Entrata in vigore della legge: 30-4-1995
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
1.Il Presidente della Repubblica e' autorizzato a ratificare il protocollo alla convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza concernente la lotta contro le emissioni di composti organici volatili o i loro flussi transfrontalieri, con allegati, fatto a Ginevra il 18 novembre 1991.
Art. 2
1.Piena ed intera esecuzione e' data al protocollo di cui all'articolo 1 a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformita' a quanto disposto dall'articolo 16 del protocollo stesso.
Art. 3
1.All'onere derivante dall'applicazione della presente legge, valutato in lire 329 milioni annue a decorrere dal 1995, si provvede mediante corrispondente riduzione della stanziamento scritto, ai fini del bilancio triennale 1995-1997, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1995, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. Le predette somme sono iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente.
2.Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 4
1.La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
SCALFARO
DINI, Presidente del Consiglio dei Ministri
AGNELLI, Ministro degli affari esteri
Visto, il Guardasigilli: MANCUSO
Protocole
Protocole Parte di provvedimento in formato grafico
Protocollo - art. 1
TRADUZIONE NON UFFICIALE PROTOCOLLO ALLA CONVENZIONE SULL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO TRANSFRONTALIERO A LUNGA DISTANZA DEL 1979, RELATIVO ALLA LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DEI COMPOSTI ORGANICI VOLATILI O LORO FLUSSI TRANSFRONTALIERI Le Parti, Risolute ad attuare la Convezione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza, Preoccupate per il fatto che le attuali emissioni di composti organici volatili (COV) ed i prodotti ossidanti fotochimici secondari che ne derivano, pregiudicano, nelle regioni esposte d'Europa e d'America del Nord, risorse naturali di importanza vitale dal punto di vista ecologico ed economico che hanno, in alcune condizioni di esposizione, effetti nocivi sulla salute umana, Notando che in virtu' del Protocollo relativo alla lotta contro le emissioni di ossido di azoto o i loro flussi transfrontalieri adottato a Sofia il 31 ottobre 1988 e' stato gia' convenuto di ridurre le emissioni di ossido di azoto, Riconoscendo l'apporto dei COV e degli ossidi di azoto alla formazione di ozono troposferico, Riconoscendo inoltre che i COV, gli ossidi di azoto e l'ozono che ne deriva sono trasportati attraverso le frontiere internazionali ed influiscono sulla qualita' dell'aria negli Stati vicini, Consapevoli che il meccanismo di produzione di ossidanti fotochimici e' tale da rendere indispensabile una riduzione delle emissioni di COV per diminuire l'incidenza degli ossidanti fotochimici, Consapevoli inoltre che il metano ed il monossido di carbonio emesso per via delle attivita' dell'uomo sono presenti sotto forma di concentrazioni di fondo nell'aria sovrastante la regione della CEE e contribuiscono a creare occasionalmente concentrazioni di punta di ozono; che inoltre la loro ossidazione a livello mondiale alla presenza di ossidi di azoto contribuisce a formare concentrazioni di fondo di ozono troposferico cui si sovrappongono episodi fotochimici; e che il metano dovrebbe essere oggetto di misure di lotta in altre istanze; Ricordando che l'organo esecutivo della Convezione ha riconosciuto nella sua sesta sessione la necessita' di lottare contro le emissioni di COV o i loro flussi transfrontalieri e di controllare l'incidenza degli ossidanti fotochimici, e che le Parti che avevano gia' ridotto queste emissioni erano tenute a mantenere e rivedere le loro norme di emissione per i COV, Tenendo conto dei provvedimenti gia' adottati da piu' Parti che hanno avuto come effetto di ridurre le loro emissioni annuali nazionali di ossidi, di azoto e di COV, Notando che alcune Parti hanno stabilito norme di qualita' dell'aria e/o obiettivi per l'ozono troposferico e che norme relative alle concentrazioni di ozono troposferico sono state fissate dall'Organizzazione mondiale della sanita' e di altri organi competenti, Risolute ad adottare misure efficaci per lottare contro le emissioni annuali nazionali di COV o i flussi transfrontalieri di COV ed i prodotti ossidanti fotochimici secondari che ne risultano, ed in vista di ridurli, in particolare applicando adeguate norme nazionali o internazionali di emissione alle nuove fonti mobili ed alle nuove fonti fisse, adattando le principali fonti fisse esistenti nonche' limitando la proporzione di componenti suscettibili di emettere COV nei prodotti destinati ad utilizzazioni industriali e domestiche, Consapevoli che i composti organici volatili differiscono notevolmente gli uni dagli altri per reattivita' e capacita' a creare ozono troposferico ed altri ossidanti fotochimici, e che, per ogni componente individuale le possibilita' possono variare da un momento all'altro e da un luogo all'altro in funzione di fattori meteorologici ed altri, Riconoscendo che occorre tener conto delle divergenze e delle variazioni in questione se si vuole che le misure adottate per lottare contro le emissioni ed i flussi transfrontalieri di COV e per ridurle abbiano la massima efficacita' possibile ed abbiano come risultato la riduzione al minimo della formazione di ozono troposferico e di altri ossidanti fotochimici, Prendendo in considerazione i dati scientifici e tecnici esistenti concernenti le emissioni, gli spostamenti atmosferici e gli effetti sull'ambiente dei COV e degli ossidanti fotochimici, nonche' le tecniche di lotta, Riconoscendo che le cognizioni scientifiche e tecniche su queste questioni sono in via di sviluppo e che sara' necessario tener conto di tale evoluzione nell'esaminare l'attuazione del presente Protocollo e nel decidere ulteriori provvedimenti da prendere, Notando che l'elaborazione di un approccio basato su livelli critici mira a stabilire una base scientifica focalizzata sugli effetti, di cui occorrera' tener conto nell'esaminare l'attuazione del presente Protocollo, e prima di decidere i nuovi provvedimenti convenuti a livello internazionale destinati a limitare e ridurre le emissioni di COV o i flussi transfrontalieri di COV e di ossidanti fotochimici, Hanno convenuto quanto segue: Articolo primo Definizioni Ai fini del presente Protocollo, 1. L'espressione "Convezione" significa la Convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza, adottata a Ginevra il 13 novembre 1979; 2. L'espressione "EMEP" significa il Programma concertato di sorveglianza continua e di valutazione del trasporto a lunga distanza degli inquinanti atmosferici in Europa; 3. L'espressione "Organo esecutivo" significa l'Organo esecutivo della Convenzione costituito in virtu' del paragrafo 1 dell'articolo 10 della Convenzione; 4. L'espressione "zona geografica delle attivita' dell'EMEP" significa la zona definita al paragrafo 4 dell'articolo primo del Protocollo alla Convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza, relativo al finanziamento a lungo termine del Programma concertato di vigilanza continua e di valutazione del trasporto a lunga distanza degli inquinanti atmosferici in Europa (EMEP), adottato a Ginevra il 28 settembre 1984; 5. L'espressione "zona di gestione dell'ozono troposferico" (ZGOT) significa una zona specificata nell'annesso I in conformita' con le condizioni esposte al capoverso b) del paragrafo 2 dell'articolo 2; 6. L'espressione "Parti" significa, salvo incompatibilita' con il contesto, le Parti al presente Protocollo; 7. L'espressione "Commissione" significa la Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa; 8. L'espressione "livelli critici" significa concentrazioni di inquinanti nell'atmosfera, per una durata di esposizione specificata al di sotto alle quali, allo stato attuale delle cognizioni, non vengono prodotti effetti nefasti diretti su ricevitori come l'uomo, i vegetali, gli ecosistemi o i materiali; 9. L'espressione "composti organici volatili" o "COV" salvo indicazione contraria, significa tutti i composti organici artificiali diversi dal metano che possono produrre ossidanti fotochimici per reazione con gli ossidi di azoto in presenza di luce solare; 10. L'espressione "grande categoria di fonti" indica ogni categoria di fonti che emettono inquinanti atmosferici sotto forma di COV, in particolare le categorie descritte negli annessi tecnici II e III e che contribuiscono per almeno 1% al totale annuale delle emissioni nazionali di COV, misurato o calcolato in base al primo anno civile che segue la data di entrata in vigore del presente Protocollo, ed ogni quattro anni successivamente; 11. L'espressione "fonte fissa nuova" significa ogni fonte fissa la cui costruzione e' iniziata o che si prevede di modificare sensibilmente allo scadere di un termine di due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente Protocollo; 12. L'espressione "fonte mobile nuova" significa ogni autoveicolo stradale costruito dopo la scadenza di un termine di due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente Protocollo; 13. L'espressione "potenziale di creazione di ozono fotochimico" (PCOP) significa il potenziale di un dato COV in relazione a quello di altri COV, a formare ozono per reazione, con ossidi di azoto in presenza d luce solare, cosi' come descritto all'annesso IV.
Protocollo - art. 2
Articolo 2 Obblighi fondamentali 1. Le Parti controllano e limitano le loro emissioni di COV al fine di ridurre i flussi transfrontalieri di questi composti ed i flussi di prodotti ossidanti fotochimici secondari che ne risultano proteggendo in tal modo la salute e l'ambiente da effetti nocivi. 2. Al fine di soddisfare alle prescrizioni del paragrafo 1 di cui sopra, ciascuna parte controlla e riduce le sue emissioni annuali nazionali di COV o i loro flussi transfrontalieri secondo una delle seguenti modalita' che saranno precisate all'atto della firma. a) Essa adotta, in un primo tempo ed il prima possibile, misure efficaci per ridurre le sue emissioni annauli nazionali di COV di almeno il 30% entro il 1999, adottando come base i livelli del 1988 o ogni altro livello annuo del periodo 1984-1990 da specificare all'atto della firma del presente Protocollo o della sua adesione; oppure b) Se le sue emissioni annuali contribuiscono alle concentrazioni di ozono troposferico in zone situate nell'ambito della giurisdizione di una o piu' Parti, e provengono unicamente da zone poste sotto la sua giurisdizione, specificate in quanto ZGOT all'annesso I, essa adotta in un primo tempo ed il prima possibile, provvedimenti efficaci per: i) Ridurre le sue emissioni annuali di COV provenienti dalle zone specificate nella misura di almeno il 30% entro il 1999, adottando come base i livelli del 1988 o ogni altro livello annuo del periodo 1984-1990 da specificare all'atto della firma del presente Protocollo o della sua adesione; ii) Fare in modo che il totale delle sue emissioni annuali nazionali di COV entro il 1999 non superi i livelli del 1988; c) se le sue emissioni annuali di COV sono state nel 1988 inferiori a 500.000 tonnellate e 20 kg. per abitante ed a 5 tonnellate per metro quadro, essa adotta in un primo tempo ed il prima possibile, misure efficaci per fare almeno in modo che, non oltre il 1999, le sue emissioni annuali nazionali di COV non superino i livelli del 1988. 3. a) Inoltre, al massimo due anni dopo la data di entrata in vigore del presente Protocollo, le Parti: i) applicheranno alle nuove fonti fisse adeguate norme nazionali o internazionali di emissione basate sulle migliori tecniche disponibili ed economicamente fattibili, in considerazione dell'annesso II; ii) applicheranno misure nazionali o internazionali per i prodotti che contengono solventi e promuoveranno l'utilizzazione di prodotti a tenore di COV debole o nullo, in considerazione dell'annesso II, compresa l'adozione di un'etichettatura che precisi il tenore in COV dei prodotti; iii) Applicheranno alle nuove fonti mobile adeguate norme nazionali o internazionali di emissione basate sulle migliori tecniche disponibili ed economicamente fattibili, in considerazione dell'annesso III; iv) Inciteranno la popolazione a partecipare ai programmi di lotta contro le emissioni per mezzo di annunci pubblici, promuovendo la migliore utilizzazione di tutti i modi di trasporto e varando programmi di gestione della circolazione; b) Inoltre, cinque anni al massimo dopo la data di entrata in vigore del presente Protocollo, nelle zone dove le norme nazionali o internazionali concernenti l'ozono troposferico sono oltrepassate o nelle quali flussi transfrontalieri hanno o potrebbero avere origine, le Parti: i) Applicheranno alle fonti fisse esistenti nelle grandi categorie di fonti le migliori tecniche disponibili ed economicamente fattibili, in considerazione dell'annesso II; ii) Applicheranno tecniche atte a ridurre le emissioni di COV provenienti dalla distribuzione di prodotti petroliferi e da operazioni di rifornimento in carburante dei veicoli automobili, ed a ridurre il carattere volatile dei prodotti petroliferi, in considerazione degli annessi II e III. 4. Nell'adempiere agli obblighi che incombono loro in attuazione del presente articolo, le Parti sono invitate a concedere la massima priorita' alla riduzione o al controllo delle emissioni di sostanze che presentano il PCOP piu' elevato, in considerazione dei dati presentati all'annesso IV. 5. Ai fini dell'attuazione del presente Protocollo ed in particolare di ogni misura di sostituzione di prodotti, le parti adottano le disposizioni richieste al fine di fare in modo che i COV tossici e cancerogeni o che attaccano lo strato di ozono troposferico non vengano a sostituire altri COV. 6. In un secondo tempo, le Parti inizieranno negoziati sei mesi al massimo dopo l'entrata in vigore del presente Protocollo per quanto riguarda ulteriori provvedimenti da adottare per ridurre le emissioni annuali nazionali di composti organici volatili o i flussi transfrontalieri di queste emissioni e dei prodotti ossidanti fotochimici secondari che ne derivano, tenendo conto delle migliori innovazioni scientifiche e disponibili, dei livelli critici determinati scientificamente e dei livelli campione accettati a livello internazionale, del ruolo degli ossidi di azoto nella formazione di ossidanti fotochimici e di altri elementi derivanti dal programma di lavoro intrapreso a titolo dell'articolo 5. 7. A tal fine le Parti cooperano in vista di definire: a) dati piu' dettagliati sui vari COV ed i loro potenziale di creazione di ozono fotochimico; b) i livelli critici per gli ossidanti fotochimici; c) le riduzioni di emissioni annuali nazionali o di flussi transfrontalieri di COV e di prodotti ossidanti fotochimici secondari che ne derivano, in particolare nella misura in cio' e' necessario per conseguire gli obiettivi convenuti sulla base di livelli critici; d) le strategie di lotta, ad esempio degli strumenti economici, e che consentono di assicurare la redditivita' globale necessaria per conseguire gli obiettivi convenuti; e) le misure ed un calendario avente inizio non oltre il 1 gennaio 2000 per pervenire a realizzare tali riduzioni. 8. Durante queste negoziazioni, le Parti esaminano l'opportunita' di completare, ai fini dell'attuazione del paragrafo 1, le ulteriori misure con provvedimenti destinati a ridurre le emissioni di metano.
