DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 febbraio 1981, n. 212
ALLEGATO 10 CAPO I DEFINIZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE, SIMBOLO DEL VALORE CORRETTO DEL COEFFICIENTE DI ASSORBIMENTO, SPECIFICAZIONI E PROVE E CONFORMITA' DELLA PRODUZIONE (1.) 2. DEFINIZIONI (2.1.) 2.2. Tipo di trattore per quanto concerne la limitazione delle emissioni inquinanti prodotte dal motore Per "tipo di trattore per quanto concerne la limitazione delle emissioni inquinanti prodotte dal motore" si intendono i trattori che non differiscono sostanzialmente fra di loro per quanto riguarda, in particolare, le caratteristiche del trattore e del motore definite nel capo II. 2.3. Motore diesel Per "motore diesel" si intende un motore che funziona secondo il principio dell'"accensione per compressione". 2.4. Dispositivo di avviamento a freddoPer "dispositivo di avviamento a freddo" si intende un dispositivo che, quando e' in azione, aumenta temporaneamente la quantita' di carburante fornita al motore al fine di facilitarne l'accensione. 2.5. Opacimetro Per "opacimetro" si intende un apparecchio destinato a misurare in modo continuo i coefficienti di assorbimento luminoso dei gas di scarico dei trattori. 3. DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE 3.1. La domanda di omologazione CEE deve essere presentata dal costruttore del trattore o dal suo mandatario. 3.2. La domanda deve essere accompagnata dai documenti indicati in appresso, in triplice copia, e dalle seguenti indicazioni: 3.2.1. descrizione del tipo di motore con tutte le indicazioni che figurano nel capo II, 3.2.2. disegni della camera di combustione e della parte superiore dello stantuffo. 3.3. All'amministrazione competente incaricata delle prove di omologazione di cui al punto 5 deve essere presentato un motore con gli accessori indicati nel capo II, da montare sul trattore da omologare. Tuttavia, se il costruttore lo richiede e se l'amministrazione competente incaricata delle prove di omologazione lo accetta, si potra' effettuare una prova su un trattore rappresentativo del tipo di trattore da omologare. 3 bis. OMOLOGAZIONE CEE Si acclude alla scheda di omologazione CEE una scheda conforme al modello di cui al capo X. 4. SIMBOLO DEL VALORE CORRETTO DEL COEFFICIENTE DI ASSORBIMENTO (4.1.) (4.2.) (4.3.) 4.4. Ogni trattore conforme ad un tipo di trattore omologato in applicazione della presente direttiva deve recare, ben visibile, in un punto facilmente accessibile indicato nell'allegato d'omologazione CEE di cui al capo X, un simbolo costituito da un rettangolo nell'interno del quale figura il valore corretto del coefficiente d'assorbimento, ottenuto all'atto dell'omologazione CEE durante la prova in accelerazione libera, espresso in m-1 e determinato, all'atto dell'omologazione, in base alla procedura descritta al punto 3.2 del capo IV. 4.5. Questo simbolo deve essere chiaramente leggibile e indelebile. 4.6. Il capo IX presenta un esempio dello schema di questo simbolo. 5. SPECIFICAZIONI E PROVE 5.1. Generalita' Gli elementi che possono influire sulle emissioni di inquinanti devono esser progettati, costruiti e montati in modo che il trattore in condizioni normali di utilizzazione e malgrado le vibrazioni cui puo' essere sottoposto, possa soddisfare alle prescrizioni tecniche della presente direttiva. 5.2. Specificazioni relative ai dispositivi di avviamento a freddo 5.2.1. Il dispositivo di avviamento a freddo deve essere concepito e costruito in modo da non poter essere messo ne' mantenuto in azione quando il motore si trova in condizioni normali di funzionamento. 5.2.2. Le prescrizioni del punto 5.2.1 non si applicano se e' soddisfatta anche solo una delle seguenti condizioni: 5.2.2.1. quando il dispositivo di avviamento a freddo e' innestato, il coefficiente di assorbimento luminoso da parte dei gas emessi dal motore a regime stabilizzato, misurato secondo la procedura di cui all'allegato III, non oltrepassa i limiti di cui al capo VI; 5.2.2.2. il mantenimento in azione del dispositivo di avviamento a freddo provoca l'arresto del motore entro un termine ragionevole. 