LEGGE 5 ottobre 2001, n. 367
Art. VI ((Videoconferenza (Ad art. 3 della Convenzione) 1. Se una persona si trova nel territorio dello Stato richiesto e deve essere ascoltata in qualita' di testimone o di perito dalle autorita' giudiziarie dello Stato richiedente, quest'ultimo puo' chiedere, qualora per la persona in questione non sia opportuno o possibile comparire personalmente nel suo territorio, che l'audizione si svolga mediante videoconferenza, ai sensi dei paragrafi da 2 a 8. 2. Lo Stato richiesto consente alla videoconferenza se cio' non e' contrario ai principi fondamentali del suo diritto e a condizione che disponga degli strumenti tecnici che permettono la videoconferenza. Qualora lo Stato richiesto non disponga degli strumenti tecnici per realizzare la videoconferenza, questi gli possono essere forniti dallo Stato richiedente a seguito di un accordo. 3. Le richieste, relative alla videoconferenza contengono, oltre ai dati di cui all'art. 14 della Convenzione e all'art. XVI del presente Accordo, l'indicazione del motivo per cui non e' auspicata o possibile la presenza del testimone, del perito o della persona sottoposta a procedimento penale e il nome dell'autorita' giudiziaria nonche' delle persone nei confronti delle quali e' stata richiesta la videoconferenza. 4. L'autorita' giudiziaria dello Stato richiesto dispone il mandato di comparizione della persona in questione secondo le forme prescritte dalla propria legislazione. 5. Al testimone o al perito che partecipa alla videoconferenza si applicano le seguenti disposizioni: a) al collegamento e' presente, se necessario assistita da un interprete, un'autorita' giudiziaria dello Stato richiesto che provvedera' anche all'identificazione della persona da ascoltare, nonche' al rispetto dei principi fondamentali del diritto dello Stato richiesto. Se l'autorita' giudiziaria dello Stato richiesto giudica che durante il collegamento si violino i principi fondamentali del diritto di quest'ultimo, essa prende immediatamente i provvedimenti necessari affinche' lo stesso continui a svolgersi conformemente a tali principi; b) le autorita' competenti dello Stato richiedente e dello Stato richiesto possono concordare misure relative alla protezione della persona da ascoltare; c) la videoconferenza e' condotta direttamente dall'autorita' giudiziaria dello Stato richiedente o sotto la sua direzione, conformemente al proprio diritto; d) su richiesta dello Stato richiedente, lo Stato richiesto provvede a che la persona da ascoltare sia assistita, se del caso, da un interprete; e) la persona da ascoltare puo' avvalersi della facolta' di non rispondere prevista dal diritto dello Stato richiesto ovvero dello Stato richiedente. 6. Fatte salve le misure eventualmente convenute per la protezione delle persone, all'esito del collegamento l'autorita' giudiziaria dello Stato richiesto redige un verbale indicante la data e il luogo, le generalita' del testimone, del perito o della persona sottoposta a procedimento penale, le generalita' e le qualifiche di tutte le altre persone che hanno partecipato alla videoconferenza, le eventuali prestazioni di giuramento e le condizioni tecniche del collegamento. L'autorita' giudiziaria dello Stato richiesto attesta altresi' che le attivita' si sono svolte in assenza di ogni condizionamento o coercizione della persona. Il processo verbale e' trasmesso dall'autorita' competente dello Stato richiesto all'autorita' competente dello Stato richiedente. 7. I costi per stabilire il collegamento video, per provvedere al collegamento nello Stato richiesto, per retribuire gli interpreti necessari, per corrispondere le indennita' ai periti e per coprire le loro spese di viaggio nello Stato richiesto sono rimborsati dallo Stato richiedente allo Stato richiesto, a meno che quest'ultimo non rinunci totalmente o in parte, al rimborso. 8. Gli Stati prendono le misure necessarie per assicurare che, nelle audizioni di testimoni o periti effettuate nel loro territorio in conformita' del presente articolo in cui essi rifiutano di testimoniare pur avendone l'obbligo o non testimoniano il vero, si applichi il diritto nazionale, alla stessa stregua delle audizioni effettuate in un procedimento nazionale. 