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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 settembre 1982, n. 889

Current text a fecha 2007-11-24

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 9 febbraio 1982, n. 42, recante delega al Governo ad emanare norme per l'attuazione delle direttive della Comunita' economica europea;

Viste le direttive del Consiglio CEE n. 72/462 del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina e suina e di carni fresche in provenienza dai Paesi terzi e n. 77/96 del 21 dicembre 1976, concernente la ricerca delle trichine all'importazione dai Paesi terzi di carni fresche provenienti da animali domestici della specie suina;

Considerato che in data 29 giugno 1982, ai termini dell'art. 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 42, e' stato inviato lo schema del presente provvedimento ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica per gli adempimenti ivi previsti;

Tenuto conto delle osservazioni formulate in sede parlamentare;.

Considerato che risulta cosi' completato il procedimento previsto dalla legge di delega;

Sulla proposta del Ministro per il coordinamento interno delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, del tesoro, della sanita' e di grazia e giustizia;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 agosto 1982;

EMANA

il seguente decreto:

Art. 1

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231))

Art. 2

COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231. Inoltre si intende per: a) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; b) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; c) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; d) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; e) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; f) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; g) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; h) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; i) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; l) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; m) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; n) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; o) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; p) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; q) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; r) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; s) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; t) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; u) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; v) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; w) LETTERA ABROGATA DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231; z) (( LETTERA ABROGATA DAL D. Lgs. 6 NOVEMBRE 2007, n.193 ))

Art. 3

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 4

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 5

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 6

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 7

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 8

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 9

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 10

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 11

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 12

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 6 NOVEMBRE 2007, n.193 ))

Art. 13

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 14

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 15

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D. LGS. 6 NOVEMBRE 2007, n.193 ))

Art. 16

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231 )).

Art. 17

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 18

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 19

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 20

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 21

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 22

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 23

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 24

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 25

((ARTICOLO ABROGATO DAL D. P. R. 1 MARZO 1992 N. 231)).

Art. 26

Con propri decreti ed ordinanze il Ministro della sanita' applica le disposizioni adottate con le procedure comunitarie di cui agli articoli 29 e 30 della direttiva n. 72/462/CEE del 12 dicembre 1972 per l'attuazione della direttiva stessa.

Art. 27

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D. Lgs. 6 NOVEMBRE 2007, n.193 ))

Art. 28

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D. Lgs. 6 NOVEMBRE 2007, n.193 ))

Art. 29

(( ARTICOLO ABROGATO DAL D. Lgs. 6 NOVEMBRE 2007, n.193 ))

Allegato A

ALLEGATO A ((ALLEGATO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231))

Allegato B

ALLEGATO B ((ALLEGATO ABROGATO DAL D.P.R. 1 MARZO 1992 N. 231))

Allegato C

ALLEGATO C ((MODELLO Certificato di sanita' Relativo a carni fresche (1) destinate a .. .. .. .. .. .. .. .. .... (Stato membro della CEE) N. .. .. .. .. .. .. .. .. .... (2) Paese speditore: .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... Ministero: .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... Servizio: .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .... Riferimento: .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .... (Facoltativo) I. Identificazione delle carni: Carni di .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .... (Specie animale) Natura dei pezzi: Natura dell'imballaggio: .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... Numero dei pezzi o degli imballaggi: .. .. .. .. .. .. .. .. ... Peso netto: .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .... II. Provenienza delle carni: Indirizzo(i) e numero(i) di riconoscimento veterninario del(i) macello(i) riconosciuto(i) .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .... Indirizzo(i) e numero(i) di riconoscimento veterinario del(i) laboratorio(ri) di sezionamento riconosciuto(i) .. .. .. .. .. .. ... .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .... III. Destinazione delle carni: Le carni sono spedite da .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... (Luogo di spedizione) a .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. (Paese e luogo di destinazione) col seguente mezzo di trasporto (3) .. .. .. .. .. .. .. .. .... Nome e indirizzo dello speditore: .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .... Nome e indirizzo del destinatario: .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .... IV. Attestato di sanita': Il sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica: a) che le carni sopraindicate (4), che l'etichetta apposta sugli imballaggi delle carni sopraindicate (4), reca(no) (2) i bolli comprovanti che le carni provengono esclusivamente da animali macellati in macelli riconosciuti per l'esportazione verso il paese destinatario; b) che queste carni sono state riconosciute adatte incondizionatamente al consumo umano in seguito ad ispezione veterinaria effettuata conformemente alla direttiva 72/462/CEE; c) che esse sono state sezionate in un laboratorio di sezionamento riconosciuto (4); d) che sono state/non sono state sottoposte all'esame per la ricerca delle trichine oppure, in caso di applicazione dell'articolo 3 della direttiva 77/96/CEE, sono state sottoposte ad un trattamento mediante freddo (4); e) che i mezzi di trasporto e le condizioni di carico delle carni oggetto della spedizione corrispondono alle prescrizioni d'igiene previste per la spedizione verso il paese destinatario. Fatto a .. .. .. .. ... , il .. .. .. .. .. .. .. .... .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. ... (Firma del veterinario ufficiale) (1) Carni fresche ai sensi dell'art. 2, lettera b), della direttiva 64/433/CEE. (2) Facoltativo. (3) Per i carri ferroviari e gli autocarri indicare il numero di immatricolazione, per gli aerei il numero del volo e per le navi il nome. (4) Cancellare la menzione inutile.))