5.3. Specificazioni relative all'emissione di inquinanti 5.3.1. La misurazione dell'emissione di inquinanti prodotti dal tipo di trattore presentato ai fini dell'omologazione deve avvenire in conformita' dei due metodi descritti nei capi III e IV e concernenti rispettivamente le prove a regimi stabilizzati e le prove in accelerazione libera. (1) 5.3.2. Il valore delle emissioni di inquinanti, misurato conformemente al metodo descritto nel capo III, non deve superare i limiti prescritti nel capo VI. 5.3.3. Per i motori con sovralimentatore d'aria sullo scappamento il valore del coefficiente di assorbimento misurato in accelerazione libera deve essere tutt'al piu' uguale al valore limite previsto dal capo VI per il valore del flusso nominale corrispondente al coefficiente di assorbimento massimo misurato all'atto delle prove a regimi stabilizzati, aumentato di 0,5 m alla -1. 5.4. Sono ammessi apparecchi di misura equivalenti. Se viene utilizzato un apparecchio diverso da quelli descritti nel capo VII, deve esserne dimostrata l'equivalenza per il motore considerato. (6.) 7. CONFORMITA' DELLA PRODUZIONE 7.1. Ogni trattore della serie deve essere conforme al tipo di trattore omologato per quanto riguarda gli elementi che hanno una influenza sull'emissione degli inquinanti prodotti dal motore. (7.2.) 7.3. Come regola generale, la conformita' della produzione per quanto riguarda la limitazione dell'emissione di inquinanti prodotti dal motore diesel e verificata sulla base della descrizione data nell'allegato della scheda di omologazione CEE di cui al capo X. Inoltre 7.3.1, quando viene effettuato un controllo su un trattore prelevato dalla serie, le prove vengono compiute nelle seguenti condizioni: 7.3.1.1. un veicolo non rodato viene sottoposto alla prova in accelerazione libera prevista dal capo IV. Il veicolo e' riconosciuto conforme al tipo omologato se il valore ottenuto per il coefficiente di assorbimento non supera di oltre 0,5 m-1 il valore indicato nel simbolo del valore corretto di questo coefficiente 7.3.1.2. qualora il valore ottenuto durante la prova di cui al punto 7.3.1.1 superi di oltre 0,5 m-1 il valore indicato nel simbolo, un trattore del tipo considerato o il suo motore deve essere sottoposto alla prova a regimi stabilizzati prevista dal capo III. Il valore delle emissioni non deve superare i limiti di cui al capo VI. (8.) (9.) CAPO II CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEL TRATTORE E DEL MOTORE ED INFORMAZIONI RIGUARDANTI LA CONDUZIONE DELLE PROVE (2) Parte di provvedimento in formato grafico CAPO III PROVA A REGIMI STABILIZZATI 1. INTRODUZIONE 1.1. Il presente capo descrive il metodo per determinare le emissioni di inquinanti a vari regimi stabilizzati a 80% del carico massimo del motore. 1.2. La prova puo' essere effettuata su un motore oppure su un trattore. 2. PRINCIPIO DELLA MISURAZIONE 2.1. Si procede alla misurazione dell'opacita' dei gas di scarico prodotti dal motore mentre quest'ultimo funziona a 80% del carico massimo ed a regime stabilizzato. Vengono effettuate sei misurazioni ripartite in modo uniforme tra il regime corrispondente alla potenza massima del motore ed il maggiore fra i seguenti due regimi di rotazione del motore: - 55% del regime di rotazione corrispondente alla potenza massima, - 1000 giri/minuto. I punti estremi di misurazione devono trovarsi alle estremita' dell'intervallo sopra definito. 2.2. Per i motori diesel con sovralimentatore d'aria inseribile a volonta' e per i quali l'entrata in azione del sovralimentatore d'aria provoca automaticamente un aumento della quantita' di carburante iniettato, le misurazioni vengono effettuate con e senza sovralimentazione. Per ciascun regime di rotazione il risultato della misurazione e' rappresentato dal maggiore dei due valori ottenuti. 