9. Il collegamento mediante videoconferenza puo' essere richiesto anche nei confronti di una persona sottoposta a procedimento penale, nel caso in cui per la persona in questione non sia opportuno o possibile comparire personalmente nel territorio dello Stato richiedente. In questo caso la videoconferenza puo' essere effettuata solo dopo aver acquisito il consenso della persona in questione. E' inoltre assicurata la presenza di un difensore, il quale potra' essere presente nel luogo ove si trova la persona sottoposta a procedimento penale, oppure avanti l'autorita' giudiziaria dello Stato richiedente, nel qual caso puo' colloquiare riservatamente con il suo assistito mediante strumenti tecnici idonei.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. VII
Art. VII ((Diritto di pegno a vantaggio del fisco (Ad art. 3 della Convenzione) 1. Lo Stato richiesto non si avvale del diritto di pegno doganale ne' di altre garanzie reali relative al diritto delle dogane o delle imposte, quando consegna gli oggetti rinunciando alla loro restituzione, a meno che il proprietario di tali oggetti, parte lesa del reato, non sia debitore anche lui dei diritti elusi.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. VIII
Art. VIII ((Consegna di beni provenienti da un reato (Ad art. 3 della Convenzione) 1. Oltre ai mezzi di prova, ai fascicoli (per la Svizzera: "agli inserti") o ai documenti indicati dall'art. 3 della Convenzione, possono essere consegnati allo Stato richiedente, in particolare al fine della restituzione alla parte lesa o della loro confisca, anche i beni provenienti da un reato come pure il prodotto della loro alienazione suscettibili di sequestro secondo il diritto dello Stato richiesto. 2. E' riservata qualsiasi pretesa, che non sia stata soddisfatta o garantita, avanzata su tali beni da una persona estranea al reato.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. IX
Art. IX ((Presenza di persone straniere nello Stato richiesto (Ad art. 4 della Convenzione) 1. Lo Stato richiesto autorizza, su domanda dello Stato richiedente, i rappresentanti delle autorita' di quest'ultimo, le persone che partecipano al procedimento e i loro difensori, ad assistere all'esecuzione sul proprio territorio, se cio' non e' incompatibile con i principi del diritto dello Stato richiesto. 2. Le persone in questione possono, conformemente a quanto previsto dal paragrafo 1, essere autorizzate, in particolare, a formulare domande, a consultare atti e possono altresi' suggerire alle autorita' dello Stato richiesto di formulare domande o di adottare misure complementari. 3. Le persone in questione non possono utilizzare nello Stato richiedente, per indagini o come mezzi di prova, le informazioni inerenti a una sfera protetta da segreto portate a loro conoscenza, prima che l'autorita' competente abbia deciso definitivamente sulla concessione e l'estensione dell'assistenza.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. X
Art. X ((Misure coercitive (Ad art. 5 della Convenzione) 1. L'assistenza giudiziaria consistente in una misura coercitiva e' concessa solo se il fatto che ha dato luogo alla commissione rogatoria e' punibile secondo il diritto dei due Stati. 2. Per misura coercitiva s'intende: a) la perquisizione corporale; b) la perquisizione; c) il sequestro dei mezzi di prova compresi gli strumenti utilizzati per commettere il reato, il prodotto o il risultato del reato; d) ogni misura che comporti la divulgazione di un segreto protetto penalmente dalla legge; e) qualsivoglia altra misura che implichi coercizione e sia prevista come tale dal diritto di procedura dello Stato richiesto. 3. In caso di rifiuto nelle ipotesi di cui al paragrafo 2, lettere d) ed e), l'autorita' richiesta dovra' illustrare la previsione di legge.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XI
Art. XI ((Restituzione degli oggetti, dei fascicoli (per la Svizzera: "degli inserti") o dei documenti (Ad art. 6 della Convenzione) 1. Lo Stato richiedente non e' obbligato alla restituzione degli oggetti e degli originali dei fascicoli (per la Svizzera: "degli inserti") o dei documenti prevista dall'art. 6, paragrafo 2, della Convenzione, salvo che lo Stato richiesto non ne faccia espressa domanda.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XII
