DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 dicembre 1961, n. 1667
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'art. 87 della Costituzione;
Visto l'art. 2 del decreto legislativo 28 novembre 1947, n. 1430, che da' esecuzione al Trattato di pace tra le Potenze Alleate ed Associate e l'Italia, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla
proposta del Ministro per gli affari esteri, di concerto con i Ministri per l'interno, per le finanze, per il tesoro e per la pubblica istruzione; Decreta:
Art. 1
Piena ed intera esecuzione e' data all'Accordo tra l'Italia e la Jugoslavia per il regolamento della restituzione alla Jugoslavia, dei beni culturali, concluso a Roma il 15 settembre 1961 ed allegato scambio di Note.
Art. 2
All'onere derivante dall'esecuzione del presente decreto bara provveduto con le disponibilita' del bilancio 1961-62 relative al pagamento degli oneri dipendenti dall'esecuzione delle clausole economiche del Trattato di pace e di Accordi internazionali connessi con il Trattato stesso.
Art. 3
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
GRONCHI FANFANI- SEGNI - SCELBA - TRABUCCHI - TAVIANI - BOSCO
Visto, il Guardasigilli: GONELLA
Registrato alla Corte dei conti, addi' 22 marzo 1962
Atti del Governo, registro n. 144, foglio n. 89. - VILLA
Accordo-art. I
Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia per il regolamento della restituzione alla Jugoslavia dei beni culturali (Roma, 15 settembre 1961). Il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia, desiderosi di regolare in maniera completa e definitiva le questioni relative agli obblighi derivanti all'Italia dagli articoli 12 e 75 nonche' dal paragrafo 4 dell'allegato XIV del Trattato di Pace fra le Potenze Alleate ed Associate e l'Italia del 10 febbraio 1947, per quanto si riferisce alla restituzione alla Jugoslavia dei beni aventi carattere culturale, hanno convenuto quanto segue: Art. I Il Governo italiano consegnera' i beni di cui all'allegato A) al presente Accordo alle Autorita' designate dal Governo jugoslavo. Il Governo jugoslavo consegnera' alle Autorita' designate dal Governo italiano il materiale bibliografico di cui all'allegato B) al presente Accordo, costituente il lascito Nakich alla Biblioteca Paravia di Zara. In cambio delle quattro statue di Nona, che si trovano attualmente a Zara e che vengono cedute dal Governo italiano al Governo jugoslavo, quest'ultimo cede al Governo italiano il materiale archeologico del Museo di Zara, che attualmente si trova a Venezia. In cambio del materiale archeologico di Nesazio, di cui all'allegato C) al presente Accordo, il Governo jugoslavo cede al Governo italiano un cofano di avorio del VI secolo, denominato "Cofano di Sanmagher". Il Governo jugoslavo cede al Governo italiano il materiale archeologico attualmente conservato presso il Museo Civico di Trieste e gia' restituito dall'Austria all'Italia in esecuzione del Trattato di San Germano. Il Governo italiano rimettera' al Governo jugoslavo, in cambio di tale materiale, il dipinto di Giorgio Schiavone (Culinovie) raffigurante "Madonna con Bambino", che diverra' cosi' proprieta' dello Stato jugoslavo. Alle consegne previste nel presente articolo si provvedera' entro il termine di tre mesi dalla firma dell'Accordo.
Accordo-art. II
Art. II Il Governo italiano versera' al Governo jugoslavo entro il 31 marzo 1962: a) la somma di L. 120.000.000 a titolo di indennizzo per le campane provenienti dal territorio jugoslavo andate distrutte; b) la somma di L. 5.000.000 a titolo di indennizzo per la parte avente carattere generale della Biblioteca dell'Istituto Speleologico di Postumia, che resta all'Italia; c) la somma di L. 5.000.000 a titolo di rimborso spese di microfilmatura dei documenti, relativi al territorio jugoslavo e riferentisi al periodo dal 1748 al 1918, che resteranno all'Italia presso l'Archivio di Stato di Trieste; d) la somma di L. 34.654.000 per l'acquisto di quella parte del materiale bibliografico della "Biblioteca Provinciale dell'Istria" (consorziale) in Pola, che non e' stato possibile restituire.
Accordo-art. III
Art. III Il presente Accordo costituisce il regolamento completo e definitivo di tutte le questioni connesse con gli obblighi derivanti all'Italia dagli articoli 12 e 75, nonche' dal paragrafo 4 dell'allegato XIV del Trattato di Pace, per quanto attiene alla restituzione dei beni culturali menzionati nelle predette disposizioni, provenienti sia dal territorio che faceva parte della Jugoslavia fino al 1941 che da quello ceduto in forza del Trattato medesimo, e che comunque si trovavano in tali territori prima del maggio 1945. I due Governi contraenti dichiarano pertanto che nessun reclamo o richiesta aventi lo stesso carattere e la stessa origine delle questioni regolate dal presente Accordo potranno essere presentati o da essi sostenuti dopo l'entrata in vigore dell'Accordo stesso.
