DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 febbraio 1979, n. 50
Art. 1
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'art. 36 del Concordato fra la Santa Sede e l'Italia; Vista la legge 27 maggio 1929, n. 810; Visto l'art. 3 della legge 5 giugno 1930, n. 824, concernente l'insegnamento della religione negli istituti medi d'istruzione classica, scientifica, magistrale, tecnica ed artistica; Viste le intese intercorse tra la Santa Sede e l'Italia sui nuovi programmi d'insegnamento di religione nella scuola media; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro degli affari esteri; Decreta: Sono approvati i nuovi programmi di insegnamento di religione nella scuola media, annessi al presente decreto e firmati dal Ministro proponente.
PERTINI ANDREOTTI - PEDINI - FORLANI
Visto, il Guardasigilli: BONIFACIO
Registrato alla Corte dei conti, addi' 10 febbraio 1979
Atti di Governo, registro n. 20, foglio n. 16
Allegato
PROGRAMMI DI RELIGIONE PER LA SCUOLA MEDIA Natura, finalita' e obiettivi L'insegnamento della religione si inserisce nella finalita' della scuola e concorre, in modo originale e specifico, alla formazione dell'uomo, favorendo lo sviluppo della personalita' dello alunno nella dimensione religiosa, "nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato" (decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417). L'insegnamento della religione tende all'educazione della coscienza religiosa, in relazione allo sviluppo psicologico, culturale e spirituale dell'alunno, e al suo contesto storico e ambientale. Esso sollecita nel preadolescente il risveglio degli interrogativi profondi sul senso della vita, sulla concezione del mondo e gli ideali che ispirano l'agire dell'uomo nella storia; nello stesso tempo offre all'alunno i riferimenti religiosi e culturali essenziali, perche' a quegli interrogativi egli possa trovare una consapevole risposta personale. Attraverso la gradualita' delle mete educative, l'insegnamento della religione promuove il superamento dei modelli infantili, l'accostamento obiettivo al fatto cristiano, la interiorizzazione dei valori e la coerenza morale, in vista di una personale maturazione della propria identita' in rapporto a Dio, creatore e padre universale, e in rapporto alle realta' culturali e sociali. L'educazione religiosa favorisce gli atteggiamenti spirituali che abilitano l'alunno ad affrontare la problematica religiosa: l'apertura al senso di Dio e ai valori dello spirito, il gusto del vero e del bene, il superamento di ogni forma d'intolleranza e di fanatismo, la solidarieta' con chi e' fisicamente o socialmente svantaggiato. La stessa educazione linguistica del preadolescente trae vantaggio dalla educazione religiosa, in quanto attraverso l'acquisizione delle forme e delle categorie proprie del linguaggio religioso, l'alunno e' abilitato a comunicare sul piano dei valori fondamentali e ad esprimere la sua realta' interiore, anche in dialogo con differenti credenze e culture. Indicazioni programmatiche L'attivita' didattica si svolge tenendo sempre presente il nucleo essenziale del cristianesimo: il vangelo di Gesu' Cristo morto e risorto. Attorno a questo naturale nucleo unificatore, si presentano con serieta' critica le verita' e i valori che sono patrimonio della tradizione cristiana: la vita dell'uomo e' risposta a una vocazione personale di Dio Creatore e Padre, e non si esaurisce nella morte ma si compie nella vita eterna; la Chiesa e' segno e strumento della comunione degli uomini con Dio e tra loro; il messaggio cristiano riguarda un cammino di liberazione per l'uomo e per tutti gli uomini, verso una liberta' che e' dono di Dio e impegno personale. Nell'ambito del programma annuale e dell'intero ciclo, l'insegnamento svolge un piano unitario secondo alcune direttrici costanti: il riferimento sistematico alle tappe fondamentali della storia della salvezza e, in particolare, al Nuovo Testamento; il richiamo alla storia della diffusione del cristianesimo dalle origini al nostro tempo; il riferimento obiettivo ai "segni" che testimoniano oggi la fede e la esprimono nella comunita' cristiana; la conoscenza degli orientamenti del Concilio Ecumenico Vaticano II. Tale accostamento alle fonti e alla tradizione cristiana si sviluppa tenendo conto dell'esperienza viva del preadolescente e della sua esigenza di confrontarsi soprattutto con valori vissuti, con persone ed eventi storici. Indicazioni metodologiche L'insegnamento della religione si svolge, a partire dall'esperienza vissuta, in risposta ad esigenze fondamentali dell'uomo e del preadolescente, come documentazione diretta sulle fonti della tradizione cristiana, come ricerca storica sul cristianesimo nella propria regione, in Italia e in Europa, come confronto aperto e "dialogo" con altre forme e tradizioni religiose culturalmente rilevanti. Poiche' nella educazione religiosa e' direttamente coinvolta la persona dell'alunno, si avra' cura di sollecitare la sua partecipazione attiva nel rilevare i problemi religiosi, nel discernere e apprezzare i valori, sviluppando in ciascun preadolescente le sue capacita' conoscitive, come