Protocollo - art. 3
Articolo 3 Altre misure 1. Le misure prescritte nel presente Protocollo non dispensano le Parti dai loro altri obblighi di adottare provvedimenti per ridurre la totalita' delle emissioni di gas che possono contribuire sensibilmente alle variazioni climatiche, alla formazione di ozono di fondo nella troposfera, all'impoverimento dell'ozono nella stratosfera o che sono tossiche o cancerogene. 2. Le Parti possono adottare misure piu' rigorose di quelle prescritte dal presente Protocollo. 3. Le Parti istituiscono un meccanismo per vigilare sull'attuazione del presente Protocollo. In un primo tempo, in base alle informazioni fornite in attuazione dell'articolo 8 e di altre informazioni, ogni Parte che ha buoni motivi di ritenere che un'altra parte agisce o ha agito in maniera incompatibile con i suoi obblighi contratti in virtu' del presente Protocollo puo' informare l'Organo esecutivo ed al contempo le Parti interessate. A richiesta di ogni Parte la questione puo' essere presentata per esame alla sessione successiva all'organo esecutivo.
Protocollo - art. 4
Articolo 4 Scambio di tecnologia 1. Le Parti agevolano in conformita' con le loro leggi, regolamentazioni e prassi nazionali, lo scambio di tecnologia in vista di ridurre le emissioni di COV incoraggiando in particolare: a) lo scambio commerciale delle tecnologie disponibili; b) contatti e cooperazione diretti nel settore industriale, comprese le joint ventures; c) scambio di informazioni e di dati di esperienza; d) fornitura di un'assistenza tecnica. 2. Al fine di incoraggiare le attivita' indicate al paragrafo 1 del presente articolo, le Parti creano condizioni favorevoli agevolando i contratti e la cooperazione tra gli organismi ed i privati competenti del settore pubblico e privato che sono in grado di fornire la tecnologia, i servizi di progettazione e di ingegneria ed il materiale o i finanziamenti necessari. 3. Non oltre sei mesi dopo la data di entrata in vigore del presente Protocollo, le Parti intraprendono di esaminare cio' che e' opportuno fare per creare condizioni piu' favorevoli allo scambio di tecnologie che consentano di ridurre le emissioni di COV.
Protocollo - art. 5
Articolo 5 Attivita' di ricerca e di vigilanza da intraprendere Le Parti concedono un elevato rango di priorita' alle attivita' di ricerca e di vigilanza relative alla elaborazione e all'attuazione di metodi che consentano la elaborazione di norme nazionali o internazionali relative all'ozono troposferico e di perseguire altri obiettivi per tutelare la salute e l'ambiente. Le Parti provvederanno in particolare, mediante programmi di ricerca nazionali o internazionali, nell'ambito del Piano di lavoro dell'organo esecutivo e mediante altri programmi di cooperazione intrapresi nel quadro della Convenzione, a: a) recensire e quantificare gli effetti delle emissioni di COV di origine antropica e biotica e degli ossidanti fotochimici sulla salute, l'ambiente ed i materiali; b) determinare la ripartizione geografica delle zone sensibili; c) mettere a punto sistemi di vigilanza e di campionatura delle emissioni e della qualita' dell'aria, compresi i metodi di calcolo delle emissioni, tenendo conto, per quanto possibile, delle varie specie di COV di origine antropica e biotica, e della loro reattivita', al fine di quantificare il trasporto a lunga distanza dei COV di origine antropica e biotica e degli inquinanti connessi che intervengono nella formazione di ossidanti fotochimici; d) affinare le valutazioni concernenti l'efficacita' ed il costo delle tecniche di lotta contro le emissioni di COV e mantenere una rilevazione dei progressi realizzati per la messa a punto di tecnologie migliorate o nuove; e) mettere a punto nel contesto dell'approccio fondato su livelli critici, metodi che consentano di integrare i dati scientifici, tecnici ed economici al fine di determinare adeguate strategie razionali per limitare le emissioni di COV e garantire la redditivita' d'insieme necessaria per conseguire gli obiettivi convenuti; f) migliorare l'esattezza degli inventari delle emissioni di COV di origine antropica e biotica ed armonizzare i metodi utilizzati per calcolarli e valutarli; g) migliorare la loro comprensione dei procedimenti chimici implicati nella formazione di ossidanti fotochimici; h) definire adeguate misure per ridurre le emissioni di metano.
Protocollo - art. 6
Articolo 6 Procedura di esame 1. Le Parti rivedono periodicamente il presente Protocollo tenendo conto degli argomenti scientifici piu' probanti e delle migliori innovazioni tecnologiche disponibili. 2. Il primo esame avra' luogo non oltre un anno dopo la data di entrata in vigore del presente Protocollo.
Protocollo - art. 7
Articolo 7 Programmi, politiche e strategie nazionali Le Parti elaborano senza eccessivo indugio i programmi, le politiche e le strategie nazionali di attuazione degli obblighi derivanti dal presente Protocollo che consentiranno di combattere e di ridurre le emissioni di COV o i loro flussi transfrontalieri.
Protocollo - art. 8
Articolo 8 Scambio di informazioni e rapporti annuali 1. Le Parti scambiano informazioni facendo conoscere all'organo esecutivo le politiche, le strategie ed i programmi nazionali da esse elaborate in conformita' con l'articolo 7, facendo rapporto a quest'ultimo sull'avanzamento conseguito nell'attuazione di tali programmi, politiche e strategie e, se del caso sulle modifiche che saranno apportate. Durante il primo anno successivo all'entrata in vigore del presente Protocollo, ciascuna parte presenta un rapporto sul livello delle emissioni di COV sul suo territorio e su ogni ZGOT che ne facesse parte, globalmente e per quanto possibile per ogni settore di origine e per COV, secondo direttive che dovranno essere precisate dall'organo esecutivo per il 1988 o ogni altro anno selezionato come anno di riferimento ai fini dell'articolo 2.2. ed in base al quale questi livelli sono stati calcolati. 2. Inoltre ciascuna Parte fara' annualmente rapporto su: a) le questioni enumerate al paragrafo 1 per l'anno civile precedente nonche' le revisioni che sarebbe necessario apportare ai rapporti gia' presentati per gli anni precedenti; b) i progressi conseguiti nell'attuazione delle norme nazionali di emissione e nelle tecniche anti-inquinamento prescritte al paragrafo 3 dell'articolo 2; c) le misure adottate per agevolare lo scambio di tecnologia. 3. Inoltre, le Parti nella zona geografica della attivita' dell'EMEP, presentano ad intervalli che dovranno essere precisati dall'organo esecutivo, informazioni sulle emissioni di COV per settore di origine, con una risoluzione spaziale che sara' specificata da parte dell'organo esecutivo che corrisponde ai fini della modellatura della formazione del trasporto di prodotti ossidanti fotochimici secondari. 4. Queste informazioni sono comunicate per quanto possibile, in conformita' con un quadro uniforme di presentazione dei rapporti.
Protocollo - art. 9
Articolo 9 Calcoli Grazie a modelli ed a misure appropriate, l'EMEP nelle riunioni annuali dell'Organo esecutivo, comunica informazioni pertinenti sul trasporto a lunga distanza dell'ozono in Europa. Nelle regioni situate fuori della regione geografica delle attivita' dell'EMEP, sono utilizzati modelli adattati alle particolari circostanze delle parti alla Convenzione che si trovano in queste regioni.
Protocollo - art. 10
Articolo 10 Annessi tecnici Gli annessi al presente Protocollo fanno parte integrante del Protocollo. L'annesso I e' di natura obbligatoria mentre gli annessi II, III e IV hanno carattere di raccomandazione.
Protocollo - art. 11
Articolo 11 Emendamenti al Protocollo 1. Ogni Parte puo' proporre emendamenti al presente Protocollo. 2. Le proposte di emendamenti sono sottoposte per iscritto al Segretario esecutivo della Commissione che le comunica a tutte le Parti. L'Organo esecutivo esamina le proposte di emendamento nella seguente riunione annuale, a patto che il segretario esecutivo le abbia distribuite alle Parti almeno 90 giorni in anticipo. 3. Gli emendamenti al Protocollo diversi dagli emendamenti ai suoi annessi sono adottati mediante consenso delle parti presenti ad una riunione dell'Organo esecutivo ed entrano in vigore nei confronti delle Parti che le hanno accettate il novantesimo giorno ssuccessivo alla data alla quale due terzi delle parti hanno depositato i loro strumenti di accettazione di questi emendamenti. Gli emendamenti entrano in vigore nei confronti di ogni Parte che li ha accettati dopo che due terzi delle parti hanno depositato i loro strumenti di accettazione di questi emendamenti, il novantesimo giorno successivo alla data alla quale tale Parte ha depositato il suo strumento di accettazione degli emendamenti. 4. Gli emendamenti agli annessi sono adotta mediante consenso delle Parti presenti ad una riunione dell'Organo esecutivo ed entreranno in vigore il trentesimo giorno successivo alla data alla quale sono stati comunicati in conformita' con il paragrafo 5 del presente articolo. 5. Gli emendamenti di cui ai paragrafi 3 e 4 di cui sopra sono comunicati a tutte le parti dal Segretario esecutivo il prima possibile dopo la loro adozione.
Protocollo - art. 12
Articolo 12 Regolamento delle controversie Se una controversia sorge tra due o piu' Parti per quanto riguarda l'interpretazione o l'attuazione del presente Protocollo, queste Parti ricercano una soluzione negoziale o con ogni altro metodo di regolamento delle controversie che esse ritengono accettabile.
Protocollo - art. 13
Articolo 13 Firma 1. Il presente Protocollo e' aperto alla firma degli Stati membri della Commissione nonche' degli Stati dotati di statuto consultivo presso la Commissione in virtu' del paragrafo 8 della Risoluzione 36 (IV) del Consiglio economico e sociale del 28 marzo 1947 e delle Organizzazioni d'integrazione economica regionale costituite da Stati sovrani membri della Commissione, aventi competenza a negoziare, concludere ed applicare accordi internazionali nelle materie oggetto del presente Protocollo a Ginevra dal 18 novembre al 22 novembre 1991 incluso e successivamente alla Sede dell'organizzazione delle Nazioni Unite a New York, fino al 22 maggio 1992, sotto riserva che gli Stati e le Organizzazioni interessate siano Parti alla Convenzione. 2. Nelle materie di loro competenza queste organizzazioni di integrazione economica regionale esercitano per proprio conto i diritti ed adempiono in proprio alle responsabilita' conferite ai loro Stati membri dal presente Protocollo. In tal caso gli Stati membri di queste organizzazioni non potranno esercitare questi diritti individualmente.
Protocollo - art. 14
Articolo 14 Ratifica, accettazione approvazione ed adesione 1. Il presente Protocollo e' sottoposto alla rettifica, all'accettazione o all'approvazione dei firmatari. 2. Il presente Protocollo e' aperto all'adesione degli Stati e delle organizzazioni di cui al paragrafo 1 dell'articolo 13 a decorrere dal 22 maggio 1992.
Protocollo - art. 15
Articolo 15 Depositario Gli strumenti di ratifica, di accettazione di approvazione o di adesione sono depositati presso il Segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite che esercita le funzioni di depositario.
Protocollo - art. 16
Articolo 16 Entrata in vigore 1. Il presente Protocollo entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di deposito del sedicesimo strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione. 2. Nei confronti di ciascun Stato o Organizzazione di cui al paragrafo 1 dell'articolo 13 che ratifica, accetta o approva il presente Protocollo o vi aderisce dopo il deposito del sedicesimo strumento di ratifica, di accettazione di approvazione o di adesione, il Protocollo entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data del deposito di questa Parte del suo strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione.
Protocollo - art. 17
Articolo 17 Denuncia In qualsiasi momento dopo lo scadere di un termine di cinque anni che inizia a decorrere dalla data in cui il presente Protocollo entra in vigore nei confronti di una Parte, questa Parte puo' denunciare il Protocollo mediante notifica scritta indirizzata al depositario.
Protocollo - art. 18
Articolo 18 Testi facenti fede L'originale del presente Protocollo i cui testi in lingua francese, inglese e russa fanno ugualmente fede, e' depositato presso il Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. IN FEDE DI CHE, i sottoscritti a tal fine debitamente autorizzati, hanno firmato il presente Protocollo. FATTO a Ginevra il diciottesimo giorno del mese di novembre millenovecento novantuno.
Annesso I
ANNESSO I ZONE DESIGNATE PER LA GESTIONE DELL'OZONO TROPOSFERICO (ZGOT) Le seguenti ZGOT sono specificate ai fini del presente Protocollo: Canada Zgot N. 1: Valle inferiore del Fraser nella provincia della Colombia britannica Si trtta di una porzione di 16.800 km quadrati nella valle del Fraser nella parte Sud-ovest della provincia della Colombia britannica, larga in media 80 km., che si estende su 200 km all'imboccatura del fiume Fraser, nel distretto di Georgia a Boothroyd, Colombia britannica. Essa e' limitata a sud dalla frontiera internazionale tra il Canada e gli Stati Uniti ed incorpora il distretto regionale della periferia di Vancouver. ZGOT N. 2: Corridoio Windsor-Quebec nelle provincie dell'Ontario e del Quebec Zona di 157.000 km quadrati consistenti in una striscia lunga 1.100 km di lunghezza e 140 km di larghezza in media che si estende dalla citta' di Windsor (di fronte alla citta' di Detroit negli Stati Uniti) nella provincia dell'Ontario fino alla citta' di Quebec nella provincia di Quebec. La ZGOT del corridoio Windsor Quebec si estende lungo la riva nord dei Grandi laghi e del fiume S. Lorenzo, nell'Ontario, e in emtrambe le parti del S. Lorenzo, dalla frontiera Ontario-Quebec alla citta' di Quebec, nella provincia del Quebec. Essa incorpora i centri urbani di Windsor, London, Hamilton, Toronto, Ottawa, Montreal, Trois rivieres et Quebec. Norvegia L'insieme del territorio norvegese nonche' della zona economica esclusiva a sud del 62 grado di latitudine nord, nella regione della Commissione Economica per l'Europa (CEE), che ricopre una superficie di 466000 km quadrati.
