DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 settembre 1954, n. 1576
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Vista la legge 15 giugno 1931, n. 889, sul riordinamento dell'istruzione media tecnica;
Visto l'art. 9 del regio decreto-legge 21 settembre 1938, n. 2038, convertito nella legge 2 giugno 1939, n. 739;
Visto il regio decreto 3 marzo 1934, n. 383, che approva il testo unico della legge comunale e provinciale;
Ritenuto che occorre regolarizzare formalmente il funzionamento dell'Istituto professionale gia' in atto, per ragioni di servizio, col relativo organico dal 1 ottobre 1951;
Sulla
proposta del Ministro Segretario di Stato per la pubblica istruzione di concerto con quelli per l'interno e per il tesoro; Decreta:
Art. 1
A decorrere dal 1 ottobre 1951 e' istituita in Napoli una scuola avente finalita' ed ordinamento speciali che assume la denominazione di Istituto professionale femminile.
Art. 2
Il predetto Istituto professionale ha lo scopo di preparare personale idoneo all'esercizio delle attivita' di ordine esecutivo nel settore femminile. Esso e' costituito dalle seguenti Scuole professionali, ciascuna delle quali comprende varie sezioni: 1. Scuola professionale per l'abbigliamento, con sezioni per: sarta per donna; biancherista; camiciaia; maglierista. 2. Scuola professionale per attivita' ed impieghi commerciali, con sezioni per: stenodattilografa; segretaria di aziende turistiche.
Art. 3
Presso l'Istituto potranno essere istituiti: a) scuole di patente per qualificate e specializzate che aspirano a diventare tecniche patentate o maestre artigiane; b) corsi di specializzazione per qualificate che aspirano a diventare specializzate; c) corsi di perfezionamento per qualificate e specializzate; d) corsi di integrazione professionale per gruppi di mestieri affini; e) corsi preparatori.
Art. 4
Le sezioni sono di durata variabile da due a cinque anni in relazione alle esigenze professionali e possono essere diurne e serali. I corsi possono avere durata variabile non superiore ad un anno.
Art. 5
Con deliberazione del Consiglio di amministrazione sottoposta alla, approvazione del Ministero della pubblica istruzione, previo parere del Consorzio provinciale per l'istruzione tecnica, sono stabilite le sezioni ed i corsi che debbono funzionare ogni anno nell'Istituto e vengono fissate le particolari modalita' di attuazione. Le variazioni annuali da apportare al numero ed ai tipi delle varie scuole, sezioni e corsi, potranno essere disposte sempre che la relativa spesa possa rientrare nelle disponibilita' del bilancio dell'Istituto. Qualora tale spesa, ritenuta indispensabile dal Consiglio di amministrazione, non possa essere sostenuta dal bilancio dell'Istituto, potra' provvedersi all'istituzione di nuove scuole, sezioni e corsi mediante la normale procedura e con i fondi annualmente stanziati nel bilancio del Ministero della pubblica istruzione per la istituzione di nuove scuole e istituti di istruzione tecnica e professionale.
Art. 6
Con decreto del Ministro per la pubblica istruzione saranno stabiliti i profili professionali, gli orari e i programmi delle sezioni e dei corsi. I periodi di lezioni, di esercitazioni e di vacanze vengono determinati, caso per caso, dalla preside d'accordo col Consiglio di presidenza, in relazione alle particolari esigenze degli insegnanti e degli allievi.
Art. 7
L'Istituto puo' avere scuole staccate anche in altri Comuni, costituendo, ognuna di esse, una unita' tecnico-didattica. Tali scuole possono avere le stesse sezioni o sezioni diverse da quelle della sede centrale.
Art. 8
L'Istituto assolve ai propri compiti con addestramenti pratici, integrati da insegnamenti culturali e tecnici, in relazione alle esigenze delle varie attivita' lavorative.
Art. 9
Nelle sezioni delle scuole professionali indicate nel precedente art. 2 si impartiscono i seguenti insegnamenti: educazione civica; francese; inglese; contabilita'; pratica commerciale; pratica turistica; igiene; dattilografia; stenografia; calligrafia; economia domestica; disegno; storia dell'arte; tecnologia; religione; educazione fisica.
Art. 10
Alle scuole professionali dell'Istituto possono accedere, senza esami di ammissione, le licenziate dalla scuola media e le licenziate dalla scuola secondaria di avviamento professionale di qualsiasi tipo e, mediante esame di ammissione, coloro che, sfornite di tali licenze, abbiano compiuto il 14° anno di eta'. In ogni caso l'ammissione alle Scuole professionali e' subordinata ad accertamenti di carattere sanitario e psicologico. Le condizioni di ammissione alle scuole ed ai corsi di cui alle lettere a), b), c) e d) dell'anzidetto art. 3, saranno stabilite dal Consiglio di amministrazione ed approvate dal competente Consorzio provinciale per la istruzione tecnica.
