DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 febbraio 1981, n. 212
ALLEGATO 8 CAPO I STRUMENTO, CONDIZIONI E METODI Dl MISURA 1. UNITA' E STRUMENTO Dl MISURA 1.1. Unita' di misura Si misura il valore A del livello sonoro LA in dB, abbreviato dB(A). 1.2. Strumento di misura Il livello sonoro all'orecchio del conducente viene misurato con un fonometro conforme al tipo descritto nella pubblicazione n. 179, prima edizione 1965, della Commissione elettrotecnica internazionale. In caso di indicazione variabile si devono prendere i valori medi fra i valori massimi. 2. CONDIZIONI DI MISURA Le misure vengono effettuate nelle seguenti condizioni 2.1. il trattore deve essere vuoto, cioe' senza accessori facoltativi, ma con il fluido di raffreddamento, i lubrificanti, il carburante, gli attrezzi e il conducente. Quest'ultimo non deve indossare abiti troppo pesanti, ne' sciarpa o cappello. Nel trattore non deve trovarsi alcun oggetto che possa disturbare l'acustica 2.2. i pneumatici devono essere gonfiati alla pressione prescritta dal fabbricante del trattore ; il motore, la trasmissione e gli assi motori devono essere alla normale temperatura di funzionamento e il parzializzatore del radiatore, qualora esista, deve rimanere aperto ; 2.3. gli accessori azionati dal motore o indipendenti, come i tergicristalli, il riscaldamento, la presa di forza, ecc., devono essere disinseriti durante la misura se possono influenzare il livello sonoro. I dispositivi che normalmente funzionano insieme al motore, come il ventilatore di raffreddamento del motore, devono essere in funzione durante la misura 2.4. il percorso di misura deve essere situato in una zona sgombra e sufficientemente silenziosa questo percorso puo' essere costituito, per esempio, da uno spazio aperto di 50 metri di raggio, la cui parte centrale, per almeno 20 metri di raggio, deve essere praticamente orizzontale, oppure puo' essere costituito da un percorso orizzontale con una pista solida, il piu' possibile piana e priva di solchi. La pista deve essere possibilmente pulita ed asciutta (per esempio senza ghiaia, foglie, neve, ecc.). Pendii e dislivelli sono ammessi soltanto se le variazioni del livello sonoro da essi causate sono comprese nelle tolleranze degli strumenti di misura ; 2.5. il rivestimento della pista deve essere tale che i pneumatici non producano un rumore eccessivo; 2.6. il tempo deve essere sereno e il vento debole. Il livello sonoro circostante dovuto al vento o ad altre fonti sonore all'orecchio del conducente deve essere inferiore di almeno 10 dB(A) al livello sonoro del trattore ; 2.7. se s'impiega un veicolo per la registrazione delle misure, questo dev'essere rimorchiato o condotto ad una distanza tale dal trattore da evitare qualsiasi interferenza. Durante il procedimento di misurazione nessun oggetto che possa disturbare la misurazione e nessuna superficie riflettente devono trovarsi entro la distanza di 20 metri su ciascun lato della traiettoria ed entro la distanza di 20 metri davanti e dietro il veicolo. Questa condizione puo' essere considerata come rispettata se le variazioni del livello sonoro cosi' causate restano entro le tolleranze; in caso contrario la misurazione deve essere sospesa durante il tempo della perturbazione; 2.8. tutte le misurazioni di una stessa serie devono essere eseguite sullo stesso percorso. 3. METODO DI MISURA 3.1. Il microfono e' collocato lateralmente a 250 mm dal piano mediano del sedile, e precisamente sul lato in cui si si rileva il massimo livello sonoro. La membrana del microfono e' rivolta verso la strada e il centro del microfono si trova 790 mm sopra il punto di riferimento del sedile descritto nell'allegato III, e 150 mm davanti allo stesso. Deve essere evitata un'eccessiva vibrazione del microfono. 3.2. Per ottenere il livello sonoro massimo in dB(A): 3.2.1. sui veicoli che hanno una struttura (di serie) chiusa, tutte le aperture (per esempio porte, finestre, ecc.) devono essere chiuse durante una prima serie di misurazioni; 3.2.1.1. durante una seconda serie di misurazioni, devono essere lasciate aperte - a condizione che quando sono aperte non costituiscano un pericolo per la circolazione stradale; il parabrezza ribaltabile deve essere sistemato in posizione di protezione 3.2.2. si misura il rumore utilizzando la reazione lenta del fonometro al carico corrispondente al rumore massimo con la marcia avanti che da' la velocita' piu' vicina a ((7,5 km/h.)) L'acceleratore deve essere spinto a fondo. Si inizia con carico nullo, poi si aumenta il carico fino ad ottenere il livello massimo di rumore. Ad ogni variazione di carico, prima della misura, occorre lasciare il tempo necessario alla stabilizzazione del livello di rumore; 3.2.3. si misura il rumore utilizzando la reazione lenta del fonometro al carico corrispondente al rumore massimo con una marcia qualsiasi diversa da quella prevista al punto 3.2.2, nella quale sia stato registrato un livello sonoro superiore di almeno 1 dB(A) a quello registrato per la velocita' menzionata al punto 3.2.2. L'acceleratore deve essere spinto a fondo. Si inizia con carico nullo, poi si aumenta il carico fino ad ottenere il livello massimo di rumore. Ad ogni variazione di carico, prima della misura, occorre lasciare il tempo necessario alla stabilizzazione del livello di rumore 3.2.4. si misura il rumore alla velocita' massima di costruzione del trattore senza carico. 3.3. Nel verbale devono figurare le seguenti misure del livello sonoro: 3.3.1. con la marcia che da' la velocita' piu' vicina a ((7,5 km/h)) ; 3.3.2. con qualsiasi altra marcia, purche' le condizioni di cui al punto 3.2.3 siano soddisfatte; 3.3.3. alla marcia piu' alta di costruzione. 4. VALUTAZIONE Le misurazioni effettuate in conformita' dei punti 3.2.1, 3.2.2, 3.2.3 e 3.2.4 non devono dare valori superiori ai limiti fissati all'articolo 2. CAPO II STRUMENTO, CONDIZIONI E METODI DI MISURA 1. UNITA' E STRUMENTO DI MISURA 1.1. Unita' di misura Si misura il valore A del livello sonoro LA in dB, abbreviato dB(A). 1.2. Strumento di misura Il livello sonoro all'orecchio del conducente viene misurato con un fonometro conforme al tipo descritto nella pubblicazione n. 179, prima edizione 1965, della Commissione elettrotecnica internazionale. In caso di indicazione variabile si devono prendere i valori medi fra i valori massimi. 2. CONDIZIONI DI MISURA Le misure vengono effettuate nelle seguenti condizioni. 2.1. il trattore deve essere vuoto, cioe' senza accessori facoltativi, ma con il fluido di raffreddamento, i lubrificanti, il carburante, gli attrezzi e il conducente. Quest'ultimo non deve indossare abiti troppo pesanti, ne' sciarpa o cappello. Nel trattore non deve trovarsi alcun oggetto che passa disturbare l'acustica ; 2.2. i pneumatici devono essere gonfiati alla pressione prescritta dal fabbricante del trattore il motore, la trasmissione e gli assi mototi devono essere alla normale temperatura di funzionamento e il parzializzatore del radiatore, qualora esista, deve rimanere aperto; 2.3. gli accessori azionati dal motore o indipendenti, come i tergicristalli, il riscaldamento, lpresa di forza, ecc., devono essere disinseriti durante la misura se possono influenzare il livello sonoro. I dispositivi che normalmente funzionano insieme al motore, colle il ventilatore di raffreddamento del motore, devono essere in funzione durante la misura 2.4. il percorso di misurazione deve essere situato in una zona sgombra e sufficientemente silenziosa ; questo percorso puo' essere costituito, per esempio, da uno spazio aperto di 50 metri di raggio, la cui parte centrale, per almeno 20 metri di raggio, deve essere praticamente orizzontale, oppure puo' essere costituito da un percorso orizzontale con una pista solida, il piu' possibile piana e priva di solchi. La pista deve essere possibilmente pulita ed asciutta (per esempio senza ghiaia, foglie, neve, ecc.). Pendii e dislivelli sono ammessi soltanto se le variazioni del livello sonoro da essi causate sono comprese nelle tolleranze degli strumenti di misura 2.5. il rivestimento della pista deve essere tale che i pneumatici non producano un rumore eccessivo; 2.6. il tempo deve essere sereno e il vento debole. Il livello sonoro circostante dovuto al vento o ad altre fonti sonore all'orecchio del conducente deve essere inferiore di almeno 10 dB(A) al livello sonoro del trattore ; 2.7. se s'impiega un veicolo per la registrazione delle misure, questo dev'essere rimorchiato o condotto ad una distanza tale dal trattore da evitare qualsiasi interferenza. Durante il procedimento di misurazione nessun oggetto che possa disturbare la misurazione e nessuna superficie riflettente devono trovarsi entro la distanza di 20 metri su ciascun lato della traiettoria ed entro la distanza di 20 metri davanti e dietro il veicolo. Questa condizione puo' essere considerata come rispettata se le variazioni del livello sonoro cosi' causate restano entro le tolleranze ; in caso contrario la misurazione deve essere sospesa durante il tempo dell'interruzione 2.8. tutte le misurazioni di una stessa serie devono essere eseguite sullo stesso percorso. 