1990 (STI-90), secondo le prescrizioni fornite dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure. Essa e' conservata tra 24,6 K e 2500 K mediante: punti fissi di temperatura; termometri interpolatori a resistenza di platino, per temperatura da 24,6 K a 1235 K, e termometri a radiazione, per temperatura da 1235 K a 2500 K. L'incertezza, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, e' compresa tra 0,1 mK e 2,5 mK per temperatura da 24,6 K a 1235 K e tra 0,025 K e 0,3 K per temperatura tra 1235 K e 2500 K. La temperatura termodinamica puo' essere espressa anche ricorrendo all'unita' grado Celsius (simbolo C). La differenza tra la temperatura espressa in kelvin (indicata con T) e la temperatura espressa in gradi Celsius (indicata con t) e': T /K - t/C = 273,15. 6. GRANDEZZA: INTENSITA' LUMINOSA Unita' di misura: candela Simbolo dell'unita': cd Il campione nazionale di intensita' luminosa e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dai campioni nazionali di tensione elettrica e di resistenza elettrica tramite un radiometro assoluto, adottando per il coefficiente di visibilita' alla frequenza di 540 THz il valore 683 cd sr W(elevato a - 1), adottato dalla XVI Conferenza generale dei pesi e delle misure. Esso e' conservato mediante un gruppo di lampade ad incandescenza, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 5 x 10(elevato a - 3) per intensita' luminosa da 100 cd a 500 cd. Cap. II CAMPIONI NAZIONALI DI UNITA' SI SUPPLEMENTARI 1. GRANDEZZA: ANGOLO PIANO Unita' di misura: radiante Simbolo dell'unita': rad Il campione nazionale di angolo piano e' realizzato dall'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR (IMGC) sia per divisione del cerchio a partire dall'angolo giro (360(elevato a - 0) = 2 = rad) sia per derivazione dal campione nazionale di lunghezza mediante il rapporto di due lunghezze collegate tra loro da una relazione trigonometrica. Esso e' conservato mediante apparati basati su tavola a indice e barra seno, con incertezza, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 0,24 (Micron rad +/- 0,05'). Cap. III CAMPIONI NAZIONALI DI UNITA' SI DERIVATE 1. GRANDEZZA: MASSA VOLUMICA (densita') Unita' di misura: kilogrammo al metro cubo Simbolo dell'unita': kg/metro cubo Il campione nazionale di massa volumica e' realizzato dall'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR (IMGC) per derivazione dai campioni nazionali di massa e di lunghezza. Esso e' conservato mediante un gruppo di sfere di silicio monocristallino, la cui massa volumica e' nota con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 7 x 10 (elevato a - 7). 2. GRANDEZZA: PORTATA IN MASSA Unita' di misura: kilogrammo al secondo Simbolo dell'unita': kg/s Il campione nazionale di portata in massa e' realizzato dall'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR (IMGC) per derivazione dai campioni nazionali di massa e di tempo. Esso e' conservato mediante un impianto basato sulla misurazione diretta della massa di acqua deionizzata effluita nell'unita' di tempo attraverso una sezione di prova, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 4 x 10(elevato a - 1) per portata in massa da 0,2 kg/s a 5 kg/s, con pressione di linea da 100 kPa a 500 kPa e temperatura da 18 C a 30 C. 3. GRANDEZZA: FORZA Unita' di misura: newton Simbolo dell'unita': N Il campione nazionale di forza e' realizzato dall'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR (IMGC) per derivazione dal campione nazionale di massa e tramite la misurazione dell'accelerazione di gravita' locale. Esso e' conservato mediante macchine generatrici di forza, dette a pesi diretti, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 2,5.10(elevato a - 5) per forza da 2 N a 100 kN. 4. GRANDEZZA: PRESSIONE Unita' di misura: pascal Simbolo dell'unita': Pa Il campione nazionale di pressione e' realizzato dall'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR (IMGC) per derivazione dai campioni nazionali di lunghezza e di massa e tramite la misurazione dell'accelerazione di gravita' locale. Esso e' conservato mediante un manobarometro a colonna di mercurio ed un gruppo di accoppiamenti meccanici a pistone e cilindro, con masse caricate sul pistone, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, da +/- 5 x 10(elevato a - 6) a +/- 5 x 10(elevato a - 1) a seconda del valore di pressione (da 100 Pa a 1 GPa) e del mezzo impiegato (liquido o gassoso). 