Annesso II
ANNESSO II MISURE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (COV) PROVENIENTI DA FONTI FISSE. INTRODUZIONE 1. Il presente annesso ha come scopo di aiutare le Parti alla Convenzione a recensire le migliori tecnologie disponibili per consentir loro di soddisfare agli obblighi derivanti dal Protocollo. 2. Le informazioni relative alla produzione ed al costo delle emissioni sono basate sulla documentazione ufficiale dell'organo esecutivo e dei suoi organi sussidiari, in particolare su documenti ricevuti ed esaminati dalla Squadra speciale di emissioni di COV provenienti da fonti fisse. Salvo indicazione contraria, le tecniche enumerate sono ritenute consolidate, in considerazione dell'esperienza acquisita nella loro attuazione. 3. Il ricorso a nuovi prodotti ed a nuovi stabilimenti che comportano tecnologie a bassa emissione, nonche' all'adattamento delle installazioni esistenti, e' in continuo aumento; sara' dunque necessario completare e modificare periodicamente l'annesso. Le migliori tecnologie disponibili identificate per le nuove installazioni potranno essere applicate alle installazioni esistenti dopo un adeguato periodo di transizione. 4. L'annesso enumera un certo numero di misure che coprono una gamma di costi e di rendimenti. La scelta delle misure da applicare in tale o talaltro caso dipende da vari fattori, tra cui le circostanze economiche, l'infrastruttura tecnica ed ogni operazione in corso per controllare le emissioni di COV. 5. Il presente annesso non tiene generalmente conto dei tipi specifici di COV emessi dalle varie fonti, ma tratta le migliori tecnologie disponibili per la riduzione dei COV. Quando si progettano misure per determinate fonti, vale la pena di prevedere di dare la precedenza alle attivita' che emettono COV reattivi piuttosto che COV non reattivi (ad esempio nel settore che utilizza solventi). Ma quando si concepiscono queste misure specifiche per determinati composti, e' opportuno anche prendere in considerazione altri effetti sull'ambiente (ad esempio le variazioni climatiche a livello mondiale) e sulla salute dell'uomo. I. PRINCIPALI ORIGINI DELLE EMISSIONI DI COV PROVENIENTI DA FONTI FISSE 6. Le emissioni artificiali di COV diverse dal metano proveniente da fonti fisse hanno principalmente per origine: a) l'utilizzazione dei solventi; b) l'industria del petrolio, compresa la manutenzione dei prodotti petroliferi; c) l'industria della chimica organica; d) i piccoli focolai di combustione (ad esempio, il riscaldamento domestico e le piccole caldaie industriali); e) l'industria alimentare; f) la siderurgia; g) la manutenzione ed il trattamento dei rifiuti; h) l'agricoltura 7. L'ordine in cui queste fonti sono enumerate riflette la loro importanza generale sotto riserva delle incertezze legate agli inventari delle emissioni. La ripartizione delle emissioni di COV secondo la loro fonte dipende in vasta misura dai settori di attivita' sul territorio di ciascuno Stato parte. II. OPZIONI GENERALI PER LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COV 8. Esistono varie possibilita' per controllare o prevenire le emissioni di COV. Le misure volte a ridurre le emissioni di COV sono focalizzate sui prodotti e/o la modifica dei procedimenti (compresi la manutenzione ed il controllo dell'esercizio) nonche' sull'adattamento delle installazioni esistenti. Il seguente elenco da' una visione generale di queste misure che possono essere applicate individualmente o associate: a) La sostituzione dei COV con altre sostanze, ad esempio l'uso di bagni di sgrassaggio in fase acquosa o di vernici, inchiostri, colle o adesivi contenenti pochi COV o privi di COV); b) La riduzione delle emissioni mediante prassi di gestione ottimali (una buona gestione, programmi di manutenzione preventiva) oppure la modifica dei procedimenti, ad esempio il ricorso a sistemi in circuito chiuso per l'impiego, lo stoccaggio e la distribuzione di liquidi organici a basso punto di ebollizione; c) Il riciclaggio o il ricupero dei COV raccolti in modo efficace mediante tecniche come l'assorbimento, l'adsorbimento, la condensazione e la separazione transmembranale; la soluzione ideale e' di riutilizzare i composti organici sul posto; d) la distribuzione in maniera efficace dei COV raccolti, per mezzo di tecniche come l'incineramento termico o catalitico o il trattamento biologico. 9. E' necessario sorvegliare i procedimenti di riduzione delle emissioni di COV per accertarsi che le misure e le prassi appropriate siano effettivamente applicate al fine di ottenere una efficace riduzione. La vigilanza sui procedimenti di riduzione comprende i seguenti aspetti: a) L'elaborazione di un inventario di misure di riduzione delle emissioni COV sopra enumerate che sono gia' state attuate; b) la determinazione della natura e del volume della emissioni di COV provenienti da fonti pertinenti per mezzo di strumenti o di altre tecniche; c) il controllo periodico delle misure di riduzione attuate per garantire che esse continuino ad essere applicate in maniera efficace; d) la presentazione secondo procedure uniformate alle autorita' incaricate dalla regolamentazione di rapporti periodici sugli aspetti a) b) e c); e) il paragone delle riduzioni di emissioni di COV effettivamente realizzate con gli obiettivi del Protocollo. 10. Le cifre relative all'investimento ed ai costi provengono da varie fonti. Esse sono altamente specifiche per ogni caso a causa dei molteplici fattori che intervengono. Se si utilizza nell'ottica di una strategia di redditivita', l'unita' "costo per tonnellata di riduzione delle emissioni di COV" occorre non dimenticare che cifre tanto specifiche dipendono in ampia misura da fattori come la capacita' delle installazioni, il rendimento dei procedimenti di eliminazione e la concentrazione di COV nei gas grezzi, il tipo di tecnica e la scelta di nuove installazioni invece di una modifica delle installazioni esistenti. I costi illustrativi dovrebbero inoltre essere basati su parametri specifici del procedimento ad esempio mg/m quadro trattato (vernici) kg/metro cubo di prodotto o kg/unita'. 11. Ogni strategia di redditivita' deve basarsi sui costi annui totali (compresi l'investimento e le spese di esercizio). D'altra parte il costo della riduzione delle emissioni di COV deve essere considerato in funzione delle caratteristiche economiche globali di un procedimento, ad esempio l'impatto delle misure anti-emissione e dei loro costi sui costi di produzione. III. TECNOLOGIE PER IL CONTROLLO DELLE EMISSIONI 12. La tabella 1 riepiloga le principali categorie di tecniche esistenti per la riduzione delle emissioni di COV. Le tecniche che e' stato deciso di includere nella tabella sono state applicate commercialmente con successo e sono ora largamente adottate. La maggior parte di loro sono state applicate contestualmente in vari settori. 13. Le sezioni IV e V indicano le tecniche specifiche di tale o tal altro settore compresa la limitazione del tenore di solvente nei prodotti. 14. Bisogna anche assicurarsi che l'applicazione di queste tecniche non crei altri problemi di natura ecologica. Se occorre fare ricorso all'incenerimento, quest'ultimo deve essere accompagnato da un ricupero di energia, ove possibile. 15. Queste tecniche consentono solitamente di ottenere nei flussi d'aria rigettata concentrazioni inferiori a 150 mq/m cubo (carbonio totale, condizioni normalizzate). In gran parte dei casi i valori di emissioni si situano tra 10 e 50 mq/metri cubi. 16. Un altro metodo corrente di distribuzione dei COV non alogenati consiste nell'utilizzare i flussi di gas carichi di COV come aria o combustibile secondario nelle installazioni esistenti di conversione dell'energia. Tuttavia cio' necessita abitualmente modifiche proprie a ciascuna installazione, in modo tale che questo metodo non e' neppure incluso nella seguente tabella. 17. I dati relativi al rendimento sono basati su esperienze concrete e si ritiene che esse riflettano il potenziale delle installazioni esistenti. 18. I dati relativi ai costi comportano maggiori incertezze legate all'interpretazione dei costi, ai metodi di contabilita' ed alle condizioni specifiche di localizzazione. I dati forniti sono dunque specifici per ciascun caso, pur includendo la gamma dei costi per le varie tecniche. Tuttavia esse riflettono in maniera esatta i rapporti tra i costi delle varie tecniche. Le divergenze di costi tra installazioni nuove o adattate possono essere abbastanza marcate in taluni casi, ma non abbastanza da modificare l'ordine indicato nella tabella 1. 19. La scelta di una tecnologia di controllo - dipendera' da parametri come la concentrazione di COV nel gas grezzo, l'erogazione di gas, il tipo di COV ecc. Potranno dunque prodursi alcune sovrapposizioni tra i settori di applicazione nel qual caso occorre scegliere la tecnica che meglio conviene in considerazione della situazione. IV. SETTORI 20. Nella presente sezione, a ciascun settore che produce emissioni di COV corrisponde una tabella che indica le principali fonti di emissioni, le misure di riduzione tra cui le migliori tecnologie disponibili, il loro rendimento specifico ed il costo della riduzione. 21. La tabella da' anche per ciascun settore una valutazione del potenziale globale di riduzione delle emissioni di COV. Il potenziale massimo di riduzione si applica a situazioni in cui esiste solo un debole livello di riduzione. 22. Non bisogna confondere il rendimento delle misure di riduzione specifiche di ciascun procedimento con le cifre che indicano il potenziale di riduzione in ciascun settore. Nel primo caso si tratta di possibilita' tecniche mentre nel secondo si tiene conto della probabile penetrazione e di altri fattori che intervengono in ciascun settore. Il rendimento specifico di ciascun procedimento e' indicato in maniera unicamente qualitativa, come segue: I = > 95% ; 80 - 95% ; III = 80% 23. I costi dipendono dalla capacita', da fattori particolari dovuti alla localizzazione, da metodi di contabilita' e da altri elementi. Di conseguenza i costi possono essere estremamente variabili; ecco perche' sono fornite solo informazioni qualitative (medio, basso, elevato) per quanto riguarda i costi comparati delle varie tecnologie destinate ad applicazioni precise. TABELLA 1. BREVE PRESENTAZIONE DELLE TECNICHE ESISTENTI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COV, DEL LORO RENDIMENTO E DEL LORO COSTO concentrazione piu' concentrazione piu' Tecnica debole forte nell'erogazione d'aria nell'erogazione d'aria Rendimento Costo Rendimento Costo Incenerimento termico / Elevato Elevato Elevato Medio Incenerimento catalitico / Elevato Medio Medio Medio Adsorbimento / Elevato Elevato Elevato Medio filtri a carbone attivo) Adsorbimento - - Elevato Medio lavaggio dei gas residui Condensazione - - Medio Basso Filtraggio biologico Medio/ Basso Basso / Basso Concentrazione: piu' debole 3 q/m cubo piu' forte 5 q/m cubo (in vari casi 1 q/m cubo); Rendimento: elevato 95% medio 80-95% basso 80% Costo totale: elevato 500 ECU/t di emissioni di COV ridotte medio 150-500 ECU/t di emissioni di COV ridotte Basso 150 ECU/t di emissioni di COV ridotte / Questi procedimenti possono essere associati a sistemi di ricupero dei solventi, il che comporterebbe una riduzione dei costi. / I risparmi realizzati grazie al ricupero dell'energia non sono inclusi; essi possono dar luogo ad una notevole riduzione dei costi. /Un rendimento medio/elevato puo' essere ottenuto con filtri tampone per moderare i picchi di emissione, con un costo medio/debole SEGUE TABELLA 1. BREVE PRESENTAZIONE DELLE TECNICHE ESISTENTI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COV, DEL LORO RENDIMENTO E DEL LORO COSTO Tecnica Applicazione Incenerimento Generale per le erogazioni a concentrazione termico */ Incenerimento Piu' specializzata per le erogazioni a debole catalitico / concentrazione Adsorbimento / Generale per le erogazioni a debole filtri a carbone concentrazione attivo) Adsorbimento Generale per le erogazioni a forte lavaggio dei residui concentrazione Condensazione Unicamente in casi speciali di flussi a forte concentrazione Filtraggio Principalmente per i flussi a debole biologico concentrazione, in particolare per combattere gli odori Concentrazione: Piu' debole 3 q/m cubo piu' forte 5 q/m cubo (in vari casi 1 q/m cubo); Rendimento: Elevato 95% Medio 80-95% Basso 80% Costo totale: Elevato 500 ECU/t di emissioni di COV ridotte Medio 150-500 ECU/t di emissioni di COV ridotte Basso 150 ECU/t di emissioni di COV ridotte / Questi procedimenti possono essere associati a sistemi di ricupero dei solventi, il che comporterebbe una riduzione dei costi. / I risparmi realizzati grazie al ricupero dell'energia non sono inclusi; essi possono dar luogo ad una notevole riduzione dei costi. /Un rendimento medio/elevato puo' essere ottenuto con filtri tampone per moderare i picchi di emissione, con un costo medio/debole A. Utilizzazioni di solventi nell'industria 24. In vari Paesi e' l'utilizzazione dei solventi nell'industria che contribuisce maggiormente alle emissioni di COV provenienti da fonti fisse. La tabella enumera i principali settori e le possibili misure di riduzione, in particolare le migliori tecnologie disponibili ed il rendimento dei dispositivi di riduzione, e le migliori tecnologie possibili sono indicate per ciascun settore. Possono comparire divergenze tra installazioni piccole e grandi o nuove e antiche. Ecco perche' il potenziale globale di riduzione stimato e' inferiore ai valori presentati alla tabella 2. Il potenziale globale stimato di riduzione per questo settore puo' arrivare fino al 60%. Un altro mezzo per ridurre il potenziale di formazione occasionale di ozono puo' consistere nel riformulare i solventi rimanenti. 25. Per quanto concerne l'utilizzazione dei solventi nell'industria, possono essere utilizzati tre approcci: un approccio orientato al prodotto, che porta per esempio a riformulare il prodotto (vernice, prodotti sgrassanti, ecc); modifiche del procedimento; e tecnologie anti-emissioni supplementari. Per taluni usi di solventi nell'industria, puo' essere utilizzato solo l'approccio che verte sul prodotto (vernice per costruzioni, vernice per edifici, uso industriale di detersivi, ecc.) In tutti gli altri casi l'approccio orientato al prodotto merita la precedenza, in particolare a causa delle ricadute positive sull'emissione di solventi nell'industria manufatturiera. Inoltre e' possibile ridurre l'impatto delle emissioni sull'ambiente, combinando la migliore tecnologia disponibile con la riformulazione del prodotto, per sostituire i solventi con sostanze meno nocive. Nell'approccio combinato di questo tipo, il potenziale massimo di riduzione delle emissioni fino a 60%, puo' portare ad un considerevole miglioramento della protezione ambientale. 26. I lavori di ricerca proseguono rapidamente per mettere a punto vernici che contengono pochi solventi o non ne contengono affatto, questa soluzione essendo tra le piu' redditizie. Per varie installazioni e' stata scelta l'associazione di tecniche che esigono poco solvente e tecniche di adsorbimento/incenerimento; misure di riduzione per i lavori di vernice industriale su vasta scala (ad esempio vernice per autoveicoli o elettrodomestici). Le emissioni sono state ridotte a soli 60 g/mq quadro in vari Paesi. E' stato constatato in piu' Paesi che era tecnicamente possibile fare abbassare le emissioni dei nuovi impianti sotto 20 g/m quadro. 