DECRETO 17 maggio 2024, n. 81
Allegato C (articoli 19 e 20) RUOLO DEI SOMMOZZATORI Parte I - Requisiti d'idoneita' fisica e psichica Costituisce requisito di idoneita' fisica l'assenza di tutte le patologie di seguito riportate: A. PESO CORPOREO A1. Indice di Massa Corporea (IMC o BMI, acronimo inglese di body mass index) < 19 kg/m² e> 30 kg/m² ; B. PATOLOGIE NEUROLOGICHE B1. L'epilessia e le malattie del sistema nervoso centrale, periferico o autonomo e i loro esiti ad incidenza funzionale, rilevate con la diagnostica strumentale: 1. idisturbi della motilita' e della sensibilita'; 2. le sindromi dei nervi cranici, delle radici, dei plessi nervosi, dei nervi periferici. B2. Le sindromi cerebellari; B3. Le sindromi del tronco encefalico e del midollo spinale; B4. Le cefalee e le algie cranio-facciali, quando accompagnate da disturbi visivi, motori, sensoriali o eccessiva sonnolenza o quando per il grado e la frequenza della sintomatologia assumono carattere di gravita' o riducono la capacita' di lavoro; B5. Le vasculopatie cerebrali e spinali in atto e/o i postumi; B6. Le radicolopatie croniche da patologie vertebrali di rilievo clinico significativo con alterazione dell'esame neurologico o dell'esame elettromiografico; B7. Il morbo di Parkinson e i parkinsonismi; B8. Le craniotomie; B9. I pregressi interventi sul rachide e gli esiti di traumi cranio-encefalici e midollari, con limitazioni funzionali, confermati dalla diagnostica strumentale; B10. Esiti neurologici da incidente da decompressione. Non e' causa di non idoneita' l'evidenza E.E.G. di: - un ritmo alfa lento; - un tracciato desincronizzato; - attivita' 5/7 Hz in sede fronto-centro-parietale sporadica di voltaggio inferiore a 50 microvolt simmetrica; - attivita' beta diffusa di basso voltaggio; - attivita' lenta di trascinamento durante la Stimolazione Luminosa Intermittente (S.L.I.). C. PATOLOGIE DELL'ORECCHIO, NASO E GOLA C1. Patologie cronicizzate orecchio esterno: 1. condotto uditivo esterno (CUE) bloccato con impossibilita' di visualizzare la membrana timpanica (MT); 2. atrofia o ampia cicatrice MT; 3. esostosi complicate da infezioni recidivanti del CUE. C2. Otite media acuta e cronica; C3. Emorragia nella MT, orecchio medio e/o perforazione (perforazione grado O' Neill 2 o equivalente), gli esiti della perforazione timpanica devono essere valutati in rapporto alla funzionalita' timpanica residua; C4. Interventi chirurgici ORL: 1. drenaggio membrana timpanica in sede; 2. timpanoplastica di tipo 1 (miringoplastica); 3. mastoidectomia; 4. interventi per migliorare l'udito quali: - tutti i casi di sostituzione totale della catena di ossicini (TORP), la disfunzione della tuba di Eustachio; - i dispositivi elettronici impiantati (qualunque sia la pressione assoluta massima di esposizione tollerata dal dispositivo, come indicato nella relativa scheda tecnica). 5. ipostumi degli interventi chirurgici sull'orecchio interno; 6. la correzione chirurgica di stenosi delle prime vie aeree; 7. la presenza di tracheostomia. C5. Vertigini: 1. vertigini acute quali disturbi acuti dell'equilibrio, disfunzione vestibolare bilaterale; 2. vertigini croniche quali il disturbo cronico dell'equilibrio sia durante la normale vita quotidiana che solo durante lavoro intenso, vertigine alternobarica ricorrente; 3. cinetosi ovvero sintomi gravi di cinetosi (mal di mare) e/o essere soggetto ad effetti collaterali dei farmaci assunti per la prevenzione della cinetosi. C6. Le sindromi di Meniere e menieriformi; C7. Le patologie dell'orecchio interno con riferimento alla classificazione International Bureau for Audiophonology (BIAP, 1996); C8. Le ipoacusie anche monolaterali >20 dB calcolate come media alle frequenze 500, 1000, 2000 e 4000 Hz (la voce di conversazione e' percepita normalmente senza disagio sociale) fino alla sordita' completa (cofosi); C9. Il recupero incompleto dell'udito dopo episodio di ipoacusia neurosensoriale improvvisa; C10. Patologia del naso quali: 1. epistassi ricorrenti; 2. alterata funzionalita' tubarica accertata con impedenziometria; 3. incapacita' di compensare l'orecchio medio e i seni paranasali; 4. rinosinusite cronica con ostruzione degli osti sinusali in presenza o meno di polipi. C11. Patologie della cavita' orale e delle labbra, dei denti e/o loro esiti, che comportino l'incapacita' o la difficolta' di mantenere il boccaglio standard o che costituiscono un rischio specifico nelle immersioni profonde. C12. Presenza d'impianto (osteointegrazione) con trapianto osseo e/o chirurgia del seno paranasale con esiti o presenza di protesi rimovibili. In caso di dispositivi ortodontici fissi, artralgia temporomandibolare, barodontalgia (odontalgia correlata alla variazione della pressione idrostatica) e' richiesta consulenza odontoiatrica; C13. Le patologie delle prime vie aeree e del collo quali: 1. disfunzione delle corde vocali; 2. paralisi del nervo laringeo bilaterale oppure unilaterale con disfunzione vocale associata o meno a disfunzione polmonare; 3. laringocele non trattato chirurgicamente, esito di tracheostomia, stenosi significativa; 4. precedente frattura della base cranica che abbia coinvolto l'osso temporale associata a rottura della capsula otica (struttura cartilaginea che contiene e protegge il labirinto auricolare) o perdita di liquido cerebrospinale; 5. qualsiasi sindrome dolorosa regionale complessa facciale (come la nevralgia del trigemino) non trattata che possa essere confusa con la patologia da decompressione (PDD). D. PATOLOGIE DELL'APPARATO CARDIOVASCOLARE D1. L'angina pectoris; D2. I postumi dell'infarto del miocardio con o senza patologia ventricolare sinistra; D3. Lo scompenso cardiaco congestizio; D4. Ogni tipo d'intervento di rivascolarizzazione coronarica; D5. Il blocco di branca sinistra incompleto o completo; gli emiblocchi (blocchi fascicolari), quando associati a miocardiopatie o anomalie della conduzione elettrica; D6. La bradicardia sinusale < 40 b.p.m. quando associata a patologie del sistema di conduzione; D7. La sindrome di Wolff Parkinson White; D8. Le tachicardie sopraventricolari a rilevante significativita' clinica; D9. L'extrasistolia ventricolare frequente, qualora si verifichino: 1. bigeminismo; 2. extrasistolia polimorfa; 3. salve consecutive maggiori di tre; 4. tachicardia ventricolare; 5. fenomeno R su T. D10. L'ipertensione arteriosa quando, ad una monitorizzazione nel tempo, supera i valori di 135/85 mmHg, in assenza totale di danni d'organo, non e' ammessa la terapia farmacologica antipertensiva; D11. La sindrome del QT lungo (non iatrogeno o farmaco indotto); D12. La sindrome del QT corto; D13. La stenosi e l'insufficienza aortica e mitralica anche di grado medio; D14. Il prolasso della mitrale, emodinamicamente significativo; D15. Le patologie congenite del cuore inclusa la pervieta' del forame ovale, anche se precedentemente operata; D16. Le comunicazioni dx-sin, anche in sede extracardiaca; D17. Il morbo di Reynaud; D18. I portatori di Pacemaker o altro dispositivo medicale cardiaco; D19. La cardiomiopatia ipertrofica e la miocardiopatia dilatativa; D20. Tutte le protesi cardiovascolari; D21. Le malattie dei vasi che comportino alterazioni emodinamiche e/o siano a rischio di complicazioni. D22. Le