5. GRANDEZZA: PRESSIONE SONORA Unita' di misura: pascal Simbolo dell'unita': Pa Il campione nazionale di pressione sonora (o acustica) e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) utilizzando microfoni reversibili, la cui sensibilita' e' stata determinata con la tecnica nota come della reciprocita' in accoppiatore chiuso per derivazione dai campioni nazionali di pressione, di resistenza elettrica, di lunghezza e di tempo. Esso e' conservato mediante un gruppo di microfoni a condensatore, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 6 x 10(elevato a - 3) per pressione sonora in aria da 0,3 Pa a 1 Pa, con frequenza da 125 Hz a 2,5 kHz. 6. GRANDEZZA: POTENZA ELETTRICA Unita' di misura: watt Simbolo dell'unita': W Il campione nazionale di potenza elettrica e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dai campioni nazionali di tensione elettrica e di resistenza elettrica. Esso e' conservato mediante un generatore di tensione elettrica ed un gruppo di resistori, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 2 x 10(elevato a - 6) nei campi da 1 V a 10 V per la tensione elettrica e da 100 (Micron A a 1 A per l'intensita' di corrente elettrica. 7. GRANDEZZA: TENSIONE ELETTRICA, POTENZIALE ELETTRICO, FORZA ELETTROMOTRICE Unita' di misura: volt Simbolo dell'unita': V Il campione nazionale di tensione elettrica e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dal campione nazionale di tempo, tramite l'effetto Josephson, adottando per la costante omonima K (pedice J) il valore stabilito dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure (il valore adottato dal 1 gennaio 1990 e' K (pedice J)(elevato a -90 = 483/597,9 GHz/V). Esso e' conservato mediante un gruppo di generatori di tensione di tipo elettrochimico ed elettronico, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 5 x 10(elevato a - 7) per tensione elettrica da 1 V a 10 V. 8. GRANDEZZA: INTENSITA' DI CAMPO ELETTRICO Unita' di misura: volt al metro Simbolo dell'unita': V/m Il campione nazionale di intensita' di campo elettrico e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dai campioni nazionali di tensione elettrica e di lunghezza. Esso e' conservato mediante un condensatore elettrico con elettrodi piani e paralleli e con dispositivo di guardia, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 1,5 x 10(elevato a - 3) per intensita' di campo elettrico da 10 V/m a 60 kV/m, alla frequenza di 50 Hz. 9. GRANDEZZA: RESISTENZA ELETTRICA Unita' di misura: ohm Simbolo dell'unita': (Omega) Il campione nazionale di resistenza elettrica e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) mediante l'effetto Hall quantistico, adottando per la costante di von Klitzing Rx il valore stabilito dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure (il valore adottato dal 1 gennaio 1990 e' Rx-90 = 25 812,807 (Omega)). Esso e' conservato mediante un gruppo di resistori, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 3 x 10(elevato a - 7) per resistenza elettrica da 1 (Omega) a 10 k(Omega). 10. GRANDEZZA: CAPACITA' ELETTRICA Unita' di misura: farad Simbolo dell'unita': F Il campione nazionale di capacita' elettrica e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dai campioni nazionali di resistenza elettrica e di tempo tramite confronto di impedenze in regime alternato sinusoidale. Esso e' conservato mediante un gruppo di condensatori, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 5 x 10(elevato a - 7) per capacita' elettrica da 10 pF a 1 nF, alla frequenza angolare di 10 krad/s. 11. GRANDEZZA: FLUSSO DI INDUZIONE MAGNETICA Unita' di misura: weber Simbolo dell'unita': Wb Il campione nazionale di flusso di induzione magnetica e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dai campioni nazionali di intensita' di corrente elettrica e di induttanza. Esso e' conservato mediante un mutuo induttore, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 1,5 x 10(elevato a - 3) per flusso di induzione magnetica da 1 (Micron)Wb a 10 mWb. 12. GRANDEZZA: INDUZIONE MAGNETICA Unita' di misura: tesla Simbolo dell'unita': T Il campione nazionale di induzione magnetica e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dai campioni nazionali di intensita' di corrente elettrica e di lunghezza. Esso e' conservato mediante una coppia di bobine di Helmholtz con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 3 x 10(elevato a - 3) per induzione magnetica da 1 mT a 25 mT. 13. GRANDEZZA: INDUTTANZA Unita' di misura: henry Simbolo dell'unita': H Il campione nazionale di induttanza e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dai campioni nazionali di resistenza e di tempo tramite confronto di impedenze in regime sinusoidale. Esso e' conservato mediante un gruppo di induttori con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 2 x 10(elevato a - 5) per induttanza da 1 mH a 1 H, alla frequenza angolare di 10 krad/s. 14. GRANDEZZA: FLUSSO LUMINOSO Unita' di misura: lumen Simbolo dell'unita': lm Il campione nazionale di flusso luminoso