Art. 11
Al termine del corso di ciascuna sezione delle scuole professionali le alunne sostengono gli esami finali per il conseguimento del diploma di qualifica. Al termine delle scuole di cui alla lettera a) dell'art. 3, le alunne sostengono i relativi esami finali per il conseguimento della patente di maestra artigiana o tecnica patentata. Al termine dei corsi di cui alla lettere b), c) e d) del precedente art. 3 le alunne conseguono un attestato.
Art. 12
Le Commissioni di esami sono costituite dalla direttrice della scuola, da insegnanti di materie tecniche e da insegnanti tecniche pratiche della scuola stessa e da due esperte delle categorie economiche e produttive interessate anche non appartenenti all'Amministrazione dello Stato. La Commissione e' presieduta dalla preside dell'Istituto e, in caso di impedimento, dalla direttrice della scuola.
Art. 13
Le tasse scolastiche di ammissione, di frequenza, di esame e di diploma, sono stabilite nella stessa misura di quelle fissate per le scuole di magistero professionale per la donna. Alle alunne puo', inoltre, essere richiesto un contributo per il consumo di materie prime, nonche' un deposito di garanzia per eventuali danni. La misura del contributo e del deposito e' fissata dal Consiglio di amministrazione.
Art. 14
L'Istituto dotato di personalita' giuridica e di autonomia amministrativa, ed e' sottoposto alla vigilanza del Ministero della pubblica istruzione. Il governo amministrativo dell'Istituto e' affidato ad un Consiglio di amministrazione costituito come appresso: due rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione; un rappresentante dell'Amministrazione provinciale; un rappresentante del Comune; un rappresentante della Camera di agricoltura, industria e commercio; la preside dell'Istituto, che ha voto deliberativo ed esercita le funzioni di segretario. La nomina del Consiglio di amministrazione e' disposta con decreto del Ministro per la pubblica istruzione il quale nomina, altresi', tra i consiglieri il presidente. Possono essere chiamate a far parte del Consiglio quelle persone e quegli enti che diano un notevole contributo tecnico o economico al funzionamento dell'Istituto.
Art. 15
Il riscontro della gestione finanziaria e amministrativa dell'Istituto e' affidato a due revisori dei conti, dei quali uno e' nominato dal Ministro per la pubblica istruzione e l'altro dal Ministro per il tesoro. I revisori esaminano il bilancio preventivo e il conto consuntivo e compiono tutte le verifiche necessarie per assicurarsi del regolare andamento della gestione dell'Istituto. I revisori sono nominati per la durata di un triennio e possono essere confermati.
Art. 16
Il Consiglio di amministrazione dura in carica tre anni. Quando ne sia riconosciuta la necessita' il Ministro per la pubblica istruzione scioglie, con suo decreto, il Consiglio di amministrazione e nomina un commissario governativo per l'amministrazione straordinaria fissando il termine entro il quale il Consiglio di amministrazione dovra' essere ricostituito.
Art. 17
A capo dell'Istituto e' una preside la quale e', in ogni caso, dispensata dall'obbligo dell'insegnamento. Ella sovraintende all'andamento didattico e disciplinare dell'Istituto e ne ha la direzione amministrativa. A capo di ogni scuola e' una direttrice che risponde verso la preside dell'andamento didattico e disciplinare della scuola da lei diretta. Le funzioni di direttrice sono affidate per incarico dal Consiglio di amministrazione, su proposta della preside, di regola ad insegnanti di ruolo di materie tecniche. Presso l'Istituto funziona un Consiglio di presidenza costituito dalla preside che lo presiede, dalle direttrici di scuole e da una o piu' insegnanti tecniche pratiche. Il Consiglio di presidenza coadiuva la preside nel governo didattico e disciplinare dell'Istituto, cura l'organizzazione dei vari insegnamenti e il loro mutuo collegamento e da' parere su ogni altra questione di carattere didattico e organizzativo.
Art. 18
Il posto di preside e' conferito mediante pubblico concorso per titoli e per esami tra le insegnanti di ruolo di materie tecniche degli Istituti professionali femminili e delle scuole di magistero professionale per la donna, nonche' tra le direttrici delle scuole professionali femminili che abbiano la necessaria competenza specifica in materia e che siano in possesso degli altri requisiti previsti dal decreto del Capo provvisorio dello Stato n. 629 del 21 aprile 1947. Gli altri posti di ruolo del personale insegnante tecnico pratico sono conferiti mediante pubblico concorso per titoli e per esami e, qualora se ne ravvisi l'opportunita', secondo le norme dell'art. 36 della legge 15 giugno 1931, n. 889, sul riordinamento dell'istruzione media tecnica.