3. METODO DI MISURA 3.1. Il microfono e' collocato lateralmente a 250 mm dal piano mediano del sedile, e precisamente sul lato in cui si rileva il massimo livello sonoro. La membrana del microfono e' rivolta verso la strada e il centro del microfono si trova 790 mm sopra il punto di riferimento del sedile descritto nell'allegato III, e 150 mm davanti allo stesso. Deve essere evitata un'eccessiva vibrazione del microfono. 3.2. Per ottenere il livello sonoro si deve procedere nel modo seguente 3.2.1. il trattore deve percorrere almeno tre volte lo stesso percorso ad una velocita' di prova uguale per almeno 10 secondi ; 3.2.2. sui trattori equipaggiati di serie con una cabina chiusa, tutte le aperture (per esempio porte, finestre, ecc.) devono essere chiuse durante una prima serie di misurazioni ; 3.2.2.1. durante una seconda serie di misurazioni, devono essere lasciate aperte - a condizione che quando sono aperte non costituiscano un pericolo per la circolazione stradale - il parabrezza ribaltabile deve essere sistemato in posizione di protezione ; 3.2.3. il rumore viene misurato al regime massimo di giri utilizzando la reazione lenta del fonometro, cioe' alla velocita' che nel caso del regime nominale del motore e' la piu' vicina a ((7,5 km/h)). Durante la misurazione il trattore deve circolare senza carico. 4 VALUTAZIONE Le misurazioni effettuate in conformita' dei punti 3.2.2 e 3.2.3 non devono dare valori superiori ai limiti fissati all'articolo 2. CAPO III DETERMINAZIONE DEL PUNTO DI RIFERIMENTO DEL SEDILE 1. DEFINIZIONE 1.1. Il punto di riferimento (S) del sedile e' il punto di intersezione situato nel piano mediano longitudinale del sedile tra il piano tangente alla parte inferiore dello schienale e un piano orizzontale. Questo piano orizzontale taglia la superficie inferiore della tavola per la base del sedile, 150 mm davanti al punto di riferimento del sedile. 2. DETERMINAZIONE DEL PUNTO DI RIFERIMENTO DEL SEDILE 2.1. Il punto di riferimento del sedile si ottiene usando il dispositivo illustrato nelle figure 1 e 2 dell'appendice del presente allegato, dispositivo che permette di simulare l'occupazione del sedile da parte del conducente. 2.2. Il sedile e' collocato nel punto centrale dell'arco di regolazione verticale ; tale regolazione e' indipendente da quella orizzontale. Per determinare la posizione del microfono di cui al punto 3 dei capi I e II, il sedile deve trovarsi nel punto centrale dell'arco di regolazione orizzontale, o il piu' vicino possibile a questa posizione. 3. CARATTERISTICHE DEL DISPOSITIVO 3.1. Il dispositivo del punto 2.1 e' composto da una tavola per la base del sedile e da due tavole per lo schienale. 3.2. La parte inferiore dello schienale e' articolata nella regione dell'ischio (A) e dei lombi (B) e il punto B e' regolabile nel senso dell'altezza (vedi figura 2). 4. SISTEMAZIONE DEL DISPOSITIVO Il dispositivo viene sistemato come segue 4.1. si posa sul sedile ; 4.2. una forza di 550 N e' applicata a 50 mm dalla giunzione (A) e le due tavole previste per lo schienale vengono appoggiate leggermente e tangenzialmente contro lo schienale ; 4.3. se non e' possibile stabilire esattamente la tangente della parte inferiore dello schienale, si appoggia leggermente contro lo schienale la tavola inferiore prevista per lo schienale, in posizione verticale; 4.4. se la sospensione del sedile e' munita di un sistema di regolazione secondo il peso del conducente, detta regolazione e' effettuata in modo tale che il sedile sia situato a distanza uguale dalle due posizioni estreme. APPENDICE Parte di provvedimento in formato grafico Visto, il ministro dei trasporti FORMICA
Allegato 9
ALLEGATO 9 CAPO I CONDIZIONI DI OMOLOGAZIONE CEE 1. DEFINIZIONE 1.1. Dispositivo di protezione in caso di capovolgimento (cabina o telaio di sicurezza) Per dispositivo di protezione in caso di capovolgimento (cabine o telai di sicurezza) si intende la struttura installata sui trattori avente essenzialmente lo scopo di evitare ovvero limitare i rischi per il conducente in caso di capovolgimento del trattore durante un'utilizzazione normale. 1.2. Le strutture di cui al punto 1.1 sono caratterizzate dal fatto che, in caso di capovolgimento del trattore, garantiscono uno spazio libero sufficientemente ampio da salvaguardare l'integrita' fisica del conducente. 2. PRESCRIZIONI GENERALI 2.1. Tutti i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento nonche' i loro attacchi al trattore devono essere progettati e costruiti in modo da assicurare che sia raggiunto lo scopo essenziale di cui al punto 1. 2.2. Questa prescrizione e' controllata per mezzo di uno dei due metodi di prova descritti nel capo III. La scelta del metodo e' fatta in base alla massa del trattore secondo i seguenti criteri: - metodo descritto nel capo III per tutti i trattori la cui massa e' compresa tra i limiti fissati all'articolo 9; - metodo descritto nel capo III A per i trattori la cui massa e' superiore a 1,5 tonnellate, ma non superiore a 3,5 tonnellate. 3. DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE 3.1. La domanda d'omologazione CEE per quanto riguarda la resistenza dei dispositivi di protezione in caso di capovolgimento, nonche' la resistenza degli attacchi al trattore deve essere presentata dal costruttore del trattore o dal fabbricante del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento o dai rispettivi mandatari. 3.2. Essa deve essere corredata dei documenti in triplice copia e delle indicazioni seguenti - disegno in scala o con l'indicazione delle dimensioni dello schema generale del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. In particolare, tale disegno deve riprodurre in dettaglio le parti degli attacchi, - fotografie laterali e del retro con dettagli degli attacchi, - breve descrizione del dispositivo di protezione, compresi il tipo di costruzione, i sistemi di attacco al trattore e, se necessario, i dettagli del rivestimento, i mezzi d'accesso normali e di emergenza, precisazioni sull'imbottitura interna e sui dispositivi antirotolamento, nonche' dettagli sul sistema di riscaldamento e di ventilazione, - dati sui materiali usati per le strutture e per gli elementi di fissaggio del dispositivo in caso di capovolgimento (vedi capo V). 3.3. Al servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione e' presentato un trattore rappresentativo del tipo di trattore al quale e' destinato il dispositivo di protezione che deve essere omologato. Tale trattore e' munito del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. 3.4. Il detentore dell'omologazione CEE puo' chiederne l'estensione ad altri tipi di trattori. Le competenti autorita' che hanno accordato l'omologazione CEE iniziale accordano l'estensione richiesta se il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e il(i) tipo(i) di trattore, per i quali l'estensione dell'omologazione CEE iniziale e' richiesta, soddisfano le condizioni seguenti: - la massa del trattore a vuoto definita nel capo il, punto 1,3, non deve superare di oltre il 5% la massa di riferimento utilizzata per la prova, - il sistema di attacco e gli elementi di montaggio sul trattore devono essere identici, - i componenti, come i parafanghi o il cofano, che possono servire da sostegno al dispositivo di protezione in caso di capovolgimento devono essere identici, - la collocazione del sedile non deve essere stata modificata. 