DECRETO 8 aprile 1991, n. 228
Entrata in vigore del decreto: 1/8/1991
IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA
DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO
Visto l'art. 20 della legge 16 aprile 1987, n. 183;
Visto l'art. 5 della legge 9 marzo 1989, n. 86;
Vista la legge 17 aprile 1989, n. 150, recante norme per l'attuazione della direttiva del Consiglio n. 82/130/CEE e norme transitorie concernenti la costruzione e la vendita di materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in atmosfera esplosiva;
Vista la direttiva della Commissione n. 88/35/CEE del 2 dicembre 1987 che adegua al progresso tecnico la direttiva del Consiglio n. 82/130/CEE;
Visto l'art. 10 della legge 17 aprile 1989, n. 150, che delega il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato per l'adeguamento al progresso tecnico degli allegati A, B e C annessi a detta legge;
Considerando che per il progresso avutosi nella tecnica e' necessario adeguare le norme armonizzate e i contrassegni di cui agli allegati A, B e C della sopracitata legge n. 150/1989;
Considerando che per le caratteristiche del materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in atmosfera esplosiva deve essere previsto un periodo di transizione per consentire alle industrie di adeguarsi agli aggiornamenti apportati alle norme;
Ritenuta la necessita' di procedere all'adeguamento di cui sopra in attuazione della direttiva della Commissione n. 88/35/CEE sopra citata;
Visto l'art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato n. 86/90 espresso nell'adunanza generale del 26 luglio 1990;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui alla nota n. 159293 in data 26 marzo 1991;
E M A N A il seguente regolamento:
Art. 1
Gli allegati A e C della legge 17 aprile 1989, n. 150, sono sostituiti dagli allegati A e C del presente decreto e l'allegato B della sopracitata legge e' modificato in conformita' all'allegato B del presente decreto.
Art. 2
((Sino al 31 dicembre 2009 il materiale elettrico di cui all'art. 1 della legge 17 aprile 1989, n. 150, puo' essere venduto e circolare liberamente ed essere usato in modo conforme alla sua destinazione, anche se si continuano ad applicare le misure di cui agli articoli 2 e 3 della legge sopracitata, purche' la conformita' del materiale elettrico alle norme armonizzate sia comprovata da un certificato rilasciato, ai sensi dell'art. 8 della direttiva n. 82/130/CEE, prima del 1 gennaio 1993)).
Art. 3
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il Ministro: BATTAGLIA
Visto, il Guardasigilli: MARTELLI Registrato alla Corte dei conti il 9 luglio 1991
Registro n. 13 Industria, foglio n. 119
Allegato A
ALLEGATO A ((NORME EUROPEE E RELATIVE NORME CEI (I certificati rilasciati in applicazione del presente decreto sono detti di generazione C La lettera C dovra' figurare in testa al numero d'ordine del certificato) ===================================================================== NORMA CEI | T I T O L O | NORMA EUROPEA ____| |____ Numero| Data | |Numero |Edizione| Data |_|__|_|_|__ CEI 31-8 Marzo 1978 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive: regole generali EN 50 014 I Marzo 1977 Varianti: V2 Novembre 1984 Modifiche 1 Luglio 1979 2 Giugno 1982 V3 Maggio 1989 3 e 4 Dicembre 1982 5 Febbraio 1986 CEI 31-5 Marzo 1978 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive: costruzioni immerse in olio "O" EN 50 015 I Marzo 1977 Varianti: V2 Novembre 1981 Modifica 1 Luglio 1979 CEI 31-2 Marzo 1978 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive: modo di protezione e sovrapressione interna "p" EN 50 016 I Marzo 1977 Modifica 1 Luglio 1979 CEI 31-6 Marzo 1978 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive: costruzioni sotto sabbia "q" EN 50 017 I Marzo 1977 Varianti: V2 Novembre 1981 Modifica 1 Luglio 1979 CEI 31-1 Marzo 1978 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive: custodia a prova di esplosione "d" EN 50 018 I Marzo 1977 Varianti: V2 Novembre 1981 Modifiche 1 Luglio 1979 V3 Novembre 1984 2 Dicembre 1982 V5 Febbraio 1988 3 Novembre 1985 CEI 31-7 Marzo 1978 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive: modo di protezione a sicurezza aumentata "e" EN 50 019 I Marzo 1977 Varianti: V2 Novembre 1981 Modifiche 1 Luglio 1979 V3 Novembre 1984 2 Settembre 1983 V5 Gennaio 1989 3 Dicembre 1985 CEI 31-9 Marzo 1978 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive: modo di protezione a sicurezza intrinseca "i" EN 50 020 I Marzo 1977 Varianti: V1 Gennaio 1980 Modifiche 1 Luglio 1979 V2 Gennaio 1989 2 Dicembre 1985 CEI 31-13 Giugno 1989 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive: incapsulamento "m" EN 50 028 I Febbraio 1987 Le suddette norme sono disponibili presso il CEI (Comitato elettrotecnico italiano) - Viale Monza, 259 - 20126 Milano.))
