DECRETO 10 aprile 1996, n. 328
Entrata in vigore del decreto: 10/7/1996
IL MINISTRO DELLE POSTE
E DELLE TELECOMUNICAZIONI
Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156;
Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1983, con il quale e' stato approvato il Piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 17 febbraio 1983;
Vista la convenzione internazionale delle telecomunicazioni adottata dall'U.I.T. (Unione internazionale delle telecomunicazioni) a Nairobi il 6 novembre 1982 e resa esecutiva in Italia con legge 9 maggio 1986, n. 149;
Vista la legge 21 giugno 1986, n. 317, per l'attuazione della direttiva 83/189/CEE relativa alla procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche;
Visto l'allegato 11 del regolamento recante disposizioni di attuazione della legge 28 marzo 1991, n. 109, adottato con decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni 3 maggio 1992, n. 314, che riporta la procedura per l'omologazione delle apparecchiature terminali da connettere alla rete pubblica di telecomunicazioni;
Visto il decreto ministeriale 8 gennaio 1992, n. 43, con il quale e' stato adottato il regolamento recante norme sul servizio radiomobile pubblico di teleavviso personale;
Visto il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 476, concernente l'attuazione della direttiva 89/336/CEE in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita' elettromagnetica, modificata dalla direttiva 92/31/CEE del 28 aprile 1992;
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 1992, n. 519, di attuazione della direttiva 91/263/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle apparecchiature terminali di telecomunicazioni;
Visto l'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Riconosciuta l'esigenza di provvedere all'adeguamento delle norme che disciplinano il servizio radiomobile pubblico di teleavviso personale;
Sentito il Consiglio superiore tecnico delle poste, delle telecomunicazioni e dell'automazione;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 23 febbraio 1995;
Visto il parere circostanziato emesso dalla Commissione CEE comunicato da Italrap in data 28 marzo 1995;
Udito il definitivo parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 22 febbraio 1996;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'art. 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988 (nota GM/96867/4313DL/CR del 4 aprile 1996);
A D O T T A il seguente regolamento:
Art. 1
Oggetto e scopo della regola tecnica
1.Il presente regolamento ha lo scopo di stabilire le caratteristiche tecniche e funzionali minime cui devono soddisfare le apparecchiature riceventi utilizzate per il servizio pubblico di radioavviso personale nazionale ed internazionale alfanumerico (EUROMESSAGE) in grado di ricevere messaggi fino ad un massimo di 80 caratteri ed operante sulla frequenza di 466,075 MHz, al fine del rilascio del certificato di conformita' e di quello di omologazione.
AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge o alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota alle premesse: - Il testo dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), come modificato dall'art. 74 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, e' il seguente: "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati i regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) (soppressa). 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potesta' regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necesita' di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
Art. 2
Impiego dei ricevitori
1.Le apparecchiature riceventi in oggetto devono essere in grado di operare correttamente in tutte le reti in cui e' attivo il servizio EUROMESSAGE.
Art. 3
Caratteristiche generali della rete
1.Il sistema di radioavviso personale deve operare sulla frequenza di 466,075 MHz (Piu' o Meno) 50 Hz e la larghezza del canale deve essere pari a 25 kHz. L'offset di frequenza e' fissato al valore di (Piu' o Meno) 800 Hz. La modulazione impiegata e' di tipo FSK-NRZ con deviazione di frequenza pari a (Piu' o Meno) 4.5 kHz. La velocita' di trasmissione sul canale radio e' pari a 1200 (Piu' o Meno) 10 bit/s.
Art. 4
Codice radio
1.Il codice radio utilizzato e' il POCSAG (CCIR RPC1). La descrizione del codice e' riportata nell'art. 25.
Art. 5
Identificativo radio
1.La gestione degli identificativi radio dei ricevitori (RIC), univoci nell'ambito della rete internazionale EUROMESSAGE, e' effettuata dal gruppo di coordinamento del memorandum di intesa relativo a tale servizio, che li assegna ai firmatari dell'accordo. Attualmente all'Italia sono stati assegnati i RIC compresi nell'intervallo 200.000 - 299.999. La gestione di tali RIC e' effettuata dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.
Art. 6
Struttura del ricevitore
1.Il ricevitore deve essere contenuto in una singola unita' adatta alla sua agevole utilizzazione come apparato personale. L'accesso ai circuiti del ricevitore non deve essere consentito all'utenza.