Art. 19
Il personale direttivo, insegnante e tecnico di ruolo che alla data della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale trovasi in servizio nell'Istituto professionale e che, per l'attivita' svolta, abbia dimostrato particolare competenza e perizia nelle mansioni esercitate, puo' essere inquadrato nell'organico dell'istituto professionale su proposta del Consiglio di amministrazione, previo parere di una Commissione tecnica nominata dal Ministero della pubblica istruzione, la quale sottoporra' il suddetto personale ad apposito colloquio su argomenti attinenti al posto da ricoprire. Il personale ritenuto meritevole di inquadramento e' collocato nel posto previsto nell'annessa tabella organica, conservando i diritti acquisiti di carriera e di stipendio previsti dall'art. 6 del regio decreto 6 maggio 1923, n. 1054. La tabella organica, annessa al presente decreto, vista e firmata d'ordine del Presidente della Repubblica, dal Ministro della pubblica istruzione e da quello del tesoro, indica il posto, il gruppo ed il grado del personale di ruolo ed i posti da ricoprire per incarico.
Art. 20
Al personale di ruolo si applicano le disposizioni vigenti per il personale degli Istituti tecnici governativi. Per la nomina del personale incaricato e supplente il Consiglio di amministrazione provvede direttamente, in conformita' delle concrete necessita' delle specializzazioni dell'Istituto e delle particolari esigenze della istruzione professionale. In relazione, sia alle specifiche esigenze dell'addestramento pratico, sia al funzionamento dei laboratori, il Consiglio di amministrazione puo' assumere in servizio temporaneo, esperte nel campo della produzione del lavoro. Quando funzionino scuole staccate a norma dell'art. 7 del presente decreto, il personale di ruolo e non di ruolo puo' essere assegnato dalla presidenza, sia alle scuole della sede centrale, sia a quelle staccate che, ad ogni effetto, sono considerate sedi ordinarie di servizio.
Art. 21
Il Consiglio di amministrazione puo' concedere, annualmente, nei limiti delle disponibilita' del proprio bilancio, al personale direttivo, insegnante, tecnico ed amministrativo assegni speciali non computabili, per il personale di ruolo, agli effetti della pensione. La concessione di tali assegni e' subordinata all'esistenza di una o piu' delle condizioni previste dall'art. 49 della legge 15 giugno 1931, n. 889, ad eccezione del personale tecnico incaricato e temporaneo per il quale, ferme restando tutte le altre modalita' e condizioni indicate dal suddetto art. 49, si prescinde dal limite posto nell'ultimo comma, dell'articolo medesimo.
Art. 22
Alle spese di mantenimento dell'Istituto si provvede: 1) con un contributo del Ministero della pubblica istruzione fissato in L. 24.000.000; 2) con gli eventuali contributi degli Enti locali, delle organizzazioni professionali di categorie e di privati; 3) con lasciti e donazioni da parte di enti e di privati; 4) con i proventi dei laboratori; 5) con i contributi delle alunne.
Art. 23
Per quanto riguarda gli oneri a carico degli enti locali, all'Istituto professionale si applicano le disposizioni dell'art. 91, lettera f) del testo unico della legge comunale e provinciale approvata con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383. Per quanto non e' previsto dal presente decreto, si applicano le disposizioni vigenti per gli Istituti d'istruzione tecnica.
EINAUDI SCELBA - ERMINI - GAVA
Visto, il Guardasigilli: MORO
Registrato alla Corte dei conti, addi' 21 settembre 1955
Atti del Governo, registro n. 92, foglio n. 180. - CARLOMAGNO
Tabella
Tabella organica dell'Istituto professionale femminile di Napoli
Qualifica
Ruolo, gruppo e grado
Numero dei posti
Personale di ruolo 1. Preside senza insegnamen-| Gruppo A. | 1 to | Gradi dal 6° al 5° | 2. Cattedre di insegnamento| Ruolo A. Gruppo A. | 2 | Gradi dal 10° al 6° | 3. Istruttrici e assistenti.| Gruppo B. | 3 | Gradi dall'11° all'8° | 4. Segretario economo.......| Gruppo B. | 1 | Gradi dal 12° al 9° | 5. Applicati................| Gruppo C. | 2 | Gradi dal 13° al 12° | Personale incaricato 6. Incarichi d'insegnamento (per complessive 240 ore | 16 settimanali) | 7. Istruttrici e assistenti......................... | 4 8. Applicati........................................ | 2 9. Persone di servizio.............................. | 4 N.B. - Fermo restando il numero complessivo dei posti di ruolo e di quelli da affidare per incarico, e materie costituenti le cattedre di insegnamento e le qualifiche da attribuire al personale tecnico saranno determinate con decreto del Ministro per la pubblica istruzione. Visto: d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per il tesoro Il Ministro per la pubblica istruzione GAVA ERMINI
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