27. Per lo sgrassaggio delle superfici metalliche, si puo' citare come soluzione di sostituzione il trattamento in fase acquosa o l'utilizzazione di macchine in circuito chiuso con ricupero per mezzo di carbone attivo, che producono emissioni deboli. 28. Per le varie tecniche di stampa, si utilizzano diversi metodi atti a ridurre le emissioni di COV, consistenti principalmente a cambiare gli inchiostri, modificare il procedimento di stampa utilizzando altri metodi di stampa ed ad epurare i gas. Vengono utilizzati inchiostri ad acqua invece che inchiostri a base di solventi per la stampa flessografica su carta e questa tecnica e' in via di sviluppo per la stampa su materia plastica. Esistono inoltre inchiostri all'acqua per alcuni lavori di serigrafia e di rotocalcografia. L'asciugatura dell'inchiostro mediante un fascio di elettroni in offset elimina i COV ed e' utilizzato nella stampa di imballaggio. Per alcuni metodi di stampa, esistono inchiostri asciugati con gli ultravioletti. La migliore tecnologia disponibile per la rotocalcografia e' l'epurazione dei gas per mezzo di adsorbenti al carbone attivo. Nella rotocalcografia di imballaggio si pratica il ricupero del solvente mediante adsorbimento (zeoliti, carbone attivo) ma si utilizza anche l'incenerimento e l'adsorbimento. Per il termofissaggio e l'offset a bobine si utilizza l'incenerimento termico o catalitico dei gas liberati. I materiali di incenerimento comportano spesso una unita' di ricupero del caldo. TABELLA 2. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE E COSTO PER IL SETTORE DI UTILIZZAZIONE DEI SOLVENTI Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Rivestimenti di superficie Conversione per l'uso di: nell'industria - vernici in polvere - vernici contenenti pochi COV o senza COV - vernici con elevato tenore di solidi Incenerimento: - termico - catalitico Adsorbimento su carbone attivo Applicazione d'intonacature Incenerimento di superficie su carta Asciugatura a raggi/inchiostri in soluzione acquosa Costruzione automobilistica Conversione per l'uso di: - vernici in polvere - vernici all'acqua - strati di superficie con elevato tenore in solidi - Adsorbimento su carbone attivo Incenerimento con ricupero di calore: - termico - catalitico Vernici industriali Vernici senza COV Vernici contenenti pochi COV Stampa Inchiostri contenenti poco solvente o in soluzione acquosa Stampa tipografica: asciugatura mediante irradiamento Adsorbimento su carbone attivo Assorbimento - termico - catalitico Filtri biologici, compreso filtro tampone SEGUE TABELLA 2. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE E COSTO PER IL SETTORE DI UTILIZZAZIONE DEI SOLVENTI Rendimento dei Costo della riduzione Fonte di emissione dispositivi delle di riduzione emissioni a risparmio Rivestimenti di superficie nell'industria I Risparmio I-III Costo basso I-III Risparmio I-II Costo medio/elevato I-II Costo medio I-II Costo medio Applicazione d'intonacature I-II Costo medio di superficie su carta I-III Costo basso Costruzione automobilistica I I-II Costo basso II I-II Costo basso I-II I-II Vernici industriali I Costo medio II-III Costo medio Stampa II-III Costo medio I Costo basso I-II Costo elevato I-II I Costo medio Tabella 2 (seguito) Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Sgrassaggio dei metalli Adozione do sistemi contenenti pochi COV o senza COV Macchine che funzionano in circuito chiuso Adsorbimento su carbone attivo Miglioramento dei coperchi e refrigerio degli involucri di ventilazione Pulizia a secco Asciugatoi con ricupero a gestione razionale (circuito chiuso) Condensazione Adsorbimento su carbone attivo Assemblaggio di pannelli Rivestimenti senza COV piatti di legno Rivestimenti contenenti pochi COV SEGUE Tabella 2 (seguito) Rendimento dei Costo della riduzione Fonte di emissione dispositivi delle di riduzione emissioni ed economie Sgrassaggio dei metalli I II Costo basso/elevato Pulizia a secco II-III Costo basso/medio II Costo basso II Costo basso Assemblaggio di pannelli I Costo basso piatti di legno 29. Per l'asciugatura a secco la migliore tecnologia disponibile consiste in macchine che funzionano a circuito chiuso con trattamento dell'aria di ventilazione espulsa per mezzo di filtri al carbone attivo. B. Industria del petrolio 30. L'industria del petrolio figura tra i settori che contribuiscono maggiormente alle emissioni di COV, provenienti da fonti fisse. Le emissioni provengono sia da raffinerie che dalla rete di distribuzione (compresi i mezzi di trasporto e le stazioni di distribuzione della benzina). Le seguenti osservazioni si applicano alla tabella 3 e le misure indicate comprendono anche la migliore tecnologia disponibile. 31. Nelle raffinerie, le emissioni provengono dalla combustione di combustibili, dalla bruciatura con torcia degli idrocarburi, dalle discariche delle installazioni di vuoto e da perdite da unita' di procedimento come flange e raccordi, linee aperte e sistemi di prelievo di campioni. Altre emissioni importanti di COV nelle raffinerie e attivita' connesse provengono dallo stoccaggio, dal procedimento di trattamento delle acque reflue, dalle installazioni di carico/scarico, come porti, installazioni stradali e ferroviarie, terminali di oleodotti e da operazioni periodiche come interruzioni, manutenzione e messe in moto (revisioni complete di unita' procedimento). 32. E' possibile controllare le emissioni che si producono durante la revisione generale delle unita' di trattamento, canalizzando i vapori verso dispositivi di ricupero o effettuando la loro combustione controllata mediante torcia. 33. E' possibile controllare le emissioni che provengono dalla distillazione sotto vuoto mediante un dispositivo di condensazione dei vapori, canalizzando questi ultimi verso caldaie o installazioni di riscaldamento. 34. E' possibile ridurre o prevenire le emissioni dovute a perdite da equipaggiamenti di fabbricazione in servizio gas/vapore o liquido leggero (ad esempio paratoie a comando automatico, paratoie manuali, riduttori di pressione, sistemi di prelievo, pompe, compressori, flangie e connettori) eseguendo regolarmente programmi di individuazione e di riparazione delle perdite e praticando una manutenzione preventiva. Gli equipaggiamenti (ad esempio flangie, guarnizioni, giunti, pompe, ecc.) che presentano perdite importanti possono essere sostituiti da equipaggiamenti piu' stagni. Ad esempio le paratoie a comando manuale o automatico possono essere sostituite da paratoie analoghe equipaggiate con guarnizioni a soffietto. Le pompe a gas/vapore ed a liquido leggero possono essere equipaggiate con giunti meccanici doppi con sfiatatoi di sgasaggio controllato. I compressori possono essere muniti di giunti con fluido barriera, che impediscono al fluido del processo di disperdersi nell'atmosfera e da dispositivi che inviano alla torciera le emissioni dovute alle perdite dei giunti del compressore. TABELLA 3. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE E COSTO NELL'INDUSTRIA DEL PETROLIO Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Raffinerie di petrolio - Emissioni dovute a Ispezione e manutenzione regolari perdite - Revisione generale delle Bruciatura con torcia/incenerimento unita' di trattamento dicupero dei valori - Separazione delle acque Copertura galleggiante reflue - Distillazione sotto vuoto Condensatori di superficie (pompe) I COV non condensabili sono canalizzati verso caldaie e forni - Incenerimento dei fanghi Incenerimento termico - Stoccaggio del petrolio grezzo e prodotti Serbatoi a tetto galleggiante interno petroliferi con tenuta stagna secondaria - Benzina Serbatoi a tetto galleggiante con tenuta stagna secondaria - Petrolio grezzo Serbatoi a tetto galleggiante con tenuta stagna secondaria - Terminali per la Dispositivo di ricupero dei vapori commercializzazione della benzina (carico e scarico di camions, chiatte e vagoni) - A Stazioni di Aspirazione dei vapori mediante pompaggio distribuzione di benzina dei camion-cisterna (fase I) Aspirazione dei vapori all'atto del riempimento del serbatoio dei veicoli (pompe di distribuzioni modificate) fase II */ Secondo la capacita' (importanza della stazione di distribuzione), adattamento o costruzione di nuove stazioni di distribuzione. / Il rendimento aumentera' mano a mano che saranno normalizzati i dispositivi di riempimento dei veicoli. SEGUE TABELLA 3. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE E COSTO NELL'INDUSTRIA DEL PETROLIO Rendimento dei Costo della riduzione Fonte di emissione dispositivi delle di riduzione emissioni ed economie Raffinerie di petrolio - Emissioni dovute a III Costo basso perdite - Revisione generale delle I Non disponibile unita' di trattamento - Separazione delle acque II Costo medio/risparmio reflue - Distillazione sotto vuoto I (pompe) - Incenerimento dei fanghi I - Stoccaggio del petrolio I-II Risparmio grezzo e prodotti petroliferi - Benzina II Risparmio - Petrolio grezzo II Risparmio - Terminali per la I-II Risparmio commercializzazione della benzina (carico e scarico di camions, chiatte e vagoni) - A Stazioni di I-II Costo basso/risparmio distribuzione di benzina I (- II /) Costo medio / / Secondo la capacita' (importanza della stazione di distribuzione), adattamento o costruzione di nuove stazioni di distribuzione. / Il rendimento aumentera' mano a mano che saranno normalizzati i dispositivi di riempimento dei veicoli. 35. Le valvole limitative di pressione per gli ambienti suscettibili di contenere COV possono essere raccordate ad un sistema di raccolta dei gas ed i gas raccolti bruciati in forni di processo o alla torcia. 36. E' possibile ridurre le emissioni di COV dovute allo stoccaggio del petrolio grezzo e dei prodotti petroliferi installando un tetto galleggiante all'interno dei serbatoi a tetto fisso o munendo i serbatoi a tetto galleggiante di una tenuta stagna secondaria. 37. Le emissioni di COV provenienti dallo stoccaggio di benzina e da altri componenti liquidi leggeri possono essere ridotte con vari mezzi. I serbatoi a tetto fisso possono essere equipaggiati con un tetto galleggiante interno con giunti primari e secondari o raccordati ad un sistema di ventilazione chiuso mediante un dispositivo efficace di comando, ad esempio per il ricupero del vapore, la bruciatura con torcia o la combustione in caldaie. I serbatoi a tetto galleggiante esterno comportanti un giunto primario possono essere muniti di un giunto secondario e/o completati da un tetto fisso ermetico e da una valvola riduttiva di pressione raccordata alla torciera. 38. Le emissioni di COV legate alla manutenzione ed al trattamento delle acque reflue possono essere ridotte in molti modi. Si possono installare comandi aventi giunti idraulici, nonche' scatole di giunzione equipaggiate con coperchi ermetici nei sistemi di drenaggio dell'olio. Si puo' inoltre prevedere un sistema di evacuazione completamente ermetico. I separatori olio-acqua in particolare i serbatoi di separazione, schiumatori, scolmatori, camere a ghiaietto, tramogge per fanghi e sistemi di ricupero degli olii da ridistillare possono essere equipaggiati con tetti fissi e sistemi di ventilazione chiusi che inviano i vapori verso un dispositivo concepito per ricuperare o distruggere i vapori di COV. Si possono inoltre equipaggiare i separatori olio-acqua a tetti galleggianti con giunti primari e secondari. Una riduzione efficace delle emissioni di COV da installazioni di trattamento delle acque reflue puo' essere garantita inviando l'olio degli equipaggiamenti di fabbricazione ai sistemi di ricupero degli olii da ridistillare, in modo da ridurre l'erogazione di olio nell'impianto di epurazione delle acque reflue. La temperatura dell'acqua di arrivo puo' anch'essa essere controllata in modo da diminuire le emissioni dell'atmosfera. 39. Il settore di stoccaggio e della distribuzione di benzina offre un elevato potenziale di riduzione. Le misure anti-emissioni applicate a partire dal carico di benzina alla raffineria (passando per i terminali intermedi) fino alla sua consegna alle stazioni di distribuzione corrispondono alla fase I, la riduzione delle emissioni che provengono dal rifornimento di benzina dei veicoli nei punti di distribuzione corrisponde alla fase II (Vedere par. 33 dell'annesso III sui provvedimenti di riduzione delle emissioni di composti organici volatili (COV) provenienti da veicoli motorizzati stradali). 40. Le misure di riduzione della fase I consistono ad equilibrare i circuiti di vapori ed a raccogliere i vapori all'atto del carico della benzina, poi a ricuperarli in adeguati dispositivi. D'altra parte i vapori di benzina raccolti nelle stazioni di distribuzione possono essere rinviati e ricuperati in adeguati dispositivi. 41. La fase II consiste ad equilibrare i circuiti di vapori tra il serbatoio di carburante del veicolo e la cisterna interrata della stazione di distribuzione. 42. La combinazione dello stadio II e dello stadio I costituisce la migliore tecnologia disponibile per ridurre le emissioni mediante evaporazione nella distribuzione di benzina. Un mezzo complementare per ridurre le emissioni di COV provenienti dagli impianti di stoccaggio e di manutenzione dei carburanti consiste nel diminuire la volatilita' di questi ultimi. 43. Il potenziale globale di riduzione nel settore dell'industria del petrolio puo' raggiungere l'80%. Questo massimo puo' ottenersi solo nei casi in cui il livello di riduzione delle emissioni e' debole. C. Industria della chimica organica 44. L'industria chimica contribuisce inoltre in buona parte alle emissioni di COV provenienti da fonti fisse. Queste emissioni di varia natura sono costituite da svariati inquinanti a seconda delle diversita' dei prodotti e dei procedimenti di fabbricazione. Le emissioni derivanti dal processo si dividono tra le seguenti sotto-categorie principali: emissioni dovute al procedimento, emissioni dovute all'ossidazione da aria ed alla distillazione - emissioni provenienti da altri procedimenti di separazione. Altre fonti di emissioni importanti sono le perdite, nonche' le operazioni di stoccaggio e di trasferimento di prodotti (carico/scarico). 45. Negli impianti nuovi, la modifica dei procedimenti e/o l'impiego di nuovi procedimenti possono spesso abbassare notevolmente le emissioni. Le cosiddette tecniche "addizionali" o "in fine di circuito" come l'adsorbimento, l'assorbimento e l'incenerimento termico o catalitico rappresentano in molti casi tecnologie alternative o complementari. Per ridurre le perdite mediante evaporazione da serbatoi di stoccaggio e le emissioni degli impianti di carico e scarico, si possono applicare le misure raccomandate per l'industria petrolifera (tabella 3). La tabella 4 enumera le misure di controllo delle emissioni, comprese le migliori tecnologie disponibili, nonche' i rendimenti dei dispositivi di riduzione legati ai processi. 