Accordo-art. IV
Art. IV Il presente Accordo entra in vigore alla data della sua firma. Fatto a Roma, il 15 settembre 1961, in doppio originale, in lingua italiana e in lingua serbo-croata, entrambi i testi facenti ugualmente fede. Per il Governo della Repubblica italiana Pio ARCHI Per il Governo della Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia MIHAJLO JAVOLSKJ Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SEGNI
Accordo-Scambio di note 1
IL PRESIDENTE DELLA DELEGAZIONE JUGOSLAVA Roma, li 15 settembre 1961 Signor Presidente, con riferimento all'Accordo firmato oggi, ho l'onore d'informarLa che il Governo jugoslavo considera acquisito che i terzi Paesi non possano invocare a loro profitto le clausole di detto Accordo, ne' possano ritenere che con esso siano state regolate le questioni relative alla restituzione di beni culturali, importati sul loro territorio, durante la guerra, sia dal territorio che faceva parte della Jugoslavia fino al 1941, che dal territorio ceduto dall'Italia; alla Jugoslavia in virtu' del Trattato di Pace del 10 febbraio 1917, e la restituzione dei quali la Jugoslavia ha il diritto di domandare a terzi Paesi ai sensi dello stesso Trattato di Pace. Resta comunque escluso ogni obbligo dell'Italia nei confronti della Jugoslavia e dei terzi Paesi a qualsiasi restituzione o compenso per i beni di cui sopra, considerato che l'Accordo firmato oggi costituisce il regolamento completo e definitivo degli obblighi derivanti all'Italia come precisato nell'Accordo stesso. Le saro' grato se vorra' confermarmi l'accordo del Governo italiano su quanto precede. Voglia gradire, Signor Presidente, gli atti della mia piu' alta considerazione. MIHAJLO JAVORSKI Signor Pio ARCHI Presidente della Delegazione italiana - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SEGNI
Accordo-Scambio di note 2
IL PRESIDENTE DELLA DELEGAZIONE ITALIANA Roma, li' 15 settembre 1961 Signor Presidente, ho l'onore di accusare ricevuta della nota di V. E., in data odierna, del seguente tenore: Con riferimento all'Accordo firmato oggi, ho l'onore d'informarLa che il Governo jugoslavo considera acquisito che i terzi Paesi non possano invocare a loro profitto le clausole di detto Accordo, ne' possano ritenere che con esso siano state regolate le questioni relative alla restituzione di beni culturali, importati sul loro territorio, durante la guerra, sia dal territorio che faceva parte della Jugoslavia fino al 1941, che dal territorio ceduto dall'Italia alla Jugoslavia in virtu' del Trattato di Pace del 10 febbraio 1947, e la restituzione dei quali la Jugoslavia ha il diritto di domandare a terzi Paesi ai sensi dello stesso Trattato di Pace. Resta comunque escluso ogni obbligo dell'Italia nei confronti della Jugoslavia e dei terzi Paesi a qualsiasi restituzione o compenso per i beni di cui sopra, considerato che l'Accordo firmato oggi costituisce il regolamento completo e definitivo degli obblighi derivanti all'Italia come precisato nell'Accordo stesso. Le saro' grato se vorra' confermarmi l'accordo del Governo italiano su quanto precede". Ho l'onore di comunicarLe che il mio Governo e' d'accordo su quanto precede. Voglia gradire, Signor Presidente, gli atti della mia piu' alta considerazione. Pio ARCHI Signor MIUAJLO JAVORSKI Presidente della Delegazione jugoslava - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SEGNI
Accordo-Allegato A
Allegato all'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia per il regolamento della restituzione alla Jugoslavia dei beni culturali. (Roma, 15 settembre 1961) ALLEGATO A Il presente allegato si compone delle seguenti parti: Allegato A/1 Biblioteca comunale "Paravia" di Zara - Elenco dei materiale bibliografico Allegato A/2 Materiale dell'istituto speleologico di Postumia Allegato A/3 Materiale bibliografico delle biblioteche scolastiche del Territorio ceduto Allegato A/4 Campane Allegato A/5 Istituto di biologia marina di Rovigno - Elenco del materiale bibliografico Allegato A/6 Biblioteca del convento francescano di Castagnevizza Allegato A/7 Polittico attribuito a Jacopo da Pola Allegato A/8 Biblioteca provinciale dell'Istria (consorziale) di Pola - Elenco del materiale bibliografico Allegato A/9 Materiale archeologico del Museo archeologico di Pola Allegato A/10 Materiale d'archivio dell'Archivio di Stato di Trieste Allegato A/11 S. Sebastiano di Vittore Carpaccio. Gli oggetti di cui all'allegato A e che saranno consegnati alla Jugoslavia sono esenti da imposte doganali e di altra natura. Le spese di trasporto fino al confine jugoslavo sono a carico dell'Italia.
Accordo-Allegato B
ALLEGATO B Lascito Giorgio de Nakie d'Osliak
Accordo-Allegato C
ALLEGATO C Gli oggetti di cui all'allegato C e che verranno consegnati alla Jugoslavia sono esenti da imposte doganali e di altra natura. Le spese di trasporto fino al confine jugoslavo sono a carico dell'Italia. 1) Materiale depositato nel Museo archeologico di Venezia; 2) Materiale depositato nel Museo delle Terme in Roma. (Per gli elenchi di cui consistono i singoli Allegati vedi raccolta a parte) Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SEGNI
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