pure l'ascolto, l'intuizione e la contemplazione. L'insegnamento si avvale a tal fine delle tecniche e dei sussidi didattici ritenuti piu' validi, tenuto conto delle finalita' e delle metodologie proprie della scuola. Scansione annuale Le indicazioni programmatiche per i singoli anni hanno valore di orientamento e comportano sempre alcune esigenze, quali: la necessita' che la programmazione didattica tenga presenti ogni anno gli obiettivi e la visione globale dell'intero ciclo; che si tenga conto delle fasi della significativa evoluzione fisiopsicologica e spirituale del preadolescente; che vengano valorizzati e armonizzati interessi ed esperienze emergenti, riportandoli, per quanto e possibile, al confronto con le fonti secondo alcune prospettive unitarie della tradizione cristiana. 1° Anno. Agli alunni del primo anno si propone come tema generale l'incontro con la persona e il mistero di Gesu' il Cristo nella storia della salvezza. Tra le risposte che le grandi religioni danno alle domande fondamentali dell'uomo, la testimonianza religiosa documentata nella Bibbia presenta caratteri di assoluta originalita', in riferimento all'antico popolo di Israele e alle speranze dell'uomo di ogni tempo. A questa storia, vista nelle sue tappe fondamentali e nel suo compiersi nella venuta di Gesu' di Nazaret, si orienta lo studio e la ricerca degli alunni. Nel proporre la vita di Gesu', si metteranno in luce i lineamenti della sua personalita' che meglio lo rivelano nella sua perfetta umanita' e si dara' insieme risalto all'interrogativo inquietante: "Chi e' mai costui?". La risposta a questo interrogativo e' nella scoperta della divinita' di Cristo. In lui si rivela vitalmente il mistero di Dio e il mistero dell'uomo. Documento fondamentale di studio e' uno dei tre Vangeli sinottici, con opportuni riferimenti agli altri libri del Nuovo Testamento e secondo i criteri di una corretta esegesi. Si richiameranno altresi' i segni e le testimonianze che rendono oggi attuale e presente il mistero di Cristo nelle comunita' cristiane e nella Chiesa, con particolare riguardo alla storia e alla tradizione religiosa della propria regione. 2° Anno. Agli alunni del secondo anno si propone, come tema generale, di approfondire il senso dell'appartenenza a Cristo nella Chiesa, quale si esprime in particolare nell'itinerario della "iniziazione cristiana" (battesimo, cresima, eucarestia) e nel sacramento della riconciliazione. La coscienza che l'alunno ha di se stesso e della propria crescita fisica, culturale e spirituale, si approfondisce a confronto con la vocazione personale e comunitaria dell'uomo nel disegno della salvezza voluta da Dio. Attraverso la testimonianza documentata della vita delle prime comunita' cristiane e della Chiesa oggi, il preadolescente potra' conoscere gli elementi essenziali della salvezza cristiana: la parola di Dio, il sacramento, la comunita' ecclesiale. Dinanzi ad essi l'educazione religiosa promuovera' nell'alunno una coscienza riflessa, in vista di scelte e impegni personali e consapevoli. Si promuove un accostamento sistematico, sebbene parziale, al libro degli Atti degli Apostoli, con opportuni riferimenti ai Vangeli e all'Antico Testamento. L'attivita' didattica si arricchisce di riferimenti concreti alle tappe fondamentali della diffusione del Vangelo in Italia e in Europa. Si offre anche una prima inquadratura storica e una illustrazione del Concilio Vaticano II, con riferimenti ai principali documenti. In tutti i riferimenti alla storia della Chiesa si ponga in risalto l'azione primaria dello Spirito Santo e la risposta degli uomini. 3° Anno. Contenuto centrale dell'insegnamento della religione nell'anno conclusivo, in relazione alle concrete situazioni del preadolescente, e' la vita nello Spirito Santo. Dallo Spirito Santo, dono di Cristo risorto, viene la vita. Egli e' la fonte della liberta' e dell'amore. Percio' la vita morale e' adesione libera al comandamento nuovo dell'amore con il quale Cristo ha portato a compimento la legge antica. In questa prospettiva cristiana, l'educazione religiosa propone anche la ricerca e l'interiorizzazione dei valori perenni proclamati nel Decalogo. Nella medesima prospettiva si fara' emergere anche il significato morale delle altre leggi positive. Attraverso riferimenti culturali e storici documentati saranno affrontati, dal punto di vista morale e religioso, alcuni problemi che in varia misura gli alunni avvertono, ad esempio l'educazione affettiva e sessuale, la giustizia sociale, i problemi della edificazione della pace nella liberta'. Documento fondamentale di studio e' il "discorso della montagna" di Gesu' secondo Matteo (cfr. capitoli 5-7) nel contesto del Nuovo Testamento. La conoscenza della Bibbia si arricchira' di piu' ampi riferimenti all'Antico Testamento, in particolare ai racconti della creazione, al libro dell'Esodo e ad uno dei profeti. L'indagine storica e la documentazione sulle fonti si arricchira' anche di altri riferimenti al Concilio e al recente magistero. Il Ministro della pubblica istruzione PEDINI
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