46. Nell'industria della chimica organica, il potenziale globale di riduzione realizzabile puo' raggiungere il 70% in base al settore industriale ed alla misura in cui le tecniche e prassi di riduzione sono applicate. D. Fonti di combustioni fisse 47. Per ridurre in maniera ottimale le emissioni di COV provenienti da fonti di combustione fisse, occorre che il combustibile sia utilizzato razionalmente a livello nazionale (tabella 5). E' altresi' importante assicurare una efficace combustione del combustibile mediante l'uso di metodi giudiziosi di esercizio, di apparecchi da combustione ad elevato rendimento e di sistemi perfezionati per il regolamento della combustione. 48. Per i piccoli focolari ancora possibile ridurre in maniera notevole le emissioni, in particolare al momento della combustione di combustibili solidi. Di regola, e' possibile ridurre le emissioni di COV procedendo alla sostituzione dei vecchi forni e delle vecchie caldaie e/o sostituendo il combustibile utilizzato dal gas. La sostituzione di stufe che scaldano una sola stanza con sistemi di riscaldamento centrale e/o la sostituzione di sistemi di riscaldamento individuale riducono in generale l'inquinamento; occorre tuttavia tener conto del rendimento energetico globale. La conversione al gas e' una misura molto efficace per ridurre le emissioni a condizione che il sistema di distribuzione sia ermetico. 49. Nella maggior parte dei Paesi il potenziale di riduzione delle emissioni di COV nelle centrali elettriche e' trascurabile. Poiche' non si e' in grado di sapere come i materiali ed i combustibili saranno sostituiti non e' possibile formulare cifre relative al potenziale globale di riduzione delle emissioni ed ai costi corrispondenti. TABELLA 4. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE COSTO NELL'INDUSTRIA DELLA CHIMICA ORGANICA Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Emissioni dovute a perdite - Programma di individuazione e di riparazione delle perdite (Ispezione regolare) Stoccaggio e manutenzione - Vedere tabella 3 Emissioni legate al Misure generali: processo - adsorbimento su carbone - incenerimento: - termico - catalitico - adsorbimento - filtraggio biologico - bruciatura alla torcia - Produzione di formaldeide - incenerimento: - termico - catalitico - Produzione di polietilene - bruciatura alla torcia - incenerimento catalitico - incenerimento termico - bruciatura mediante torcia Modifica dei procedimenti (esempi): Produzione di cloruro di - sostituzione dell'aria mediante vinile ossigeno per l'ossi-clorazione - bruciatura alla torcia Produzione di cloruro di - ritenzione in sospensione del monomero polivinile - assorbimento per nitro2-metil-1-propanolo-1 Produzione di - catalizzatore ad alto rendimento prolipropilene Produzione di ossido di - sostituzione dell'aria con ossigeno etilene n.d.: non disponibile SEGUE TABELLA 4. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE COSTO NELL'INDUSTRIA DELLA CHIMICA ORGANICA Rendimento dei Costo della riduzione Fonte di emissione dispositivi delle di riduzione emissioni ed economie Emissioni dovute a perdite III Costo basso Stoccaggio e manutenzione Emissioni legate al processo I-II n.d. I-II Costo medio/elevato I-II n.d. n.d. n.d. n.d. - Produzione di formaldeide I Costo elevato I - Produzione di polietilene I Costo medio I-II I Costo medio Produzione di cloruro di II n.d. vinile I Costo medio Produzione di cloruro di I Risparmio polivinile II n.d. Produzione di I n.d. prolipropilene Produzione di ossido di I n.d. etilene n.d.: non disponibile Tabella 5. Misure per il controllo delle emissioni COV da fonti di combustione fisse Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Fonti di combustione su scala ridotta: Risparmi energetici, i.e. isolamento Ispezione regolare Sostituzione di fornaci vetuste Gas naturale e petrolio combustibile invece di combustibili solidi Sistema di riscaldamento centrale Sistema di riscaldamento per quartiere Fonti industriali e commerciali: Risparmi energetici Miglioramento della manutenzione Modifica del tipo di combustibile Cambiamento della fornace e del carico Modifica delle modalita' di combustione Fonti di combustione interne fisse: Convertitori catalitici Reattori termici E. Industria alimentare 50. L'industria alimentare utilizza una vasta gamma di procedimenti che emettono COV in impianti piccoli e grandi (Tabella 6). Le principali fonti di emissioni di COV sono le seguenti: a) Produzione di bevande alcolizzate; b) Panetteria; c) Estrazione di olii vegetali per mezzo di olii minerali; d) Estrazione di grassi animali. L'alcool e' il principale COV emesso da a) e da b). Gli idrocarburi alifatici sono i principali COV emessi da c). 51. Esistono altre fonti potenziali: a) Industria zuccheriera e utilizzazione dello zucchero; b) Torrefazione del caffe' e dei frutti con guscio; c) Fritture (patate fritte, patatine chips, ecc.) d) Preparazione di piatti cucinati ecc. 52. Le emissioni di COV sono solitamente odoranti, a debole concentrazione con una erogazione volumetrica ed un tenore elevato d'acqua. Questa e' la ragione per la quale i biofiltri sono stati utilizzati come tecniche di riduzione delle emissioni. Inoltre e' stato fatto ricorso a tecniche classiche come l'assorbimento, l'adsorbimento, l'incenerimento termico e l'incenerimento catalitico. Il principale vantaggio dei biofiltri e' il loro basso costo di gestione in rapporto ad altre tecniche. E' tuttavia necessaria una manutenzione periodica. 53. Nelle grandi installazioni di fermentazione e nelle panetterie industriali, si puo' ricuperare l'alcool mediante condensazione. 54. Le emissioni di idrocarburi alifatici che derivano dall'estrazione di olii sono ridotte al minimo con l'uso di cicli chiusi ed una buona gestione delle installazioni al fine di evitare le perdite di valvole e di giunti, ecc. L'estrazione dell'olio da semi oleaginosi necessita di quantita' estremamente variabili di olio minerale. L'olio d'oliva puo' essere estratto meccanicamente, cio' che richiede olio minerale. 55. Si ritiene che il potenziale globale di riduzione tecnologicamente realizzabile nell'industria alimentare possa raggiungere 35% TABELLA 6. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DELLA RIDUZIONE E COSTI PER L'INDUSTRIA ALIMENTARE Fonti Misure Rendimento Costo della di emissione anti-emissione dei dispositivi riduzione delle di riduzione emissioni In generale Cicli chiusi Bio-ossidazione II Basso / Condensazione e trattamento I Elevato Adsorbimento/ assorbimento Incenerimento termico/ catalitico Estrazione Misure integrate al III degli olii processo vegetali Adsorbimento Tecnica membranale Incenerimento in un forno di processo Fonte di Bio-filtrazione II Basso / grassi animali */ Poiche' questi procedimenti sono abitualmente applicati a gas a debole concentrazione di COV, i metri per metro cubo di gas trattato sono bassi, benche' il costo della riduzione per tonnellaggio di COV sia elevato. F.- Siderurgia (comprese le ferro-leghe, la fusione, ecc.) 56. Nella siderurgia, le emissioni di COV provengono da varie fonti: a) Trattamento delle materie prime (cokificazione; produzione di agglomerati: sinterizzazione, formazione di agglomerati di carbone; utilizzazione di ferraglia); b) Reattori metallurgici (forni ad arco sommerso; forni ad arco elettrico; convertitori in particolare se si utilizza ferraglia; cubilotti (aperti); altoforni; c) Manutenzione di prodotti (fusione; forni per riscaldamento; laminatoi). 57. Nel diminuire il tenore in carbonio delle materie grezze (ad esempio sulle striscie di sinterizzazione), si riduce il potenziale di emissione di COV. 58. Nel caso di reattori metallurgici aperti, possono prodursi emissioni di COV, in particolare se si utilizza ferraglia contaminata ed in condizioni di pirolisi. Occorre concedere una particolare attenzione alla raccolta dei gas provenienti da operazioni di carico e di colata al fine di ridurre al minimo le emissioni di COV dovute a perdite. 59. Occorre fare particolarmente attenzione alla ferraglia contaminata da olii, grassi, pitture, ecc. ed alla separazione delle polveri (parti non metalliche) e della parte metallica. 60. Il trattamento dei prodotti provoca ordinariamente emissioni dovute a perdite. Nel caso della fusione, le emissioni di gas di pirolisi si producono soprattutto in provenienza di sabbie agglomerate da un legante organico. E' possibile diminuire queste emissioni selezionando resine leganti a debole potere emettitore e/o riducendo il piu' possibile la quantita' dei leganti. Sono stati sperimentati biofiltri su questi gas di pirolisi. Il filtraggio permette di riportare a bassi livelli le nebbie di olio nell'aria dei laminatoi. 61. Le cokerie sono una fonte importante di emissioni di coke. Le emissioni sono dovute alle cause seguenti: perdita di gas di forni a coke, perdite di COV che sarebbero normalmente diretti su un impianto di distillazione associato, nonche' combustione di gas di forno a coke e di altri combustibili. Le principali misure di riduzioni delle emissioni di COV sono le seguenti: migliore tenuta stagna tra le porte ed i quadri dei forni e tra le bocche ed i tamponi di sfornatura; mantenimento dell'aspirazione dei forni anche durante il carico; estinzione a secco, sia mediante raffreddamento diretto con gas inerti, sia mediante raffreddamento indiretto con acqua; sfornatura diretta nella torre di estinzione a secco ed utilizzazione di cappe efficaci durante le operazioni di sfornatura G. Manutenzione e trattamento dei detriti 62. Per quanto concerne il controllo dei rifiuti domestici, i principali obiettivi consistono nel ridurre il quantitativo di detriti prodotti ed il volume da trattare. Inoltre il trattamento dei detriti deve essere ottimizzato dal punto di vista ecologico. 63. Se si utilizzano discariche, le misure di lotta contro le emissioni di COV nel trattamento dei rifiuti domestici devono essere associate ad una raccolta efficace dei gas, soprattutto del metano. 64. Queste emissioni possono essere distrutte (incenerimento). Un'altra soluzione consiste ad epurare i gas (ossidazione biologica, assorbimento, carbone attivo, adsorbimento), questi ultimi potendo successivamente essere utilizzati per produrre energia. 65. Le discariche di detriti industriali contenenti COV producono emissioni di COV. Occorre tenerne conto quando si elaborano le politiche di gestione dei detriti. 66. Il potenziale globale di riduzione e' valutato a 30%, ma questa cifra include il metano. H. Agricoltura 67. Le principali fonti di emissioni di COV del settore agricolo sono: a) la bruciatura di detriti agricoli, soprattutto della paglia e della b) L'impiego di solventi organici nella preparazione di pesticidi; c) la degradazione anaerobica degli alimenti per il bestiame e dei detriti animali. 68. I mezzi di riduzione delle emissioni di COV sono: a) eliminazione controllata della paglia, in vista di sostituire la prassi corrente della bruciatura all'aria libera; b) minima utilizzazione possibile di pesticidi aventi un elevato tenore di solventi organici, e/o utilizzazione di emulsioni e di preparati nella fase acquosa; c) interricciamento di detriti, miscugli paglia-concime, ecc.; d) riduzione dei gas provenienti dai locali riservati agli animali, e dagli impianti di asciugatura del concime ecc. grazie a biofiltri, adsorbimento, ecc. 69. Inoltre le modifiche apportate alla composizione degli alimenti consentono di ridurre le emissioni di gas prodotte da animali ed e' possibile ricuperare questi gas per utilizzarli come combustibili. 70. Non e' attualmente possibile valutare le possibilita' di riduzione delle emissioni di COV provenienti dall'agricoltura. V. PRODOTTI 71. Se la riduzione delle emissioni di COV con tecniche specifiche non e' fattibile, il solo modo di ridurre queste emissioni e' di modificare la composizione dei prodotti utilizzati. I principali settori e relativi prodotti pertinenti sono i seguenti: adesivi utilizzati per il consumo domestico, l'industria leggera, le officine e gli uffici; le vernici per uso domestico; prodotti di pulizia ad uso domestico e di igiene personale; prodotti di ufficio come correttori liquidi e prodotti di manutenzione per automobili. In tutti gli altri casi in cui si utilizzano prodotti come quelli summenzionati (ad esempio pittura, industria leggera), e' di gran lunga preferibile modificare la composizione dei prodotti. 72. I provvedimenti volti a ridurre le emissioni di COV di questo tipo di prodotti sono i seguenti: a) Sostituzione del prodotto; b) Riformulazione del prodotto; c) Modifica del condizionamento dei prodotti in particolare per i prodotti ri-formulati. 73. Gli strumenti destinati ad influenzare la scelta del mercato sono in particolare i seguenti: a) Etichettatura per fare in modo che i consumatori siano correttamente informati del tenore in COV; b) Incoraggiamento attivo ad utilizzare prodotti a debole tenore in COV (ad esempio il sistema "Angelo Azzurro"); c) Incitamenti fiscali legati al tenore in COV. 74. L'efficacia di queste misure dipende dal tenore in COV dei prodotti considerati nonche' dell'esistenza e dell'accettabilita' di soluzioni di sostituzione. Prima di ri-formulare i prodotti occorre verificare che i nuovi prodotti non creino problemi altrove (ad esempio emissioni crescenti di cloro-fluoro-carboni (CFC). 75. I prodotti che contengono COV sono utilizzati a fini sia industriali che domestici. In ciascun caso l'impiego di prodotti di sostituzione a debole tenore in solvente puo' imporre di modificare il materiale di applicazione ed i metodi di lavoro. 76. Le vernici correntemente utilizzate a fini industriali e domestici hanno un tenore medio in solvente, da 25 a 60%. Per la maggior parte degli usi, esistono o sono in fase di sviluppo prodotti di sostituzione a tenore basso o nullo: Tenore del prodotto in COV a) Vernice destinata ad essere utilizzata nell'industria leggera: Vernice in polvere 0% Vernice all'acqua 10% Vernice avente un debole tenore in solvente 15% b) Vernice ad uso domestico: Vernice all'acqua 10% Vernice a basso tenore di solvente 15% L'adozione di altri tipi di vernice dovrebbe comportare una riduzione globale delle emissioni di COV da circa 45 a 60%. 77. La maggior parte dei prodotti adesivi sono utilizzati nell'industria, mentre gli usi domestici rappresentano meno del 10%. Circa il 25% degli adesivi utilizzati contengono solventi che racchiudono COV. Il tenore in solvente di questi adesivi e' estremamente variabile e puo' rappresentare la meta' del peso del prodotto. In vari settori di applicazione, esistono prodotti di sostituzione che contengono poco solvente o che non ne contengono affatto. Questa categoria di fonte offre dunque un elevato potenziale di riduzione. 78. L'inchiostro e' utilizzato soprattutto nei procedimenti di stampa industriale con tenori in solventi estremamente variabili, che possono rappresentare persino il 95%. Per la maggior parte dei procedimenti stampa, esistono o sono in fase di elaborazione inchiostri a basso tenore in solvente in particolare per la stampa su carta (Vedere par. 28). 79. Circa il 40/60% delle emissioni di COV provenienti da prodotti di consumo, (compresi i prodotti per ufficio ed i prodotti utilizzati per la manutenzione dei veicoli automobili) provengono da aerosols. Vi sono tre mezzi essenziali per ridurre le emissioni di COV provenienti da prodotti di consumo: a) Sostituzione dei gas propellenti ed utilizzazione di pompe meccaniche; b) Ri-formulazione; c) Modifica del condizionamento. 80. Il potenziale di riduzione delle emissioni di COV provenienti da prodotti di consumo e' valutato a 50%.