Art. 7
Codice di identificazione
1.Il decodificatore deve essere adattabile ad uno qualunque dei numeri di codice previsti di cui all'art. 25. Il costruttore deve fornire indicazioni sulla modalita' di programmazione del codice del ricevitore. L'identificativo radio (RIC) del ricevitore deve essere assegnato dal gestore del servizio. Le funzioni assegnate ai quattro indirizzi dell'identificativo radio utilizzato per le chiamate individuali devono essere programmate come indicato nell'art. 25. Le funzioni assegnate agli indirizzi di identificativi radio da utilizzare per chiamate non individuali, devono essere concordate con il gestore del servizio.
Art. 8
Tensione di alimentazione
1.La tensione nominale di alimentazione deve essere dichiarata dal costruttore ed ottenuta con una batteria ricaricabile o non ricaricabile, facilmente reperibile in commercio. La sostituzione della batteria deve risultare agevole. L'autonomia delle batterie deve intendersi stabilita nella condizione di sistema in funzionamento continuo con ricevitore acceso per 8 ore al giorno e per 5 giorni alla settimana e con ricezione di una chiamata giornaliera. Deve essere prevista una indicazione dello stato delle batterie. Tale indicazione deve permettere all'utente di controllare se le batterie sono in grado di fornire sufficiente tensione per il funzionamento del ricevitore.
Art. 9
Visualizzazione del messaggio
1.I ricevitori devono essere in grado di visualizzare almeno la serie di caratteri indicati nella tabella 1 (nel caso di ricevitori alfanumerici) e nella tabella 2 (nel caso di ricevitori numerici). In aggiunta, nel caso alfanumerico, puo' altresi' essere possibile utilizzare altri set di caratteri. I predetti caratteri vengono trasmessi secondo le modalita' proprie del codice POCSAG.
2.Qualora il messaggio sia piu' lungo del numero di caratteri visualizzabili, il ricevitore deve darne una chiara indicazione ottica; a tale scopo deve essere disponibile un comando per il richiamo degli ulteriori caratteri.
Art. 10
Condizioni ambientali e di alimentazione di prova
1.Le prove devono essere effettuate nelle condizioni normali di prova e, ove esplicitamente richiesto, anche nelle condizioni estreme di prova. Durante le prove l'apparecchio deve essere correttamente alimentato. Durante le prove la sorgente di alimentazione dovra' essere sostituita da una sorgente di riferimento capace di produrre le tensioni di prova normali ed estreme. La sorgente deve avere impedenza interna sufficientemente bassa, tale da non influenzare le prove e deve essere applicata il piu' vicino possibile ai terminali della batteria. Durante le prove la tensione di alimentazione deve essere costante con una tolleranza di (Piu' o Meno) 3% rispetto alla tensione applicata all'inizio di ciascuna prova.
Art. 11
Condizioni normali ed estreme di prova
2.In condizioni normali di prova l'alimentazione deve essere quella nominale del ricevitore.
3.Le prove in condizioni estreme di temperatura devono essere effettuate in corrispondenza ai limiti di temperatura di - 10(gradi) e + 55(gradi), con le modalita' descritte nel successivo art. 12.
Art. 12
Esecuzione delle prove in condizioni estreme
1.Prima di eseguire le misure e' necessario verificare che il ricevitore sistemato nella camera climatica abbia raggiunto l'equilibrio termico. L'apparecchio non deve essere alimentato fino a quando non si stabilisca l'equilibrio termico. Qualora non sia possibile verificare per mezzo di una misura il raggiungimento dell'equilibrio termico, e' possibile assumere, come periodo necessario allo stabilirsi di detto equilibrio, un intervallo di almeno un'ora. Onde evitare di incorrere in fenomeni di condensazione eccessiva, si deve avere cura di scegliere convenientemente l'ordine di svolgimento delle prove, nonche' la regolazione del tasso di umidita' nella camera climatica.
2.Prima di iniziare le prove alle temperature superiori, l'apparecchio deve essere acceso per un minuto.
3.Prima di iniziare le prove alle temperature inferiori, l'apparecchio deve essere acceso per un minuto.
Art. 13
Disposizioni relative ai segnali di prova applicati al ricevitore per mezzo di un dispositivo di accoppiamento o di un'antenna di prova.
1.I generatori dei segnali di prova devono essere collegati al ricevitore per mezzo di un dispositivo di accoppiamento o di un'antenna di prova in modo tale che l'impedenza presentata al dispositivo di accoppiamento o all'antenna di prova sia di 50 ohm. Questa condizione deve essere soddisfatta sia che si abbia un solo segnale di prova, sia nel caso in cui si abbiano piu' segnali applicati contemporaneamente al ricevitore. Si deve aver cura di rendere trascurabili gli effetti di un qualsiasi prodotto di intermodulazione e del rumore, aventi origine nei generatori dei segnali di prova.