e' realizzato dall'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" (IEN) per derivazione dal campione nazionale di intensita' luminosa tramite un goniofotometro integratore. Esso e' conservato mediante un gruppo di lampade ad incandescenza, con incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, di +/- 6 x 10(elevato a - 3) per flusso luminoso da 2000 lm a 3000 lm. 15. GRANDEZZA: ATTIVITA' (DEI RADIONUCLIDI) Unita' di misura: becquerel Simbolo dell'unita': Bq Il campione nazionale di attivita' e' realizzato dall'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) per derivazione dal campione nazionale di tempo. Esso e' conservato mediante sorgenti di radionuclidi e apparati di misurazione per radiazione nucleare basati su contatori proporzionali e rivelatori a scintillazione. L'incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, e' compresa fra +/- 1 x 10(elevato a - 3) e +/- 3 x 10(elevato a - 2) a seconda del tipo di radionuclide, per attivita' da 1 kBq a 20kBq. 16. GRANDEZZA: DOSE ASSORBITA Unita' di misura: gray Simbolo dell'unita': Gy Il campione nazionale di dose assorbita e' realizzato dall'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) per derivazione dai campioni nazionali di massa, di resistenza elettrica, di tensione elettrica, di capacita' elettrica e di tempo. Esso e' conservato: . per dose assorbita in grafite mediante impianti per la produzione di fasci di elettroni e di fotoni con energia massima compresa fra 1 MeV e 20 MeV e mediante un calorimetro in grafite o una camera a ionizzazione a cavita' con pareti di grafite. L'incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, e' pari a +/- 5 x 10(elevato a - 3) per dose assorbita in grafite da 0,1 Gy a 30 Gy, con rateo di dose assorbita da +/- 2 x 10(elevato a - 3) Gy s(elevato a - 1) a 3 x 10(elevato a -2) Gy s(elevato a - 1); . per dose assorbita in mezzo tessuto equivalente mediante sorgenti di radiazione (beta) da 90 Sr + 90 Y, da 147 Pm e da 204 T1 e mediante una camera a ionizzazione del tipo ad estrapolazione. L'incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, e' pari a +/- 3 x 10(elevato a - 2) per dose assorbita in tessuto equivalente da 2 x 10(elevato a - 4) Gy a 5 x 10(elevato a -1) Gy, con rateo di dose assorbita da 3 x 10(elevato a - 7) Gys(elevato a - 1) a 5 x 10(elevato a - 4) Gy s(elevato a - 1). 17. GRANDEZZA: DENSITA' DI FLUSSO DI NEUTRONI Unita' di misura: neutroni al secondo al metro quadrato Simbolo dell'unita': s(elevato a - 1) m(elevato a - 2) . Il campione nazionale di densita' di flusso di neutroni e' realizzato dall'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) per derivazione dai campioni nazionali di tempo e di lunghezza. Esso e' conservato mediante sorgenti di neutroni e mediante apparati di misurazione che consentono di applicare il metodo del bagno al solfato di manganese e il metodo dell'attivazione dell'oro e della differenza del cadmio. L'incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, e' pari a +/- 3,7 x 10(elevato a - 3) per neutroni veloci con flusso compreso tra 1 x 10(elevato a 5) s(elevato a - 1) e 1 x 10(elevato a - 7) s(elevato a - 1) , ed e' pari a +/- 8 x 10(elevato a - 3) per neutroni termici con densita' di flusso di 1 x 10(elevato a 4) s(elevato a - 1) m(elevato a - 2) . 18. GRANDEZZA: ESPOSIZIONE Unita' di misura: coulomb al kilogrammo Simbolo dell'unita': C kg(elevato a - 1) Il campione nazionale di esposizione e' realizzato dall'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) per derivazione dai campioni nazionali di massa, di tempo, di tensione elettrica e di capacita' elettrica. Esso e' conservato mediante impianti per la produzione di fasci di radiazione X e g con energia massima compresa tra 7 keV e 1,25 MeV e mediante un gruppo di camere a ionizzazione del tipo ad aria libera ed a cavita'. L'incertezza relativa, stimata a livello di una volta lo scarto tipo, e' compresa tra +/- 5 x 10(elevato a - 3) e +/- 1 x 10(elevato a - 2) per esposizione da 3 x 10(elevato a - 7) C kg(elevato a - 1) a 4 x 10(elevato a - 1) C kg(elevato a - 1), con rateo di esposizione da 3 x 10(elevato a - 8) C kg(elevato a - 1) s(elevato a - 1) a 2 x 10(elevato a - 4) C kg(elevato a - 1) s(elevato a - 1). Il Ministro dell'industria del commercio e dell'artigianato SAVONA
Allegato II