3. CONDIZIONI DI PROVA 3.1. Trattore oppure motore 3.1.1. Il motore o il trattore deve essere in buone condizioni meccaniche. Il motore deve esser rodato. 3.1.2. Il motore deve essere provato con gli accessori indicati nel capo 11. 3.1.3. Le regolazioni del motore sono quelle previste dal costruttore. Esse sono indicate nel capo II. 3.1.4. Il dispositivo di scarico non deve presentare nessun orifizio che possa provocare una diluizione dei gas prodotti dal motore. 3.1.5. Il motore dev'essere nelle normali condizioni di funzionamento fissate dal costruttore. In particolare, l'acqua di raffreddamento e l'olio devono trovarsi alla rispettiva temperatura normale indicata dal costruttore. 3.2. Carburante Il carburante e' quello di riferimento, le cui specificazioni sono indicate nel capo V. 3.3. Laboratorio di prova 3.3.1. Vengono misurate la temperatura assoluta T del laboratorio, espressa in gradi kelvin, e la pressione atmosferica H, espressa in torricelli, e si procede alla misura del fattore F definito dalla seguente relazione: Parte di provvedimento in formato grafico 3.3.2. La prova e' riconosciuta valida se il fattore F e' tale che 0,98 <= F <= 1,02. 3.4. Apparecchio di prelievo e di misurazione Il coefficiente di assorbimento luminoso dei gas di scarico deve essere misurato con un opacimetro conforme alle condizioni di cui al capo VII, installato in conformita' del disposto del capo VIII. 4. VALORI LIMITE 4.1. Per ciascuno dei sei regimi di rotazione, ai quali vengono effettuate le misurazioni del coefficiente di assorbimento luminosa in applicazione del punto 2.1, si procede al calcolo del flusso nominale del gas G espresso in litri per secondo e definito dalle seguenti formule per i motori a due tempi: G Vn/60 Parte di provvedimento in formato grafico 4.2. Per ciascun regime di rotazione il coefficiente di assorbimento luminoso dei gas di scarico non deve superare il valore indicato nella tabella del capo VI. Quando il valore del flusso nominale non corrisponde ad uno di quelli che figurano nella tabella, il valore limite da prendere in considerazione viene ottenuto mediante una interpolazione per parti proporzionali. CAPO IV PROVA IN ACCELERAZIONE LIBERA 1. CONDIZIONI DI PROVA 1.1. La prova viene effettuata sul trattore o sul motore che ha subito la prova a regimi stabilizzati di cui al capo III. 1.1.1. Quando ha luogo se un motore al banco, la prova deve essere effettuata il piu' presto possibile dopo la prova di controllo dell'opacita' a regimi stabilizzati. In particolare, l'acqua di raffreddamento e l'olio devono essere alle rispettive temperature normali indicate dal costruttore. 1.1.2. Quando la prova e' effettuata su un trattore fermo, il motore deve essere messo preventivamente, durante un percorso su strada, in condizioni normali di funzionamento. La prova dev'essere effettuata il piu' presto possibile dopo la fine del percorso stradale. 1.2. La camera di combustione non dev'essere stata raffreddata o sporcata da un prolungato periodo di funzionamento al minimo precedentemente alla prova. 1.3. Si applicano le condizioni di prova definite ai punti 3.1, 3.2 e 3.3 del capo III. 1.4. Si applicano le condizioni relative all'apparecchiatura di prelievo e di misura definite al punto 3.4 del capo III. 2. MODALITA' DI PROVA 2.1. Quando la prova e' effettuata al banco, il motore viene disinnestato dal freno ; quest'ultimo e' sostituito o dagli organi in rotazione trascinati quando il cambio di velocita' e' in folle o da un'inerzia sensibilmente equivalente a quella di questi organi. 2.2. Quando la prova e' effettuata su un trattore, il cambio di velocita' viene messo in folle, col motore innestato dalla frizione. 