Art. 14
Segnale codificato di prova
1.Il segnale codificato di prova deve essere costituito da una successione di segnali di codice, separati l'uno dall'altro da un adeguato intervallo. Nel caso di messaggio solo tono questo e' costituito da un preambolo seguito da un blocco contenente l'indirizzo del ricevitore. Il messaggio alfanumerico sara' invece costituito da un preambolo e da un blocco contenente l'indirizzo del ricevitore seguito da un messaggio di 80 caratteri.
Art. 15
Dispositivo di accoppiamento
1.Il dispositivo di accoppiamento deve presentare una uscita a radiofrequenza con impedenza di 50 ohm in corrispondenza di qualunque frequenza di funzionamento dell'apparecchio. Il dispositivo di accoppiamento puo' essere realizzato mediante una linea di trasmissione a piani conduttori paralleli, costituita da un piano di terra e da un conduttore di larghezza L fissato ad una altezza costante h sopra il piano di terra mediante supporti in plastica.
2.Per una impedenza di 50 ohm il valore del rapporto W/ h e' di 4,95 ed in tal caso la larghezza del piano di terra deve essere almeno pari a 3 L per evitare effetti parassiti e per ottenere una impedenza costante.
3.Per rendere possibile il collegamento alla linea di trasmissione suddetta, entrambe le estremita' della linea stessa devono essere rastremate e la distanza h dal piano di terra e' ridotta in modo tale da mantenere costante il rapporto L/h.
4.Prese coassiali sono connesse alla linea alle estremita' rastremate. Una estremita' della linea deve essere adattata ad un carico resistivo e l'altra estremita' chiusa da un'impedenza di 50 ohm.
5.Il rapporto d'onda stazionaria deve essere inferiore a 1,2 per tutte le frequenze di misura.
6.Nel caso di linea di trasmissione con impedenza diversa da 50 ohm, alle sue estremita' dovranno essere posti dispositivi di adattamento a 50 ohm.
7.Si deve aver cura che gli strumenti di misura e qualsiasi oggetto riflettente non perturbino il campo elettromagnetico nella linea.
8.Un piccolo foro puo' essere praticato al centro del piano di terra per consentire il collegamento con i circuiti in bassa frequenza. L'apparecchio in prova dovra' essere posto in una zona di campo uniforme sopra un supporto isolante di altezza tale che il funzionamento dell'apparecchio non sia disturbato.
Art. 16
Posto di misura e disposizioni generali per le misure di campi irradiati
1.Il posto di misura deve essere situato su di una superficie o un terreno sufficientemente piano, in cui si disponga di una zona piatta di almeno 5 metri di diametro. L'apparecchio da sottoporre a misure deve essere collocato al centro di tale zona su un supporto non conduttore, in grado di ruotare di 360 (gradi) nel piano orizzontale, ad un metro e mezzo di altezza dal suolo. L'area impegnata per le misure deve essere abbastanza estesa, in modo tale da consentire l'erezione di una antenna di prova ad una distanza dall'apparato almeno uguale a 3 metri. Devono inoltre essere prese opportune precauzioni onde evitare che le riflessioni da oggetti vicini all'area di misura e sul suolo possano perturbare i risultati delle misure. Una guida all'impiego di un posto di misura per le misure con campi irradiati e' riportata nell'art. 24.
3.Il suddetto contenitore deve essere riempito con una soluzione salina (NaCl) di concentrazione pari a 1,49 grammi per litro di acqua distillata.
