DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 maggio 1965, n. 1099

Type DPR
Publication 1965-05-26
State In force
Source Normattiva
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Art. 1

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Vista la legge 31 dicembre 1962, n. 1859; Visto il decreto ministeriale 24 aprile 1963, che stabilisce gli orari e i programmi d'insegnamento per le scuole medie statali; Visto l'art. 4 della legge 19 luglio 1961, n. 1012; Considerata l'opportunita' di modificare ed integrare i suddetti orari e programmi in relazione alle speciali esigenze della scuola media in lingua slovena; Sulla proposta del Ministro per la pubblica istruzione, sentito il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione; Decreta: Nella scuola media in lingua slovena, gli orari e le prove d'esame nonche' i programmi d'insegnamento dell'italiano nella seconda classe, del latino nella terza classe e della lingua slovena, della storia e geografia nella prima, seconda e terza classe sono stabiliti secondo il testo allegato al presente decreto. Per le restanti materie e per l'insegnamento della lingua italiana nella prima e nella terza classe, valgono i programmi stabiliti con decreto ministeriale 24 aprile 1963, di cui alla premessa.

SARAGAT GUI

Visto, il Guardasigilli: REALE

Registrato alla Corte dei conti, addi' 20 settembre 1965

Atti del Governo, registro n. 197, foglio n. 37. - VILLA

Allegato

ORARIO SETTIMANALE DELLE LEZIONI

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| | Ore settimanali | | | |------------------------| Prove | | MATERIE D'INSEGNAMENTO | I | II | III | di | | |Classe |Classe | Classe | esame |

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| | | | | | |A) Insegnamenti obbligatori: | | | | | | I. Religione (1) | 1 | 1 | 1 | - | | II. italiano | 6 | 6 | 6 | s. o. | | III. Sloveno | 6 | 6 | 6 | s. o. | | Storia ed educazione civi-| | | | | |ca e geografica | 4 | 4 | 4 | o. | | IV. Lingua straniera | 2 | 3 | 3 | s. o. | | V. Matematica | 3 | 3 | 3 | s. o. | | Osservazioni ed elementi di| | | | | |scienze naturali | 2 | 2 | 3 | o. p. | | VI. Educazione artistica | 2 | 2 | 2 | g. o. p. | | VII. Applicazioni tecniche | 2 | - | - | - | | VIII. Educazione musicale | 1 | - | - | - | | IX. Educazione fisica | 2 | 2 | 2 | p. | | |------------------------------------| | | 31 | 29 | 28 | - | | | | | | | |B) Insegnamenti facoltativi: | | | | | | X. Latino | - | - | 4 | s. o.(2) | | XI. Applicazioni tecniche | - | 2 | 3 | - | | XII. Educazione musicale | - | 1 | 1 | - | | | | | | | | TOTALE GENERALE (3) | 31 | 29-30 | 28-29 | - | | | | 31-32 | 31-32 | - | | | | | 33-35 | - | | | | | 36 | - |