2.3. Mentre il motore gira al minimo, si aziona rapidamente, ma con dolcezza, il comando dell'acceleratore in modo da ottenere la mandata massima della pompa d'iniezione. Questa posizione viene mantenuta fino ad ottenere la velocita' massima di rotazione del motore e l'intervento del regolatore. Appena ottenuta tale velocita', si lascia andare l'acceleratore finche' il motore riprende la sua velocita' di rotazione al minimo e l'opacimetro si ritrova nelle condizioni corrispondenti. 2.47 l'operazione descritta al punto 2.3 viene ripetuta almeno 6 volte per pulire il sistema di scarico e procedere eventualmente alla regolazione degli apparecchi. Vengono annotati i valori massimi dell'opacita' rilevati durante ognuna delle accelerazioni fino a quando non si ottengono valori stabilizzati. Non viene tenuto conto dei valori rilevati durante il periodo di rallentamento del motore, susseguente a ciascuna accelerazione. I valori letti vengono considerati stabilizzati quando quattro valori consecutivi si trovano in una zona di larghezza pari a 0,25 m alla -1 e non formano una serie decrescente. Il coefficiente di assorbimento XM da prendere in considerazione e' la media aritmetica di questi quattro valori. 2.5. I motori con sovralimentatore d'aria vengono sottoposti, se del caso, alle seguenti prescrizioni speciali: 2.5.1. per i motori con sovralimentatore d'aria accoppiato o trascinato meccanicamente dal motore e disinnestabile, si effettuano due processi completi di misurazione con accelerazioni preliminari, col sovralimentatore d'aria innestato in un caso e disinnestato nell'altro. Viene preso in considerazione il piu' elevato dei due risultati ; 2.5.2. per i motori il cui sovralimentatore d'aria puo' essere messo fuori circuito mediante un "by-pass" il cui comando viene lasciato a disposizione del conducente. La prova deve essere effettuata con o senza "by-pass". Viene preso in considerazione il risultato di misurazione piu' elevato. 3. DETERMINAZIONE DEL VALORE CORRETTO DEL COEFFICIENTE DI ASSORBIMENTO 3.1. Indicazioni Simboli e loro significato Xm = valore del coefficiente di assorbimento in accelerazione libera, misurato come prescritto al punto 2.4 ; Xl = valore corretto del coefficiente di assorbimento in accelerazione libera Sm = valore del coefficiente di assorbimento misurato a regime stabilizzato (punto 2.1 del capo III) e piu' vicino al valore limite prescritto, corrispondente allo stesso flusso nominale; Sl = valore del coefficiente di assorbimento prescritto al punto 4.2 del capo III per il flusso nominale corrispondente al punto di misurazione che ha portato al valore Sm L = lunghezza effettiva del raggio luminoso nell'opacimetro. 3.2. I coefficienti di assorbimento essendo espressi in m-1 e la lunghezza effettiva del raggio luminoso in metri, il valore corretto Xl e' dato dalla piu' piccola delle seguenti due espressioni Parte di provvedimento in formato grafico CAPO V SPECIFICAZIONI DEL CARBURANTE DI RIFERIMENTO PRESCRITTO PER LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E PER IL CONTROLLO DELLA CONFORMITA' DELLA PRODUZIONE Parte di provvedimento in formato grafico Nota: Il combustibile deve essere costituito unicamente da frazioni dirette di distillazione, idrodesolforate o no, e non deve contenere nessun additivo. CAPO VI VALORI DI LIMITE DA APPLICARE PER LA PROVA DEL MOTORE A REGIMI STABILIZZATI
Flusso nominale G litri/secondo
Coefficiente di assorbimento K M-1