ALLEGATO II NOTE TECNICHE SUI CAMPIONI NAZIONALI Introduzione I campioni nazionali identificati nell'allegato I, sono in generale realizzati in conformita' alle raccomandazioni del Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure e costituiscono rappresentazioni pratiche delle unita' di misura SI che gli istituti metrologici primari mettono a disposizione ai fini della disseminazione. Le incertezze indicate nell'articolato sono state stimate tutte a livello di una volta lo scarto tipo; e' stata utilizzata la metodologia raccomandata nel 1981 dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure (Proce's-Verbaux CIPM, volume 49, pp. A1-A12, 1981). Tale raccomandazione suddivide le incertezze in due categorie, a seconda del metodo utilizzato per stimare il loro valore numerico: A: quelle valutate ricorrendo a metodi statistici. Esse sono caratterizzate da scarti tipo stimati e dal numero di gradi di liberta'. Quando e' necessario, dovranno essere forniti i termini di covarianza; B: quelle valutate ricorrendo a metodi diversi da quelli statistici. Esse devono essere caratterizzate da termini che possano essere considerati come approssimazioni di scarti tipo. Quando e' necessario, dovranno essere fornite analoghe approssimazioni dei termini di covarianza. Le due categorie di incertezze vengono combinate tra loro con somma quadratica pesata. In generale l'incertezza del campione nazionale e le sue componenti sono espresse in termini relativi; quando cio' non avviene e' indicata l'unita' di misura adottata per esprimere l'incertezza. Nelle note tecniche sono riportate le seguenti informazioni: elementi aggiuntivi utili per l'identificazione del campione; le informazioni relative alle due categorie di incertezze, ciascuna delle quali e' espressa a livello di una volta lo scarto tipo; i confronti internazionali ai quali ha partecipato il campione nazionale, in quanto i risultati di tali confronti documentano e confermano il valore stimato dell'incertezza; la metodologia utilizzata per la diagnosi di malfunzionamento del campione; le eventuali altre realizzazioni del campione nazionale, di- verse da quella identificata nell'articolato, attuate secondo le raccomandazioni del Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure; gli eventuali campioni, direttamente derivati dal campione nazionale e realizzati e conservati dallo stesso istituto metrologico primario che conserva il campione nazionale dal quale derivano, necessari per estendere il campo di copertura delle misurazioni della grandezza alla quale si riferiscono; le eventuali informazioni essenziali per collocare correttamente il campione nazionale nell'ambito tecnico-scientifico internazionale; i riferimenti ad eventuali grandezze dipendenti dalle grandezze delle quali sono definiti i campioni nazionali. Gli istituti metrologici primari elaborano procedure per la conservazione dei campioni nazionali. In generale, quando viene diagnosticato un comportamento anomalo in un campione nazionale o in una sua parte, si provvede all'esecuzione di controlli e, a seguito dei risultati ottenuti, alla eventuale sostituzione della parte che ha provocato i problemi. E' prassi scientifica, costantemente seguita dagli istituti metrologici primari, effettuare la verifica metrologica del funzionamento del campione nazionale dopo interventi di sostituzione, o attraverso controlli interni (che possono arrivare alla realizzazione ex novo dell'intero esperimento per la realizzazione del campione), o tramite confronti internazionali. 1. CAMPIONI NAZIONALI DI UNITA' "SI" DI BASE 1. Campione nazionale di lunghezza I due laser elio-neo, che costituiscono, funzionando congiuntamente, il campione nazionale di lunghezza, operano con cella di iodio interna alla cavita'. La temperatura del punto freddo della cella e' mantenuta a 15 C ± 1 C; la potenza all'interno della cavita' e' mantenuta tra 5 mW e 15 mW. Ciascuno dei due laser dispone di un sistema per la stabilizzazione della frequenza con il metodo detto della terza armonica. Completa l'apparato la strumentazione per la misura della differenza di frequenza fra le radiazioni emesse dai due laser stabilizzati, che consente anche la misura degli intervalli di frequenza tra le componenti osservabili nei singoli laser, nonche' la strumentazione per il controllo delle condizioni di impiego raccomandate dal CIPM. Per agganciare la cavita' ad una componente di struttura iperfine della transizione 11-5 R(127) della molecola dello iodio 127, componente che costituisce il riferimento di frequenza per il campione, la cavita' e' modulata con un'ampiezza di modulazione equivalente ad una escursione di frequenza di 6 MHz. 2. L'incertezza relativa con la quale e' conservato e reso disponibile il campione nazionale e' pari a +/- 3,4 x 10(elevato a - 10) ed e' ottenuta sommando in quadratura le componenti di incertezza di tipo A e di tipo B. La componente di tipo A e' determinata misurando la differenza di frequenza delle radiazioni emesse dai due laser: tale differenza, espressa in termini relativi, risulta contenuta entro +/- 2 x 10(elevato a - 11). La componente di tipo B e' dovuta