4. ISCRIZIONI 4.1. Ogni dispositivo di protezione in caso di capovolgimento conforine al tipo omologato deve recare le seguenti iscrizioni: 4.1.1. il marchio di fabbrica o commerciale, 4.1.2. un marchio di omologazione conforme al modello di cui al capo VI, 4.1.3. numero di serie del dispositivo di protezione, 4.1.4. marca e tipo (i) di trattori ai quali e' destinato il dispositivo di protezione. 4.2. Tali indicazioni devono essere riportate su una targhetta. 4.3. Le iscrizioni devono essere apposte in modo da essere visibili, leggibili ed indelebili. CAPO II CONDIZIONI DI PROVA DELLA RESISTENZA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE IN CASO DI CAPOVOLGIMENTO E DEI LORO ATTACCHI AL TRATTORE 1. PRESCRIZIONI GENERALI 1.1. Scopo delle prove Le prove vengono eseguite con l'ausilio di dispositivi specifici e servono a simulare le sollecitazioni subite dal dispositivo di protezione in caso di capovolgimento del trattore. Tali prove, descritte nel capo III, consentono di verificare la resistenza del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e degli attacchi al trattore. 1.2. Preparazione della prova 1.2.1. Il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento deve essere controllato sul tipo di trattore per il quale e' stato progettato. Il montaggio sul trattore deve essere eseguito secondo le istruzioni del costruttore del trattore stesso e/o del fabbricante del dispositivo di protezione. 1.2.2. Per le prove il trattore deve essere munito di tutti gli elementi costruttivi di serie che possono incidere sulla resistenza del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento oppure che sono necessari per la prova di resistenza. Gli elementi costruttivi che possono far sorgere un pericolo nella zona libera devono inoltre essere montati in modo che sia possibile verificare se sono soddisfatte le condizioni di cui al punto 4.1 del presente capo. 1.2.3. Le prove vengono eseguire a trattore fermo. 1.3. Massa del trattore La massa pesata W del trattore, impiegata nella formula (vedi capi III A e III B) per calcolare l'altezza di caduta del peso pendolare e la forza di schiacciamento, deve essere almeno uguale a quella definita al punto 2.4 dell'allegato I del D.P.R. 11.1.1980 n. 76 (cioe' senza accessori forniti a richiesta, ma con liquido di raffreddamento, lubrificanti, carburante, attrezzatura e conducente) piu' il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e meno 75 kg. Sono esclusi i pesi facoltativi anteriori o posteriori, i piombi dei pneumatici, gli accessori o apparecchi facoltativi e qualsiasi altro componente speciale. 2. APPARECCHIATURE E ATTREZZATURE 2.1. Peso pendolare 2.1.1. Si sospende un peso pendolare con due catene o funi metalliche a un perno situato a non meno di 6 m dal suolo. Deve essere possibile regolare in modo indipendente l'altezza di sospensione del peso e l'angolo fra il peso e le catene o funi metalliche. 2.1.2. Il peso deve essere di 2000 ± 20 kg, escluso il peso delle catene o funi metalliche, le quali non devono superare a loro volta 100 kg. La lunghezza dei lati della superficie d'urto deve essere di 680 ± 20 mm (vedi capo IV, figura 4). Il peso deve essere sistemato in modo che la posizione del baricentro sia costante. 2.1.3. Deve essere possibile spingere indietro il peso come un pendolo fino ad un'altezza prestabilita per ciascuna prova. Un dispositivo di sganciamento rapido deve permettere di sganciare il peso senza deviarne la posizione rispetto alle catene o alle funi metalliche di sostegno. 2.2. Sostegni del pendolo I perni del pendolo devono essere rigidamente fissati in modo che il loro spostamento in qualsiasi direzione non superi l'1% dell'altezza di caduta. 2.3. Ancoraggio 2.3.1. Il trattore deve essere ancorato al suolo per mezzo di dispositivi di attacco e di tensione a rotaie situate sul terreno e vincolate ad un basamento rigido di calcestruzzo. Le rotaie devono essere a distanza adeguata per permettere di ancorare il trattore conformemente alle figure 5, 6 e 7 del capo IV. Per ogni prova le ruote del trattore ed i cavalletti per gli assi devono essere collocati sul basamento rigido. 2.3.2. Oltre ai dispositivi di tensione e di attacco alle rotaie, l'ancoraggio comporta funi metalliche le cui dimensioni sono conformi alle prescrizioni indicate. Le funi metalliche sono del tipo rotondo a nucleo di fibra, 6 x 19, conformi all'ISO 2408. Il diametro nominale e' di 13 mm. 2.3.3. Il perno centrale di un trattore articolato deve essere sostenuto e fissato in maniera da resistere agli urti anteriori, posteriori e laterali e alle prove di schiacciamento ; esso deve essere puntellato di fianco per gli urti laterali. Non occorre che le ruote anteriori e posteriori siano allineate se cio' puo' facilitare l'inserimento di adeguati puntelli. 2.4. Puntello delle ruote e trave 2.4.1. Come puntello delle ruote nell'urto laterale e' usata una trave, conformemente alla figura 7 del capo IV. 2.4.2. Un travetto di legno tenero con sezione quadrata di circa 150 mm di lato deve essere fissato al terreno per bloccare gli pneumatici della parte opposta a quella che subisce l'urto, conformemente alle figure 5, 6 e 7 del capo IV. 2.5. Puntelli e funi di ancoraggio per trattori articolati 2.5.1. I trattori articolati devono essere forniti di puntelli e funi di ancoraggio supplementari. Scopo di questi ultimi e' assicurare che la parte del trattore sulla quale e' fissato il dispositivo di protezione sia vincolata in maniera equivalente a quella di un trattore non articolato. 2.5.2. Per le prove di urto e di schiacciamento sono forniti altri particolari nel capo III. 2.6. Dispositivo di schiacciamento Un dispositivo, illustrato nella figura 8 del capo IV, deve esercitare una forza verso il basso sul dispositivo di protezione in caso di capovolgimento attraverso una trave rigida, larga circa 250 mm, collegata al meccanismo di applicazione del carico da giunti universali. Appositi supporti degli assi devono impedire che gli pneumatici del trattore sostengano la forza di schiacciamento. 2.7. Apparecchiature di misura 2.7.1. Per le prove previste dai capi III A e III B deve essere utilizzato un dispositivo con un collare mobile di attrito strettamente fissato a una barra orizzontale per misurare la differenza fra la deformazione massima istantanea e la deformazione residua durante una prova d'urto laterale. 2.7.2. Per le prove previste dal capo III A, si deve poter determinare, dopo le prove il laboratorio, se una parte del dispositivo di protezione e entrata nella zona libera di cui al punto 2 del capo III A. 2.7.3. Per le prove previste dal capo III B si devono prevedere installazioni, che possono includere un meccanismo fotografico, atte a determinare, dopo le prove di laboratorio, se durante queste prove una parte qualunque del dispositivo di protezione e' penetrata o e' entrata in contatto con la zona libera di cui al punto 2 del capo III B. 2.8. Tolleranze Per le misure eseguite durante le prove valgono le seguenti tolleranze 2.8.1. per le dimensioni lineari misurate nella prova (eccetto il punto 2.8.2); dimensioni del dispositivo di protezione e del trattore, zona libera e deformazione degli pneumatici fissati al suolo per le prove d'urto: ± 3 mm; 2.8.2. altezza del peso pendolare per le prove d'urto: ± 6 mm; 2.8.3. massa pesata del trattore: ± 20 kg; 2.8.4. carico applicato nelle prove di schiacciamento ±2%; 2.8.5. angolo delle catene o delle funi di sospensione del peso nel punto d'urto: ± 2 gradi. 3. PROVE 3.1. Disposizioni generali 3.1.1. Svolgimento delle prove 3.1.1.1. L'elenco e lo svolgimento delle prove sono i seguenti. I numeri sono quelli dei punti dei capi III A e III B in cui sono descritte le prove: 1. urto posteriore: 1.1, 2. prova di schiacciamento posteriore: 1.4, 3. urto frontale: 1.2, 4. urto laterale: 1.3, 5. prova di schiacciamento anteriore: 1.5. 3.1.1.2. Se uno o piu' dei dispositivi di ancoraggio si sposta o si spezza durante la prova, questa va ripetuta. 3.1.1.3. Durante la prova non possono essere apportate riparazioni o registrazioni al trattore o al dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. 