Annesso III
ANNESSO III MISURE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (COV) PROVENIENTI DA VEICOLI STRADALI A MOTORE INTRODUZIONE 1. Il presente annesso e' basato su informazioni che concernono i risultati ed il costo delle misure di riduzione delle emissioni che figurano nella documentazione ufficiale dell'Organo esecutivo e dei suoi organi sussidiari; il rapporto intitolato "I composti organici volatili provenienti da veicoli stradali: fonti ed opzioni in materia di riduzione" compilato per il Gruppo di lavoro dei composti organici volatili; la documentazione del Comitato dei trasporti interni della Commissione Economica per l'Europa (CEE) e dei suoi organi sussidiari (in particolare i documenti TRANS/SCI/WP.29/R.242, 486 e 506): nonche' su informazioni complementari comunicate da esperti designati dai Governi. 2. Sara' necessario completare e modificare periodicamente il presente annesso in funzione dell'esperienza gradualmente acquisita riguardo ai nuovi veicoli equipaggiati con dispositivi a basso tasso di emissione ed alla messa a punto di carburanti di sostituzione, nonche' all'adattamento dei veicoli esistenti ed all'applicazione di altre strategie a questi veicoli. Questo annesso non puo' essere un esposto esauriente di tutte le opzioni tecniche; esso ha come scopo di aiutare le Parti a recensire le tecniche economicamente realizzabili in vista di adempiere ai loro obblighi derivanti dal Protocollo. Fino a quando non saranno disponibili altri dati, esso verte unicamente sui veicoli stradali. I. PRINCIPALI FONTI DI EMISSIONI DI COV PROVENIENTI DA VEICOLI STRADALI MOTORIZZATI 3. Le fonti di emissioni di COV provenienti da veicoli motorizzati sono le seguenti: a) emissioni provenienti dal tubo di scappamento; b) emissioni mediante evaporazione e durante il rifornimento di carburante); emissioni provenienti dal carter. 4. I trasporti stradali (ad esclusione della distribuzione di benzina) sono una delle principali fonti di emissioni antropiche di COV nella maggior parte dei Paesi della CEE, il loro contributo essendo rappresentato dal 30 al 45% del totale delle emissioni di COV dovute all'attivita' dell'uomo nell'insieme della regione della CEE. Il veicolo che funziona a benzina e' di gran lunga la fonte piu' importante di emissioni di COV provenienti da trasporti stradali; esso rappresenta il 90% del totale delle emissioni di COV dovute alla circolazione (il 30 al 50% delle quali sono emissioni dovute ad evaporazione). Le emissioni per evaporazione e le emissioni all'atto del rifornimento di carburante derivano soprattutto dall'impiego di benzina e sono considerate trascurabili nel caso dei carburanti diesel. II. ASPETTI GENERALI DELLE TECNICHE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COV PROVENIENTI DA VEICOLI STRADALI A MOTORE 5. I veicoli a motore in questione nel presente annesso sono le autovetture private, i furgoncini, i veicoli stradali pesanti, i motocicli ed i ciclomotori. 6. Benche' il presente annesso tratti sia i veicoli nuovi che i veicoli in fase di utilizzazione, esso verte soprattutto sulla riduzione delle emissioni di COV provenienti da tipi di veicoli nuovi. 7. Il presente annesso fornisce anche orientamenti sul modo con il quale le modifiche delle caratteristiche della benzina influiscono sulle emissioni di COV mediante evaporazione. La sostituzione del carburante (ad esempio con gas naturale, con gas di petrolio liquefatto (GPL) o metanolo) consente anche di ridurre le emissioni di COV ma questa possibilita' non e' prevista nel presente Annesso. 8. Le cifre relative al costo delle varie tecniche indicate sono valutazioni del costo di fabbricazione invece che del prezzo al dettaglio. 9. Occorre accertare che la progettazione dei veicoli corrisponda alle norme in vigore per le emissioni. Cio' puo' avvenire garantendo la conformita' della produzione, la durata per tutto il periodo di utilizzazione, la garanzia di equipaggiamenti atti a ridurre le emissioni, ed il ritiro dei veicoli difettosi. Per i veicoli in corso di utilizzazione il mantenimento dei risultati in materia di riduzione delle emissioni, puo' essere assicurato anche con un programma efficace di ispezione e di manutenzione e con misure volte ad impedire le manipolazioni fraudolente e l'impiego di carburanti difettosi. 10. E' possibile ridurre le emissioni provenienti da veicoli in corso di utilizzazione mediante programmi che prevedono ad esempio di ridurre l'evaporazione dei carburanti, agevolazioni economiche volte a promuovere l'introduzione accelerata di tecniche auspicabili, l'impiego di carburanti debolmente ossigenati (per i motori a miscela ricca) e misure di adattamento. La riduzione dell'evaporazione del carburante e' in assoluto la piu' efficace delle misure da adottare per ridurre le emissioni di COV provenienti dai veicoli in corso di utilizzazione. 11. Le tecniche che prevedono l'introduzione di marmitte catalitiche richiedono l'uso di carburante senza piombo. Occorre dunque accertarsi che la benzina senza piombo sia disponibile ovunque. 12. Benche' non siano dettagliatamente esaminate nel presente annesso, le misure volte a ridurre le emissioni di COV e altri, mediante il riassetto della circolazione urbana o a lunga distanza rappresentano un mezzo supplementare efficace tal fine. Le principali misure di riassetto della circolazione hanno come scopo il miglioramento della ripartizione modale mediante norme tattiche, strutturali, finanziarie e limitative. 13. Le emissioni di COV provenienti da veicoli a motore che non sono state oggetto di alcuna misura di riduzione hanno un tenore non trascurabile in composti tossici, alcuni dei quali essendo notoriamente cancerogeni. L'applicazione di tecniche di riduzione delle emissioni di COV (emissioni di scappamento, mediante evaporazione, all'atto del rifornimento in carburante o provenienti dal carter) diminuisce in generale queste emissioni tossiche nella stessa misura che per i COV. Si possono inoltre ridurre le emissioni tossiche modificando alcuni parametri del carburante, ad esempio riducendo il tenore in benzene della benzina. III TECNICHE DI RIDUZIONE PER LE EMISSIONI DI SCAPPAMENTO a) Autovetture private e furgoncini con motore a benzina 14. La tabella 1 enumera le principali tecniche di riduzione delle emissioni di COV. 15. La base di comparazione nella tabella 1 e' l'opzione tecnica V che rappresenta una tecnologia non catalitica progettata per rispondere alle prescrizioni adottate negli Stati Uniti nel 1973/1974 oppure al regolamento 15-04 della CEE in conformita' con l'Accordo del 1958 concernente l'adozione di condizioni uniformi di omologazione ed il riconoscimento reciproco dell'omologazione di equipaggiamenti e di parti di veicoli a motore. La tabella presenta inoltre i tassi di emissione realizzabili con marmitte catalitiche con circuito aperto o chiuso nonche' le loro incidenze dal punto di vista dei costi. 16. Il tasso "senza riduzione delle emissioni" (A) nella tabella 1 si applica alla situazione nel 1970 nella regione della CEE ma puo' darsi che sia ancora valida in determinate zone. 17. Il tasso di emissione della tabella 1 riflette le emissioni misurate secondo metodi di prova normalizzati. Le emissioni che provengono da veicoli su strada possono essere nettamente diverse, sotto l'effetto in particolare della temperatura ambiante, dalle condizioni di gestione, dalle caratteristiche del carburante e dalla manutenzione. Tuttavia, il potenziale di riduzione indicato alla tabella 1 e' considerato come rappresentativo delle riduzioni fattibili. 18. La migliore tecnologia attualmente disponibile e' l'opzione D che consente di ridurre notevolmente le emissioni di COV, di CO e di NOX. 19. Per adeguarsi ai programmi di regolamentazione che prevedono nuove riduzioni delle emissioni di COV (ad esempio in Canada e negli Stati Uniti) sono in fase di messa a punto marmitte catalitiche perfezionate a tre vie e con anello chiuso (opzione E). Tali miglioramenti mettono l'accento su sistemi piu' efficaci di gestione del motore, migliori catalizzatori, sistemi di diagnosi a bordo (OBD) ed altri progressi. Questi sistemi rappresentano la migliore tecnologia che potra' essere disponibile verso la meta' degli anni 90. 20. I veicoli equipaggiati con un motore a due tempi che sono attualmente utilizzati in alcune parti dell'Europa costituiscono una categoria a parte; questi veicoli hanno attualmente emissioni di COV molto elevate. Le emissioni di idrocarburi dei motori a due tempi sono generalmente comprese tra 45,0 e 72,7 grammi per prova, secondo il ciclo di guida europeo. Attualmente ci si sforza di modificare il motore e di dotarlo di un dispositivo di marmitta catalitica. E' necessario ottenere dati sui potenziali di riduzione e sul carattere duraturo di queste soluzioni. Inoltre vari tipi di motori a due tempi suscettibili di produrre deboli emissioni sono attualmente in fase di messa a punto. TABELLA 1. TECNICHE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI SCAPPAMENTO PER LE AUTOVETTURE PRIVATE ED I FURGONCINI CON MOTORE A BENZINA Opzione tecnica Tasso di emissione (%) Costo (dollari 4 tempi 2 tempi E.U.) / A. Situazione senza riduzione delle emissioni 400 900 - B. Modifiche del motore (progettazione del motore, sistemi di carburazione 100 - / e di accensione, iniezione (1.8 g/km) di aria) C. Marmitta catalitica con circuito aperto 50 - 150-200 D. Marmitta catalitica a tre vie con circuito chiuso 10-30 - 250-450 / E. Marmitta catalitica 6 perfezionata a tre vie - 350-600 / e con circuito chiuso / Valutazione del costo di produzione supplementare per veicoli in relazione all'opzione tecnica B. / Il costo di modificazione del motore per passare dall'opzione A all'opzione B e' valutato a 40-100 dollari E.U. / Con le opzioni tecniche D ed E si possono ridurre considerevolmente le emissioni di CO e di NOx (oltre alle emissioni di COV). Le opzioni B e C possono inoltre autorizzare una certa riduzione delle emissioni di CO o di NOx. b) Autovetture private e camion a motore diesel 21. Le emissioni di COV provenienti da autovetture private e da furgoncini a motore diesel sono molto deboli, in generale inferiori a quelle dei veicoli che funzionano a benzina e che sono equipaggiate con una marmitta catalitica a circuito chiuso. Di converso, sono piu' elevate le emissioni di particelle e di NOX. 22. Nessun paese della CEE ha attualmente un preciso programma di riduzione di COV provenienti dallo scappamento dei camions pesanti a motore diesel, in quanto i tassi di emissione di COV di questi ultimi sono generalmente bassi. Tuttavia vari Paesi hanno adottato programmi di riduzione delle emissioni di particelle provenienti dal carburante diesel; la tecnologia applicata a tal fine (ad esempio il miglioramento della camera di combustione o del sistema di iniezione) ha come risultato finale netto di diminuire anche le emissioni di COV. 23. Si ritiene che i tassi di emissioni di COV provenienti dallo scappamento dei camions pesanti a motore diesel saranno ridotti di due terzi se si applica un programma energico di riduzione delle emissioni di particelle. 24. I COV emessi dai motori diesel sono diversi da quelli provenienti dai motori a benzina. c) Motocicli e ciclomotori 25. La tabella 2 riepiloga le tecniche di riduzione delle emissioni di COV provenienti da motocicli. Normalmente e' possibile ottemperare alle prescrizioni del regolamento della CEE in vigore (R.40) senza applicare tecniche di riduzione. Le future norme austriache e svizzere necessiteranno forse di marmitte catalitiche ossidanti in particolare per i motori a due tempi. 26. Sui ciclomotori a due tempi equipaggiati con una piccola marmitta catalitica ossidante, e' possibile ridurre le emissioni di COV del 90% mediante un costo di produzione supplementare da 30 a 50 dollari E.U. In Austria ed in Svizzera le norme in vigore esigono di gia' l'attuazione di questa tecnica. TABELLA 2. TECNICHE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI SCAPPAMENTO E RISULTATI OTTENUTI PER I MOTOCICLI Opzione tecnica Tasso di emissione (%) Costo (dollari 2 tempi 4 tempi E.U.) / A. Senza riduzione delle emissioni 400 900 - (9,6 g/km) (2 g/km) B. Migliore dispositivo non catalitico 200 60 - C. Marmitta catalitica ossidante, aria secondaria 30-50 20 50 D. Marmitta catalitica a senza 10 / 350 tre vie e a circuito oggetto chiuso */ Costo di produzione supplementare per veicoli (cifra approssimativa) / Previsto fin dal 1991 per alcuni determinati tipi di motocicli (prototipi gia' costruiti e gia' collaudati) IV. TECNICHE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI MEDIANTE EVAPORAZIONE ED AL MOMENTO DEL RIFORNIMENTO DI CARBURANTE 27. Le emissioni mediante evaporazione consistono di vapori di carburanti emessi dal motore e dal circuito di alimentazione. Si distinguono le seguenti emissioni: a) le emissioni diurne che derivano dalla "respirazione" del serbatoio di carburante mano a mano che e' riscaldato e che si raffredda durante il giorno; b) le emissioni dovute a dispersione del calore del motore successivamente al suo arresto; c) le perdite provenienti dal circuito di alimentazione mentre il veicolo e' in moto; d) le perdite a riposo, ad esempio da cartuccie filtranti a fondo aperto (se del caso), o da alcune materie plastiche del circuito di alimentazione soggette a perdite dovute alla permeabilita', quando la benzina attraversa lentamente la plastica, 28. La tecnica piu' spesso utilizzata per ridurre le emissioni mediante evaporazione proveniente dai veicoli a motore a benzina prevede l'uso di una cartuccia di carbone attivo (con connessa canalizzazione) ed un sistema di spurgo per realizzare la combustione controllata dei COV nel motore. 