4.L'antenna di prova e' utilizzata come antenna emittente per la verifica delle caratteristiche del ricevitore oppure come antenna ricevente nella misura delle irradiazioni parassite. Questa antenna deve essere montata su un supporto che le consenta di essere utilizzata sia in polarizzazione orizzontale che in polarizzazione verticale, rendendo altresi' possibile la regolazione dell'altezza dal suo centro fra 1 m e 4 m dal suolo. E' preferibile utilizzare una antenna di prova dotata di forte direttivita'. La lunghezza dell'antenna di prova nella direzione in cui viene effettuata la misura non deve superare il 20% della distanza fra l'antenna stessa e l'apparecchio. L'antenna di prova e' normalmente collegata ad un generatore di segnali. Per le misure di irradiazione il generatore di segnali e' sostituito da un ricevitore di misura in grado di essere sintonizzato su una qualunque delle frequenze sotto esame ed adatto a misurare con precisione il livello relativo dei segnali applicati al suo ingresso. L'antenna di sostituzione deve essere un dipolo a mezza onda, accordato sulla frequenza di misura, oppure un'antenna piu' corta, tarata rispetto al dipolo a mezza onda. Il centro di questa antenna deve coincidere con il punto di riferimento dell'apparecchio in prova che essa sostituisce. Questo punto di riferimento deve coincidere con il centro del volume occupato dall'apparecchio in prova quando la sua antenna e' montata internamente o con il punto nel quale un'antenna esterna e' connessa all'apparecchio. La distanza fra l'estremita' piu' bassa del dipolo ed il suolo deve essere almeno di 30 centimetri. L'area destinata alle operazioni di misura deve essere costituita da una sala di laboratorio avente approssimativamente dimensioni di 6 x 7 metri ed una altezza di almeno 2,7 metri. La sala non deve contenere, per quanto possibile, oggetti riflettenti al di fuori delle pareti, del pavimento e del soffitto, eccezion fatta, ovviamente, per le attrezzature destinate all'esecuzione delle misure e per l'operatore. La dislocazione delle apparecchiature nell'area di misura e' indicata, in linea di massima, nella fig. 1. Le riflessioni prodotte sulla parete che si trova dietro l'apparecchio in prova devono essere attenuate da materiale assorbente posto davanti alla parete stessa. L'antenna di prova deve essere dotata di un diedro riflettente per ridurre gli effetti delle riflessioni sulla parete opposta, come pure sul soffitto e sul pavimento nel caso di misura con polarizzazione orizzontale. Inoltre tale diedro riduce gli effetti delle riflessioni sulle pareti laterali nel caso di polarizzazione verticale. Per motivi di ordine pratico e' opportuno ricorrere ad una antenna di lunghezza costante al posto dell'antenna a gamma/2 indicata nella fig. 1, da utilizzare a frequenze corrispondenti a lunghezza d'onda compresa tra gamma/4 e gamma/2, purche' la sensibilita' del ricevitore di misura sia sufficiente. Anche la distanza dell'antenna suddetta dal vertice del diedro puo' essere variata. Per evitare errori dovuti all'approssimarsi di situazioni che producono l'annullamento del segnale a causa di combinazioni tra segnale diretto e riflesso, l'antenna di sostituzione puo' essere spostata di (Piu' o Meno) 10 centimetri lungo la direzione dell'antenna di misura e nelle altre due direzioni perpendicolari. Qualora tali spostamenti producano una variazione del segnale superiore a (Piu' o Meno) 2 dB, l'apparecchio in prova deve essere opportunamente spostato onde far rientrare tale variazione entro il limite di (Piu' o Meno) 2 dB.
Art. 17
Sensibilita' del ricevitore: definizione, metodo di misura e limiti
1.Per sensibilita' del ricevitore si intende il livello minimo di campo elettromagnetico, alla frequenza nominale del ricevitore, modulato con il segnale codificato di prova, che provoca la corretta ricezione della chiamata nell'80% dei casi.
2.Nel posto di misura specificato nell'art. 16 l'antenna di prova deve essere alimentata con il segnale non modulato alla frequenza nominale di ricezione ed il ricevitore di misura connesso all'antenna di sostituzione deve essere sintonizzato su detta frequenza. L'antenna di sostituzione deve essere orientata per polarizzazione verticale ed alzata o abbassata nel campo di regolazione previsto per ottenere il massimo segnale. L'antenna di prova deve essere ruotata per 360 fino a che non sia ricevuto il segnale massimo. Il ricevitore in prova deve essere collocato nel posto di misura, in luogo dell'antenna di sostituzione e del ricevitore di misura e deve essere disposto verticalmente in modo tale che l'asse dell'apparecchio, che nella posizione normale di funzionamento (definita dal costruttore), e' il piu' vicino alla verticale, sia perpendicolare al suolo. La sensibilita' di riferimento, espressa come intensita' del campo elettromagnetico, e' misurata con la parte frontale del ricevitore orientata verso l'antenna. Tale posizione e' anche quella di partenza per la misura della sensibilita' media su 8 posizioni descritta nel seguito. All'antenna di prova viene quindi applicato il segnale fornito dal generatore di prova, con frequenza uguale alla frequenza nominale del ricevitore e modulato dal segnale di prova codificato in codice POCSAG secondo seguente codifica: Tipo di chiamata Struttura della trama - - solo tono preambolo + blocco contenente l'indirizzo del ricevitore + codice di riempimento numerica preambolo + indirizzo del ricevitore + messaggio numerico di 15 cifre alfanumerica preambolo + indirizzo + messaggio di 80 caratteri + codice di riempimento