===================================================================== (1) Con la particolare disciplina di cui alla legge 5 giugno 1930, n. 824. (2) La prova di esame e' obbligatoria solo per coloro che intendono iscriversi al liceo classico. (3) Il totale generale dell'orario settimanale di lezioni sara' per l'alunno diverso a seconda che segua o non l'insegnamento di materie facoltative. Avvertenze: s=scritta; o=orale; p=pratica; g=grafica. PROGRAMMI DI INSEGNAMENTO ITALIANO L'insegnamento dell'italiano tende a promuovere la maturazione della personalita' dell'alunno mediante l'espressione linguistica, in cui conseguono chiarezza i contenuti culturali offerti dalle singole discipline. Cio' si ottiene con l'attenta osservazione della realta' accompagnata da adeguate esercitazioni espressive orali e scritte, con la lettura quanto piu' ampia possibile, anche in connessione con le vive esperienze dell'alunno, diretta ad aprire piu' larghi orizzonti spirituali e culturali; con lo studio della grammatica intesa non come apprendimento di schemi, ma come consapevolezza dei fatti linguistici. Il programma vuole essere soltanto indicativo allo scopo di assicurare la piu' ampia liberta' didattica all'insegnante. Per questo non si sono poste barriere cronologiche alle letture, in quanto la modernita' non e' sempre legata al dato cronologico; e' lasciata all'insegnante eguale possibilita' di scelta tra scrittori dell'antichita' classica o stranieri - in buone traduzioni italiane - e scrittori italiani, in modo che la ricerca dei valori artistici, culturali ed educativi si estenda in una piu' ampia area umana. Per la medesima ragione, non sono stati nominati nel programma nemmeno quei poemi e quelle opere che pure tradizionalmente hanno sollecitato la fantasia e l'interesse degli allievi - come, ad esempio, i poemi omerici - o che potrebbero essere efficacemente presentati anch'essi in forma episodica, alla scolaresca - come la Chanson de Roland, Cantar de mio Cid, Nibelungenli ed Orlando Furioso, Gerusalemme Liberata, ecc. - e la stessa Divina Commedia che, opportunamente spiegata, non offre - in molti episodi - difficolta' maggiori di quelle presentate dai poemi classici. Si e voluto impedire che una semplice esemplificazione acquistasse carattere normativo. Di proposito non sono state graduate le letture classe per classe. Nel graduarle, tocchera' all'insegnante, il compito di interpretare i vivi interessi degli alunni, saggiamente conciliandoli con le esigenze della cultura e di quella unita' di insegnamento cui si ispira la nuova scuola. Solo si tenga presente che, oltre all'illustrazione linguistica (tenuta nei limiti necessari all'intelligenza del testo) ed artistica giovera', ogni volta che sia necessario, un minimo di ambientazione storica e che la lettura di opere ed episodi di opere non deve mirare all'apprendimento contenutistico delle loro trame, ma a saper leggere, a sviluppare cioe' la capacita' di penetrare nell'intimo significato di quel che si legge. L'apprendimento a memoria di poesie e di brani di prosa sara' il naturale coronamento della piena comprensione dei testi. La lettura antologica dovra' essere accompagnata, secondo le indicazioni dei programmi, da quella di un'opera narrativa moderna. Comunque e' da tener presente che, a soddisfare il bisogno e talora l'ansia di leggere proprio di questa eta' non puo' bastare il libro "comune" di classe, ma dovra' ampiamente contribuire la lettura "individuale" da intendersi non come ameno e marginale diversivo, ma come bisogno che nasca dal vivo della scuola e ad essa si raccordi. Sulle letture domestiche individuali di libri della biblioteca di classe o di altari libri consigliati o liberamente scelti l'insegnante disporra' periodicamente conversazioni in classe, mediante le quali ogni alunno si abituera' a dare ordine ai suoi pensieri e quindi a perfezionare le sue capacita' espressive. Con l'aiuto di dischi, magnetofoni, ecc. sia molto curata anche la dizione, allo scopo di eliminare gli errori di pronuncia e le cadenze regionali tipiche. Cure non meno attente saranno dedicate agli esercizi di composizione. Questi, prima semplici e brevi, poi sempre piu' ampi e complessi, trarranno argomento dal mondo esterno sul quale si aprono gli occhi dell'alunno o dal suo mondo inferiore, e assumeranno, di volta in volta la forma di descrizione, relazione, cronaca, diario, ecc. fino ad elevarsi lentamente al piano di veri e propri componimenti (quali, s'intende, sono consentiti dall'eta' dell'alunno) con l'espressione di pensieri e sentimenti personali, Non si esclude che la revisione degli esercizi di composizione avvenga anche con la collaborazione degli alunni i quali, lavorando a gruppi, potranno correggersi reciprocamente. L'insegnante dovra' avviare in classe discussioni e ricerche anche collettive d'ordine lessicale, in guisa da arricchire quanto piu' possibile il patrimonio linguistico degli alunni, sia dal punto di vista quantitativo sia per quel che riguarda l'approfondimento dei significati e delle loro sfumature. La lingua non deve essere presentata come qualcosa, di fatto una volta per sempre ma come qualcosa che si e' andata facendo via via nei secoli, e che ogni giorno si trasforma; cioe', anche lo studio linguistico deve concorrere alla formazione del senso storico. Lo studio della grammatica sara' contenuto nelle linee essenziali e condotto con metodo induttivo, partendo negli esercizi - per quanto e' possibile - dal concreto dell'analisi, di testi, sia sotto il profilo morfologico, sia sotto quello sintattico, in modo da promuovere negli alunni, gradualmente, una sempre piu' salda consapevolezza