Art. XII ((Notifica per posta (Ad art. 7 della Convenzione) 1. Qualsiasi atto processuale e provvedimento giudiziario in materia penale puo' essere indirizzato direttamente per via postale alle persone che si trovano sul territorio dell'altro Stato. 2. Le citazioni a comparire destinate alle persone sottoposte a procedimento penale che si trovano nello Stato richiesto devono giungere loro al piu' tardi trenta giorni prima della data fissata per la comparizione. 3. Se vi e' motivo di ritenere che il destinatario non comprenda la lingua nella quale l'atto e' redatto, quest'ultimo - o almeno le parti importanti del medesimo - deve essere tradotto nella lingua o in una delle lingue dello Stato nel cui territorio si trova il destinatario. Se l'autorita' che invia l'atto e' a conoscenza che il destinatario comprende soltanto un'altra lingua, l'atto - o almeno le parti importanti del medesimo - deve essere tradotto in tale lingua. 4. Ai fini del presente articolo la competente autorita' dello Stato richiesto fornira', su domanda della competente autorita' dello Stato richiedente, ogni notizia utile sulle generalita' e sull'indirizzo della persona a cui deve essere inviato l'atto o il provvedimento.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XIII
Art. XIII ((Anticipo delle spese al testimone o al perito (Ad art. 10 della Convenzione) 1. L'art. 10, paragrafo 3, della Convenzione si applica a tutte le citazioni di testimoni o di periti, anche se le condizioni dell'art. 10, paragrafo 1, della Convenzione non si realizzano. 2. Nel caso in cui uno Stato effettui una citazione nelle forme previste dall'art. XII, l'altro Stato, sul cui territorio si trova il testimone o il perito, potra' ugualmente concedere un anticipo.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XIV
Art. XIV ((Consegna temporanea di persone detenute allo Stato richiesto (Ad artt. 11 e 12 della Convenzione) 1. Le disposizioni dell'art. 11 della Convenzione si applicano per analogia nel caso in cui lo Stato richiesto autorizzi, su domanda dello Stato richiedente, la consegna, sul suo territorio, di una persona detenuta nello Stato richiedente, al fine dell'esecuzione di una domanda di assistenza giudiziaria. 2. Lo Stato richiesto mantiene in detenzione la persona consegnata in applicazione del paragrafo precedente, per la durata del soggiorno sul suo territorio. Non puo' perseguirla per un reato commesso prima della sua consegna. 3. Lo Stato richiesto restituira' la persona detenuta allo Stato richiedente, indipendentemente dalla sua cittadinanza, immediatamente dopo l'esecuzione del provvedimento di assistenza giudiziaria o a richiesta di quest'ultimo. 4. Le disposizioni precedenti si applicano per analogia nel caso di transito di una persona detenuta sul territorio di uno dei due Stati.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XV
Art. XV ((Consegna temporanea di persone detenute allo Stato richiedente (Ad art. 11 della Convenzione) 1. Oltre alle persone indicate all'art. 11 della Convenzione, sono consegnate temporaneamente allo Stato richiedente le persone detenute nello Stato richiesto, che acconsentano a essere presenti nello Stato richiedente, al fine di rispondere di fatti per i quali sono sottoposte a procedimenti penali. 2. La consegna temporanea delle persone di cui al paragrafo 1 e' concessa alle condizioni previste all'art. XIV del presente Accordo nella misura in cui sono compatibili e a condizione che i procedimenti penali in corso nello Stato richiesto non ne siano pregiudicati. 3. Il presente articolo si applica anche alla consegna prevista all'art. 19, paragrafo 2, della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, prima che una decisione in merito all'estradizione sia stata adottata.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XVI
Art. XVI ((Forma e contenuto delle domande (Ad art. 14 della Convenzione) 1. Oltre alle indicazioni previste dall'art. 14, paragrafo 1, della Convenzione le domande devono contenere: a) in caso di consegna di atti di procedura e di provvedimenti giudiziari il nome e l'indirizzo del destinatario, la sua posizione processuale e la natura del documento da trasmettere; b) se necessario, l'indicazione precisa dei motivi per i quali l'autorita' richiedente considera il caso per il quale l'assistenza giudiziaria e' richiesta, complesso o di particolare importanza ai sensi dell'art. XVIII del presente Accordo. 2. Per consentire una piu' rapida definizione dei procedimenti, il Ministero di grazia e giustizia e l'Ufficio federale di polizia provvedono a predisporre, d'accordo tra loro, appositi moduli che potranno essere utilizzati per la redazione delle domande di assistenza giudiziaria da trasmettere con i documenti necessari.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XVII