Allegato D

ALLEGATO D ((MODELLO Certificato di controllo d'importazione valido per le carni fresche importate in provenienza dai paesi terzi Stato membro in cui e' stato effettuato il controllo all'importazione:.................................................... Posto di controllo: .............................................. Natura delle carni: .............................................. Confezionamento: ................................................. Numero di carcasse: .............................................. Numero di mezzene: ............................................... Numero di quarti o di cartoni: ................................... Peso netto: ...................................................... Paese terzo d'origine: ........................................... Nome e indirizzo del primo destinatario: ......................... Il sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che le carni oggetto del presente certificato sono state controllate al momento del loro inoltro. .................... ................................. (Luogo e data) (Firma del veterinario ufficiale);))

Allegato E

ALLEGATO E ((Capitolo I METODI DI RICERCA DELLE TRICHINE I. Esame trichinoscopico A) Attrezzatura. Trichinoscopioalampada incandescente con possiblita' d'ingrandimento a 50 e 80-100 volte. Vetri compressori composti da due lastre di vetro che possono essere compresse l'una sull'altra, una delle quali e' divisa in zone uguali; forbici curve, pinzetta, un coltello per tagliare i campioni, piccoli contenitori numerati per il deposito dei campioni, un contagocce, un bicchierino contenente acido acetico e uno contenente potassa caustica per chiarificare eventuali calcificazioni o ammollire la carne disseccata. B) Prelievo dei campioni. Quando la carcassa e' intera, si prelevi un campione della dimensione minima di una nocciola da entrambi i pilastri del diaframma nella zona di transizione tra la parte muscolare e quella tendinea. Quando vi e' un solo pilastro di diaframma, si deve prelevare un campione di dimensione doppia. Qualora manchino i due pilastri di diaframma, devono essere prelevati due campioni aventi circa la dimensione di un nocciola nella parte del diaframma vicino alle coste o allo sterno o dai muscoli linguali o dal massetere oppure dai muscoli addominali. Per le carni in pezzi: da ciascun pezzo tre campioni di muscoli scheletrici, contenenti poco grasso, se possibile della dimensione di una nocciola, e prelevati a dei punti diversi, per quanto possibile presso alle ossa o ai tendini. C) Procedura. Da ciascuno dei campioni di cui sopra, l'analista deve tagliare, nel caso di carcasse in cui esistono i due pilastri di diaframma, 7, quindi complessivamente 14, e se esiste un solo pilastro di diaframma, 14 pezzettini della dimensione di un chicco d'avena da diverse parti, possibilmente nella zona intermedia tra muscolo e tendine e comprimerli tra le lastre del vetro compressore in modo che si possano leggere chiaramente, attraverso i preparati, i consueti caratteri di stampa. Se la carne dei pezzi da esaminare e' secca e vecchia, i preparati devono essere immersi, prima della compressione, per 10-20 minuti in una lisciva di potassa caustica diluita con il volume doppio di acqua. Se per il prelievo dei campioni, devono essere utilizzati nelle carcasse la parte del diaframma vicino alle coste o allo sterno, i muscoli linguali o il massetere oppure i muscoli addominali, da ciascun campione si devono tagliare 14, e cioe' complessivamente 28 pezzettini aventi la dimensione di un chicco d'avena. Da ciascuno dei campioni prelevati dalle carni in pezzi, il controllore delle trichine deve sezionare 4 pezzettini della dimensione di un chicco d'avena, cioe' complessivamente 12 pezzettini. L'esame trichinoscopico deve svolgersi in modo che ciascun preparato si possa esaminare lentamente e accuratamente. Se, nel corso dell'analisi al trichinoscopio, si rilevano posti sospetti la cui natura non puo' essere accertata, pure con il massimo ingrandimento del trichinoscopio, bisogna procedere ad un esame al microscopio. L'esame al microscopio deve essere effettuato in modo che ciascun preparato possa essere esaminato lentamente e accuratamente con un ingrandimento di 30-40 volte. In caso di dubbio, l'esame va proseguito con altri campioni e preparati, se necessario, con ingrandimenti piu' forti, finche' si ottiene lo schiarimento. Per l'esame trichinoscopico occorrono almeno tre minuti. Nell'utilizzazione dei campioni sostitutivi prelevati dalla parte del diaframma vicina alle coste o allo sterno, dai muscoli linguali o da massetere oppure dai muscoli addominali, l'esame trichinoscopico deve durare almeno sei minuti. Il tempo minimo fissato per l'esame non comprende il tempo necessario per il prelievo dei campioni e l'approntamento dei preparati. L'analista non potra' esaminare al trichinoscopio generalmente piu' di 840 pezzettini al giorno, eccezionalmente puo' arrivare a 1050. II. Metodo della digestione artificiale A) Attrezzatura e materiale. 1) Coltello per il prelievo dei campioni. 2) Piccoli recipienti chiudibili numerati per la conservazione dei campioni, se del caso sino alla ripetizione dell'esame. 3) Stufa. 4) Imbuto di vetro da 2-3 litri con sostegno e tubo di gomma di raccordo, pinze per staccare il tubo di raccordo. 