flebiti, le arteriopatie, l'insufficienza arteriosa/venosa cronica e le altre patologie del circolo arterioso/venoso; D23. La linfostasi costituzionale o acquisita di grado inabilitante. E. PATOLOGIE DELL'APPARATO RESPIRATORIO E1. L'asma bronchiale in tutte le sue manifestazioni e le sindromi disventilatorie ostruttive, restrittive o miste, con insufficienza respiratoria di grado tale da controindicare l'attivita' di lavoro o ridurre sensibilmente la capacita' di lavoro ovvero che risultino in deficit respiratorio restrittivo od ostruttivo con indice ventilatorio di Tiffeneau inferiore al 75%; E2. Le malattie della pleura ed i loro esiti, quando sono causa di rilevanti disturbi funzionali o riducono sensibilmente la capacita' di lavoro; E3. Le cisti e i tumori polmonari; E4. Le infezioni polmonari in atto quando esitano in reliquati quali fibrosi, cavita' ed enfisema. E5. I postumi e gli esiti delle toracotomie di qualunque tipo; E6. Sindrome da apnea ostruttiva nel sonno (OSAS). F. PATOLOGIE ENDOCRINO- METABOLICHE F1. Le sindromi dipendenti da alterata funzione delle ghiandole endocrine che esitino in disturbi funzionali: 1. ipotiroidismo non controllato farmacologicamente; 2. ipertiroidismo; 3. tireopatia uni o multi nodulare sintomatica, immersa o con deviazione della trachea; 4. micro o macro adenoma ipofisario secernente o qualsiasi altra lesione ipofisiaria che comporti compromissione delle strutture circostanti; 5. pregressi interventi trans-sfenoidali che esitino in alterazioni funzionali. F2. Il diabete mellito in tutte le sue forme anche se farmacologicamente controllato; F3. Alterazione del metabolismo Calcio/Fosforo e condizione di ipoparatiroidismo e iperparatiroidismo in atto; F4. Tutte le patologie endocrine accertate quando limitano la permanenza e le performances subacquee. G. PATOLOGIE IMMUNO-EMATOLOGICHE G1. Qualsiasi malattia del sangue conclamata o sospettata per la rilevazione all'esame obiettivo di linfoadenopatia, epatomegalia, splenomegalia; G2. Anemia con capacita' cardiopolmonare alterata (all'ECG da sforzo METS < 8 e/o dispnea ipotensione arteriosa); G3. Anemia falciforme; G4. Beta talassemia major; G5. Crioglobulinemia; G6. Utilizzo di anticoagulanti; G7. Alterazione della coagulazione in terapia con anticoagulanti (TAO, NAO) sulla base della valutazione degli indici della coagulazione (PT, PTT - INR, conta piastrinica < 150.000 u/µl); G8. Trombofilia, trombocitopenia; G9. Policitemia (emoglobina >17g/dl, ematocrito > 54% negli uomini e emoglobina >15g/dl, ematocrito > 47% nelle donne) di ogni tipo in presenza di danno d'organo compresa l'alterazione del visus (come fosfeni), dell'udito (come acufeni), l'eritrosi (arrossamento cutaneo a carattere infiammatorio) e ogni altra emopatia mieloproliferativa a carico delle cellule staminali del midollo emopoietico; G10. La mielofibrosi idiopatica; G11. La trombocitemia essenziale; G12. Sindrome mieloproliferativa cronica; G13. Leucemia mieloide cronica; G14. Leucemia linfoide; G15. Altre neoplasie di interesse ematologico; G16. Patologie autoimmuni sistemiche che interferiscano con le performance richieste per le attivita' subacquee. H. PATOLOGIE DELL'APPARATO GASTRO - ENTERICO H1. Le malattie infiammatorie intestinali croniche e in fase acuta (ulcera peptica e duodenale in atto) H2. Grave reflusso gastroesofageo ovvero RGE associato a complicanze, come ulcere ed erosioni della parete esofagea (esofagite erosiva) o restringimenti del calibro dell'esofago (stenosi) e/o qualsiasi altra condizione che, sebbene in terapia appropriata, interferisca con le performance richieste per le