3.1.1.4. Durante la prova il cambio del trattore deve essere in folle ed i freni sbloccati. 3.1.2. Interasse delle ruote L'interasse delle ruote posteriori va scelto in modo che durante le prove il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento non venga sostenuto, per quanto possibile, dagli pneumatici. 3.1.3. Smontaggio degli elementi che non possono determinare rischi Tutti gli elementi del trattore e del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento che, in quanto unita' completa, costituiscono una protezione per il conducente, compreso il dispositivo di protezione contro le intemperie, sono forniti con il trattore che deve essere sottoposto alla prova. E ammesso smontare i vetri frontali, laterali e posteriori in vetro di sicurezza o in materiale analogo, nonche' tutti i pannelli amovibili, attrezzature e accessori che non abbiano la funzione di rinforzare la struttura e che non possano determinare rischi in caso di capovolgimento. 3.1.4. Direzione dell'urto Il lato del trattore che riceve l'urto laterale e' quello che puo' subire la massima deformazione. L'urto posteriore ha luogo sull'angolo piu' lontano dall'urto laterale e l'urto frontale sull'angolo piu' vicino all'urto laterale. 3.1.5. Pressione e deformazione degli pneumatici Gli pneumatici non devono contenere acqua. Le pressioni di gonfiaggio e le deformazioni degli pneumatici, una volta bloccati per le varie prove, devono corrispondere a quelle della seguente tabella: Parte di provvedimento in formato grafico 4. INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI 4.1. Si considera che un dispositivo di protezione in caso di capovolgimento presentato all'omologazione CEE ha soddisfatto le prescrizioni relative alla resistenza, se sono rispettate le seguenti condizioni 4.1.1. dev'essere esente da rotture o incrinature di cui al punto 3.1 dei capi III A e III B; 4.1.2. per le prove del capo III A: nessuna parte della zona libera deve fuoriuscire dalla zona protetta dal dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. Per le prove del capo III B: durante le prove d'urto o di schiacciamento il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento non deve penetrare in nessuna parte della zona libera e nessuna parte della zona libera deve fuoriuscire dalla zona protetta dal dispositivo, conformemente al punto 3.2 del capo III B; 4.1.3. per le prove del capo III A: la differenza fra la deformazione massima istantanea e la deformazione residua, di cui al punto 3.3 del capo III A, non deve essere superiore a 15 cm. Per le prove del capo III B: durante le prove d'urto laterale la differenza fra la deformazione massima istantanea e la deformazione residua di cui al punto 3.3 del capo III B non deve essere superiore a 25 cm. 4.2. Nessun altro dispositivo deve presentare un particolare pericolo per il conducente, come i vetri che si scheggiano in modo pericoloso, l'insufficiente imbottitura della parte interna del tetto o dei punti in cui puo' urtare la testa del conducente. 5. VERBALE DI PROVA 5.1. Il verbale di prova deve essere accluso alla scheda di omologazione CEE prevista dal capo VII. Un modello per la sua presentazione e riportato nel capo V. Nel verbale deve figurare: 5.1.1. una descrizione generale della forma e della costruzione del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento, compresi i materiali e gli attacchi ; le dimensioni esterne del trattore munito del dispositivo di protezione; le principali dimensioni interne; la distanza minima dal volante ; la distanza laterale fra il volante e i lati del dispositivo di protezione ; l'altezza del tetto del dispositivo di protezione dal sedile o dal punto di riferimento del sedile e, eventualmente, dalla pedana ; descrizione dettagliata dei dispositivi per l'ingresso e l'uscita normali e delle possibilita' di un'uscita di emergenza fornite dalla struttura del dispositivo di protezione ; dettagli del sistema di riscaldamento e, eventualmente, di ventilazione ; 5.1.2. precisazioni circa qualsiasi dispositivo speciale, come i dispositivi antirotolamento; 5.1.3. brevi indicazioni circa l'imbottitura interna per evitare il piu' possibile le lesioni alla testa o alle spalle e per ridurre il rumore ; 5.1.4. indicazione del tipo di parabrezza e di vetri utilizzati. 5.2. Nel verbale deve essere chiaramente indicato il tipo di trattore (marca, tipo e denominazione commerciale, ecc.) usato durante le prove e i tipi ai quali il dispositivo di protezione e' destinato. 5.3. Se un'estensione dell'omologazione CEE e' concessa per altri tipi di trattori, il verbale deve fare esatta menzione del verbale dell'omologazione CEE iniziale e delle indicazioni relative alle condizioni di cui al punto 3.4 del capo I. CAPO III PROCEDURE DI PROVA A. METODO DI PROVA I 1. PROVE D'URTO E DI SCHIACCIAMENTO 1.1. Urto posteriore 1.1.1. Il trattore viene sistemato, rispetto al peso, in modo che quest'ultimo colpisca il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento quando il lato d'urto del peso e le catene o le funi metalliche formano un angolo di 20 gradi con la verticale, salvo qualora il dispositivo di protezione formi nel punto di contatto, durante la deformazione, un angolo maggiore con la verticale. In questo caso la superficie d'urto del peso deve essere regolata mediante un supporto supplementare in modo da essere parallela al dispositivo di protezione in caso di capovolgimento nel punto d'urto e di deformazione massima, mentre le catene o le funi metallichemantengono un angolo di 20 gradi rispetto alla verticale. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto. L'altezza del peso e' regolata in modo che la traiettoria del centro di gravita' passi per il punto di contatto. Il punto d'urto e' il punto del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento che si presume tocchi per primo il terreno in un capovolgimento verso l'indietro, ossia normalmente il bordo superiore. Il centro di gravita' del peso si trova a un sesto della larghezza della parte superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento all'interno di un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore che tocca l'estremita' superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. Tuttavia, se una curva nella parte posteriore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento inizia ad una distanza maggiore di questa all'interno del piano verticale, l'urto deve avvenire all'inizio della curva, cioe' nel punto in cui essa e' tangente ad una linea perpendicolare al piano mediano del trattore (vedi figura 9 del capo IV). Se una parte sporgente presenta una superficie inadeguata per il peso, a tale parte si fissa una piastra d'acciaio di spessore e larghezza opportuna, lunga circa 300 mm, in modo da non influire sulla resistenza del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. 1.1.2. I trattori non articolati sono ancorati al suolo da funi metalliche. I punti di attacco di queste ultime devono trovarsi a circa 2 in dietro l'asse posteriore e a 1,50 m davanti all'asse anteriore. I punti di attacco si trovano nel piano nei quale oscilla il centro di gravita' del pendolo oppure piu' ancoraggi daranno una forza risultante in tale piano come e' indicato alla figura 5 del capo IV. Le funi metalliche devono essere tese in modo che le deformazioni degli pneumatici anteriori e posteriori corrispondano alle indicazioni del punto 3.1.5. del capo II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno a sezione quadrata di 150 mm di lato viene fissata davanti alle ruote posteriori ed a stretto contatto con esse. 1.1.3. Nel caso dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo entrambi gli assi. L'asse della parte del trattore sulla quale e' montato il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento deve essere ancorato come e' illustrato per l'asse posteriore nella figura 5 del capo IV. Il punto di articolazione deve appoggiare sii una trave di sezione quadrata di 100 mm di lato e deve essere solidamente fissato al suolo per mezzo di funi metalliche attaccate alle rotaie. 1.1.4. Il peso e' tirato indietro in modo che l'altezza del centro di gravita' rispetto al punto d'urto corrisponda alla seguente formula: H = 125 + 0,020 W dove H e' l'altezza di caduta del pendolo in mm e W la massa del trattore, definita al punto 1.3 del capo II. Il peso e' quindi sganciato contro il dispositivo di protezione. 