3.Il livello di uscita del generatore di segnale di prova deve essere regolato in modo tale da avere una percentuale di chiamate ricevute con successo (nel caso di messaggio alfanumerico questo deve essere ricevuto senza errori) inferiore al 10%. Il segnale di prova deve essere inviato ripetutamente rilevando ogni volta se la chiamata e' a buon fine. Il livello del segnale di prova deve essere aumentato di 1 dB ogni volta che la chiamata non va a buon fine. Si deve procedere in questo modo finche' non si riscontrino tre risposte corrette consecutive e si prenda nota del livello del segnale di prova. Tale livello deve essere ridotto di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. Il segnale codificato di prova deve essere inviato per 20 volte. In ogni caso, se la risposta non e' a buon fine, il livello di prova deve essere aumentato di 1 dB e si prende nota del nuovo valore. Se invece il ricevitore risponde correttamente, il livello del segnale non deve essere cambiato finche' non si ottengano tre risposte positive consecutive. In tal caso si deve ridurre il livello del segnale di prova di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. Al termine della prova il risultato della misura e' il valore medio dei livelli annotati. La misura deve essere ripetuta ruotando il ricevitore di 45 (gradi) (8 posizioni). La media dei valori rilevati con il ricevitore posto nelle 8 posizioni calcolata con la seguente formula: 8 ------------------------- A8 = 20 log 1 + 1 ............. + 1 --- --- --- X X X (X = intensita' di campo in V/m) corrisponde al segnale in ingresso all'antenna di prova che genera un valore di campo elettromagnetico pari alla sensibilita' del ricevitore. La misura del campo e' effettuata sostituendo il ricevitore in prova con l'antenna di sostituzione connessa ad un ricevitore calibrato di misura.
4.La sensibilita' e' espressa in dB riferiti ad 1 (Micron)V/m.
6.La prova deve essere fatta sia in condizioni normali sia in condizioni estreme.
7.La sensibilita' inoltre non deve variare al variare della frequenza del trasmettitore entro 1 kHz.
Art. 18
Predisposizioni iniziali per le misure di immunita' del ricevitore
1.Le misure di immunita' del ricevitore, descritte nel seguito, devono essere eseguite ponendo il ricevitore in prova nel dispositivo di accoppiamento. In tali condizioni, si deve determinare il livello del segnale d'ingresso che, alla frequenza nominale di ricezione e modulato con il segnale codificato di prova, produce una percentuale di chiamate a buon fine pari all'80%. La determinazione di tale livello di segnale deve essere effettuata mediante il procedimento iterativo descritto nella misura di sensibilita'.
Art. 19
Protezione sul canale utile: definizione metodo di misura e limiti
1.La protezione sul canale utile e' una misura dell'attitudine del ricevitore ad operare con un determinato tasso di chiamate a buon fine in presenza del segnale utile e di un segnale interferente non modulato ed avente la stessa frequenza.
2.Il ricevitore in prova deve essere posto nel dispositivo di accoppiamento. Entrambi i segnali, utile ed interferente, devono essere applicati all'ingresso del dispositivo di accoppiamento secondo le modalita' descritte in seguito. Il segnale utile deve essere modulato con segnale codificato di prova. Il segnale interferente deve essere invece non modulato. La frequenza dei due segnali di ingresso e' inizialmente per entrambi quella nominale del ricevitore in prova e la misura deve essere ripetuta in corrispondenza ad uno spostamento della frequenza del segnale interferente fino a (Piu' o Meno) 3000, Hz. Inizialmente viene applicato soltanto il segnale utile ad un livello tale da dare un tasso di chiamate a buon fine pari all'80%. Il livello del segnale utile deve quindi essere aumentato di 3 dB. Successivamente deve essere applicato il segnale interferente ad un livello tale da avere una percentuale di chiamate a buon fine inferiore al 10%. Il segnale codificato di prova deve essere trasmesso ripetutamente osservando ogni volta se il ricevitore risponde correttamente o meno. Il livello del segnale interferente deve essere ridotto di 2 dB ogni volta che non e' riscontrata una risposta corretta. La procedura deve essere proseguita finche' non si ottengano tre risposte corrette consecutive. Si prende nota del livello del segnale interferente. Il livello del segnale interferente deve quindi essere aumentato di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. Il segnale codificato di prova deve essere trasmesso 20 volte. In ogni caso, se la risposta non e' a buon fine il livello del segnale interferente deve essere diminuito di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. Se invece la risposta e' a buon fine, il livello del segnale interferente non deve essere modificato finche' non si ottengano tre risposte corrette consecutive. In questo caso il segnale interferente deve essere aumentato di 1 dB e si prende nota del nuovo valore.