attivita' subacquee; H3. L'ernia iatale paraesofagea o incarcerata; H4. Le ernie di grado elevato: ombelicali, inguinoscrotali; H5. Acalasia; H6. Le emorroidi di III grado, voluminose e molteplici; H7. Epatopatie. I. PATOLOGIE DELL'APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO I1. Tutte le malattie ed i traumi con postumi invalidanti; I2. Gli stati morbosi ossei derivanti da alterazioni ossee focali o sistemiche; I3. Le miopatie degenerative croniche; I4. Le lussazioni articolari recidivanti e/o abituali; I5. Le malattie articolari degenerative. J. PATOLOGIE DERMATOLOGICHE J1. Le dermopatie che impediscano l'uso della maschera, del boccaglio e della muta; J2. Qualsiasi condizione che possa influenzare il controllo termico; J3. I gravi disturbi esfoliativi; J4. Le malattie cutanee acute e croniche, di qualsiasi natura, che determinino alterazioni della barriera cutanea. K. PATOLOGIE OCULARI K1. Le malformazioni, le imperfezioni e le patologie degli annessi oculari, delle palpebre, della congiuntiva e dell'apparato lacrimale, quando sono causa di rilevanti limitazioni funzionali o sono tali da compromettere la funzione visiva, anche se monolaterali o se influiscono sulla normale motilita' dei bulbi oculari, ovvero ne provocano la cronica irritazione; K2. I disturbi della motilita' dei muscoli estrinseci del globo oculare di tipo manifesto o latente (tropie/forie), quando sono causa di diplopia o di difetti del campo visivo, anche monoculare o quando producono alterazioni della visione binoculare ovvero del senso stereoscopico; K3. Le anomalie del senso luminoso; K4. Le malformazioni, le imperfezioni, le patologie dell'orbita, dei bulbi oculari ovvero dei nervi ottici e i loro esiti funzionali, anche se monolaterali: K5. Il cheratocono; K6. Le retinopatie e il distacco di retina in atto, pregresso e/o trattato; K7. Il glaucoma; K8. I postumi di interventi chirurgici oculari a carico del segmento anteriore e posteriore dell'occhio, se effettuati per mezzo di tecniche incisionali; sono ammessi gli interventi di chirurgia refrattiva e di microchirurgia oculare se effettuati per mezzo di tecniche non incisionali (trattamenti chirurgici con il laser in genere) quando, trascorso il periodo di assestamento, in relazione alla tecnica effettuata: 1. l'acutezza visiva rientra nei parametri prestabiliti; 2. non residuano alterazioni della trasparenza dei mezzi diottrici; 3. risultano assenti patologie vitreo-retiniche. K9. Le alterazioni morfologiche di sede e di trasparenza del cristallino, l'afachia. In caso di interventi chirurgici per cataratta, l'idoneita' e' confermata a condizione che: 1. La lentina sia inserita in camera posteriore e non anteriore; 2. non ci siano deiescenze delle ferite operatorie, - ci sia normale centratura e funzionalita' della pupilla; 3. assenza di aderenze irido-corneali e irido-lenticolari; 4. pressione oculare nei limiti della norma. K10. Visus naturale inferiore a 14/10 complessivi, quale somma del visus dei due occhi, o visus inferiore a 6/10 nell'occhio che presenta il visus piu' ridotto (non e' ammessa la correzione con lenti), alterazione di: 1. campo visivo e motilita' oculari; 2. annessi oculari, mezzi diottrici; 3. fondo oculare; 4. senso stereoscopico; 5. visione binoculare; 6. senso cromatico verificato attraverso le tavole pseudoisocromatiche (Tavole di Ishihara). L. PATOLOGIE PSICHIATRICHE L1. Le sindromi e i disturbi mentali organici, i disturbi schizofrenici, i disturbi dissociativi e deliranti e altri disturbi psicotici; L2. Il disturbo post-traumatico da stress; L3. Le psiconevrosi, i disturbi depressivi, i disturbi