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LEGGE 8 agosto 1996, n. 428

Current text a fecha 1996-08-19

Entrata in vigore della legge: 20-8-1996

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

1.Il decreto-legge 1 luglio 1996, n. 346, concernente partecipazione italiana alla missione di pace in Bosnia, e' convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2.Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti-legge 2 gennaio 1996, n. 1, 1 marzo 1996, n. 99, e 29 aprile 1996, n. 236.

SCALFARO

PRODI, Presidente del Consiglio dei Ministri

ANDREATTA, Ministro della difesa

VISCO, Ministro delle finanze

Visto, il Guardasigilli: FLICK AVVERTENZA:

Il decreto-legge 1 luglio 1996, n. 346, e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 153 del 2 luglio 1996.

A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto

1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e

ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla presente legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione e' pubblicato in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 39.

Allegato

ALLEGATO MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 1 LUGLIO 1996, N. 346. All'articolo 1, dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente: "2-bis. Al fine di intensificare il contributo italiano al processo di pace e di ricostruzione della Bosnia-Erzegovina, il Ministero della difesa autorizza gli enti convenzionati ai sensi della legge 15 dicembre 1972, n. 772, e successive modificazioni, ad inviare nei territori della ex Jugoslavia, limitatamente alle zone di massima sicurezza individuate dal Comando militare italiano nell'ambito del territorio sottoposto alla sua responsabilita', obiettori di coscienza che ne facciano richiesta, senza oneri aggiuntivi per lo Stato, ne' interferenze con la missione della NATO svolta dal contingente militare italiano e sotto la totale responsabilita' degli enti presso cui detti obiettori prestano servizio".