all'incertezza con la quale e' nota la frequenza raccomandata: al valore 473 612 214,8 MHz per la componente "i" della transizione e' associata una incertezza relativa, definita dal CIPM sulla base delle determinazioni di frequenza disponibili fino al 1983, di +/- 3,4 x 10(elevato a - 10). Alla componente "i" della transizione corrisponde una lunghezza d'onda in vuoto di 632 991 398,1 fm. Per quanto concerne le altre componenti della transizione, l'utilizzazione di due laser consente di determinare la differenza di frequenza tra le diverse componenti di struttura iperfine, tutte tra loro equivalenti come riferimento di frequenza; la differenza di frequenza tra le diverse componenti e' nota a meglio di +/- 1 x 10(elevato a - 11). Pertanto a tutte le componenti e' associabile la stessa incertezza complessiva. 3. Il campione nazionale e' stato confrontato nel 1981 con il campione realizzato dal BIPM: la differenza relativa tra le due realizzazioni e' risultata inferiore a +/- 1 x 10(elevato a - 11). 4. Il corretto funzionamento del campione nazionale e' verificato mediante l'osservazione del segnale all'ingresso dell'integratore dei sistemi di stabilizzazione e mediante il reciproco controllo tra i due laser attraverso la misura della differenza tra le due frequenze emesse. 5. Seguendo le raccomandazioni del CIPM l'IMGC realizza e conserva anche laser stabilizzati assumendo come riferimento una componente di struttura iperfine della transizione 9-2 R(47) della molecola dello iodio 127. Le modalita' di realizzazione e di conservazione sono del tutto simili a quelle adottate per il campione nazionale, con l'eccezione che, in questo caso, da parte del CIPM e' raccomandata unicamente la temperatura del punto freddo della cella, la quale e' mantenuta a - 5 C +/- 2 C. Alla componente "o" di struttura iperfine di questa transizione e' assegnato un valore di frequenza di 489 880 355,1 MHz, con incertezza relativa di +/- 3,7 x 10(elevato a - 10), la lunghezza d'onda in vuoto corrispondente vale 611 970 769,8 fm. Anche questi campioni sono stati confrontati nel 1981 con analoghi campioni realizzati dal BIPM; la differenza misurata e' stata di 2 x 10(elevato a - 10). 6. Presso l'IMGC sono stati realizzati anche campioni ottici di frequenza a diverse lunghezze d'onda nel visibile e nel vicino infrarosso dello spettro elettromagnetico, con lunghezze d'onda di 514 nm, 543 nm, 593 nm, 640 nm, 852 nm, 1,5 (Micron m, 3,39 (Micron m e 10 (Micron m. 7. Nel 1985 l'IMGC ha firmato con il NIST (USA) un accordo nel quale i due istituti riconoscono l'equivalenza dei campioni nazionali di lunghezza da loro realizzati. 2. Campione nazionale di massa 1. Il campione nazionale di massa, copia n. 62 del Kilogrammo Prototipo Internazionale (KPI), e' un cilindro di platino-iridio avente diametro di base ed altezza pari a circa 39 mm e densita' di 21 546,64 kg/mfB0123, quest'ultima misurata dal BIPM all'atto della sua prima taratura nel 1974. Esso e' conservato sotto doppia campana di vetro, all'interno di una cassaforte, nel laboratorio sotterraneo per le misure di massa dell'IMGC, in condizioni controllate di temperatura e umidita' relativa. Le due chiavi della cassaforte sono affidate rispettivamente al Direttore dell'IMGC ed al conservatore del campione. Gli impieghi del campione nazionale vengono annotati nell'apposito registro conservato all'interno della cassaforte. 2. La massa del campione e' stata determinata dal BIPM per confronto con il KPI, ottenendo 0,999 999 051 kg con incertezza pari a +/- 8 (Micron g (certificato BIPM n. 37 del 14 agosto 1974). Il campione nazionale e' soggetto a periodica verifica della taratura per confronto con il KPI con cadenza stabilita dalla CGPM. La relazione tra la massa del campione nazionale e la massa del prototipo nazionale, copia n. 5 del KPI di cui al T.U. delle leggi metriche di cui al Regio Decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e' periodicamente verificata mediante confronti diretti o indiretti tra le due masse. Il prototipo nazionale e' conservato dall'Ufficio Centrale Metrico, nell'ambito dei compiti istituzionali ad esso assegnati e confermati dall'art. 2, comma 4, della legge 11 agosto 1991, n. 273. 