1.2. Urto frontale 1.2.1. Il trattore viene sistemato, rispetto al peso, in modo che quest'ultimo colpisca il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento quando il lato d'urto del peso e le catene o funi metalliche formano un angolo di 20 gradi con la verticale, salvo qualora il dispositivo di protezione formi nel punto di contatto, durante la deformazione, un angolo maggiore con la verticale. In questo caso la superficie d'urto del peso deve essere regolata mediante un supporto supplementare in modo da essere parallela al dispositivo di protezione nel punto d'urto e di deviazione massima, mentre le catene o funi metalliche mantengono un angolo di 20 gradi rispetto alla verticale. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto. L'altezza del peso e' regolata in modo che la traiettoria del centro di gravita' passi per il punto di contatto. Il punto d'urto e' il punto del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in caso di capovolgimento laterale durante la marcia avanti, ossia normalmente l'angolo superiore sulla parte anteriore. La posizione del centro di gravita' del peso non deve distare piu' di 80 mm da un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore che tocca l'estremita' superiore del dispositivo di protezione. Tuttavia, se una curva nella parte anteriore del dispositivo di protezione inizia ad una distanza superiore a 80 mm all'interno di questo piano verticale, l'urto deve avvenire all'inizio della curva, ossia nel punto in cui la curva e' tangenziale ad una linea perpendicolare al piano mediano del trattore (vedi figura 9 del capo IV). 1.2.2. I trattori non articolati devono essere ancorati al suolo conformemente alla figura 6 del capo IV. I punti d'attacco delle funi metalliche devono essere situati approssimativamente a 2 m dietro l'asse posteriore e a 1,50 m davanti all'asse anteriore. Le funi metalliche devono essere tese in modo che la deformazione degli pneumatici anteriori e posteriori sia conforme ai valori di cui al punto 3.1.5. del capo II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno a sezione quadrata di circa 150 mm di lato viene fissata dietro le ruote posteriori ed a stretto contatto con esse. 1.2.3. Nel caso dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo entrambi gli assi. L'asse della parte del trattore sulla quale e' montato il dispositivo di protezione deve essere ancorato come e illustrato per l'asse anteriore nella figura 6 del capo IV. Il punto di articolazione deve appoggiare su un travetto a sezione quadrata di circa 100 mm di lato e deve essere solidamente fissato al suolo per mezzo di funi metalliche attaccate alle rotaie. 1.2.4. Il peso e' tirato indietro in modo che l'altezza del centro di gravita' rispetto al punto d'urto sia data dalla formula seguente: H = 125 + 0,020 W 1.3. Urto laterale 1.3.1. Il trattore viene sistemato, rispetto al peso, in modo che quest'ultimo colpisca il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento, quando il lato d'urto e le catene o funi metalliche sono verticali, salvo qualora il dispositivo di protezione nel punto d'urto, durante la deformazione, non sia verticale. In quest'ultimo caso, il lato d'urto del peso deve essere regolato mediante un supporto supplementare in modo da essere parallelo al dispositivo di protezione nel punto d'urto e di deformazione massima, mentre le catene o le funi metalliche devono rimanere verticali. L'altezza del peso e' regolata in modo che la traiettoria del centro di gravita' passi per il punto di contatto. Il punto d'urto e il punto del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in un capovolgimento laterale, ossia normalmente il bordo superiore. Salvo nei casi in cui e' certo che qualsiasi altra parte del bordo colpirebbe per prima il terreno, il punto d'urto e' situato nel piano perpendicolare al piano mediano del trattore, che passa per il centro del sedile regolato in posizione media. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto. 1.3.2. Per quanto riguarda i trattori non articolati, l'asse che non puo' essere articolato rispetto al dispositivo di protezione e' ancorato dalla parte in cui il dispositivo di protezione verra' colpito. Nel caso di trattori a due ruote motrici, l'ancoraggio e effettuato normalmente sull'asse posteriore; lo schema e' indicato dalla figura 7 del capo IV. Le due funi metalliche devono passare sopra l'asse partendo da punti situati direttamente sotto di esso, uno da un punto d'attacco a circa 1,5 m davanti all'asse e l'altro da un punto a circa 1,5 m dietro l'asse. Le funi metalliche devono essere tese in modo che le deformazioni del pneumatico adiacente corrispondano a quelle indicate al punto 3.1.5 del capo II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno e' sistemata contro la ruota sul lato opposto al peso e ancorata al suolo affinche' venga mantenuta ferma contro la ruota durante l'urto, come e' indicato nella figura 7 del capo IV. La lunghezza della trave deve essere scelta in modo che quando e' in posizione contro la ruota formi un angolo di 30 gradi ± 3 rispetto all'orizzontale. La lunghezza e' pari a 20 - 25 volte l'altezza e la larghezza pari a 2-3 volte l'altezza. Per evitare che i due assi si muovano lateralmente, si deve inserire una trave ancorata al suolo contro la parte esterna della ruota dal lato opposto a quello che e' destinato ad essere colpito. 1.3.3. I trattori articolati devono essere ancorari al suolo in modo che la parte del trattore, sulla quale e' montato il dispositivo di protezione, sia vincolata al suolo cosi' rigidamente come quella di un trattore non articolato. Entrambi gli assi dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo. L'asse e le ruote della parte del trattore sulla quale e' montato il dispositivo di protezione devono essere ancorati e puntellati come e' illustrato nella figura 7 del capo IV. Il punto d'articolazione deve appoggiare su un travetto con sezione quadrata minima di 100 mm di lato e deve essere fissato alle rotaie. Un puntello deve essere sistemato contro il punto di articolazione e bloccato a terra come si farebbe per un puntello appoggiato alla ruota posteriore, in modo da fornire un appoggio simile a quello ottenuto per i trattori non articolati. 1.3.4. Il peso deve essere tirato indietro, in modo che l'altezza del centro di gravita' rispetto al punto d'urto sia data dalla seguente formula: H = 125 + 0,150 W 1.4. Schiacciamento posteriore Il trattore deve essere collocato nel dispositivo di cui al punto 2.6 del capo II e illustrato nelle figure 8 e 10 del capo IV, in modo che il bordo posteriore della trave si trovi sopra la parte portante superiore piu' arretrata del dispositivo di protezione e il piano longitudinale mediano del trattore sia a meta' fra i punti d'applicazione della forza alla trave. I supporti devono essere sistemati sotto gli assi, in modo che gli pneumatici non sostengano la forza di schiacciamento. La forza applicata corrisponde al doppio della massa del trattore, quale e' definita al punto 1.3. del capo II. Puo' essere necessario ancorare al suolo la parte frontale del trattore. 1.5. Schiacciamento anteriore 1.5.1. Questa prova e' identica a quella di schiacciamento posteriore, salvo che il bordo anteriore della trave si trova sopra la parte superiore piu' avanzata del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento: 1.5.2. Se la parte anteriore del tetto del dispositivo di protezione non puo' sostenere tutta la forza di schiacciamento, la forza deve essere applicata fino a quando il tetto e' deformato, in modo da coincidere con il piano che unisce la parte superiore del dispositivo di protezione con la parte frontale del trattore, che puo' sostenere la massa del trattore in caso di capovolgimento. La forza deve essere quindi rimossa ed il trattore rimesso in posizione in modo che la trave si trovi sopra il punto del dispositivo di protezione, che cosi' sosterrebbe la parte posteriore del trattore completamente capovolto, come e' illustrato nella figura 10 del capo IV, e la forza viene riapplicata. 