Nota: Sebbene i valori di cui sopra sono arrotondati allo 0,01 oppure allo 0,005 piu' vicino, cio' non significa che le misurazioni debbano venire effettuate con questa precisione. CAPO VII CARATTERISTICHE DEGLI OPACIMETRI 1. CAMPO DI APPLICAZIONE Il presente capo definisce i requisiti prescritti per gli opacimetri usati per le prove descritte nei capi III e IV. 2. SPECIFICAZIONE DI BASE PER GLI OPACIMETRI 2.1. Il gas da misurare deve trovarsi in un cantoniere, la cui superficie interna non sia riflettente. 2.2. La lunghezza effettiva del tragitto dei raggi luminosi attraverso il gas da misurare viene determinata tenendo conto della possibile influenza dei dispositivi di protezione della sorgente luminosa e della cellula fotoelettrica. Questa lunghezza effettiva dev'essere indicata sull'apparecchio. 2.3. L'indicatore di misura dell'opacimetro deve avere due scale di misura, una in unita' assolute di assorbimento luminoso da 0 a (m-1) e l'altra lineare da 0 a 100 ; le due scale di misura si estendono da 0, per il flusso luminoso totale, sino al massimo della scala per l'oscuramento completo. 3. SPECIFICAZIONI DELLA COSTRUZIONE 3.1. Generalita' L'opacimetro dev'essere tale che, nelle condizioni di funzionamento a regime stabilizzato, la camera di fumo sia riempita di fumo ad opacita' uniforme. 3.2. Camera di fumo e involucro dell'opacimetro 3.2.1. Gli arrivi sulla cellula fotoelettrica di luce parassita dovuta ai riflessi interni o agli effetti di diffusione devono essere ridotti al minimo (per esempio, mediante rivestimento delle superfici interne con nero opaco ed una disposizione generale adeguata). 3.2.2. Le caratteristiche ottiche devono esser tali che l'effetto combinato della diffusione e della riflessione non superi un'unita' della scala lineare quando la camera di fumo e' riempita di un fumo con coefficiente di assorbimento vicino a 1,7 m-1. 3.3. Sorgente luminosa La sorgente luminosa e' costituita da una lampada ad incandescenza, la cui temperatura di colore e' compresa fra 2.800 e 3.250 K. 3.4. Ricevitore 3.4.1. Il ricevitore e' costituito da una cellula fotoelettrica avente una curva di risposta spettrale simile alla curva fotopica dell'occhio umano (massimo di risposta nella gamma di 550/ 570 nm meno del 4% di questa risposta massima al di sotto di 430 nm e al di sopra di 680 nm). 3.4.2. Il circuito elettrico che comprende l'indicatore di misura dev'essere costruito in modo che la corrente di uscita della cellula fotoelettrica sia una funzione lineare dell'intensita' della luce ricevuta nella gamma delle temperature di funzionamento della cellula fotoelettrica. 3.5. Scale di misura 3.5.1. Il coefficiente di assorbimento luminoso k e' calcolato mediante la formula Parte di provvedimento in formato grafico Quando la lunghezza effettiva L di un tipo di opacimetro non puo' essere valutata direttamente in base alla sua geometria, dev'essere determinata con uno dei metodi sotto indicati - con il metodo descritto al punto 4, oppure - mediante confronto con un altro tipo di opacimetro, di cui si conosca la lunghezza effettiva. 3.5.2. La relazione fra la scala lineare da 0 a 100 e la scala del coefficiente d'assorbimento k e' data dalla formula Parte di provvedimento in formato grafico 3.5.3. L'indicatore di misura dell'opacimetro deve permettere di leggere un coefficiente di assorbimento di 1,7 m-1 con una precisione di 0,025 m alla -1 3.6. Regolazione e verifica dell'apparecchio di misura 3.6.1. Il circuito elettrico della cellula fotoelettrica e dell'indicatore deve essere regolabile per consentire l'azzeramento dell'ago quando il flusso luminoso attraversa la camera di fumo riempita d'aria pulita o una camera con caratteristiche identiche. 3.6.2. A lampada spenta con il circuito di misura elettrico aperto o in corto circuito, la lettura della scala dei coefficienti di assorbimento e' infinito; con il circuito di misura reinserito, il valore letto deve rimanere su infinito. 3.6.3. Una verifica intermedia deve essere effettuata introducendo nella camera di fumo un filtro che rappresenta un gas il cui coefficiente di assorbimento conosciuto k, misurato nel modo indicato al punto 3.5.1, e' compreso fra 1,6 m alla -1 e 1,8 m alla -1. Il valore di k deve essere conosciuto con un'approssimazione di 0,025 m-1. La verifica consiste nel controllare che questo valore non differisca di oltre 0,05 m-1 da quello letto sull'indicatore di misura, quando il filtro viene introdotto fra la sorgente luminosa e la cellula fotoelettrica. 