Allegato B
ALLEGATO B Parte di provvedimento in formato grafico ---------------- AGGIORNAMENTO (1) Il Decreto 10 agosto 1994, n. 587 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che l'allegato B del decreto ministeriale 8 aprile 1991, n. 228 e' modificato in conformita' all'Allegato B del Decreto 10 agosto 1994, n. 587: Appendice 1 MATERIALE ELETTRICO PER ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE DEL GRUPPO I REGOLE GENERALI (Norma europea EN 50 014) Sostituire il testo del punto 6.3.1 della modifica n. 3 (dicembre 1982) della normativa europea EN 50 014 con il testo seguente: "6.3.1. Materiale elettrico del gruppo I: Le custodie in materia plastica la cui superficie proiettata in qualunque direzione supera 100 cm(Elevato al Quadrato) o che comportano parti metalliche accessibili la cui capacita' rispetto alla terra e' superiore a 3 pF nelle condizioni piu' sfavorevoli, nella pratica devono essere progettate in modo che sia evitato ogni pericolo di accensione determinato da cariche elettrostatiche nelle condizioni di uso ordinarie, come pure durante la manutenzione e la pulizia. Queste condizioni sono soddisfatte: - con una scelta opportuna del materiale: la resistenza d'isolamento della custodia, misurata secondo il metodo illustrato al punto 22.4.7.8 della presente norma europea non deve superare: - 1 G(Omega) (23 (Piu' o Meno) 2 >C) e 50 (Piu' o Meno) 5% di umidita' relativa, o - 100 G(Omega) nelle condizioni di servizio estreme di temperatura e di umidita' specificate per il materiale elettrico: il simbolo "X" in questo caso andra' riportato dopo gli estremi del certificato, come indicato al paragrafo 26.2.9; - ovvero con il dimensionamento, la forma e la disposizione e con altre misure di protezione: l'assenza di cariche elettrostatiche pericolose deve dunque essere dimostrata con test reali di accensione di una miscela aria-metano con 8,5 (Piu' o Meno) 0,5% di metano. Tuttavia, se il pericolo di accensione non puo' essere evitato in sede di progettazione, un'etichetta d'avvertimento deve indicare le misure di sicurezza necessarie in servizio". Appendice 2 Il testo dell'appendice 2 dell'allegato B della legge 17 aprile 1989, n. 150, e' soppresso. Appendice 3 Il testo dell'appendice 3 dell'allegato B della legge 17 aprile 1989, n. 150, viene mantenuto integralmente.
Allegato C
ALLEGATO C ((MATERIALE ELETTRICO PER ATMOSFERE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE DEL GRUPPO I I. MARCHIO DISTINTIVO COMUNITARIO Parte di provvedimento in formato grafico II. CONTRASSEGNO DEL MATERIALE ELETTRICO OGGETTO DI UN CERTIFICATO DI CONTROLLO Qualora un tipo di materiale elettrico, non conforme alle norme armonizzate, abbia formato oggetto di un certificato di controllo previsto dall'art. 9, il marchio distintivo comunitario deve almeno essere seguito dai seguenti simboli: 1. Il simbolo "S" per indicare che si tratta di materiale elettrico destinato a miniere grisutose, coperto da un certificato di controllo. Questo simbolo deve figurare immediatamente dopo il marchio distintivo comunitario, come indicato in seguito. 2. Le ultime due cifre del numero indicante l'anno del rilascio del certificato di controllo. 3. Il numero di serie dell'anno di emissione del certificato di controllo. 4. Il nome e la sigla dell'organismo autorizzato al rilascio del certificato. 5. Il nome del costruttore o il marchio commerciale depositato. 6. La designazione del tipo fornito dal costruttore. 7. Il numero di fabbricazione. 8. Se il laboratorio di prova considera necessario indicare condizioni speciali per una utilizzazione sicura, si dovra' riportare il simbolo "x" dopo gli estremi del certificato di prova. 9. Dati di targa previsti dalle norme specifiche delle costruzioni elettriche. 10. Ogni altra indicazione complementare ritenuta necessaria dall'organismo autorizzato al rilascio del certificato. Parte di provvedimento in formato grafico))
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