3.Il rapporto di protezione sul canale utile e' espresso come rapporto in dB fra la media dei livelli misurati di segnale interferente e il livello del segnale utile all'ingresso del ricevitore.
4.Il rapporto di protezione sul canale utile deve essere superiore a -8 dB in condizioni ambientali normali.
Art. 20
Selettivita' rispetto al canale adiacente: definizioni metodo di misura e limiti
1.La selettivita' rispetto al canale adiacente e' la misura dell'attitudine del ricevitore ad operare con un determinato tasso di chiamate a buon fine in presenza del segnale utile e di un segnale interferente non modulato ed allocato in uno dei due canali adiacenti.
2.Il ricevitore in prova deve essere posto nel dispositivo di accoppiamento. Entrambi i segnali, utile ed interferente, devono essere applicati all'ingresso del dispositivo di accoppiamento secondo le modalita' descritte precedentemente. Il segnale utile deve essere modulato dal segnale codificato di prova e deve avere frequenza pari alla frequenza nominale di ricezione. Il segnale interferente deve essere non modulato e deve avere frequenza pari a quella del canale adiacente superiore. Inizialmente e' applicato soltanto il segnale utile ad un livello corrispondente ad una intensita' di campo elettromagnetico pari alla sensibilita' del ricevitore. Tale livello deve quindi essere aumentato di 3 dB. Successivamente deve essere applicato il segnale interferente ad un livello tale da avere una percentuale di chiamate a buon fine inferiore al 10%. Il segnale codificato di prova deve essere trasmesso ripetutamente osservando ogni volta se la chiamata e' a buon fine. Il livello del segnale interferente deve essere ridotto di 2 dB tutte le volte che la chiamata non e' a buon fine. Si deve proseguire fino a quando si ottengano tre risposte positive consecutive. A questo punto si deve prendere nota del livello del segnale interferente. Tale livello deve essere aumentato di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. Il segnale codificato di prova deve essere trasmesso 20 volte. In ogni caso, se la risposta non e' corretta, il livello del segnale interferente deve essere diminuito di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. Se invece la risposta e' corretta, il livello del segnale interferente non deve essere modificato finche' non si ottengano tre risposte corrette consecutive. In questo caso il segnale interferente deve essere aumentato di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. La misura deve essere ripetuta con il segnale interferente alla frequenza del canale adiacente inferiore. In entrambi i casi si deve calcolare la media dei valori misurati ed il rapporto in dB tra valore medio ed il livello del segnale utile.
3.Si definisce selettivita' rispetto al canale adiacente il piu' basso tra i due rapporti calcolati.
4.La selettivita' rispetto al canale adiacente non deve essere inferiore a 60 dB condizioni normali.
5.Tali limiti devono inoltre essere verificati al variare della frequenza del generatore del segnale utile entro (Piu' o Meno) 1 kHz.
Art. 21
Protezione contro l'intermodulazione: definizione metodo di misura e limiti
1.La protezione contro l'intermodulazione e' una misura della attitudine del ricevitore ad impedire la generazione di risposte utili, prodotte dalla ricezione di due o piu' segnali interferenti di uguale livello ed aventi una determinata relazione di frequenza, uno dei quali sia modulato dal segnale codificato di prova.