3.7. Risposta dell'opacimetro 3.7.1. Il tempo di risposta del circuito di misura elettrico, corrispondente al tempo necessario all'indicatore per raggiungere una deviazione totale del 90% della scala completa quando viene inserito uno schermo che oscura completamente la cellula fotoelettrica, deve essere compreso fra 0,9 e 1,1 secondi. 3.7.2. Lo smorzamento del circuito di misura elettrico deve essere tale che il superamento iniziale del valore finale stabile dopo ogni variazione istantanea del valore di entrata (per esempio filtro di verifica) non oltrepassi il 4% di questo valore in unita' della scala lineare. 3.7.3. Il tempo di risposta dell'opacimetro dovuto ai fenomeni fisici nella camera di fumo e' il tempo che trascorre dall'inizio dell'entrata dei gas nell'apparecchio di misura al riempimento completo della camera di fumo ; esso non deve superare 0,4 secondi. 3.7.4. Queste disposizioni si applicano unicamente agli opacimetri usati per le misurazioni di opacita' in accelerazione libera. 3.8. Pressione del gas da misurare e pressione dell'aria di lavaggio 3.8.1. La pressione dei gas di scarico nella camera di fumo non deve differire di oltre 735 Pa. 3.8.2. Le variazioni di pressione del gas da misurare e dell'aria di lavaggio non devono provocare una variazione del coefficiente di assorbimento superiore a 0,05 m alla -1 per un gas da misurare corrispondente ad un coefficiente di assorbimento di 1,7 m alla -1. 3.8.3. L'opacimetro deve essere munito di adeguati dispositivi per la misurazione della pressione nella camera di fumo. 3.8.4. I limiti di variazione della pressione del gas e dell'aria di lavaggio nella camera di fumo sono indicati dal fabbricante dell'apparecchio. 3.9. Temperatura del gas da misurare 3.9.1. In ogni punto della camera di fumo la temperatura del gas al momento della misurazione deve trovarsi fra 70 gradi C e una temperatura massima specificata dal fabbricante dell'opacimetro, in modo che le letture in questa gamma di temperatura non varino di oltre 0,1 m alla -1 quando la camera e' piena di un gas con coefficiente di assorbimento di 1,7 m alla -1. 3.9.2. L'opacimetro deve essere munito di adeguati dispositivi per la misurazione della temperatura nella camera di fumo. 4. LUNGHEZZA EFFETTIVA "L" DELL'OPACIMETRO 4.1. Generalita' 4.1.1. In alcuni tipi di opacimetri i gas fra la sorgente luminosa e la cellula fotoelettrica, oppure fra le parti trasparenti che proteggono la sorgente e la cellula fotoelettrica, non hanno una opacita' costante. In questi casi la lunghezza effettiva L e' quella di una colonna di gas ad opacita' uniforme con un assorbimento di luce pari a quello osservato quando il gas attraversa normalmente l'opacimetro. 4.1.2. La lunghezza effettiva del tragitto dei raggi luminosi viene ottenuta confrontando la lettera N sull'opacimetro che funziona normalmente con la lettera No ottenuta con l'opacimetro modificato in modo che il gas di prova riempia una lunghezza Lo ben definita. 4.1.3. Si devono effettuare letture comparative in rapida successione per determinare la correzione di spostamento dello zero. 4.2. Metodo di valutazione di "L" 4.2.1. I gas di prova devono essere dei gas di scarico ad opacita' costante oppure dei gas assorbenti con una densita' dell'ordine di quella dei gas di scarico. 4.2.2. Si determina con precisione una colonna di lunghezza Lo dell'opacimetro, che puo' essere riempita uniformemente con i gas di prova e le cui basi sono piu' o meno perpendicolari alla direzione dei raggi luminosi. Detta lunghezza Lo deve avvicinarsi alla lunghezza effettiva supposta dell'opacimetro. 