5) Setaccio di plastica (diametro circa 18 cm, ampiezza delle maglie circa 1 mm). 6) Garza. 7) Tubo a punta saldata. 8) Vaschetta. 9) Tritacarne. 10) Stereomicroscopio (da 15 a 40 ingrandimenti) con adeguata illuminazione. 11) Il liquido di digestione ha la seguente composizione: 10 g di pepsina (80 u/g FIP: Federation internationale de pharmacie), 5 ml di HCL (almeno 37%), riempire con acqua corrente a 1 l. B) Prelievo dei campioni. 1) Per le carcasse intere, prelevare un campione di almeno 20 g da un pilastro di diaframma nella zona di transizione tra la parte muscolare e la parte tendinea; qualora non esistano pilastri di diaframma prelevare un campione della stessa dimensione dalla parte di diaframma vicina alle coste o allo sterno o dalla lingua o dal massetere oppure dai muscoli addominali. 2) Per le carni in pezzi: prelevare un campione d'almeno 20 g dai muscoli scheletrici, contenente poco grasso e per quanto possibile vicino alle ossa o ai tendini. C) Metodo. Per l'esame di un campione collettivo prelevato da dieci suini, da ciascun singolo campione (20 g) viene preso un campione di 10 g. I rimanenti 10 g sono conservati per un eventuale esame isolato. Dieci campioni di 10 g ciascuno vengono riuniti per un esame collettivo, tritati in un tritacarne (diametro dei fori del disco pari a 2 mm) e messi, senza premere, nel setaccio munito di una garza. Il setaccio e' sospeso in un imbuto collegato con un tubo di gomma a punta saldata; l'imbuto e' riempito con il liquido di digestione fino alla copertura completa del materiale di analisi. Il rapporto materiale di esame/liquido di digestione deve essere di circa 1: 20 1: 30. Dopo un'incubazione di 18-20 ore alla temperatura di 37-39 ›C, il tubo aguzzo viene staccato. Eliminare con cura il liquido a galla che si trova nel tubo e raccogliere in una capsula il sedimento che e' accuratamente risciacquato. Individuare le trichine con uno stereomicroscopio con ingrandimento di 20-40 volte. In caso di esito positivo o incerto dell'esame di un campione collettivo, si devono analizzare uno alla volta i corrispondenti singoli campioni rimasti, con l'aggiunta di altri 20 g prelevati su ciascun suino, o, nel caso in cui si tratta di carni in pezzi, con l'aggiunta di altri 20 g prevalenti su ciascuno dei pezzi, conformemente al capoverso B) sopracitato. III. Metodo della digestione artificiale su un insieme di prelievi A) Attrezzatura e reattivi. 1) Coltello e pinzette per il prelievo dei campioni. 2) Tritacarne con fori del diametro di 2-3 mm. 3) Matraccio "Erlenmeyer" da 3000 ml, con tappo di gomma o ovatta. 4) Un imbuto separatore conico della capacita' di 2000 ml. 5) Un supporto ordinario con base ad A, della lunghezza di circa 28 cm. e barra di 80 cm. 6) Un anello del diametro di circa 10-11 cm, da fissare al supporto. 7) Una morsa a testa piana (23 x 40 mm), da fissare al supporto mediante doppio attacco. 8) Un setaccio (ampiezza della maglia: 177 micron) con diametro esterno di 11 cm, munito di reticella in ottone o in acciaio inossidabile. 9) Un imbuto di diametro interno non inferiore a 12 cm. 10) Cilindri graduali da 100 ml. 11) Un stereomicroscopio (ingrandimento 15-40 volte) dotato di adeguata illuminazione o un trichinoscopio con tavola orizzontale per il compressore dotato di adeguata illuminazione. 12) Qualora venga impiegato il trichinoscopio: vaschetta per il conteggio delle larve. Essa deve essere ricavata da piastre in acrilico dello spessore di 3 mm con le seguenti caratteristiche: a) il fondo della vaschetta: 180 x 40 mm suddiviso in quadri, b) lati: 230 x 20 mm, c) estremita': 40 x 20 mm. Il fondo e le estremita' devono essere inseriti fra i due lati in modo da formare una vaschetta con due piccoli manici ad ambedue le estremita'. Il lato superiore del fondo deve essere sollevato di 7-9 mm sul livello di base del quadro formato dalle estremita' e dai lati. Le varie parti vanno fissate con un adesivo adatto al materiale. 13) Un certo numero di scatole di Petri del diametro di 9 cm (qualora si impieghi lo stereomicroscopio) con quadrettatura da 10 x 10 mm sul fondo, tracciata con uno strumento appuntito. 14) Alcuni recipienti da 10 litri, da usare per la decontaminazione con un trattamentoqualelaformalina dell'apparecchiatura, e per il restante succo digestivo nei casi di reperto positivo. 15) Acido cloridrico concentrato (37%). 16) Pepsina della forza di 1:10.000 NF (US National Formulary) corrispondente a: 1:12.500 BP (British Pharmacopoea) corrispondente a: 2.000 FIP (Federation Internationale de Pharmacie). 17) Una quantita' di vassoi che possano raccogliere 50 campioni da circa 2 g ciascuno. 18) Una bilancia che abbia un grado di precisione pari a 0,1 g. B) Prelievo dei campioni. 1. Per le carcasse intere, prelevare un campione di circa 2 g da un pilastro di diaframma nella zona di transizione tra la parte muscolare e la parte tendinea; qualora non esistano pilastri di diaframma, prelevare un campione della stessa dimensione dalla parte di diaframma vicina alle coste o allo sterno o dalla lingua o dal massetere oppure dai muscoli addominali. 2. Per le carni in pezzi prelevare un campione di circa 2 g dai muscoli scheletrici, contenente poco grasso e per quanto possibile vicino alle ossa o ai tendini. C) Metodo. 