2. ZONA LIBERA 2.1. La zona libera e' definita dai seguenti piani con trattore disposto su una superficie orizzontale: - un piano orizzontale situato a 95 cm sopra il sedile compresso ; - un piano verticale, perpendicolare al piano mediano del trattore e situato a 10 cm dietro lo schienale del sedile ; - un piano verticale, parallelo al piano mediano del trattore e situato 25 cm a sinistra del centro del sedile; - un piano verticale, parallelo al piano mediano del trattore e situato 25 cm a destra del centro del sedile - un piano inclinato, sul quale giace una linea orizzontale perpendicolare al piano mediano del trattore, a 95 cm sopra il sedile compresso e 45 cm (piu' il normale spostamento avanti e indietro del sedile) davanti allo schienale. Questo piano inclinato passa davanti al volante e, nel punto piu' vicino, a 4 cm da esso. 2.2. La posizione dello schienale del sedile e' determinata senza tener conto di eventuali imbottiture. Il sedile e' regolato nella posizione piu' arretrata che permetta al conducente di guidare normalmente seduto e nella posizione piu' elevata, se la regolazione e' indipendente. Qualora la sospensione del sedile sia regolabile, esso e' regolato nella sua posizione intermedia e con una massa di 75 kg. 3. MISURAZIONE DA EFFETTUARE 3.1. Rotture e incrinature Dopo ciascuna prova tutte le parti strutturali, le giunzioni e i dispositivi di attacco al trattore devono essere esaminati a vista per individuare eventuali rotture o incrinature, trascurando pero' le eventuali piccole incrinature dei componenti non importanti. 3.2. Zona libera 3.2.1. Dopo ciascuna prova si verifica se una parte qualsiasi del dispositivo di protezione e' penetrata nella zona libera intorno al sedile di guida, conformemente alla definizione di cui al punto 2. 3.2.2. Si verifica inoltre se una parte qualsiasi della zona libera non e' protetta dal dispositivo di protezione. A tale scopo e' considerata esterna alla zona protetta dal dispositivo qualsiasi parte di tale zona che sia entrata a contatto con il terreno piano, qualora il trattore si sia capovolto nella direzione dalla quale e' stato impartito il colpo. Gli pneumatici e la carreggiata sono presi in considerazione alle quote minime indicate dal costruttore. 3.3. Deformazione massima istantanea Durante la prova d'urto laterale si deve registrare la differenza tra la deformazione massima istantanea e la deformazione residua ad un'altezza di 950 mm sopra il sedile carico. Un'estremita' della barra orizzontale di cui al punto 2.7.1. del capo II e collegata alla parte superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e l'altra passa attraverso un foro nel supporto verticale. La posizione del collare sulla barra dopo l'urto indica la deformazione massima istantanea. 3.4. Deformazione permanente Dopo le prove finali di compressione si registra la deformazione permanente del dispositivo di protezione. A tale scopo, prima di iniziare la prova si registra la posizione delle parti principali del dispositivo di protezione rispetto al sedile. B. METODO DI PROVA II 1. PROVE D'URTO E DI SCHIACCIAMENTO 1.1. Urto posteriore 1.1.1. Il trattore viene sistemato, rispetto al peso, in modo che quest'ultimo colpisca il dispositivo di protezione quando il lato d'urto del peso e le catene o le funi metalliche formano un angolo di 20 gradi rispetto alla verticale, salvo qualora il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento formi nel punto di contatto, durante la deformazione, un angolo maggiore con la verticale. In questo caso la superficie d'urto del peso deve essere regolata mediante un supporto supplementare in modo da essere parallela al dispositivo di protezione in caso di capovolgimento nel punto d'urto e di deformazione massima, mentre le catene o le funi metalliche mantengono un angolo di 20 gradi rispetto alla verticale. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto. L'altezza del peso e' regolata in modo che la traiettoria del centro di gravita' passi per il punto di contatto. Il punto d'urto e' il punto del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento che si presume tocchi per primo il terreno in un capovolgimento verso l'indietro, ossia normalmente il bordo superiore. Il centro di gravita' del peso si trova a un sesto della larghezza della parte superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento all'interno di un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore che tocca l'estremita' superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. Tuttavia, se una curva nella parte posteriore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento inizia ad una distanza maggiore di questa all'interno del piano verticale, l'urto deve avvenire all'inizio della curva, cioe' nel punto in cui essa e' tangente ad una linea perpendicolare al piano mediano del trattore (vedi figura 9 del capo IV). Se una parte sporgente presenta una superficie inadeguata per il peso, a tale parte si fissa una piastra d'acciaio di spessore e larghezza opportuna, lunga circa 300 mm, in modo da non influire sulla resistenza del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. 1.1.2. I trattori non articolati sono ancorati al suolo da funi metalliche. I punti d'attacco di tali funi si trovano circa 2 m dietro l'asse posteriore e 1,50 m davanti all'asse anteriore. I punti di attacco si trovano nel piano nel quale oscilla il centro di gravita' del pendolo oppure piu' ancoraggi daranno una forza risultante in tale piano come e' indicato alla figura 5 del capo IV. Le funi metalliche devono essere tese in modo che le deformazioni degli pneumatici anteriori e posteriori corrispondano alle indicazioni del punto 3.1.5 del capo II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno a sezione quadrata di 150 mm di lato viene fissata davanti alle ruote posteriori e a stretto contatto con esse. 1.1.3. Nel caso dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo entrambi gli assi. L'asse della parte del trattore sulla quale e' montato il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento deve essere ancorato come e' illustrato per l'asse posteriore nella figura 5 del capo IV. Il punto d'articolazione deve appoggiare su un travetto a sezione quadrata di almeno 100 mm di lato e deve essere solidamente fissato al suolo per mezzo di funi metalliche attaccate alle rotaie. 1.1.4. Il peso e' tirato indietro in modo che l'altezza del centro di gravita' rispetto al punto d'urto corrisponda alla seguente formula: Parte di provvedimento in formato grafico Il peso e' quindi sganciato contro il dispositivo di protezione. 1.1.5. Non si ha urto posteriore nel caso di un trattore il cui peso, ai sensi del punto 1.3 del capo II, poggi almeno per il 50% sull'asse anteriore. 1.2. Urto frontale 1.2.1. Il trattore viene sistemato, rispetto al peso, in modo che quest'ultimo colpisca il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento quando il lato d'urto del peso e le catene o funi metalliche formano un angolo di 20 gradi con la verticale, salvo qualora il dispositivo di protezione formi nel punto di contatto, durante la deformazione, un angolo maggiore rispetto alla verticale. In questo caso la superficie d'urto del peso e' regolata mediante un supporto supplementare in modo da essere parallela al dispositivo di protezione nel punto d'urto e di deformazione massima, mentre le catene o funi metalliche devono mantenere un angolo di 20 gradi rispetto alla verticale. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto. L'altezza del peso e' regolata in modo che la traiettoria del centro di gravita' passi per il punto di contatto. Il punto d'urto e' il punto del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in caso di capovolgimento laterale durante la marcia avanti, ossia normalmente l'angolo superiore sulla parte anteriore. La posizione del centro di gravita' del peso noni deve distare piu' di 80 mm da un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore che tocca l'estremita' superiore del dispositivo di protezione. Tuttavia, se una curva nella parte anteriore del dispositivo di protezione inizia ad una distanza superiore a 80 mm all'interno di questo piano verticale, l'urto deve avvenire all'inizio della curva, ossia nel punto in cui la curva e' tangenziale ad una linea perpendicolare al piano mediano del trattore (vedi figura 9 del capo IV). 