4.2.3. Si procede alla misurazione della temperatura media dei gas di prova nella camera di fumo. 4.2.4. Se necessario, si puo' incorporare nella canalizzazione di prelievo, il piu' vicino possibile alla sonda, un vaso di espansione di forma compatta e di una capacita' sufficiente ad ammortizzare le pulsazioni. Si puo' installare anche un apparecchio di raffreddamento. L'aggiunta del vaso di espansione e dell'apparecchio di raffreddamento non deve perturbare indebitamente la composizione dei gas di scarico. 4.2.5. La lunghezza effettiva si determina facendo passare un campione dei gas di prova alternativamente attraverso l'opacimetro che funziona normalmente e attraverso lo stesso apparecchio modificato come indicato al punto 4.1.2. 4.2.5.1. Le indicazioni fornite dall'opacimetro devono essere registrate continuamente durante la prova con un registratore che abbia un tempo di risposta al massimo pari a quello dell'opacimetro. 4.2.5.2. Con l'opacimetro in funzionamento normale, la lettura della scala lineare e' N e quella della temperatura media dei gas espressa in kelvin e' T. 4.2.5.3. Con la lunghezza nota Lo riempita dallo stesso gas di prova, la lettura della scala lineare e' No e quella della temperatura media dei gas espressa in gradi kelvin e' Io. 4.2.6. La lunghezza effettiva e': Parte di provvedimento in formato grafico 4.2.7. La prova deve essere ripetuta con almeno quattro gas di prova in modo da avere indicazioni distribuite regolarmente sulla scala lincare da 21 a 80. 4.2.8. La lunghezza effettiva L dell'opacimetro e' la media aritmetica delle lunghezze effettive ottenute, come indicato al punto 4.2.6, con ciascuno dei gas di prova. CAPO VIII IMPIANTO ED USO DELL'OPACIMETRO 1. CAMPO DI APPLICAZIONE Il presente capo definisce l'impianto e l'uso degli opacimetri per le prove descritte nei capi III e IV. 2. OPACIMETRO A PRELIEVO 2.1. Impianto per le prove a regimi stabilizzati 2.1.1. Il rapporto tra la superficie della sezione della sonda e quella del tubo di scarico deve essere di almeno 0,05. La contropressione misurata nel tubo di scarico all'entrata della sonda non deve superare 735 Pa. 2.1.2. La sonda e' un tubo avente un'estremita' aperta sul davanti sull'asse del tubo di scarico o della prolunga eventualmente necessaria. Essa deve trovarsi in una sezione dove la distribuzione del fumo e' pressoche' uniforme. Pertanto, la seconda deve essere posta per quanto possibile a valle del tubo di scarico oppure, se necessario, su un tubo di prolunga in modo che, essendo D il diametro del tubo di scarico all'uscita, l'estremita' della sonda sia situata su una parte rettilinea lunga almeno 6 D a monte del punto di prelievo e 3 D a valle. Se viene utilizzato un tubo di prolunga, si devono evitare le infiltrazioni d'aria nel punto di giunzione. 2.1.3. La pressione nel tubo di scarico e le caratteristiche di caduta della pressione nella canalizzazione di prelievo devono essere tali che la sonda possa raccogliere un campione sensibilmente equivalente a quello che verrebbe ottenuto mediante prelievo isocinetico. 2.1.4. Se necessario, si puo' incorporare nella canalizzazione di prelievo, il piu' vicino possibile alla sonda, un vaso di espansione di forma compatta e di una capacita' sufficiente ad ammortizzare le pulsazioni. Si puo' installare anche un apparecchio di raffreddamento. L'aggiunta del vaso di espansione e dell'apparecchio di raffreddamento non deve perturbare indebitamente la composizione dei gas di scarico. 2.1.5. Una valvola a farfalla, od un altro mezzo atto ad aumentare la pressione del prelievo, puo' essere posta nel tubo di scarico almeno 3 D a valle della sonda di prelievo. 2.1.6. Le condotte fra la sonda, il dispositivo di raffreddamento, il vaso di espansione (se necessario) e l'opacimetro devono essere corte il piu' possibile, pur rispettando le esigenze di pressione e di temperatura prescritte ai punti 3.8 e 3.9 del capo VII. La condotta deve presentare una pendenza ascendente dal punto di prelievo all'opacimetro ; devono essere evitati i gomiti ad angolo acuto, nei quali si potrebbe accumulare la fuliggine. Se non e' incorporata nell'opacimetro, deve essere predisposta a monte una valvola "by-pass". 