1- a) Serie completa di campioni (100 campioni per volta). Si asporta circa 1 g da ciascuno dei 100 campioni prelevati dai suini. Il campione collettivo e' tritato nel tritacarne. La carne tritata viene introdotta nel matraccio "Erlenmeyer" da 3 l, unitamente a 7 g di pepsina, circa 2 litri di acqua corrente, a temperatura tra i 40 e 41 ›C circa, nonche' 25 ml di acido cloridrico concentrato. Si agita la miscela per dissolvere la pepsina. Il pH soluzione sara' di circa 1,5-2. Per la digestione, il matraccio "Erlenmeyer" e' posto in incubazione a 40-41 ›C per circa 4 ore. Il matraccio viene agitato regolarmente durante questo tempo almeno due volte all'ora. La soluzione digerita e' filtrata attraverso il setaccio in un imbuto conico separatore da 2 litri, indi lasciato in riposo sul supporto per almeno un'ora. Si spillano circa 45 ml in un cilindro graduato, distribuendoli poi uniformemente, in ragione di 15 ml per scatola, in tre scatole di Petri il cui fondo e' suddiviso in quadri. Ogni scatola di Petri e' accuratamente esaminata allo stereomicroscopio per vedere se sono presenti larve di trichina. Se e' fatto uso di vaschette di conteggio delle larve, i 45 ml vengono distribuiti in due di tali vaschette e quindi esaminati al trichinoscopio. Nel deposito, le larve si presentano come organismi arrotolati, simili a molle di orologio. Esse sono facilmente individuabili e spesso, quando l'acqua e' tiepida, svolgono e riavvolgono la loro "spirale". I liquidi di digestione devono essere esaminati non appena sono pronti. L'esame non puo' assolutamente essere rimandato al giorno seguente. Qualora i liquidi di digestione non siano chiari o non vengano esaminati entro 30 minuti dalla loro preparazione, si procede alla loro chiarificazione come segue. Il campione finale di 45 ml viene versato nel cilindro graduato e lasciato riposare per dieci minuti. Trascorso questo tempo, si prelevano mediante aspirazione 30 ml del liquido supernatante e ai 15 ml rimanenti viene aggiunta acqua di rubinetto fino ad ottenere un volume totale di 45 ml. Dopo un ulteriore periodo di riposo di 10 minuti, vengono nuovamente prelevati mediante aspirazione 30 ml del liquido supernatante e i restanti 15 ml vengono versati in una scatola di Petri o in una vaschetta per il conteggio delle larve per essere esaminati. Lavare il cilindro graduato con 10 ml di acqua di rubinetto; aggiungere il liquido ottenuto al campione nella scatola di Petri o nella vaschetta per il conteggio delle larve ed esaminare. b) Serie incompleta di campioni (meno di 100 campioni). Ad una serie completa di 100 campioni si possono aggiungere fino a 15 campioni singoli, da esaminare insieme agli altri. Se il numero di campioni da esaminare e' superiore a 15 e inferiore a 100, il liquido di digestione deve essere ridotto proporzionalmente. 2) Qualora le analisi di un campione collettivo forniscano un risultato positivo o dubbio, occorre prelevare da ogni suino un ulteriore campione di 20 g secondo il procedimento di cui al precedente punto b). I campioni di 20 g prelevati da cinque suini vengono riuniti in un campione globale ed esaminati seguendo il metodo sopra descritto. In tal modo verranno esaminati campioni provenienti da 20 gruppi di cinque suini. Qualora venga individuata la presenza di trichine in uno dei campioni globali costituiti dai prelievi su cinque suini, si devono prelevare ulteriori campioni di 20 g da ciascuno dei suini del gruppo ed esaminarli separatamente seguendo il metodo di cui sopra. IV. Metodo della digestione artificiale assistita meccanicamente su un insieme di prelievi - Tecnica della sedimentazione A) Apparecchiature e reattivi. 1. Coltello o forbici per il prelievo dei campioni. 2. Vassoi contrassegnati con 50 quadrati, ognuno dei quali sia capace di contenere campioni dell'ordine di 2 g di carne. 3. Miscelatore di laboratorio Stomacher Thermo 3.500. 4. Sacchetti di plastica adatti al miscelatore di laboratorio Stomacher 3.500. 5. Imbuti separatori conici da 2 l, preferibilmente con tappo di sicurezza in teflon. 6. Sostegni, anelli e morsetti. 7. Setacci (ampiezza della maglia 177 micron), del diametro esterno di 11 cm, in retina in acciaio inossidabile. 8. Imbuto con diametro interno non inferiore a 12 cm, per sostenere i setacci. 9. Cilindri graduati da 100 ml. 10. Distributori da 25 ml. 11. Becher della capacita' di 3 l. 12. Cucchiaio o verghetta in vetro per agitare il fluido contenuto nel becher. 13. Siringa in plastica e tubo per l'aspirazione. 14. Cucchiaio misuratore da 6 g. 15. Termometro (precisione (Piu' o Meno) 0,5 ›C) per temperature comprese fra 1 e 100 ›C. 16. Vibratore (ad esempio: un rasoio elettrico privato delle testine). 17. Relais capace di inserire e disinserire la corrente a intervalli di un minuto. 18. Trichinoscopio con tavolo orizzontale o stereomicroscopio, con adeguata illuminazione. 19. Qualora venga impiegato il trichinoscopio: vaschetta per il conteggio delle larve. Essa deve essere ricavata da piastre in acrilico dello spessore di 3 mm con le seguenti caratteristiche: a) fondo della vaschetta: 180 x 40 mm, suddiviso in quadri, b) lati 230 x 20 mm, c) estremita': 40 x 20 mm. Il fondo e le estremita' devono essere inseriti fra i lati, in modo da formare una vaschetta con due piccoli manici ad ambedue le estremita'. Il lato superiore del fondo deve essere sollevato di 7-9 mm sul livello di base del quadrato formato dalle estremita' e dai lati. Le varie parti vanno fissate con un adesivo adatto al materiale. 