DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 17 aprile 1957, n. 388
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'art. 87 della Costituzione;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla
proposta del Ministro per gli affari esteri, di concerto con il Ministro per il tesoro; Decreta:
Art. 1
Piena ed intera esecuzione e' data all'Accordo fra l'Italia e lo Stato della Citta' del Vaticano in materia monetaria, concluso mediante scambio di Note effettuato nella Citta' del Vaticano e in Roma il 5 gennaio 1957.
Art. 2
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ed ha effetto con la decorrenza stabilita nello scambio di Note indicato nell'articolo precedente.
GRONCHI SEGNI - MARTINO - MEDICI
Visto, il Guardasigilli: GONELLA
Registrato alla Corte dei conti, addi' 7 giugno 1957
Atti del Governo, registro n. 106, foglio n. 23. - CARLOMAGNO
Scambio di Note
Scambio di Note fra la Repubblica italiana e lo Stato della Citta' del Vaticano in materia monetaria SEGRETERIA DI STATO DI SUA SANTITA' Prima Sezione N. 144/57 Dal Vaticano, 5 gennaio 1957 Signor Ambasciatore, In recenti conversazioni tra la Segreteria di Stato di Sua Santita' e l'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede e' stato considerato il desiderio della Pontificia Commissione per lo Stato della Citta' del Vaticano, di elevare il contingente annuo di monete coniabili dallo Stato della Citta' del Vaticano, in metalli diversi dall'oro, che la vigente Convenzione monetaria fra lo Stato della Citta' del Vaticano e la Repubblica italiana, del 21 aprile 1951, negli articoli 5 e 6, determina nella somma complessiva di 50 milioni di lire italiane e di 75 milioni in Sede Vacante. Ferma restando l'attuale Convenzione, l'ammontare complessivo della coniazione delle monete vaticane in metalli diversi dall'oro verrebbe elevato, a partire dal 1956, alla somma complessiva annua di lire 100 milioni e di 150 milioni in Sede Vacante. Prego l'Eccellenza Vostra di volermi far cortesemente conoscere se il Governo italiano acconsente a tale variazione. In caso affermativo, la presente Nota e quella di risposta di Vostra Eccellenza, costituiranno un Accordo in materia tra lo Stato della Citta' del Vaticano e la Repubblica italiana. La Segreteria di Stato di sua Santita' ha l'onore di proporre che l'Accordo divenga operante, senza che occorra l'adempimento di altre formalita', a decorrere dalla data del presente scambio di Note. Mi e' gradita l'occasione per esprimere all'Eccellenza Vostra i sensi della mia piu' alta considerazione. D. TARDINI A sua Eccellenza il sig. Francesco Giorgio MAMELI Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario d'Italia presso la Santa Sede - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri MARTINO AMBASCIATA D'ITALIA PRESSO LA SANTA SEDE N. 17/1 Roma, 5 gennaio 1957 Eccellenza Reverendissima, ho l'onore di accusare ricevuta della Nota di Vostra Eccellenza Reverendissima in data odierna, cosi' concepita: "In recenti conversazioni tra la Segreteria di Stato di Sua Santita' e l'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede e' stato considerato il desiderio della Pontificia Commissione per lo Stato della Citta' del Vaticano, di elevare il contingente annuo di monete coniabili dallo Stato della Citta' del Vaticano in metalli diversi dall'oro, che la vigente Convenzione monetaria fra lo Stato della Citta' del Vaticano e la Repubblica italiana, del 21 aprile 1951, negli articoli 5 e 6, determina nella somma complessiva di 50 milioni di lire italiane e di 75 milioni in Sede Vacante. Ferma restando l'attuale Convenzione, l'ammontare complessivo della coniazione delle monete vaticane in metalli diversi dall'oro verrebbe elevato, a partire dal 1956, alla somma complessiva annua di lire 100 milioni e di 150 milioni in Sede Vacante. Prego l'Eccellenza Vostra di volermi far cortesemente conoscere se il Governo italiano acconsente a tale variazione. In caso affermativo, la presente Nota e quella di risposta di Vostra Eccellenza, costituiranno un Accordo in materia tra lo Stato della Citta' del Vaticano e la Repubblica italiana. La Segreteria di Stato di Sua Santita' ha l'onore di proporre che l'Accordo divenga operante, senza che occorra l'adempimento di altre formalita', a decorrere dalla data del presente scambio di Note". Ho l'onore di far conoscere a Vostra Eccellenza Reverendissima che il Governo italiano e' d'accordo su quanto forma oggetto della Nota soprariportata. Voglia gradire, Eccellenza Reverendissima, gli atti della mia piu' alta considerazione. MAMELI Eccellenza Reverendissima Mons. Domenico TARDINI Pro Segretario di Stato per gli Affari Ecclesiastici Straordinari CITTA' DEL VATICANO Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri MARTINO
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