2.1.7. Durante la prova si verifichera' l'osservanza delle prescrizioni di cui al punto 3.8 del capo VII relative alla pressione e di quelle di cui al punto 3.9 del medesimo capo relative alla temperatura nella camera di misura. 2.2. Impianto per le prove in accelerazione libera 2.2.1. Il rapporto tra la superficie della sezione della sonda e quella del tubo di scarico deve essere di almeno 0,05. La contropressione misurata nel tubo di scarico all'entrata della sonda non deve superare 735 Pa. 2.2.2. La sonda e' un tubo avente un'estremita' aperta verso l'avanti sull'asse del tubo di scarico o della prolunga eventualmente necessaria. Essa deve trovarsi in una sezione dove la distribuzione del fumo e' pressoche' uniforme. Pertanto, la sonda deve essere posta per quanto possibile a vale del tubo di scarico oppure, se necessario, su un tubo di prolunga in modo che, essendo D il diametro del tubo di scarico all'uscita, l'estremita' della sonda sia situata su una parte rettilinea lunga almeno 6 D a monte del punto di prelievo e 3 D a valle. Se viene utilizzato un tubo di prolunga, si devono evitare le infiltrazioni di aria nel punto di giunzione. 2.2.3. Il sistema di prelievo dei campioni deve essere tale che, a tutte le velocita' del motore, la pressione del campione all'opacimetro si trovi nei limiti specificati al punto 3.8.2. del capo VII. Quanto sopra puo' essere verificato annotando la pressione del campione al regime minimo e alla velocita' massima senza carico. A seconda delle caratteristiche dell'opacimetro, il controllo della pressione del campione puo' essere ottenuto mediante una strozzatura fissa oppure una valvola a farfalla montata nel tubo di scarico o nel tubo di raccordo. Indipendentemente dal metodo usato, la contropressione misurata nel tubo di scarico all'entrata della sonda non deve superare 735 Pa. 2.2.4. I tubi di raccordo all'opacimetro devono essere corti il piu' possibile. Il tubo deve presentare una pendenza ascendente dal punto di prelievo all'opacimetro ; si devono evitare i gomiti ad angolo acuto, nei quali potrebbe accumularsi la fuliggine. Una valvola "by-pass" puo' essere prevista a monte dell'opacimetro per isolarlo dal flusso dei gas di scarico quando non vengono effettuate misurazioni. 3. OPACIMETRO A FLUSSO TOTALE Le uniche precauzioni generali da osservare per le prove a regimi stabilizzati ed in accelerazione libera sono le seguenti: 3.1. le giunzioni dei tubi fra il tubo di scarico e l'opacimetro non devono permettere l'aspirazione di aria dall'esterno; 3.2. i tubi di raccordo con l'opacimetro devono essere corti il piu' possibile, come e' previsto per gli opacimetri a prelievo. Il sistema di condotte deve presentare una pendenza ascendente dal tubo di scarico sino all'opacimetro e si devono evitare i gomiti ad angolo acuto, dove si potrebbe accumulare la fuliggine. A monte dell'opacimetro si puo' predisporre una valvola "by-pass" per isolarlo dal flusso dei gas di scarico quando non vengono effettuate misurazioni. 3.3. Puo' essere anche necessario un sistema di raffreddamento a monte dell'opacimetro. CAPO IX ESEMPIO DI SCHEMA DEL SIMBOLO DEL VALORE CORRETTO DEL COEFFICIENTE DI ASSORBIMENTO Parte di provvedimento in formato grafico CAPO X REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEI TRASPORTI Direzione Generale della Motorizzazione civile e dei Trasporti in concessione MODELLO ALLEGATO ALLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE PER QUANTO RIGUARDA L'EMISSIONE DI INQUINANTI PRODOTTI DA UN MOTORE DIESEL Parte di provvedimento in formato grafico
Allegato 11
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