29. Dall'esperienza acquisita negli Stati Uniti nei programmi in vigore risulta che i sistemi di riduzione delle emissioni mediante evaporazione non hanno dato i risultati previsti in particolare durante i giorni a forte concentrazione di ozono. Cio' e' dovuto in parte al fatto che la volatilita' della benzina generalmente utilizzata e' molto piu' elevata di quella del carburante utilizzato per le prove di omologazione ed anche al fatto che un metodo di prova inadeguato ha prodotto l'uso di una tecnica di riduzione non soddisfacente. Il programma di riduzione delle emissioni per evaporazione che gli Stati Uniti attueranno negli anni '90 insistera' l'utilizzazione estiva di carburanti meno volatili e su un metodo di prova migliorato in vista di incoraggiare sistemi perfezionati di riduzione delle emissioni mediante evaporazione, che consentano di ridurre, durante l'utilizzazione, le emissioni provenienti dalle quattro fonti menzionate al paragrafo 27. Nei Paesi in cui la benzina disponibile e' molto volatile, la misura piu' redditizia per ridurre le emissioni di COV consiste a diminuire la volatilita' della benzina generalmente utilizzata. 30. In linea di massima ogni politica efficace di riduzione delle emissioni mediante evaporazione deve prevedere: a) una riduzione della volatilita' della benzina, adattata alle condizioni climatiche; e b) un metodo di prova appropriato. 31. La tabella 3 enumera le opzioni in materia di riduzione, i potenziali di riduzione ed i costi estimativi. L'opzione B rappresenta la migliore tecnica di riduzione esistente attualmente. L'opzione C sara' presto la migliore tecnica disponibile e rappresentera' un miglioramento notevole in relazione all'opzione B. 32. Si valuta a meno di 2% le economie di carburante ottenute grazie alle misure di riduzione delle emissioni mediante evaporazione. Queste economie derivano da una densita' di energia piu' elevata; da una debole pressione di vapore del carburante secondo Reid e dalla combustione - che sostituisce l'evacuazione - dei vapori captati. 33. In linea di massima, le emissioni al momento del rifornimento in carburante possono essere ricuperate mediante sistemi di pompaggio (seconda fase) o sistemi montati sul veicolo. I sistemi di riduzione nelle stazioni di distribuzione di benzina si avvalgono di una tecnologia gia' adeguatamente padroneggiata, mentre i sistemi a bordo sono state oggetto di prove dimostrative su vari prototipi. E' attualmente allo studio il problema della sicurezza quando si utilizzano sistemi a bordo per il ricupero dei vapori. Potrebbero essere opportuno elaborare norme di sicurezza funzionali associate con i sistemi a bordo per il ricupero dei vapori per assicurarne la sicurezza nella fase della progettazione. Le misure di riduzione della seconda fase possono essere attuate in maniera piu' sollecita poiche' e' possibile equipaggiare con sistemi corrispondenti le stazioni di distribuzione di un dato perimetro. Le misure di riduzione della seconda fase sono vantaggiose per tutti i veicoli a benzina, mentre i sistemi a bordo offrono vantaggi solo per i nuovi veicoli. 34. Benche' le emissioni per evaporazione provenienti da motocicli e ciclomotori non siano ancora oggetto di nessun controllo nella regione della CEE e' possibile in linea di massima applicare le stesse tecniche di riduzione che per i veicoli a benzina. TABELLA 3. MISURE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI MEDIANTE EVAPORAZIONE E POTENZIALI DI RIDUZIONE PER LE AUTOVETTURE PRIVATE E PER I FURGONCINI CON MOTORE A BENZINA Opzione tecnica Potenziale di riduzione Costo (dollari dei COV (%) 1/ E.U.) 2/ A. Piccola cartuccia, limiti <80 20 RVP flessibili 3/, metodo di prova degli Stati Uniti per gli anni 80 B. Piccola cartuccia, limiti 80-95 20 RVP fissi 4/, metodo di prova degli Stati Uniti per gli anni 80 C. Sistemi perfezionati di > 95 33 riduzione delle emissioni mediante evaporazione, limiti RVP fissi 4/, metodo di prova degli Stati Uniti per gli anni 90 5/ 1/ Relativamente alla situazione senza riduzione delle emissioni 2/ Costo di produzione supplementare per veicolo (cifra approssimativa) 3/ Pressione di vapore secondo Reid 4/ Secondo i dati degli Stati Uniti nella ipotesi di un limite RVP di 62 kPa durante la stagione calda per un costo di 0,0038 dollari E.U. per litro. Se si tiene conto dell'economia di carburante derivante dalla utilizzazione di benzina a basso RVP il costo estimativo aggiustato e' di 0,0012 dollari E.U. per litro. 5/ Il metodo di prova degli Stati Uniti per gli anni 90 sara' progettato in vista di una riduzione piu' efficace delle emissioni diurne multiple, delle perdite che avvengono durante la marcia del veicolo, delle emissioni durante il funzionamento a temperatura ambientale elevata, delle emissioni dovute a condizioni di caldo umido dopo un funzionamento prolungato, e delle perdite a riposo.
Annesso IV
ANNESSO IV CLASSIFICA DEI COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (COV) IN BASE AL LORO POTENZIALE DI CREAZIONE DI OZONO FOTOCHIMICO (PCOP) 1. Il presente annesso riassume le informazioni disponibili ed indica gli elementi che rimangono da elaborare in quanto guida ai lavori da realizzare. Esso e' fondato sulle informazioni relative agli idrocarburi ed alla formazione dell'ozono che figurano in due notte redatte per il Gruppo di lavoro dei composti organici volatili (EB.AIR/WG.4/R.11 e R.13/Rev.1)) sui risultati di altre ricerche svolte in particolare in Austria, in Canada, in Germania, negli Stati Uniti d'America, nei Paesi Bassi nel Regno Unito, in Svezia e presso il Centro di sintesi meteorologica-Ovest dell'EMEP (CSM-O) e su informazioni supplementari fornite da esperti designati dei Governi. 2. L'approccio del PCOP si prefigge di guidare le politiche regionali e nazionali di lotta contro i composti organici volatili (COV), tenendo conto dell'impatto di ciascuna specie di COV e delle emissioni di COV nei vari settori, sulla formazione di fenomeni di ozono; tale apporto e' espresso sotto forma di un potenziale di creazione di ozono fotochimico (PCOP), il quale e' definito come segue: modifica della produzione di ozono fotochimico a seguito di modifica dell'emissione di un particolare COV. Il PCOP puo' essere determinato mediante calcoli su modello o esperienze di laboratorio. Esso serve ad illustrare vari aspetti della formazione di ossidanti durante i fenomeni di ozono, ad esempio i picchi di ozono o la produzione cumulativa di ozono durante un episodio. 3. La nozione di PCOP e' presentata in questo contesto in quanto esistono grandi differenze riguardo al rispettivo apporto dei vari COV alla produzione di fenomeni di ozono. Questa nozione comporta un elemento fondamentale, vale a dire che in presenza di luce solare e di NOX, ciascun COV produce ozono in maniera analoga, anche se le circostanze in cui l'ozono e' prodotto sono molto variabili. 4. Vari calcoli effettuati in base a modelli fotochimici indicano che e' necessario ridurre sostanzialmente le emissioni di COV e di NOX (in proporzioni superiori al 50%) al fine di poter ridurre sensibilmente la formazione di ozono. Inoltre, quando si diminuiscono le emissioni di COV, le concentrazioni massime di ozono vicino al suolo sono ridotte in misura meno che proporzionale. Il principio di questo effetto e' indicato dai calcoli teorici degli scenari. Anche quando tutte le specie sono ridotte nella stessa proporzione, i valori massimi dell'ozono (piu' di 75 ppb l'ora in media) in Europa, diminuiscono solo dal 10 al 15% secondo il livello di ozono esistente, se la quantita' globale di emissioni antropiche di COV diverse dal metano viene ridotta del 50% Ora, se si diminuissero del 50% (in valore massimo) le emissioni antropiche di specie di COV diverse dal metano (le piu' importanti) (in termini di PCOP e di valore massico o di reattivita'), i calcoli indicherebbero una diminuzione dal 20 al 30% dei picchi di ozono degli episodi. Questo risultato conferma i vantaggi del metodo del PCOP per istituire un ordine di precedenza nella lotta contro le emissioni di COV ed indica chiaramente che i COV possono almeno essere suddivisi in grandi categorie in base alla loro importanza nella formazione dei fenomeni di ozono. 5. I valori del PCOP e le scale di reattivita' sono state calcolate sotto forme di valutazioni, ciascuna valutazione essendo fondata su un particolare scenario (ad esempio aumenti e diminuzioni delle emissioni, traiettorie delle masse d'aria) ed orientata verso un obiettivo preciso (ad esempio picco di ozono, ozono integrato, ozono medio). I valori del PCOP e le scale di reattivita' sono in funzione di processi chimici. Vi sono evidentemente divergenze tra le valutazioni dei PCOP che possono in alcuni casi superare il 400%. Le cifre dei PCOP non sono costanti ma variano nello spazio e nel tempo. Infatti per il PCOP dell'ortoxylene in quella che viene definita la traiettoria "Francia - Svezia", i calcoli indicano un valore di 41 il primo giorno e di 97 il quinto giorno del tempo del percorso. Secondo i calcoli del Centro di sintesi meteorologica-ovest dell'EMEP, il PCOP dell'ortoxylene per una concentrazione di ozono superiore a 60 ppb varia tra 54 e 112 (5 a 95 percentuali) per le maglie della griglia EMEP. La variazione del PCOP nel tempo e nello spazio non deriva unicamente dalle emissioni antropiche di COV che compongono il volume d'aria ma deriva anche da variazioni meteorologiche. Di fatto, ogni COV reattivo puo' contribuire alla formazione occasionale di ossidanti fotochimici in proporzioni piu' o meno importanti in funzione delle concentrazioni di ossidi di azoto e di COV ed anche in funzione di parametri meteorologici. Gli idrocarburi poco reattivi come il metano, il metanolo, l'etano ed alcuni idrocarburi clorati non svolgono in pratica alcun ruolo in questo processo. Vi sono anche delle divergenze che derivano da variazioni meteorologiche tra giorni particolari e nell'insieme dell'Europa. I valori del PCOP dipendono implicitamente dal modo con cui si calcolano gli inventari delle emissioni. Non esiste attualmente alcun metodo o informazioni omogenee per tutta l'Europa. E' chiaro che il metodo del PCOP deve essere ulteriormente migliorato. 6. Le emissioni naturali di isoprene provenienti dagli alberi a foglie, associate agli ossidi do azoto (NOX) provenienti principalmente da fonti antropiche possono contribuire in maniera importante alla formazione di ozono quando il tempo e' caldo d'estate nelle regioni dove i fronzuti coprono una vasta superficie. 