dell'umore e i disturbi di ansia e le fobie; L4. I disturbi somatoformi e da conversione; L5. I disturbi di personalita' e della identita', tali da compromettere significativamente la sfera personale e socio-lavorativa del soggetto, anche in presenza di psicoterapia in atto; L6. I trattamenti specifici neuro-psicofarmacologici; L7. L'alcolismo e le patologie correlate al consumo di bevande alcoliche, le tossicomanie e l'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope accertate con i relativi test tossicologici, le intossicazioni croniche di origine esogena, con compromissione psichica o organica. M. REQUISITI PSICO-ATTITUDINALI Il personale specialista sommozzatore deve possedere, adeguate capacita' intellettive, emotive, comportamentali, socio-relazionali, di autocontrollo, di assunzione di responsabilita' decisionali e di gestione pratica di situazioni lavorative ed eventi critici con particolare riferimento a: M1. Attitudine a controllare ed elaborare situazioni impreviste con rapida capacita' risolutiva; assunzione di responsabilita' finalizzata ad agire in sicurezza nell'espletamento dei compiti propri della qualifica; predisposizione al cambiamento; capacita' di comunicazione e determinazione operativa; M2. Capacita' di analisi e di assumere iniziative e ruoli decisionali in situazione di complessita' operativa di gruppo; adeguata capacita' di percezione, attenzione, memorizzazione ed esecuzione dei compiti assegnati; adeguata resistenza psico-fisica allo stress; M3. Capacita' di relazione finalizzata all'integrazione ed operativita' di gruppo semplice e complesso, nonche' capacita' di adattarsi in contesti di lavoro formalmente organizzati; autonomia, adattabilita' e controllo. N. ALTRE PATOLOGIE N1. Le allergopatie, le intolleranze e idiosincrasie a farmaci, alimenti e sostanze di uso corrente, tali da risultare incompatibili con l'uso dei dispositivi di protezione individuale, o controindicare l'attivita' di lavoro, o ridurre sensibilmente la capacita' di lavoro; N2. Tutte le patologie o i reliquati invalidanti, anche non comprese in questo elenco, che interferiscano con le performances richieste per le attivita' subacquee. Parte II - Requisiti d'idoneita' attitudinale Verifica delle seguenti abilita': 1. 33 m di nuoto in immersione stile rana; 2. 100 m di nuoto in superficie in stile Crawl in un tempo non superiore a 120"; 3. sostentamento verticale di una zavorra di 4 kg per 60"; 4. ingresso in acqua da un'altezza di 3 m; 5. Apnea statica in acqua a 0,5 m per un tempo non inferiore a 60". Parte III - Titoli di studio Lauree magistrali di seguito indicate: 1. laurea magistrale conseguita nell'ambito delle facolta' di ingegneria e architettura punti 2 2. laurea magistrale in scienze e tecnologie della navigazione (LM-72) punti 2 Lauree di seguito indicate: 1. Laurea conseguita nell'ambito delle facolta' di ingegneria e architettura punti 1 2. Laurea in tecnologie della navigazione (L-28) punti 1 Diplomi di seguito indicati: 1. Diploma di perito tecnico addetto ai lavori subacquei o attestato di qualifica professionale di operatore tecnico subacqueo rilasciato da istituto di Stato o Ente legalmente riconosciuto punti 1 Conoscenza delle lingue 1. Inglese livello B2 (QCER) o superiore punti 1 Parte IV - Titoli professionali Aver prestato servizio, per almeno un anno, nella qualita' di sommozzatore, nei seguenti Corpi dello Stato: Marina militare, Esercito italiano, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Capitaneria di porto o di incursore o palombaro nella Marina militare. punti 2
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