20. Qualora si impieghi lo stereomicroscopio: un certo numero di scatole di Petri da 9 cm di diametro, con quadrettatura da 10 x 10 mm sul fondo, tracciata con uno strumento appuntito. 21. Acido cloridrico al 17,5%. 22. Pepsina, della forza di 1:10.000 NF (US National Formulary) corrispondente a: 1:12.500 BP (British Pharmacopoea) corrispondente a: 2.000 FIP (Federation internationale de pharmacie). 23. Alcuni recipienti da 10 l, da impiegare per la decontaminazione con un trattamentoqualelaformalina dell'apparecchiatura, e per il rimanente succo digestivo nei casi di risultato positivo. 24. Bilancia della precisione di 0,1 g. B) Prelievo dei campioni. 1. Per le carcasse intere, prelevare un campione di circa 2 g da un pilastro di diaframma nella zona di transizione fra la parte muscolare e la parte tendinea. Qualora non esistano pilastri di diaframma, prelevare un campione della stessa dimensione dalla parte di diaframma vicina alle coste od allo sterno o dal massetere o dai muscoli addominali. 2. Per le carni in pezzi: prelevare un campione di circa 2 g dai muscoli scheletrici, contenente poco grasso e per quanto possibile vicino alle ossa od ai tendini. C) Metodo. 1) Procedimento di digestione. a) Serie completa di campioni (100 campioni per volta): 1. adattare un doppio sacchetto di plastica al miscelatore di laboratorio Stomacher 3.500 e regolare la temperatura su 40-41 ›C; 2. versare nel sacchetto interno di plastica 1,5 litri di acqua a 32 ›C, e portarla alla temperatura di 40-41 ›C; 3. aggiungere all'acqua contenuta nello Stomacher 25 ml di acido cloridrico al 17,5%; 4. aggiungere 100 campioni da 1 g circa alla temperatura di 25 -30 ›C, prelevati da ciascuno dei campioni singoli secondo le indicazioni del punto b); 5. aggiungere infine 6 grammi di pepsina. L'ordine delle aggiunte deve essere rispettato rigorosamente per evitare la decomposizione della pepsina; 6. azionare lo Stomacher lasciando pestare il contenuto del sacchetto per 25 minuti; 7. togliere il sacchetto di plastica dallo Stomacher e filtrare il liquido di digestione attraverso il setaccio, raccogliendo il liquido in un becher da 3 litri; 8. lavare il sacchetto di plastica con 100 ml circa d'acqua, da impiegare poi per risciacquare il setaccio e da aggiungere infine al filtrato contenuto nel becher. Ad una serie completa di 100 campioni si possono aggiungere fino a 15 campioni singoli, da esaminare insieme agli altri. b) Serie incompleta di campioni (meno di 100 campioni): 1. adattare un doppio sacchetto di plastica al miscelatore di laboratorio Stomacher 3.500 e regolare la temperatura su 40-41 ›C; 2. preparare il liquido di digestione miscelando circa un litro e mezzo d'acqua con 25 ml di acido cloridrico all'1,5%. Aggiungere poi 6 g di pepsina e mescolare il tutto, alla temperatura di 40-41 ›C. L'ordine di queste aggiunte deve essere rispettato rigorosamente per evitare la decomposizione della pepsina; 3. prelevare un volume di liquido di digestione corrispondente a 15 ml per grammo di campione (per 30 campioni, ad esempio, il volume sara' 30 x 15 = 450 ml) e trasferirlo nel piu' interno dei due sacchetti di plastica insieme ai campioni di carne da 1 grammo circa (a 25-30 ›C) prelevati da ciascuno dei campioni singoli secondo le indicazioni del punto b); 4. versare nel sacchetto esterno acqua alla temperatura di 41 ›C circa, fino ad un volume totale di un litro e mezzo nei due sacchetti; 5. azionare lo Stomacher lasciando pestare il contenuto del sacchetto per 25 minuti; 6. togliere il sacchetto di plastica dallo Stomacher e filtrare il liquido di digestione attraverso il setaccio, raccogliendo il liquido in un becher da 3 litri; 7. lavare il sacchetto di plastica con 100 ml circa d'acqua, da impiegare poi per sciacquare il setaccio e da aggiungere al filtrato contenuto nel becher. 2) Isolamento delle larve per sedimentazione. a) Aggiungere al liquido di digestione da 300 a 400 grammi di ghiaccio in fiocchi, scaglie o frammenti, fino a un volume totale di 2 litri circa. Agitare poi il liquido di digestione fino a fusione del ghiaccio. Nel caso delle serie incomplete (vedi punto 1 ii), la qualita' di ghiaccio deve essere ridotta di conseguenza; b) trasferire il liquido di digestione cosi' refrigerato in un imbuto separatore da 2 litri, provvisto di un vibratore su un morsetto addizionale; c) lasciare sedimentare per 30 minuti nell'imbuto separatore, che deve essere fatto vibrare ad intermittenza, cioe' alternando, ad esempio, un minuto di vibrazione con un minuto di pausa; d) dopo 30 minuti, far defluire rapidamente 60 ml del sedimento in un cilindro graduato da 100 ml (l'imbuto deve essere risciacquato con soluzione detergente dopo l'impiego); e) dopo aver lasciato riposare i 60 ml di campione per almeno 10 minuti, eliminare il supernatante fino ad un volume residuo di 15 ml, aspirando con una siringa a perdere fino a lasciare un volume di 15 ml nel quale sara' ricercata la presenza delle larve; f) per l'aspirazione si puo' impiegare una siringa a perdere provvista di tubo di plastica. La lunghezza del tubo deve essere tale che nel cilindro di misura rimangano 15 ml di liquido mentre le flange della siringa poggiano sul bordo del cilindro stesso; g) versare i 15 ml restanti in una vaschetta per il conteggio delle larve o in due scatole di