1.2.2. I trattori non articolati devono essere ancorati al suolo conformemente alla figura 6 del capo IV. I punti di attacco delle funi metalliche devono essere situati approssimativamente 2 metri dietro l'asse posteriore e 1,5 in davanti all'asse anteriore. Le funi metalliche devono essere tese in modo che la deformazione degli pneumatici anteriori e posteriori corrisponda ai valori di cui al punto 3.1.5. del capo II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno a sezione quadrata di 150 mm di lato viene fissata dietro le ruote posteriori ed a stretto contatto con esse. 1.2.3. Nel caso dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo entrambi gli assi. L'asse della parte del trattore sulla quale e' montato il dispositivo di protezione deve essere ancorato come illustrato per l'asse anteriore nella figura 6 del capo IV. Il punto di articolazione deve appoggiare su un travetto a sezione quadrata di almeno 100 mm di lato e deve essere solidamente fissato al suolo per mezzo di funi metalliche attaccate alle rotaie. 1.2.4. Il peso e' tirato indietro in modo che l'altezza del centro di gravita' rispetto al punto d'urto sia data dalla seguente formula: H = 125 + 0,020 W 1.3. Urto laterale 1.3.1. Il trattore viene sistemato, rispetto al peso, in modo che quest'ultimo colpisca il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento, quando il lato d'urto e le catene o funi metalliche sono verticali, salvo qualora il dispositivo di protezione nel punto d'urto, durante la deformazione, non sia verticale. In quest'ultimo caso, il lato d'urto del peso deve essere regolato mediante un supporto supplementare in modo da essere parallelo al dispositivo di protezione nel punto d'urto e di deformazione massima, mentre le catene o funi metalliche devono rimanere verticali. L'altezza del peso e' regolata in modo che la traiettoria del centro di gravita' passi per il punto di contatto. Il punto d'urto e' il punto del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in un capovolgimento (aterale, ossia normalmente il bordo superiore. Salvo nei casi in cui e' certo che qualsiasi altra parte del bordo colpirebbe per prima il terreno, il punto d'urto e' situato nel piano perpendicolare al piano mediano del trattore, che passa per il centro del sedile regolato in posizione media. Devono essere prese misure per ridurre la tendenza del peso a ruotare attorno al punto di contatto. 1.3.2. Per quanto riguarda i trattori non articolati, l'asse che non puo' essere articolato rispetto al dispositivo di protezione e' ancorato dalla parte in cui il dispositivo di protezione verra' colpito. Nel caso di trattori a due ruote motrici, l'ancoraggio e' effettuato normalmente sull'asse posteriore; lo schema e' indicato nella figura 7 del capo IV. Le due funi metalliche devono passare sopra l'asse partendo da punti situati direttamente sotto di esso, uno da un punto d'attacco a circa 1,5 m davanti all'asse e l'altro da un punto a circa 1,5 m dietro l'asse. Le funi metalliche devono essere tese in modo che le deformazioni del pneumatico adiacente siano quelle indicate al punto 3.1.5. del capo II. Dopo che le funi metalliche sono state tese, una trave di legno e' sistemata contro la ruota posteriore sul lato opposto al peso e ancorata al suolo in modo da essere mantenuta ferma contro la ruota durante l'urto, come indicato nella figura 7 del capo IV. La lunghezza della trave deve essere scelta in modo che quando e' in posizione contro la ruota formi un angolo di 30 gradi ± 3 rispetto all'orizzontale. La lunghezza e' pari a 20-25 volte l'altezza, e la larghezza pari a 2-3 volte l'altezza. Per evitare che i due assi si muovano lateralmente, si deve inserire una trave ancorata al suolo contro la parte esterna della ruota dal lato opposto a quello che e' destinato ad essere colpito. 1.3.3. I trattori articolati devono essere ancorati al suolo in modo che la parte del trattore, sulla quale e' montato il dispositivo di protezione, sia vincolata al suolo cosi' rigidamente come un trattore non articolato. Entrambi gli assi dei trattori articolati devono essere ancorati al suolo. L'asse e le ruote della parte del trattore sulla quale e' montato il dispositivo di protezione devono essere ancorati e puntellati come e' illustrato nella figura 7 del capo IV. Il punto d'articolazione deve appoggiare su un travetto con sezione quadrata minima di 100 mm di lato e deve essere fissato alle rotaie. Un puntello deve essere sistemato contro il punto di articolazione e bloccato a terra come si farebbe per un puntello appoggiato alla ruota posteriore, in modo da fornire un appoggio simile a quello ottenuto per i trattori non articolati. 1.3.4. Il peso deve essere tirato indietro, in modo che l'altezza del centro di gravita' rispetto al punto d'urto sia data dalla seguente formula: H = 125 + 0,150 W 1.4. Schiacciamento posteriore Il trattore deve essere collocato nel dispositivo, di cui al punto 2.6 del capo II e illustrato nelle figure 8 e 10 del capo IV, in modo che il bordo posteriore della trave si trovi sopra la parte portante superiore piu' arretrata del dispositivo di protezione e il piano longitudinale mediano del trattore sia a meta' fra i punti d'applicazione della forza alla trave. I supporti devono essere sistemati sotto gli assi, in modo che gli pneumatici non sostengano la forza di schiacciamento. La forza applicata corrisponde al doppio della massa del trattore, quale 6 definita al punto 1.3 del capo II. Puo' essere necessario ancorare al suolo la parte frontale del trattore. 1.5. Schiacciamento anteriore 1.5.1. Questa prova e' identica a quella di schiacciamento posteriore, salvo che il bordo anteriore della trave si trova sopra la parte superiore piu' avanzata del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. 1.5.2. Se la parte anteriore del tetto del dispositivo di protezione non puo' sostenere tutta la forza di schiacciamento, la forza deve essere applicata fino a quando il tetto e' deformato, in modo da coincidere con il piano che unisce la parte superiore del dispositivo di protezione con la parte frontrale del trattore che puo' sostenere la mass del trattore in caso di capovolgimento. La forza deve essere quindi rimossa ed il trattore rimesso in posizione in modo che la trave si trovi sopra il punto del dispositivo di protezione che cosi' sosterrebbe la parte posteriore del trattore completamente capovolto, come e illustrato nella figura 10 del capo IV, e la forza viene riapplicata. 2. ZONA LIBERA 2.1. La zona libera e' illustrata nella figura 3 del capo IV ed e' definita in relazione ad un piano di riferimento verticale, generalmente longitudinale rispetto al trattore, che passa per un punto di riferimento del sedile, descritto al punto 2.3, e per il centro del volante. Si suppone che il piano di riferimento si sposti orizzontalmente con il sedile e il volante durante gli urti ma rimanga perpendicolare alla base del trattore o del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento, se questo dispositivo e' montato in modo elastico. Se il volante e' regolabile, esso deve trovarsi nella posizione che consenta al conducente di guidare normalmente seduto. 2.2. I limiti della zona sono cosi' specificati: 2.2.1. piani verticali situati a 250 mm sui due lati del piano di riferimento, che si estendono verso l'alto per 300 mm rispetto al punto di riferimento del sedile; 2.2.2. piani paralleli che si estendono dal bordo superiore dei piani di cui al punto 2.2.1 fino ad un'altezza massima di 900 mm sopra il punto di riferimento del sedile, inclinati in modo che il punto superiore del piano sul lato che riceve l'urto laterale si trovi almeno a 100 mm dal piano di riferimento; 2.2.3. un piano orizzontale situato 900 mm sopra il punto di riferimento del sedile; 2.2.4. un piano inclinato, perpendicolare al piano di riferimento, che contiene un punto situato verticalmente 900 mm sopra il punto di riferimento del sedile e la parte piu' arretrata della struttura del sedile, comprese le sospensioni 2.2.5. un piano verticale, perpendicolare al piano di riferimento, che si estende verso il basso della parte piu' arretrata del sedile ; 2.2.6. una superficie curva, perpendicolare al piano di riferimento, con un raggio di 120 mm tangenziale ai piani di cui ai punti 2.2.3 e 2.2.4 2.2.7. una superficie curva, perpendicolare al piano di riferimento, con un raggio di 900 mm che si estende in avanti per 400 mm tangenzialmente al piano di cui al punto 2.2.3 in un punto situato 150 mm davanti al punto di riferimento del sedile ; 2.2.8. un piano inclinato, perpendicolare al piano di riferimento che si unisce al bordo anteriore della superficie di cui al punto 2.2.7 e che passa a 40 mm dal volante. In caso di posizione alta del volante, tale piano e' sostituito da un piano tangenziale alla superficie di cui al punto 2.2.7; 2.2.9. un piano verticale perpendicolare al piano di riferimento, situato 40 mm davanti al volante 2.2.10 un piano orizzontale che passa per il punto di riferimento del sedile. 