2.Il ricevitore in prova deve essere posto nel dispositivo di accoppiamento. Tre generatori A, B e C devono essere collegati al dispositivo di accoppiamento secondo le modalita' descritte nelle pagine precedenti. Il segnale del generatore A, alla frequenza nominale del ricevitore, deve essere modulato dal segnale codificato di prova. Il segnale del generatore B deve essere non modulato e la sua frequenza deve essere coincidente con quella del canale adiacente superiore. Il segnale del generatore C deve avere una frequenza distante da quella del generatore A di due volte la larghezza del canale. Inizialmente i generatori B e C devono essere spenti. Il segnale del generatore A, applicato all'ingresso del dispositivo di accoppiamento, deve essere regolato ad un livello corrispondente ad una intensita' di campo elettromagnetico pari alla sensibilita' del ricevitore e si deve prendere nota di tale valore. Successivamente la frequenza del generatore A deve essere regolata ad un valore che si discosta dalla frequenza nominale del doppio del passo di canalizzazione, in senso positivo o negativo. Nelle successive operazioni effettuate con segnale RF modulato FSK puo' essere opportuno impiegare la modulazione complementare. I generatori B e C devono essere accesi. I livelli dei generatori B e C devono essere mantenuti uguali e ridotti di pari passo fino ad avere una percentuale di chiamate a buon fine inferiore al 10%. Il segnale codificato di prova deve essere trasmesso ripetutamente osservando ogni volta se la chiamata e' a buon fine. I livelli dei generatori B e C devono essere ridotti di 2 dB ogni volta che la chiamata non e' a buon fine. La procedura deve essere proseguita finche' non si ottengano tre risposte corrette consecutive ed allora si deve prendere nota del livello di segnale. I livelli dei generatori B e C devono quindi essere aumentati di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. Il segnale codificato di prova deve essere trasmesso 20 volte. In ogni caso, se la risposta non e' a buon fine, i livelli dei due generatori devono essere ridotti di 1 dB e si deve prendere nota del nuovo valore. Se invece la risposta e' corretta i livelli dei generatori non devono essere modificati finche' non si ottengano tre risposte corrette consecutive. In questo caso detti livelli devono essere incrementati di 1 dB e si prende nota del nuovo valore.
3.La protezione contro l'intermodulazione e' espressa come rapporto in dB tra la media dei valori del livello dei due generatori B e C, rilevati durante la prova, ed il livello del segnale utile corrispondente alla sensibilita' del ricevitore. La misura deve essere ripetuta in corrispondenza a scarti di frequenza fino a 4 e 8 volte il valore del passo di canalizzazione. La misura deve essere ripetuta con i generatori B e C operanti alle frequenze dei canali adiacenti inferiori.
4.La protezione contro l'intermodulazione non deve essere inferiore a 50 dB in condizioni ambientali di prova normali.
Art. 22
Irradiazioni parassite: definizioni metodo di misura e limiti
1.Nel rispetto di quanto previsto dalla direttiva 89/336/CEE, adottata in Italia con il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 476, ed al fine dell'efficace gestione dello spettro, devono essere rispettate le disposizioni riportate nel presente articolo.
2.Le irradiazioni parassite sono tutte le irradiazioni del ricevitore, emesse a qualunque frequenza dall'apparecchio o antenna.
3.Il ricevitore in prova deve essere posto nel campo di misura come specificato nelle pagine precedenti. Il ricevitore deve essere alimentato dalla normale sorgente di alimentazione. Le irradiazioni di ogni componente spuria devono essere misurate mediante l'antenna di prova ed il ricevitore di misura. In corrispondenza ad ogni frequenza sulla quale sono rilevate delle irradiazioni il ricevitore in prova deve essere orientato in modo tale che il campo misurato sia massimo e la potenza apparente irradiata su ognuna delle componenti deve essere determinata con il metodo di sostituzione. La misura deve essere ripetuta con l'antenna di misura polarizzata sul piano perpendicolare a quello scelto in precedenza.
4.La potenza di ogni irradiazione parassita nel campo di frequenza fino a 1 GHz non deve essere superiore a 2 nW sia in condizioni ambientali di prova normali, sia in condizioni estreme.
5.Nel campo di frequenze (minore) 1 GHz tale irradiazione parassita non deve essere superiore a 20 nW.
Nota all'art. 22: - Il D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 476, ha dato attuazione alla direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989 in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita' elettromagnetica, modificata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992.
Art. 23
Precisione delle misure
1.La seguente tabella indica i valori di tolleranza ammessi per ciascuna rispettiva grandezza in misura: a - Tensione continua + 3% b - Frequenza radioelettrica + 50 Hz c - Tensione alle frequenze radioelettriche + 2 dB d - Intensita' di campo alle frequenze radioelettriche + 3dB e - Potenza della portante a radiofrequenza (potenza apparente irradiata) + 2 dB f - Potenza a radiofrequenza sul canale adiacente + 3 dB g - Impedenza dei carichi fittizi, scatole, ecc. + 5% h - Impedenza interna dei generatori ed impedenza di ingresso dei ricevitori di misura + 10% i - Attenuazione degli attenuatori + 0,5 dB l - Temperatura + 1 (grado)C m - Umidita' + 5% n - Tempi + 10%
Art. 24
Guida all'uso di un posto di misura dei campi irradiati
Art. 25
Descrizione del codice POCSAG
1.I messaggi in codice POCSAG consistono di un preambolo seguito da blocchi di parole in codice; ciascun blocco inizia con una parola codice di sincronismo (SC). Il formato della segnalazione e' illustrato in figura
2.La trasmissione cessa quando non ci sono ulteriori chiamate. 2. La trasmissione inizia con un preambolo che ha lo scopo di permettere ai ricevitori di ottenere la sincronizzazione di bit e di predisporre l'acquisizione del sincronismo di parola. Il preambolo e' costituito da una sequenza di 576 bit alternati (1010 ..).