Art. XVII ((Vie di trasmissione (Ad art. 15 della Convenzione) 1. Le domande di assistenza giudiziaria, comprese quelle formulate dalle autorita' amministrative di cui all'art. II del presente Accordo, possono essere indirizzate direttamente all'autorita' competente a eseguire il provvedimento relativo all'assistenza e restituite per la stessa via. Sono fatti salvi i casi di cui agli articoli XVIII e XIX del presente Accordo. 2. Le denunce di cui all'art. 21 della Convenzione, possono essere indirizzate direttamente all'autorita' giudiziaria competente dello Stato richiesto. 3. Il Ministero di grazia e giustizia e il Dipartimento federale di giustizia e polizia si trasmettono un elenco delle autorita' alle quali vanno indirizzate le domande di assistenza giudiziaria nonche' le modifiche apportate. 4. Le domande di consegna temporanea o di transito di persone detenute sono presentate tramite il Ministero di grazia e giustizia e l'Ufficio federale di polizia. 5. Le domande di estratti del casellario giudiziale ai fini penali, comprese quelle relative alla cancellazione dell'iscrizione al casellario, sono indirizzate da una parte all'Ufficio del Casellario presso il Ministero di grazia e giustizia e dall'altra parte all'Ufficio federale di polizia.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XVIII
Art. XVIII ((Richieste di assistenza giudiziaria relative a casi di criminalita' organizzata, di corruzione o di altri gravi reati 1. Nelle pratiche penali complesse o di particolare importanza relative alla criminalita' organizzata, ai casi di corruzione o ad altri gravi reati: a) in Italia, laddove sia richiesto, l'esame delle domande di assistenza giudiziaria e delle richieste supplementari e' curato dall'Ufficio II della Direzione generale degli affari penali del Ministero di grazia e giustizia; b) in Svizzera, la decisione sulle domande di assistenza giudiziaria e sulle richieste supplementari e' adottata da un apposito ufficio centrale in seno all'Ufficio federale di polizia del Dipartimento federale di giustizia e polizia. 2. Le autorita' di cui al paragrafo 1 esaminano le domande di assistenza giudiziaria e le richieste supplementari e pongono in essere tutte le misure previste dal diritto nazionale per assicurare la rapida esecuzione della domanda. 3. Queste autorita' possono prendere contatti diretti tra loro.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XIX
Art. XIX ((Trattazione dei casi che riguardano piu' autorita' 1. Nel caso in cui l'esecuzione di una domanda necessiti di indagini che coinvolgono piu' autorita', competenti dello Stato richiesto, tale domanda e' indirizzata all'autorita' centrale di quest'ultimo, la quale adotta tutte le misure previste dal diritto nazionale per assicurare una rapida esecuzione della domanda.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XX
Art. XX ((Esecuzione semplificata 1. I documenti, le informazioni o i valori richiesti possono essere consegnati all'autorita' richiedente in base alle procedure semplificate previste dal diritto dello Stato richiesto, se tutti gli aventi diritto vi hanno acconsentito. 2. Se la consegna concerne soltanto una parte dei documenti, delle informazioni o dei valori, lo Stato richiesto da' seguito per il rimanente alla procedura d'assistenza.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXI
Art. XXI ((Indagini comuni 1. Nell'ambito di fatti oggetto di procedimenti penali in ciascuno dei due Stati, le autorita' giudiziarie interessate, eventualmente accompagnate da organi di polizia possono, previa informazione al Ministero di grazia e giustizia, Direzione generale degli affari penali - Ufficio II e all'Ufficio federale di polizia, operare congiuntamente in seno a gruppi d'indagine comuni.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXII
Art. XXII ((Lingua (Ad art. 16 della Convenzione) 1. Non e' richiesta la traduzione delle domande e degli atti allegati presentati secondo la Convenzione o il presente Accordo.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXIII
Art. XXIII ((Rimborso di spese (Ad art. 20 della Convenzione) 1. Oltre al rimborso delle spese di cui all'art. VI, paragrafo 7, del presente Accordo, sono rimborsate le spese per la consegna di beni e valori al fine della restituzione alla parte lesa nonche' le spese straordinarie derivanti dall'esecuzione, secondo l'art. V, paragrafo 1, del presente Accordo, delle richieste di assistenza giudiziaria.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXIV
Art. XXIV ((Accettazione della denuncia ai fini di perseguimenti (Ad art. 21 della Convenzione) 1. Ricevuta una denuncia ai sensi dell'art. 21 della Convenzione, le autorita' giudiziarie dello Stato richiesto esaminano se, secondo il diritto di quest'ultimo, un procedimento penale deve essere instaurato. 2. Quando il diritto dei due Stati esige che sia sporta querela, quella presentata dalla parte lesa in tempo utile presso l'autorita' competente dello Stato richiedente ha effetto anche nello Stato richiesto. Nel caso in cui sia necessaria unicamente secondo il diritto dello Stato richiesto, la querela deve essere presentata in seguito presso l'autorita' competente di tale Stato, entro il termine legale a decorrere dalla data del ricevimento della denuncia.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXV
Art. XXV ((Documenti a sostegno di una denuncia ai fini di perseguimenti 1. La denuncia e' accompagnata: a) da un breve esposto dei fatti; b) dall'originale o da una copia degli atti pertinenti e, all'occorrenza, dai mezzi di prova; c) da una copia delle norme penali applicabili secondo il diritto dello Stato richiedente; d) da ogni informazione utile relativa all'identita' e all'indirizzo della persona da perseguire.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXVI
Art. XXVI ((Effetti dell'accettazione della denuncia ai fini di perseguimenti 1. Nel momento in cui lo Stato richiesto ha comunicato allo Stato richiedente di accettare il procedimento penale, le autorita' competenti di quest'ultimo sospendono il procedimento, se gia' instaurato, nei confronti della persona e per i fatti oggetto della denuncia. 2. Nel caso di cui al paragrafo 1, le autorita' dello Stato richiedente rinunciano inoltre a perseguire o a eseguire una decisione di condanna se nello Stato richiesto: a) il procedimento penale e' stato definitivamente chiuso da un'autorita' giudiziaria per motivi di diritto sostanziale; b) la persona interessata ha subito una sanzione penale inflittagli, se ha beneficiato di un condono, o se la sanzione penale e' prescritta; c) l'esecuzione della sanzione penale e' parzialmente o totalmente sospesa o se la pronuncia della sanzione penale e' rimandata. 3. Gli oggetti e i documenti originali trasmessi allo Stato richiesto sono restituiti allo Stato richiedente al piu' tardi alla fine del procedimento, a meno che lo Stato richiedente non vi rinunci. 4. Le spese risultanti dall'accettazione del procedimento penale non sono rimborsate. 5. Gli articoli da XXIV a XXVI del presente Accordo si applicano anche alla procedura regolata dall'art. 6, paragrafo 2, della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXVII
Art. XXVII ((Scambio di decisioni di condanna (Ad art. 22 della Convenzione) 1. Su espressa domanda e per singoli casi, le autorita' giudiziarie dei due Stati si trasmettono copia autenticata dei provvedimenti penali adottati contro i loro cittadini per permettere all'autorita' giudiziaria richiedente di esaminare se sia necessario adottare misure sul piano interno.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXVIII
Art. XXVIII ((Comunicazione spontanea di informazioni 1. Fatto salvo il diritto nazionale e nei limiti delle loro competenze, le autorita' giudiziarie di uno dei due Stati possono, senza richiesta preventiva, trasmettere ad un'autorita' giudiziaria dell'altro Stato informazioni relative a fatti penali quando: a) ritengono che la comunicazione di queste informazioni potrebbe aiutare l'autorita' destinataria a intraprendere o portare a buon fine indagini e procedimenti, oppure, b) queste informazioni potrebbero concludersi con una domanda formulata da questa autorita' in virtu' della Convenzione o del presente Accordo. 2. La comunicazione di queste informazioni non deve pregiudicare le proprie indagini o procedimenti penali.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXIX
Art. XXIX ((Conseguenze della denuncia della Convenzione (Ad art. 29 della Convenzione) 1. In caso di denuncia della Convenzione da parte di uno dei due Stati, essa avra' effetto tra i due Stati allo scadere del termine di due anni dalla data di ricezione della sua notifica da parte del Segretario generale del Consiglio d'Europa. 2. Il presente Accordo si estingue alla data in cui avra' effetto la denuncia della Convenzione.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXX
Art. XXX ((Scambi di opinioni e soluzioni di controversie 1. Se ritenuto utile, rappresentanti del Ministero di grazia e giustizia e dell'Ufficio federale di polizia procedono, verbalmente o per iscritto, a scambi di opinioni o si riuniscono al fine di risolvere le eventuali questioni e difficolta' relative all'interpretazione, all'applicazione o all'esecuzione della Convenzione e del presente Accordo, in generale o nel caso particolare. Qualora le questioni da esaminare interessino la competenza di altri Ministeri, questi sono invitati a partecipare. 2. Ogni controversia relativa all'interpretazione, all'applicazione o all'esecuzione della Convenzione e del presente Accordo che non ha potuto essere regolata dalle autorita' designate al paragrafo 1 nell'ambito degli scambi di opinioni entro dodici mesi dal momento che e' sorta, e' sottoposta, su richiesta dell'uno o dell'altro Stato, a un tribunale arbitrale composto di tre membri. Ciascuno dei due Stati designa un arbitro. I due arbitri cosi' designati nominano un presidente che non deve essere cittadino di alcuno dei due Stati. 3. Se uno dei due Stati non ha designato l'arbitro e non ha dato seguito all'invito dell'altro Stato di procedere entro due mesi a tale designazione, l'arbitro e' nominato, su richiesta di quest'ultimo Stato, dal Presidente della Corte internazionale di giustizia. 4. Se i due arbitri non possono accordarsi sulla scelta del presidente entro due mesi dalla loro designazione, il presidente e' nominato, su richiesta di uno dei due Stati, dal Presidente della Corte internazionale di giustizia. 5. Se, nei casi di cui ai paragrafi 3 e 4 del presente articolo, il Presidente della Corte internazionale di giustizia non puo' esercitare il mandato oppure e' cittadino di uno dei due Stati, le nomine sono fatte dal Vicepresidente o, se quest'ultimo e' impedito o cittadino di uno dei due Stati, dal membro piu' anziano della Corte che non sia cittadino di nessuno dei due Stati. 6. Se i due Stati non convengono altrimenti, il tribunale arbitrale fissa la propria procedura. 7. Le decisioni del tribunale arbitrale sono definitive e obbligatorie per i due Stati.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXXI
Art. XXXI ((Riserve e dichiarazioni formulate in relazione alla Convenzione 1. Le riserve e le dichiarazioni formulate dall'Italia e dalla Svizzera alla Convenzione si applicano, nelle relazioni tra i due Stati, nella misura in cui esse non sono modificate dalle disposizioni del presente Accordo.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXXII
Art. XXXII ((Entrata in vigore 1. Ciascuno dei due Stati notifica all'altro l'avvenuto espletamento delle proprie procedure costituzionali richieste per l'entrata in vigore de presente Accordo. 2. Il presente Accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di ricezione della seconda notifica.))
Accordo tra l'Italia e la Svizzera-art. XXXIII
Art. XXXIII ((D e n u n c i a 1. Il presente Accordo puo' essere denunciato in ogni momento da ciascuno dei due Stati. La denuncia ha effetto sei mesi dopo la data di ricezione della notifica inviata per via diplomatica. 2. In fede di che, i rappresentanti dei due Governi, debitamente autorizzati, hanno firmato il presente Accordo. 3. Fatto a Roma, il dieci settembre millenovecentonovantotto, in due originali, ciascuno nelle lingue italiana e francese, entrambi i testi facenti ugualmente fede.))
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