2.3. Posizione del sedile e punto di riferimento del sedile 2.3.1. Per definire la zona libera di cui al punto 2.1, il sedile e' situato nella posizione piu' arretrata del sistema di regolazione orizzontale e nella posizione media del sistema di regolazione verticale, qualora quest'ultima sia indipendente dalla regolazione della posizione orizzontale. Il punto di riferimento e' ottenuto con l'apparecchiatura di cui alle figure 1 e 2 del capo IV per simulare il carico corrispondente a una persona seduta. L'apparecchiatura consiste in un pannello di appoggio del sedile e di pannelli dello schienale. Il pannello inferiore dello schienale e' munito di un'articolazione in corrispondenza della cresta iliaca (A) e della regione lombare (B) e l'altezza del punto di tale articolazione (B) e' regolabile. 2.3.2. Per punto di riferimento si intende il punto in cui il piano longitudinale mediano del sedile interseca il piano tangenziale del pannello inferiore dello schienale e un piano orizzontale. Il piano orizzontale interseca la superficie inferiore del pannello di appoggio del sedile in un punto situato 150 mm davanti a detto piano tangenziale. 2.3.3. Se il sedile e' munito di sospensione regolabile in base al peso del conducente, essa deve essere regolata in modo che il sedile si trovi nella posizione intermedia degli spostamenti dinamici. L'apparecchiatura viene posta sul sedile. Ad essa e' quindi applicata una forza di 550 newton in un punto situato 50 mm davanti all'articolazione (A) e i due pannelli dello schienale premono leggermente e tangenzialmente contro lo schienale. 2.3.4. Se non e' possibile determinare le tangenti di ciascuna zona dello schienale (sotto e sopra la regione lombare), si procede come segue: 2.3.4.1. se non e' possibile tracciare alcuna tangente della regione inferiore, il pannello inferiore dello schienale viene premuto verticalmente contro lo schienale ; 2.3.4.2. se non e' possibile tracciare alcuna tangente nella regione superiore, l'articolazione (B) viene fissata ad un'altezza di 230 mm sopra il punto di riferimento del sedile se il pannello inferiore dello schienale e' verticale. I due pannelli vengono quindi premuti leggermente e tangenzialmente contro lo schienale. 3. MISURAZIONI DA EFFETTUARE 3.1. Rotture e incrinature Dopo ciascuna prova tutte le parti strutturali, le giunzioni e i dispositivi di attacco al trattore vengono esaminati a vista per individuare eventuali rotture o incrinature, trascurando pero' le eventuali piccole incrinature dei componenti non importanti. 3.2. Zona libera 3.2.1. Durante ciascuna prova si verifica se una parte qualsiasi del dispositivo di protezione e' penetrata nella zona libera intorno al sedile di guida conformemente alla definizione di cui ai punti 2.1 e 2.2. 3.2.2. Si verifica inoltre se una parte qualsiasi della zona libera non e' protetta dal dispositivo di protezione. A tale scopo e' considerata esterna alla zona protetta dal dispositivo qualsiasi parte di tale zona che sia entrata a contatto con il terreno piano, qualora il trattore si sia capovolto nella direzione dalla quale e' stato impartito il colpo. Gli pneumatici e la carreggiata sono presi in considerazione alle quote minime indicate dal costruttore. 3.3. Deformazione massima istantanea Durante la prova d'urto laterale si deve registrare la differenza tra la deformazione massima istantanea e la deformazione residua ad un'altezza di 900 mm sopra il punto di riferimento del sedile e 150 mm davanti ad esso. Un'estremita' della barra orizzontale di cui al punto 2.7.1. del capo II e' collegata alla parte superiore del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e l'altra passa attraverso un foro nel supporto verticale. La posizione del collare sulla barra dopo l'urto indica la deformazione massima istantanea. 3.4. Deformazione permanente Dopo le prove finali di compressione si registra la deformazione permanente del dispositivo di protezione. A tale scopo, prima di iniziare la prova si registra la posizione delle parti principali del dispositivo di protezione rispetto al punto di riferimento del sedile. CAPO IV FIGURE Parte di provvedimento in formato grafico CAPO V MODELLO VERBALE DELLE PROVE PER L'OMOLOGAZIONE CEE DI UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE IN CASO DI CAPOVOLGIMENTO (CABINA O TELAIO DI SICUREZZA) PER QUANTO RIGUARDA LA SUA RESISTENZA E LA RESISTENZA DEI SUOI ATTACCHI AL TRATTORE Parte di provvedimento in formato grafico CAPO VI MARCATURA Parte di provvedimento in formato grafico ((8)) CAPO VII REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEI TRASPORTI Direzione Generale della Motorizzazione civile e dei Trasporti in concessione MODELLO DI SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE Parte di provvedimento in formato grafico CAPO VIII CONDIZIONI DI OMOLOGAZIONE CEE 1. La domanda di omologazione CEE di un tipo di trattore per quanto riguarda la resistenza del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e dei suoi attacchi al trattore e' presentata dal costruttore del trattore o dal suo mandatario. 2. Al servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione e' presentato un trattore rappresentativo del tipo da omologare, sul quale sono montati un dispositivo di protezione ed i suoi attacchi, debitamente omologati. 3. Il servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione verifica se il tipo di dispositivo di protezione omologato, e' destinato ad essere montato sul tipo di trattore per il quale e' richiesta l'omologazione. Esso verifica in particolare se gli attacchi del dispositivo di protezione corrispondono a quelli controllati in sede di omologazione CEE. 4. Il detentore dell'omologazione CEE puo' chiedere che quest'ultima sia estesa per altri tipi di dispositivi di protezione. 5. Le competenti autorita' concedono detta estensione alle condizioni seguenti: 5.1. il nuovo tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento e i suoi attacchi al trattore hanno formato oggetto di omologazione CEE ; 5.2. esso e' progettato per esser montato sul tipo di trattore per il quale e' richiesta l'estensione dell'omologazione CEE; 5.3. gli attacchi del dispositivo di protezione al trattore corrispondono a quelli controllati in sede di omologazione CEE. 6. Una scheda conforme al modello di cui al capo IX e' allegata alla scheda di omologazione CEE per ogni omologazione o estensione dell'omologazione concessa o rifiutata. 7. Le verifiche di cui ai punti 2 e 3 non sono effettuate, qualora la domanda di omologazione CEE di un tipo di trattore sia presentata contemporaneamente alla domanda di omologazione CEE di un tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento destinato ad essere montato sul tipo di trattore per il quale e' chiesta l'omologazione CEE. CAPO IX REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEI TRASPORTI Direzione Generale della Motorizzazione civile e dei Trasporti in concessione MODELLO ALLEGATO DELLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI TRATTORE PER QUANTO RIGUARDA LA RESISTENZA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE IN CASO DI CAPOVOLGIMENTO (CABINA O TELAIO DI SICUREZZA) E LA RESISTENZA DEI LORO ATTACCHI AL TRATTORE Parte di provvedimento in formato grafico
Allegato 10
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