dei mezzi espressivi e della terminologia grammaticale. Classe I: Lettura di prose e poesie (anche di scrittori stranieri in buone traduzioni italiane) e di episodi scelti di opere nel senso indicato dalle avvertenze. Lettura domestica di libri consigliati dall'insegnante o scelti dagli alunni. Esercizi di composizione (descrizioni, relazioni, composizione libera, ecc.). Studio della lingua nel suo lessico, nelle sue forme e nella sua struttura - Terminologia grammaticale. Esercizi di dizione. Classe II: Letture scelte e lettura domestica come per la prima classe. Lettura di un'opera narrativa moderna italiana o straniera in buona traduzione italiana. Esercizi di composizione come per la prima classe. Studio della lingua come per la prima classe. Esercizi di dizione. Classe III: Letture scelte e lettura domestica come per le classi precedenti. Lettura di un'opera narrativa moderna italiana o straniera in buona traduzione italiana. Esercizi di composizione come per le classi precedenti. Studio della lingua come per le classi precedenti. Esercizi di dizione. SLOVENO Le avvertenze didattiche e metodologiche premesse al programma di insegnamento della lingua italiana valgono anche per il programma d'insegnamento della lingua slovena. Classe I: Lettura di prose e poesie (anche di scrittori stranieri in buone traduzioni slovene) e di episodi scelti di opere nel senso indicato dalle avvertenze premesse al programma di italiano. Lettura domestica di libri consigliati dall'insegnante o scelti dagli alunni. Esercizi di composizione (descrizioni, relazioni, composizione libera ecc.). Studio della lingua nel suo lessico, nelle sue forme e nella sua struttura - Terminologia grammaticale. Esercizi di dizione. Classe II: Letture scelte e lettura domestica come per la prima classe. Lettura di un'opera narrativa moderna slovena o straniera in buona traduzione slovena. Esercizi di composizione come per la prima classe. Studio della lingua come per la prima classe. Esercizi di dizione. Classe III: Letture scelte e lettura domestica come per le classi precedenti. Lettura di un'opera narrativa moderna slovena o straniera, in buona traduzione slovena. Esercizi di composizione come per le classi precedenti. Studio della lingua come per le classi precedenti. Esercizi di dizione. STORIA ED EDUCAZIONE CIVICA Le avvertenze didattiche e metodologiche premesse al programma di storia ed educazione civica approvata con decreto ministeriale 24 aprile 1963 valgono per il programma di insegnamento della storia ed educazione civica nella scuola media in lingua slovena. STORIA Classe I: Le civilta' antiche (orientali, greca e romana) nelle loro grandi linee. Il cristianesimo. Il tramonto dell'impero romano e i regni romano-barbarici. I romani nei territori abitanti dai popoli slavi meridionali: resti, vestigia, scoperte archeologiche del periodo romano, con particolare riguardo alla Slovenia. Classe II: Dal Sacro Romano Impero alla conclusione del periodo napoleonico. Breve esame delle prime formazioni politiche sovrane degli Sloveni e dell'opera dei SS. Cirillo e Metodio Apostoli tra gli Slavi. Classe III: L'Europa e il mondo nei secoli XIX e XX, con particolare riguardo alla storia d'Italia dagli inizi del Risorgimento ai giorni nostri e alla storia degli Sloveni dagli inizi dell'800 al termine della la guerra mondiale. GEOGRAFIA Le avvertenze didattiche e metodologiche premesse al programma di geografia approvato con decreto ministeriale 24 aprile 1963 valgono anche per il programma d'insegnamento della geografia nella scuola media in lingua slovena. Classe I: Italia - Studio delle Regioni con particolare riguardo alla Regione. Friuli-Venezia Giulia. Classe II: Europa. Sara' dedicata speciale attenzione ad alcuni Paesi piu' importanti e specialmente a quelli che hanno maggiore relazione con l'Italia. Un capitolo speciale sara' dedicato alla geografia della Slovenia. Classe III: Paesi extraeuropei. Le grandi regioni del mondo, i principali Paesi che hanno maggiori relazioni con l'Italia. Elementi di geografia astronomica. LATINO (facoltativo) L'insegnante, condurra' l'allievo alla conoscenza essenziale della strutturazione della lingua latina (morfologia elementare, nozioni di sintassi) e lo guidera' alla lettura di facilissimi testi. E' di massima preferibile il procedimento che va dai testi alla regola. La lettura non deve essere concepita soltanto in funzione dell'acquisizione di conoscenze grammaticali da parte dell'alunno, ma sara' anche diretta ad avvicinarlo quanto meglio e' possibile al mondo romano per il tramite della lingua. Pertanto, mentre per agevolare e accertare il possesso delle nozioni grammaticali e lessicali si disporranno opportuni esercizi di traduzione, sia dal latino sia in latino, e mentre si curera' la lettura di facili passi di prosa e di poesia, non si esiti a far leggere anche qualche breve opera narrativa latina o una relativamente ricca antologia di prose narrative, l'una e l'altra con traduzione a fianco. Tale traduzione deve avere naturalmente due caratteristiche: essere scritta in sloveno scorrevole e disinvolto, e aderire al latino, in modo che l'alunno sia in grado di rileggere, in un secondo tempo, il solo testo latino. Classe III: Morfologia elementare e nozioni di sintassi. - Esercizi di traduzione dal latino e dallo sloveno e di composizione. Lettura di facili passi di prosa e poesia. Lettura, con la guida della traduzione slovena a fronte, di una breve opera narrativa latina o di una antologia di prose narrative. Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per la pubblica istruzione

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