7. Nella tabella 1, le specie di COV sono raggruppate secondo la loro importanza in base alla produzione di picchi di ozono nella ricorrenza dei fenomeni. Sono stati selezionati tre gruppi. Il grado di importanza e' espresso sulla base dell'emissione di COV per quantita' globale unitaria. Alcuni idrocarburi come il n-butano acquisiscono importanza in ragione della quantita' globale emessa, benche' possano sembrare poco importanti secondo la loro reattivita' con i radicali OH. TABELLA 1. CLASSIFICAZIONE DEI COV IN TRE GRUPPI IN BASE ALLA LORO IMPORTANZA NELLA FORMAZIONE DEGLI EPISODI DI OZONO - Abbastanza importanti Alcali Aromatici Alcani Gli alcani > C6 salvo il dimetil1-2, 3 pentano Aldeidi Tutti gli aldeidi salvo il benzaldeide COV naturali Isoprene Poco importanti Alcani Alcani in C3 a C5 e dimetil1-2, 3 pentano Cetoni Metiletilcetone e metil t-butilcetone Alcoli Etanolo Esteri Tutti gli esteri salvo l'acetato di metile Pochissimo importanti Alcani Metano ed etano Alcini Acetilene Aromatici Benzene Aldeidi Benzaldeide Cetoni Acetone Alcoli Metanolo Esteri Acetato di metile Idrocarburi Metilcloroformio, cloruro di metilene, Clorati Tricloroetilene e tetracloroetilene 8. Le tabelle 2 e 3 mostrano l'impatto di vari COV espressi in indici in relazione all'impatto di una specie (l'etilene) cui e' attribuito l'indice 100. Esse indicano come questi indici, vale a dire i PCOP, possono orientare la valutazione dell'impatto delle varie riduzioni delle emissioni di COV. 9. La tabella 2 indica il PCOP medio per ciascuna grande categoria di fonti sulla base di una valutazione centrale del PCOP per ciascuna specie di COV in ogni categoria di fonte. Per compilare e presentare questa tabella sono stati utilizzati inventari di emissioni compilati nel Regno Unito e in Canada indipendentemente. Per molte fonti, ad esempio i veicoli a motore, le installazioni di combustione e vari procedimenti industriali, vi sono emissioni di miscele di idrocarburi. Nella maggior parte dei casi non esistono misure volte a diminuire specificatamente i COV definiti come estremamente reattivi nell'ambito del metodo del PCOP. In pratica la maggior parte delle misure di riduzione fattibili diminuira' le emissioni in quantita' globali a prescindere dal loro PCOP. 10. Nella tabella 3 sono comparati vari sistemi di ponderazione per una determinata gamma di specie di COV. Nell'assegnare le priorita' nell'ambito di un programma nazionale di controllo dei COV, e' possibile utilizzare un certo numero di indici per focalizzarsi su determinati COV. Il metodo piu' semplice ma meno efficace consiste nel focalizzarsi sull'emissione dei relativi quantitativi, ovvero sulla concentrazione relativa all'ambiente. 11. La relativa ponderazione fondata sulla reattivita' con i radicali OH tiene conto di alcuni (ma certamente non della totalita') degli aspetti importanti delle reazioni atmosferiche che producono ozono in presenza di NOx e di luce solare. Le ponderazioni SAPRC (Centro di ricerca sull'inquinamento dell'aria a livello statale) corrispondono alla situazione in California. I requisiti dei modelli che convengono per il bacino di Los Angeles e per l'Europa non essendo le stesse, le specie fotochimicamente labili come le aldeidi evolvono in maniera molto diversa. I PCOP calcolati grazie a modelli fotochimici negli Stati Uniti d'America, nei Paesi Bassi, nel Regno Unito, ed in Svezia nonche' nell'ambito dell'EMEP (CSM-O) tengono conto dei diversi aspetti del problema dell'ozono in Europa. 12. Alcuni dei solventi meno reattivi pongono altri problemi: sono ad esempio estremamente pregiudizievoli alla salute dell'uomo, difficili da manipolare, tenaci, e possono avere effetti negativi sull'ambiente ed altri livelli (in particolare nella troposfera libera o nella stratosfera). In molti casi, la migliore tecnologia per ridurre le emissioni di solventi consiste nell'applicare sistemi che non utilizzano solventi. 13. Sono indispensabili inventari attendibili di emissioni di COV, in modo da poter elaborare politiche di controllo dei COV che siano efficaci in relazione al loro costo, in particolare quando si tratta di politiche basate sul metodo del PCOP. I dati nazionali sulle emissioni di COV dovrebbero dunque essere basati sul metodo del PCOP. I dati nazionali sulle emissioni di COV dovrebbero essere dunque suddivisi per settori, in base almeno alle direttive specificate dall'Organo direttivo e dovrebbero essere completate per quanto possibile da dati sulle specie di COV e sulle variazioni di emissioni nel tempo. TABELLA 2. PCOP DEI VARI SETTORI DI EMISSIONE E PERCENTUALE DI COV PER QUANTITATIVO GLOBALE IN CIASCUNA CATEGORIA DI PRODUZIONE DI OZONO PCOP per settore Settore Regno Canada Unito Gas di scappamento dei motori a benzina 63 61 Gas di scappamento dei motori diesel 60 59 Evaporazione di benzina dei veicoli - 51 Altri mezzi di trasporto 63 - Combustione fissa - 54 Applicazione di solventi 42 40 Rivestimenti di superficie 48 51 Emissione di procedimenti industriali 45 32 Prodotti chimici industriali 70 63 Raffinazione e distribuzione di petrolio 54 45 Perdite di gas naturale - 19 Agricoltura - 40 Estrazione del carbone - 0 Discariche di rifiuti domestici - 0 Pulizia a secco 29 - Combustione del legno 55 - Agricoltura su terreno debbiato 58 - Industria alimentare - 37 SEGUE TABELLA 2. PCOP DEI VARI SETTORI DI EMISSIONE E PERCENTUALE DI COV PER QUANTITATIVO GLOBALE IN CIASCUNA CATEGORIA DI PRODUZIONE DI OZONO Quantitativo globale in ciascuna: classe di produzione di ozono (in %) Settore Abbastanza Poco Pochissimo importante importante importante Sconosciuta Gas di scappamento dei motori a benzina 76 16 7 1 Gas di scappamento dei motori diesel 38 19 3 39 Evaporazione di benzina dei veicoli 57 29 2 12 Altri mezzi di trasporto - - - - Combustione fissa 34 24 24 18 Applicazione di solventi 49 26 21 3 Rivestimenti di superficie - - - - Emissione di procedimenti industriali 4 41 0 55 Prodotti chimici industriali - - - - Raffinazione e distribuzione di petrolio 55 42 1 2 Perdite di gas naturale 24 8 66 2 Agricoltura - - 100 - Estrazione del carbone - - 100 - Discariche di rifiuti domestici - - 100 - Pulizia a secco - - - - Combustione del legno - - - - Agricoltura su terreno debbiato - - - - Industria alimentare - - - - TABELLA 3. PARAGONE TRA I SISTEMI DI PONDERAZIONE (IN RAPPORTO ALL'ETILENE = 100) PER 85 SPECIE DI COV Scala Canada per quantita' SAPRC PCOP COV OH globale RDM Regno Unito (a) (b) (c) (d) Metano 0.1 - 0 0.7 Etano 3.2 91.2 2.7 8.2 Propano 9.3 100 6.2 42.1 n-Butano 15.3 212 11.7 41.4 i-Butano 14.2 103 15.7 31.5 n-Pentano 19.4 109 12.1 40.8 i-Pentano 18.8 210 16.2 29.6 n-Esano 22.5 71 11.5 42.1 Metilpentano-2 22.2 100 17.0 52.4 Metilpentano-3 22.6 47 17.7 43.1 Dimetilbutano-2,2 10.5 - 7.5 25.1 Dimetilbutano-2,3 25.0 - 13.8 38.4 n-Eptano 25.3 41 9.4 52.9 Metilesano-2 18.4 21 17.0 49.2 Metilesano-3 18.4 24 16.0 49.2 n-Ottano 26.6 - 7.4 49.3 Metileptano-2 26.6 - 16.0 46.9 n-Nonano 27.4 - 6.2 46.9 Metilottano-2 27.3 - 13.2 50.5 n-Decano 27.6 - 5.3 46.4 Metilnonano-2 27.9 - 11.7 44.8 n-Undecano 29.6 21 4.7 43.6 n-Duodecano 28.4 - 4.3 41.2 Metilcicloesano 35.7 18 22.3 - Cloruro di etilene - - - 1 Cloroformio - - - - Metilcloroformio - - - 0.1 Tricloroetilente - - - 6.6 SEGUE TABELLA 3. PARAGONE TRA I SISTEMI DI PONDERAZIONE (IN RAPPORTO ALL'ETILENE = 100) PER 85 SPECIE DI COV Intervallo Svezia del differenza 0-4 giorni EMEP LOTOS COV PCOP massima Regno Unito (e) (f) (g) (h) (i) Metano 0-3 - - - - Etano 2-30 17.3 12.6 5.24 6.25 Propano 16-124 60.4 50.3 - - n-Butano 15-115 55.4 46.7 22-85 25-87 i-Butano 19-59 33.1 41.1 - - n-Pentano 9-105 61.2 29.8 - - i-Pentano 12-68 36.0 31.4 - - n-Esano 10-151 78.4 45.2 - - Metilpentano-2 19-140 71.2 52.9 - - Metilpentano-3 11-125 64.7 40.9 - - Dimetilbutano-2,2 12-49 - - - - Dimetilbutano-2,3 25-65 - - - - n-Eptano 13-165 79.1 51.8 - - Metilesano-2 11-159 - - - - Metilesano-3 11-157 - - - - n-Ottano 12-151 69.8 46.1 - - Metileptano-2 12-146 69.1 45.7 - - n-Nonano 10-148 63.3 35.1 - - Metilottano-2 12-147 66.9 45.4 - - n-Decano 8-156 71.9 42.2 - - Metilnonano-2 8-153 71.9 42.3 - - n-Undecano 8-144 66.2 38.6 - - n-Duodecano 7-138 57.6 31.1 - - Metilcicloesano - 40.3 38.6 - - Cloruro di etilene 0-3 0 0 - - Cloroformio - 0.7 0.4 - - Metilcloroformio 0-1 0.2 0.2 - - Tricloroetilente 1-13 8.6 11.1 - - Scala Canada per quantita' SAPRC PCOP COV OH globale RDM Regno Unito (a) (b) (c) (d) Tetracloroetilene - - - 0.5 Cloruro di allile - - - 26.8 Metanolo 10.9 - 7 12.3 Etanolo 25.5 - 15 - i-Propanolo 30.6 - 7 - Butanolo 38.9 - 30 - i-Butanolo 45.4 - 14 - Etilene-glicol 41.4 - 21 - Propilene-glicol 55.2 - 18 - But-2-diol - - - - Etere metilico 22.3 - 11 - Etere metil-t-butile 11.1 - 8 - Etere etil-t-butile 25.2 - 26 - Acetone 1.4 - 7 17.8 Metiletilcetone 5.5 - 14 47.3 Metil-i-butile cetone - - - - Acetato di metile - - - 2.5 Acetato di etile - - - 21.8 Acetato di i-propilene - - - 21.5 Acetato di n-butile - - - 32.3 Acetato di i-butile - - - 33.2 Etere di propilene- glicol metile - - - - Acetato di etere di propilene-glicol metile - - - - SEGUE Intervallo Svezia del differenza 0-4 giorni EMEP LOTOS COV PCOP massima Regno Unito (e) (f) (g) (h) (i) Tetracloroetilene 0.2 1.4 1.4 - - Cloruro di allile - 56.1 48.3 - - Metanolo 9-21 16.5 21.3 - - Etanolo 4-89 44.6 22.5 9-58 20-71 i-Propanolo - 17.3 20.3 - - Butanolo - 65.5 21.4 - - i-butanolo - 38.8 25.5 - - Etilene-glicol - - - - - Propilene-glicol - - - - - But-2-diol - 28.8 6.6 - - Etere metilico - 28.8 34.3 - - Etere metil-t-butile - - - - - Etere etil-t-butile - - - - - Acetone 10-27 17.3 12.4 - - Metiletilcetone 17-80 38.8 17.8 - - Metil-i-butile cetone - 67.6 31.8 - - Acetato di metile 0-7 5.8 6.7 - - Acetato di etile 11-56 29.5 29.4 - - Acetato di i-propilene 14-36 - - - - Acetato di n-butile 14-91 43.9 32.0 - - Acetato di i-butile 21-59 28.8 35.3 - - Etere di propilene- glicol metile - 77.0 49.1 - - Acetato di etere di propilene-glicol metile - 30.9 15.7 - - Scala Canada per quantita' SAPRC PCOP COV OH globale RDM Regno Unito (a) (b) (c) (d) Etilene 100 100 100 100 Propilene 217 44 125 103 Butene-1 194 32 115 95.9 Butene-2 371 - 136 99.2 Pentene-1 148 - 79 105.9 Pentene-2 327 - 79 93.0 Metil-2 butene-1 300 - 70 77.7 Metil-2 butene-2 431 24 93 77.9 Metil-3 butene-1 158 - 79 89.5 Isobutene 318 50 77 64.3 Isoprene 515 - 121 - Acetilene 10.4 82 6.8 16.8 Benzene 5.7 71 5.3 18.9 Toluene 23.4 218 34 56.3 o-xilene 48.3 38 87 66.6 m-xilene 80.2 53 109 99.3 p-xilene 49.7 53 89 88.8 Etilbenzene 25 32 36 59.3 Trimetil-1, 2, 3 benzene 89 - 119 117 Trimetil-1, 2, 4 benzene 170 44 119 120 Trimetil-1, 3, 5 159 - 140 115 benzene o-etiltoluene 35 - 96 66.8 m-etiltoluene 50 - 96 79.4 SEGUE Intervallo Svezia del differenza 0-4 giorni EMEP LOTOS COV PCOP massima Regno Unito (e) (f) (g) (h) (i) Etilene 100 100 100 100 100 Propilene 75-163 73.4 59.9 69-138 55-120 Butene-1 57-185 79.9 49.5 - - Butene-2 82-157 78.4 43.6 - - Pentene-1 40-288 72.7 42.4 - - Pentene-2 65-160 77.0 38.1 - - Metil-2 butene-1 52-113 69.1 18.1 - - Metil-2 butene-2 61-102 93.5 45.3 - - Metil-3 butene-1 60-154 - - - - Isobutene 58-76 79.1 58.0 - - Isoprene - 53.2 58.3 - - Acetilene 10-42 27.3 36.8 - - Benzene 11-45 31.7 40.2 - - Toluene 41-83 44.6 47.0 - - o-xilene 41-97 42.4 16.7 54-112 26-67 m-xilene 78-135 58.3 47.4 - - p-xilene 63-180 61.2 47.2 - - Etilbenzene 35-114 53.2 50.4 - - Trimetil-1, 2, 3 benzene 76-175 69.8 29.2 - - Trimetil-1, 2, 4 benzene 86-176 68.3 33.0 - - Trimetil-1, 3, 5 benzene 74-174 69.1 33.0 - - o-etiltoluene 31-130 59.7 40.8 - - m-etiltoluene 41-140 62.6 40.1 - - Scala Canada per quantita' SAPRC PCOP COV OH globale RDM Regno Unito (a) (b) (c) (d) p-Etiltoluene 33 - 96 72.5 n-propilbenzene 17 - 28 49.2 i-propilbenzene 18 - 30 56.5 Formaldeide 104 - 117 42.1 Acetaldeide 128 - 72 52.7 Proprionaldeide 117 - 87 60.3 Butirraldeide 124 - - 56.8 i-Butirraldeide 144 - - 63.1 Valeraldeide 112 - - 68.6 Acroleina - - - - Benzaldeide 43 - -10 -33.4 SEGUE Intervallo Svezia del differenza 0-4 giorni EMEP LOTOS COV PCOP massima Regno Unito (e) (f) (g) (h) (i) p-Etiltoluene 36-135 62.6 44.3 - - n-propilbenzene 25-110 51.1 45.4 - - i-propilbenzene 35-105 51.1 52.3 - - Formaldeide 22-58 42.4 26.1 - - Acetaldeide 33-122 53.2 18.6 - - Proprionaldeide 28-160 65.5 17.0 - - Butirraldeide 16-160 64.0 17.1 - - i-Butirraldeide 38-128 58.3 30.0 - - Valeraldeide 0-268 61.2 32.1 - - Acroleina - 120.1 82.3 - - Benzaldeide -82-(-12) - - - - Note della tabella 3 (a) Coefficiente di attivita' COV + OH diviso per il peso molecolare (b) Concentrazioni di COV nell'aria ambientale in 18 stazioni del Canada, per quantitativi globali di base (c) Massima reattivita' differenziale (RDM) in base agli scenari californiani. Centro di ricerca sull'inquinamento dell'aria a livello statale (Los Angeles, Stati Uniti) (d) PCOP medio sulla base di tre scenari e nove giorni; Repubblica federale di Germania - Irlanda, Francia-Svezia e Regno Unito. (e) Intervallo dei PCOP sulla base di tre scenari ed undici giorni (f) PCOP calcolati per una sola fonte in Svezia producendo una differenza massima di ozono (g) PCOP calcolati per una sola fonte in Svezia utilizzando una differenza media dell'ozono su quattro giorni (h) Intervallo (dal quinto al novantacinquesimo centile) dei PCOP calcolati sulla griglia EMEP (i) Intervallo (dal ventesimo all'ottantesimo centile) dei PCOP calcolati sulla griglia LOTOS PCOP = (a : c) 100 -- -- (b d) (a) = modifica nella formazione di ossidanti fotochimici dovuta ad un cambiamento in una emissione di COV (b) = emissione integrata del COV fino a questo punto cronologico (c) = Modifica della formazione di ossidanti fotochimici dovuta ad un cambiamento nelle emissioni di etilene. (b) = emissione integrata di etilene fino a questo punto cronologico. Questo quantitativo e' tratto da un modello dell'ozono fotochimico in base alla produzione di ozono fotochimico in presenza ed in mancanza di un idrocarburo particolare. La differenza delle concentrazioni di ozono tra queste paia di calcoli su modello, rappresenta la misura dell'apporto di tale COV alla formazione di ozono.