Petri, ed esaminare al trichinoscopio od allo stereomicroscopio; h) i liquidi di digestione devono essere esaminati non appena sono pronti. L'esame non puo' assolutamente essere rimandato al giorno seguente. Qualora i liquidi di digestione non siano chiari o non vengano esaminati entro 30 minuti dallo loro preparazione, si procede alla loro chiarificazione come segue. Il campione finale di 60 ml viene versato nel cilindro graduato e lasciato riposare per dieci minuti. Trascorso questo tempo, si prelevano mediante aspirazione 45 ml del liquido supernatante e ai 15 ml rimanenti viene aggiunta acqua di rubinetto fino ad ottenere un volume totale di 45 ml. Dopo un ulteriore periodo di riposo di 10 minuti, vengono nuovamente prelevati mediante aspirazione 30 ml del liquido supernatante e i restanti 15 ml vengono versati in una scatola di Petri o una vaschetta per il conteggio delle larve per esservi esaminati. Lavare il cilindro graduato con 10 ml di acqua di rubinetto; aggiungere il liquido ottenuto al campione nella scatola di Petri o nella vaschetta per il conteggio delle larve ed esaminare. 3) Qualora le analisi di un campione collettivo forniscano un risultato positivo o dubbio, occorre prelevare da ogni suino un ulteriore campione di 20 g secondo il procedimento di cui al precedente punto b). I campioni di 20 g prelevati da cinque suini vengono riuniti in un campione globale ed esaminati seguendo il metodo sopra descritto. In tal modo verranno esaminati campioni provenienti da 20 gruppi di cinque suini. Qualora venga individuata la presenza di trichine in uno dei campioni globali costituiti dai prelievi su cinque suini, si devono prelevare ulteriori campioni di 20 g da ciascuno dei suini del gruppo ed esaminarli separatamente seguendo il metodo di cui sopra. V. Metodo della digestione artificiale assistita meccanicamente su un insieme di prelievi - Tecnica di isolamento sul filtro A) Apparecchiature e reattivi. Come indicato nel metodo IV, punto A). Ulteriore attrezzatura: 1. 1 imbuto Gelman da un litro, con portafiltro (diamentro del portafiltro: 45 mm); 2. dischi filtranti, consistenti in: un reticella circolare di acciaio inossidabile, con maglie dell'ampiezza di 35 micron. Il diametro della reticella deve essere di 45 mm; due anelli di gomma, ricavati da un foglio dello spessore di 1 mm, con diametro esterno di 45 mm e il diametro interno di 38 mm. La reticella metallica circolare deve essere posta fra i due anelli e fissata con un adesivo a due componenti adatto al materiale; 3. beuta da 3 litri, con un tubo laterale per l'aspirazione; 4. pompa di filtrazione; 5. sacchetti di plastica da 80 ml almeno; 6. apparecchio termosaldante per i sacchetti di plastica; 7. Rennilasi, 1:150.000 unita' Soxhtel per grammo. B) Raccolta dei campioni: Vedi metodo IV, punto B). C) Metodo. 1. Procedimento di digestione. a) Serie completa (100 campioni per volta): Vedi metodo IV, punto C) 1.a); b) Serie incompleta di campioni (meno di 100 campioni): Vedi metodo IV, punto C) 1.b). 2. Isolamento delle larve per filtrazione. a) Aggiungere al liquido di digestione da 300 a 400 grammi di ghiaccio in fiocchi, scaglie o frammenti, fino al volume di 2 litri circa. In caso di serie meno numerose, ridurre di conseguenza la quantita' di ghiaccio; b) agitare il liquido di digestione fino a fusione del ghiaccio; c) lasciar riposare il liquido di digestione cosi' refrigerato per almeno 3 minuti, per lasciare alle larve il tempo di avvolgersi a spirale; d) montare sulla beuta collegata alla pompa da filtrazione l'imbuto Gelman, con relativo portafiltro e filtro; e) versare nell'imbuto Gelman il fluido di digestione e filtrare. Verso la fine della filtrazione, il passaggio del liquido di digestione attraverso il filtro puo' essere aiutato applicando l'aspirazione mediante la pompa. Sospendere l'aspirazione prima che il filtro rimanga secco, cioe' quando nell'imbuto rimangono 2-5 ml di liquido; f) una volta filtrato tutto il liquido di digestione, togliere il disco filtrante e collocarlo in un sacchetto di plastica da 80 ml insieme a 15-20 ml di soluzione di rennilasi (2 g di rennilasi in 100 ml di acqua potabile); g) sigillare due volte il sacchetto di plastica, collocarlo nello Stomacher per tre minuti, ad esempio mentre esso lavora su una serie completa o incompleta di campioni; h) dopo tre minuti, aprire con un paio di forbici il sacchetto di plastica completo di disco filtrante e soluzione di rennilasi e versare il liquido in una vaschetta per il conteggio delle larve o in una scatola di Petri, in vista dell'esame allo stereomicroscopio; i) i fluidi di digestione devono essere esaminati non appena sono pronti. L'esame non puo' assolutamente essere rimandato al giorno seguente. Nota: I dischi filtranti non devono essere mai impiegati se non sono perfettamente puliti. I dischi sporchi non devono mai essere lasciati essiccare. I dischi filtranti possono essere puliti lasciandoli per una notte in una soluzione di rennilasi. Prima dell'impiego, essi devono essere lavati nello Stomacher in una soluzione di rennilasi. 