3. La derivazione dei campioni secondari del kilogrammo dal campione nazionale e' effettuata per confronto mediante il comparatore di massa installato presso l'IMGC, avente scarto tipo pari a +/- 1 (Micron g, installato nello stesso laboratorio in cui e' conservato il campione nazionale. Prima di ogni confronto il campione nazionale ed i campioni secondari sono preparati secondo la procedura di pulizia stabilita dal CIPM. Per i campioni secondari di acciaio inossidabile o di leghe speciali (densita' compresa tra 7500 kg/metro cubo e 9000 kg/metro cubo), la derivazione dal campione nazionale comporta sempre la necessita' di determinare la densita' dell'aria durante le operazioni di confronto, per tener conto della differenza di spinta aerostatica. Tale determinazione e' effettuata presso l'IMGC sulla base della for- mula raccomandata dal CIPM e mediante la misurazione automatica dei parametri ambientali (pressione, temperatura e umidita'). Dall'incertezza di tale determinazione dipende in modo preponderante l'incertezza attribuibile ai campioni secondari e quindi a tutta la scala dei multipli e sottomultipli. Mediante l'impiego di strumenti periodicamente confrontati con i campioni nazionali di temperatura e di pressione e con il campione di umidita' realizzato dall'IMGC, la determinazione della densita' dell'aria durante i confronti e' eseguita con un'incertezza inferiore a +/- 0,000 24 kg/metro cubo. Cio' consente la derivazione dei campioni secondari in acciaio inossidabile con incertezza di +/- 20 (Micron g. 4. Per derivazione dal campione nazionale e' realizzata la scala dei campioni di massa da 1 mg a 500 kg con incertezza relativa compresa tra +/- 1 x 10(elevato a - 4) e +/- 5 x 10(elevato a - 8) in funzione del valore nominale. La scala dei campioni di massa e' stata sottoposta ad una serie di confronti internazionali. Il piu' recente (1990) e' stato un confronto tra campioni di 10 g e 50 g con il NPL, il PTB e il SP. I risultati hanno confermato le incertezze dichiarate. Campione nazionale di quantita' di sostanza In generale non si realizza il campione di quantita' di sostanza (unita' mole, simbolo mol); si realizzano pero' campioni di grandezze la cui unita' di misura e' derivata dalla mole, come ad esempio i campioni necessari per le misurazioni di concentrazione. Le misure di quantita' di sostanza si effettuano mediante misure di massa e sulla base della conoscenza delle masse atomiche relative. 3. Campione nazionale di tempo 1. Il campione nazionale di tempo e' conservato mediante un orologio atomico a fascio di cesio selezionato tra i cinque disponibili, conservati in un locale la cui temperatura e' controllata entro +/- 0,5 C. La frequenza generata dall'orologio atomico selezionato viene corretta mediante un variatore continuo di fase per mantenerla in accordo, con un'incertezza di +/- 2 x 10(elevato a - 13), con con la frequenza media di UTC del BIPM ottenuta pesando statisticamente i dati relativi agli orologi atomici a fascio di cesio conservati presso gli istituti metrologici di diversi Paesi. I segnali di tempo generati dagli orologi disponibili presso l'IEN sono confrontati tra di loro due volte al giorno mediante un misuratore di intervallo di tempo, in modo da poter rilevare eventuali anomalie di funzionamento. Per consentire la datazione di eventi, in accordo con la risoluzione n. 5 della XV CGPM del 1975, dal campione nazionale viene generata la scala di tempo UTC(IEN), che puo' essere corretta di +/- 1 s su indicazione dell'International Earth Rotation Service per mantenerla in accordo entro +/- 0,9 s con la scala di tempo rotazionale terrestre UT1 (Tempo Universale). La disseminazione della scala di tempo nazionale e' effettuata dall'IEN mediante opportuni segnali orari e tecniche di sincronizzazione diverse. 2. L'incertezza relativa con la quale e' conservata e resa disponibile l'unita' di tempo della scala UTC(IEN) e' pari a +/- 3 x 10(elevato a - 13) ed e' valutata considerando: l'instabilita' di frequenza del campione atomico di riferimento, in un periodo di tempo compreso tra 1 e 30 giorni +/- 1 x 10(elevato a - 13); la determinazione dello scarto tra la scala UTC(IEN), l'UTC del BIPM e quelle di altri laboratori metrologici primari, usando il sistema di sincronizzazione GPS (Global Positioning System), con la tecnica di misura in vista comune +/- 2 x 10(elevato a - 13); la determinazione della durata dell'unita' di intervallo di tempo della scala UTC del BIPM rispetto alle migliori realizzazioni sperimentali dell'unita' stessa con campioni primari di laboratorio +/- 2 x 10(elevato a - 14). 