3.Le parole in codice sono trasmesse a blocchi, ciascuno dei quali comprende una parola di sincronismo seguita da otto trame. Ogni trama contiene due parole in codice. Le trame sono numerate da 0 a 7 e analogamente i ricevitori sono suddivisi in otto classi. Ciascun ricevitore e' assegnato a una delle otto trame a seconda dei tre bit meno significativi dei suoi ventuno bit di identificazione (es. 000 = trama 0; 001 = trama 1; 111 = trama 7). Ciascun ricevitore controlla solo gli indirizzi contenuti nella trama assegnatagli, per risparmio di batteria. Messaggi dati possono invece essere trasmessi in ogni trama, ma devono seguire direttamente gli indirizzi cui sono associati. Un messaggio puo' continuare per un numero a piacere di parole trasmesse ed anche nei blocchi successivi, tenendo comunque conto che una parola di messaggio non puo' prendere il posto di una parola in sincronismo. Il termine del messaggio viene indicato dalla successiva parola di indirizzo o da un codice di riposo. In ogni trama viene immesso un codice di riempimento ogni volta che non deve essere trasmesso un indirizzo; anche in caso di fine trasmissione il blocco deve essere completato.
4.Una parola in codice POCSAG e' composta da 32 bit (viene trasmesso per primo il bit piu' significativo). La struttura di una parola in codice e' riportata in figura 3. La struttura utilizzata consente la correzione di due bit errati per le parole di indirizzo e di un bit errato per i messaggi.
5.Il codice di sincronismo e' 01111100110100100001010111011000
7.La struttura di un codice di messaggio e' mostrata in figura 3. Un codice di messaggio inizia sempre con un bit 1. L'intero messaggio segue l'indirizzo cui si riferisce. La regola della trama non si applica alle parole relative ai messaggi che proseguono in sequenza fino al termine del messaggio stesso. Un messaggio puo' anche proseguire nel blocco successivo. Una parola di messaggio contiene 20 bit significativi, seguiti da bit di controllo.
8.In assenza di un codice di indirizzo o di messaggio deve essere trasmesso un codice di riempimento che ha la seguente struttura 01111010100010011100000110010111
9.A ciascun ricevitore sono assegnate sei cifre decimali di identificazione corrispondenti ad un indirizzo. Questo numero viene convertito nel corrispondente numero binario a 20 cifre. Gli ultimi tre bit sono utilizzati solo per individuare in quale delle otto trame deve essere trasmesso l'indirizzo e non sono a loro volta trasmessi. Un ulteriore bit (bit 2 posto uguale a 0), e' aggiunto per completare la struttura dei 18 bit piu' significativi di indirizzo (bit 2 - 19). Infine, il bit 1 ed i bit 20 e 21 sono scelti secondo le regole indicate nel comma 6. I 21 bit piu' significativi di una parola di codice sono scelti come coefficienti di un polinomio avente termini da X (elevato a 30) a X (elevato a 10) Questo polinomio viene diviso, modulo 2, per il polinomio generatore X (elevato a 10) + X (elevato a 9) + (elevato a 8) + x (elevato a 6) X (elevato a 5) + X (elevato a 3) + 1 I bit di controllo corrispondono ai coefficienti dei termini da X (elevato a 9) a X (elevato a 0) del polinomio resto ricavato al termine di questa divisione. Il blocco completo costituito dai bit di informazione e da bit di controllo corrisponde ai coefficienti di un polinomio che, diviso per il polinomio generatore, dia resto 0. Ai 31 bit del blocco viene aggiunto un bit addizionale, corrispondente al bit di parita' dell'intera parola.
10.La velocita' di trasmissione e' di 1200 bit/s con tolleranza di 1. 10 (elevato a -5).
11.Il tempo di salita della modulazione del trasmettitore, definito come il tempo tra il 10% e il 90% della transizione di frequenza, deve essere pari a 275 (Micron(s.
Il Ministro: GAMBINO
Visto, il Guardasigilli: CAIANIELLO Registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 1996
Registro n. 4 Poste, foglio n. 175
Tabella 1
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