3. Qualora le analisi di un campione collettivo forniscano un risultato positivo o dubbio, occorre prelevare da ogni suino un ulteriore campione di 20 g secondo il procedimento di cui al precedente punto b). I campioni di 20 g prelevati da cinque suini vengono riuniti in un campione globale ed esaminati seguendo il metodo sopra descritto. In tal modo verranno esaminati campioni provenienti da 20 gruppi di cinque suini. Qualora venga individuata la presenza di trichine in uno dei campioni globali costituiti dai prelievi su cinque suini, si devono prelevare ulteriori campioni di 20 g da ciascuno dei suini del gruppo ed esaminarli separatamente seguendo il metodo di cui sopra. VI. Metodo della digestione su un insieme di prelievi ricorrendo all'agitazione magnetica A) Apparecchiature e reattivi. 1. Coltelli e pinzette per il prelievo dei campioni. 2. Vassoi contrassegnati con 50 quadrati, capaci di contenere campioni dell'ordine di 2 g di carne. 3. Sminuzzatori Moulinette. 4. Agitatori con piastra di riscaldamento termostabile e sbarretta agitatrice ricoperta di teflon della lunghezza di 5 cm circa. 5. Imbuti separatori conici da 2 litri. 6. Sostegni, anelli e morsetti. 7. Setacci (ampiezza della maglia 177 micron) in retina inossidabile, del diametro esterno di 11 cm. 8. Imbuti con diametro interno non inferiore a 12 cm, per sostenere i setacci. 9. Becher della capacita' di 3 litri. 10. Cilindri graduati da 50 ml o tubi di centrifuga. 11. Trichinoscopio con tavolo orizzontale o stereomicroscopio, con illuminazione adeguata. 12. Qualora venga impiegato il trichinoscopio, vaschetta per il conteggio delle larve. Essa deve essere ricavata da piastre in acrilico dello spessore di 3 mm con le seguenti caratteristiche: a) fondo della vaschetta: 180 x 40 mm, suddivisa in quadri; b) lati: 230 x 20 mm; c) estremita': 40 x 20 mm. Il fondo e le estremita' devono essere inserite fra i due lati, in modo da formare una vaschetta con due piccoli manici ad ambedue le estremita'. Il lato superiore del fondo deve essere sollevato di 7-9 mm sul livello di base del quadro formato dalle estremita' e dai lati. Le varie parti vanno fissate con un adesivo adatto al materiale. 13. Qualora venga impiegato lo stereomicroscopio: un certo numero di scatole di Petri da 9 cm di diametro con quadrettatura da 10 x 10 mm sul fondo tracciato con uno strumento appuntito. 14. Foglio di alluminio. 15. Acido cloridrico al 25%. 16. Pepsina, della forza di 1:10.000 NF (US National Formulary): corrispondente a: 1:12.500 BP (British Pharmacopoea); corrispondente a: 2.000 FIP (Federation international de pharmacie). 17. Acqua di rubinetto riscaldata alla temperatura di 46-48 ›C. 18. Un certo numero di secchi da 10 litri, da impiegare per la decontaminazione con un trattamentoqualelaformalina dell'apparecchiatura, e per il rimanente succo digestivo nei casi di risultato positivo. 19. Bilancia della precisione di 0,1 g. B) Prelievo dei campioni. 1. Per le carcasse intere, prelevare un campione di circa 2 g da un pilastro di diaframma nella zona di transizione fra la parte muscolare e la parte tendinea. Qualora non esistano pilastri di diaframma, prelevare un campione della stessa dimensione dalla parte di diaframma vicina alle coste od allo sterno, o dal massetere o dai muscoli addominali. 2. Per le carni in pezzi: prelevare un campione di circa 2 g dai muscoli scheletrici, contenente poco grasso e per quanto possibile vicino alle ossa od ai tendini. C) Metodo. 1. a) Serie completa (100 campioni alla volta). 1. Trattare nello sminuzzatore Moulinette 100 campioni da 1 g circa, prelevati da ciascuno dei campioni singoli secondo le indicazioni del punto b). Lo sminuzzatore deve essere azionato 3-4 volte, per un secondo circa ogni volta; 2. trasferire la carne sminuzzata in un becher da 3 litri e cospargerla con 10 g di pepsina. Versare nel becher 2 litri di acqua potabile a 46-48 ›C, insieme a 16 ml di acido cloridrico; 3. immergere ripetutamente la parte sminuzzante del Moulinette nel liquido digerente contenuto nel becher, per eliminare il materiale da esaminare che ancora vi aderisce; 4. introdurre nel becher la sbarretta agitatrice e coprire il becher con foglio d'alluminio; 5. porre il becher sulla piastra riscaldante dell'agitatore magnetico, previamente portata a temperatura, e cominciare l'agitazione. Prima dell'avvio, l'agitatore magnetico deve essere regolato in modo da mantenere una temperatura costante di 44-46 ›C per tutto il periodo di funzionamento. Durante l'intero processo di agitazione, il liquido di digestione deve ruotare a velocita' abbastanza elevata da formare un profondo vortice al centro, ma senza dar luogo a spruzzi; 6. agitare il liquido di digestione per 30 minuti, alla fine dei quali arrestare l'apparecchio e trasferire il fluido nell'imbuto separatore per la sedimentazione, filtrandolo attraverso un setaccio; 7. lasciare riposare per 30 minuti il liquido di digestione nell'imbuto; 8. dopo 30 minuti, spillare rapidamente 40 ml di liquido, raccogliendolo nel cilindro graduato o nel tubo da centrifuga; 9. Lasciare riposare i 40 ml di liquido per 10 minuti, trascorsi i quali aspirare il supernatante, lasciando un volume di 10 ml; 3. Ingrandimento sufficiente: a) normale ingrandimento di lavoro: 50 volte; b) ingrandimento da 80 a 100 volte per identificare oggetti non chiaramente identificati con l'ingrandimento normale. 4. Contrasto: a qualsiasi ingrandimento si deve avere un'immagine chiara, precisa, a colori netti. 5. Meccanismo di commutazione: quando si cambia il rapporto di ingrandimento, la compensazione della luminosita' dello schermo deve avvenire automaticamente. 