3. Dai confronti internazionali eseguiti e' risultato che nel 1990 e nel 1991 lo scarto relativo dell'unita' di tempo della scala UTC(IEN) rispetto a UTC e' compreso tra - 1,7 x 10(elevato a - 13) e + 1,6 x 10(elevato a - 13). Nei medesimi anni, la scala di tempo UTC(IEN) e' stata mantenuta entro +/- 2 (Micron s rispetto alla scala di tempo UTC del BIPM. 4. La riferibilita' dell'unita' di intervallo di tempo della scala UTC(IEN) e' assicurata attraverso confronti con la scala UTC mediante la ricezione dei segnali emessi dal sistema di satelliti GPS e dei segnali emessi dal sistema di navigazione Loran-C della Catena del Mare Mediterraneo. I risultati dei confronti tra gli orologi dell'IEN e tra questi ed i suddetti segnali sono messi mensilmente a disposizione del BIPM e di altri utenti su una apposita banca dati. Il BIPM comunica periodicamente, a posteriori, all'IEN gli scarti della scala di tempo UTC(IEN) rispetto alla scala UTC. 5. Nel 1985 l'IEN ha firmato con il NIST (USA) un accordo nel quale i due istituti riconoscono l'equivalenza dei campioni nazionali di tempo da loro realizzati. Campione nazionale di frequenza Dal campione nazionale di tempo e' derivato il campione nazionale di frequenza (unita' hertz, simbolo Hz); esso e' conservato mediante gli stessi apparati usati per conservare il campione nazionale di tempo, con un'incertezza relativa di +/- 3 x 10(elevato a - 13) per frequenza da 1 MHz a 10 MHz. 4. Campione nazionale di intensita' di corrente elettrica 1. Il campione nazionale di intensita' di corrente elettrica e' conservato mediante un gruppo di resistori con valori decadici da 0,1 (Omega) a 10 k(Omega), i quali, unitamente a generatori di corrente elettrica, un generatore di tensione elettrica di riferimento, divisori resistivi e comparatori di corrente, consentono di produrre e misurare intensita' di corrente elettrica in regime continuo da 100 (Micron A a 1 A. Il riferimento all'unita' SI e' stabilito dal complesso di esperimenti attuati dai principali laboratori metrologici per determinare le costanti di Josephson e di von Klitzing e riconducibili alla definizione dell'ampere attraverso le relazioni della teoria elettromagnetica classica. 2. L'incertezza relativa con la quale e' conservato e reso disponibile il campione nazionale e' pari a +/- 1,5 x 10(elevato a - 5) ed e' ottenuta sommando in quadratura le componenti d'incertezza di tipo A e di tipo B. La componente di tipo A dipende dal valore di intensita' di corrente ed e' contenuta entro +/- 1,3 x 10(elevato a - 6). La componente di tipo B e' stimata pari a +/- 0,7 x 10(elevato a - 6). Essa comprende le incertezze indicate dal CIPM per i valori in unita' SI delle costanti K (j-90) e R (x-90) e le incertezze di tipo B introdotte dalle procedure di taratura dei resistori e degli altri strumenti impiegati. 3. Per il campione nazionale di intensita' di corrente elettrica i confronti internazionali riguardano separatamente i campioni nazionali di tensione elettrica e di resistenza elettrica, come riportato nei paragrafi che li riguardano. 4. Il corretto comportamento del campione nazionale e' verificato mediante la taratura periodica del gruppo di resistori che lo compongono e l'esame dell'andamento temporale del valore di ogni singolo resistore rispetto alla media dei valori del gruppo. 5. Per forti intensita' di corrente elettrica in regime continuo l'IEN realizza e conserva un campione costituito da una apparecchiatura per misure di intensita' di corrente mediante misure di tensione ai capi di derivatori con valore da 100 (Micron (Omega) a 0,1 (Omega), con un'incertezza relativa di +/- 5 x 10(elevato a - 5) per intensita' di corrente elettrica fino a 1 kA. 6. Dal campione nazionale di intensita' di corrente elettrica deriva il campione nazionale di intensita' di corrente in regime alternato sinusoidale, realizzato e conservato mediante un gruppo di convertitori termoelettrici, con un'incertezza relativa di +/- 5 x 10(elevato a - 6) per intensita' di corrente elettrica da 2 mA a 10 mA e frequenza da 40 Hz a 20 kHz. Un secondo gruppo di convertitori termoelettrici, muniti di derivatori di corrente, e' conservato per l'estensione a intensita' di corrente elettrica da 10 mA a 1 A, con un'incertezza relativa di +/- 2 x 10(elevato a - 5) per frequenza da 20 Hz a 100 kHz. I convertitori per il trasferimento di intensita' di corrente alternata al regime continuo hanno partecipato nel 1982 a un confronto internazionale. I risultati ottenuti hanno confermato i livelli di incertezza specificati per il campione. 7. Per forti intensita' di corrente elettrica in regime alternato sinusoidale, l'IEN realizza e conserva un campione costituito da un gruppo di trasformatori di corrente a due stadi, con compensazione elettronica degli errori di rapporto e di fase, con un'incertezza di +/- 1,5 x 10(elevato a - 5) per il rapporto e di +/- 15 (Micron rad per la differenza di fase di intensita' di corrente elettrica da 1 A a 5 kA e per frequenza da 50 Hz a 60 Hz. Questo campione ha partecipato nel 1985 ad un confronto internazionale, promosso dal BCR. I risultati ottenuti hanno confermato i livelli di incertezza specificati per il campione. 5. Campione nazionale di temperatura termodinamica E' convenuto a livello internazionale che la Scala di Temperatura Internazionale (STI) sia la rappresentazione della temperatura termodinamica. 1. I punti fissi utilizzati presso l'IMGC, per realizzare la STI-90 tra 24,6 K e 2500 K, sono i punti tripli dell'idrogeno in equilibrio (13,803 3 K), del neo (24,556 1 K), dell'ossigeno (54,358 4 K), dell'argo (83,805 8 K), del mercurio (234,315 6 K) e dell'acqua (273,16 K), il punto di fusione del gallio (302,914 6 K), ed i punti di solidificazione dello stagno (505,078 K), dello zinco (692,677 K), dell'alluminio (933,473 K) e dell'argento (1234,93 K). Per la realizzazione dei punti fissi si ricorre prevalentemente alla tecnica delle celle sigillate, come mezzo piu' idoneo per garantire la stabilita' nel tempo dei punti fissi. Nell'intervallo tra 24,6 K e 1235 K vengono usati termometri a resistenza di platino di tre tipi: termometri a capsula da 25 (Omega) a 273,16 K utilizzati tra 24,6 K e 302,9 K; termometri a stelo lungo da 25 (Omega) a 273,16 K utilizzati tra 83,8 K e 933 K; termometri a stelo lungo per alta temperatura da 2,5 (Omega) o 0,25 (Omega) a 273,16 K utilizzati tra 273,16 K e 1235 K. La purezza del platino e le condizioni di rinvenimento dei termometri sono tali da soddisfare le condizioni imposte dalla STI-90 alla funzione W(T 90 ) = R (T 90 ) / R(273,16 K), in cui R e' la resistenza del termometro e T 90 e' la temperatura assegnata a determinati punti fissi. Ricerche sulla stabilita' dei termometri a resistenza di platino per alta temperatura svolte presso l'IMGC hanno messo in luce i meccanismi di contaminazione del platino da parte di impurezze metalliche e suggerito le opportune procedure per evitarla. Nell'intervallo tra 1235 K e 2500 K la STI-90 viene realizzata con un termometro a radiazione di tipo fotoelettrico monocromatico progettato e costruito presso l'IMGC. Il termometro lavora in una banda spettrale centrata a 655 nm con una larghezza di banda di 12 nm ed impiega come sensore un fotomoltiplicatore con catodo trialcalino. Il punto di solidificazione dell'argento, realizzato con una cavita' corpo nero di grafite immersa in un blocco di argento al 99,999% di purezza, viene assunto come punto di riferimento. La STI-90, al di sopra del punto di solidificazione dell'argento, viene realizzata misurando la risposta spettrale del termometro e la non-linearita' del sensore. Fanno parte integrante del termometro lampade a nastro di tungsteno di alta stabilita'. 2. Le diverse componenti di incertezza variano a seconda del punto fisso e della temperatura. Esse vengono stimate seguendo le indicazioni del documento del BIPM relativo ad informazioni supplementari sulla STI-90. La componente di tipo A dipende dalla possibilita' di tenere sotto controllo le condizioni operative di realizzazione dei punti fissi e dalla stabilita' a breve termine dei termometri interpolatori. La componente di tipo B ai punti fissi dipende dalla purezza dei materiali, dall'immersione dei termometri, dalle condizioni di equilibrio termico tra il punto fisso e il termometro, dalla linearita' dello strumento che misura la resistenza dei termometri a resistenza di platino, dalla pressione e, nel caso del punto fisso per il termometro a radiazione, dall'emissivita' della cavita' corpo nero. La componente di tipo B dell'incertezza negli intervalli tra i punti fissi dipende, oltre che dalla propagazione dell'incertezza ai punti fissi, dalla non univocita' e dalla incoerenza dei sottointervalli della STI-90. Al di sopra di 1235 K, la componente di tipo B dipende anche dall'incertezza sulla lunghezza d'onda di lavoro e sulla non-linearita' del sensore. L'incertezza della realizzazione della STI-90 e' specificata in Tabella 1. Tabella 1 - Incertezza della realizzazione della STI-90.
TEMPERATURA
INCERTEZZA
13,803 3 K (punto triplo dell'idrogeno in equilibrio) (1) +/- 0,3 mK
24,556 1 K (punto triplo del neo) +/- 0,3 mK
tra 54,556 1 K e 54,358 4 K +/- 0,7 mK
54,358 4 K (punto triplo dell'ossigeno) +/- 0,3 mK
tra 54,358 4 K e 83,805 8 K +/- 0,6 mK
83,805 8 K (punto triplo dell'argo) +/- 0,3 mK
tra 83,805 8 K e 234,315 6 K +/- 0,8 mK
234,315 6 K (punto triplo del mercurio) +/- 0,2 mK
tra 234,315 6 K e 273,16 K +/- 0,4 mK
273,16 K (punto triplo dell'acqua) +/- 0,1 mK
tra 273,16 K e 302,914 6 K +/- 0,3 mK
302,914 6 K (punto di fusione del gallio) +/- 0,2 mK
tra 302,914 6 K e 505,078 K +/- 1,3 mK
505,078 K (punto di solidificazione dello stagno) +/- 1,0 mK
tra 505,078 K e 692,677 K +/- 1,3 mK
692,677 K (punto di solidificazione dello zinco) +/- 1,0 mK
tra 692,677 K e 933,473 K +/- 1,5 mK
933,473 K (punto di solidificazione dell'alluminio) +/- 1,2 mK
tra 933,473 K e 1234,93 K +/- 2,5 mK
1234,93 K (punto di solidificazione dell'argento) +/- 2,5 mK (2)
tra 1234,93 K e 2500 K +/- (0,025 + 2,1 x 10(elevato a - 4) (T/K - 1234,93) K
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