6. Aumento del contrasto: a) il sistema di condensatori deve essere provvisto di un diaframma per la variazione del contrasto che consenta di esaminare accuratamente anche i campioni piu' difficili; b) il diaframma deve essere di facile impiego (ad esempio, regolabile mediante levetta fissata sul quadro di comando del trichinoscopio). 7. Agevole messa a fuoco dell'obiettivo: a) messa a fuoco rapida mediante anello zigrinato; b) messa a fuoco di precisione mediante levetta. 8. Regolazione della tensione: per ottenere la luminosita' voluta nella situazione specifica. 9. Guida a senso unico del vetro compressore: un dispositivo automatico di blocco deve assicurare il passaggio a senso unico del vetro compressore per evitare spostamenti accidentali. 10. Visibilita' della superficie di proiezione. 11. Superficie di proiezione: a) diametro minimo di 54 cm, b) alto potere riflettente, c) durevolezza, d) smontabilita', e) facilita' di pulizia. Capitolo V BOLLATURA DELLE CARNI CHE HANNO SUBITO L'ESAME PER LA RICERCA DELLE TRICHINE 1. La bollatura sanitaria deve essere effettuata sotto la responsabilita' del veterinario ufficiale. A tal fine egli detiene e custodisce: a) gli strumenti per la bollatura che puo' consegnare al personale ausiliario soltanto al momento e per il tempo necessario per effettuare la bollatura stessa; b) i bolli metallici di cui al numero 5. Questi bolli metallici sono consegnati al personale ausiliario al momento in cui sono utilizzati e in numero corrispondente alle necessita'. 2. Il bollo deve essere un timbro di forma rotonda, di 2,5 cm di diametro. Sul timbro devono figurare le seguenti indicazioni, in caratteri perfettamente leggibili: a) verso il centro, la lettera T maiuscola formata da due barre della lunghezza di 1 cm e della larghezza di 0,2 cm; b) sotto la lettera T predetta, una delle sigle CEE, EEG, EWG, E(Diametro)F o EEC. Le lettere devono avere un'altezza di 0,4 cm. 3. Le carcasse sono bollate con marchio a inchiostro o a fuoco sulla faccia interna della coscia, in conformita' del paragrafo 2. 4. La testa e' bollata con un marchio a inchiostro o a fuoco rispondente alle prescrizioni del paragrafo 2. I pezzi, esclusi quelli esenti da bollatura sanitaria ai sensi dell'allegato B, capitolo X, paragrafo 43, della direttiva 72/462/CEE, ottenuti nei laboratori di sezionamento da carcasse regolarmente bollate, sempreche' non rechino alcuna stampigliatura, devono essere bollati prima dell'applicazione del bollo sanitario, in conformita' del paragrafo 2. L'etichetta di cui al predetto paragrafo 43, secondo comma, deve rispondere ai requisiti del successivo paragrafo 6. 5. La bollatura puo' anche essere effettuata mediante bollo metallico di forma rotonda, non riutilizzabile, da fissare su ciascun pezzo o ciascuna carcassa; detto bollo deve essere di materiale resistente e pienamente conforme ai requisiti igienici. Sul bollo metallico devono figurare le seguenti indicazioni, in caratteri perfettamente leggibili: a) verso il centro la lettera T maiuscola, b) sotto la lettera T predetta, una delle sigle CEE, EEG, EWG, E(Diametro)F o EEC. Le lettere devono avere un'altezza di 0,2 cm. 6. Sull'etichetta di cui all'allegato B, capitolo X, paragrafo 44, della direttiva di cui al punto 4 deve figurare, oltre al bollo sanitario, un bollo chiaramente leggibile identico a quello previsto al paragrafo 2. Capitolo VI TRATTAMENTO COL FREDDO 1. La carne portata in frigorifero allo stato congelato va conservata in queste condizioni. 2. L'attrezzatura tecnica e la sistemazione del locale refrigeratore debbono essere tali da garantire in tutti i punti del locale e in tutte le parti della carne la temperatura di cui al punto 6, che deve essere raggiunta nel piu' breve tempo possibile e mantenuta costantemente. 3. Gli imballaggi isolanti vanno eliminati prima della refrigerazione, tranne per la carne che al momento dell'introduzione nel locale frigorifero ha gia' raggiunto in tutte le sue parti la temperatura di cui al punto 6. 4. Le partite di carne vanno mantenute nel locale frigorifero, separate e sotto chiave. 5. Per ogni partita di carne vanno annotati il giorno e l'ora dell'introduzione nel locale frigorifero. 6. La temperatura nel locale frigorifero deve essere almeno di -25›C, deve essere misurata termoelettricamente con apparecchi tarati e deve essere tenuta sotto registrazione costante. Essa non deve essere misurata direttamente nella corrente d'aria fredda. Gli apparecchi di misura vanno tenuti sotto chiave. I diagrammi devono riportare i numeri corrispondenti del registro delle ispezioni effettuate all'atto dell'importazione, nonche' il giorno e l'ora d'inizio e di fine della congelazione, e vanno conservati per un anno. 7. La carne avente diametro o spessore fino a 25 cm va refrigerata ininterrottamente per almeno 240 ore, la carne avente diametro o spessore tra 25 e 50 cm, per almeno 480 ore. La carne avente diametro o spessore superiore, non puo' essere sottoposta a questo procedimento di refrigerazione. La durata di refrigerazione viene calcolata a partire dal momento in cui il locale frigorifero raggiunge la temperatura di cui al punto 6.))

Allegato F

ALLEGATO F ELENCO DEI PAESI TERZI DAI QUALI E' AMMESSA L'IMPORTAZIONE DI ANIMALI DELLE SPECIE BOVINA E SUINA E DI CARNI FRESCHE ((Parte di provvedimento in formato grafico)) ((2))